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  1. #41
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    Originally posted by Paul Atreides


    3) Quando si parla di sionismo si tace sempre dell'assoluta avversione all'assimilazionismo ebraico come motivazione cruciale del sionismo stesso. D'altronde, basterebbe leggersi Moses Hess, "Roma e Gerusalemme''

    4) Il ''mischling'' è la dimostrazione, ovviamente passata sotto silenzio, di come l'ebraismo non fosse, per il nazionalsocialismo, un ''marchio'' genetico inestirpabile

    Non ho letto prima , ma vedo questi due punti e non posso non dissentire, almeno in parte :

    3] l' avversione che c'è , ed è forte , non può però _di fatto_ essere definita come " assoluta " perchè gli assimilazionisti c' erano , ci sono e ci saranno sempre . Poi è chiaro che il sionismo è uno degli strumenti per non assimilarsi , ma non è affatto l' unico e , forse , nemmeno il più efficiente .

    4] certo che era un marchio genetico inestirpabile ma un minimo di buon senso imponeva di non darsi a folli progetti di ricerche genealogiche tra area di residenza e fuga dallo stattel .

    Ma non se ne era già parlato ?

    Ciao

    b.

  2. #42
    Paul Atreides
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    Si, se n'era già parlato, in altri contesti

    Comunque: perlomeno riconosci il peso dell'anti-assimilazionismo nella formazione del sionismo senza ricorrere al sempiterno e onnipervasivo ''antisemitismo'' come unica e suprema causa. Che poi il sionismo non sia l'unico modo per evitare l'assimilazionismo è un punto che esula dal discorso ''sionismo''.

    I ''mischlinge'' erano tali proprio a seguito di ricerche accurate negli alberi genealogici Come al solito, tutto quello che non quadra con il cliché ideologico che la vulgata ha appioppato al nazionalsocialismo viene minimizzato come ''pragmatismo''


    Ciao

  3. #43
    Paul Atreides
    Ospite

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    Altre piccole chiose

    1) Browning [ora si spiega perché la signorina non ne conosce manco il nome] classificato come ''intenzionalista'' è una boutade davvero eccellente che denota le ampie conoscenze in materia dell'autrice del polpettone

    2) Himmler era fissato con l'origine indoeuropea degli zingari. Ergo, più lo zingaro era ''puro'' e meno era discriminato. In altre parole, l'atteggiamento era completamente rovesciato rispetto all'''ebreo'', che più era ''puro'' e più veniva discriminato

    3) qualcuno spieghi alla signorina che la sua ammissione della rivoluzione russa ''dove agisce un gruppo dirigente d'origine ebraica'' è un incauto argomento a favore della categoria di ''giudeo-bolscevismo''

    4) ovviamente, sono passati sotto silenzio i rapporti tra il sionismo e il fascismo e il nazionalsocialismo. Non credo fosse lecito aspettarsi il contrario

  4. #44
    SENATORE di POL
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    La distruzione della ragione, presupposto dell'ideologia del nazionalsocialismo, evve verso i meticci una posizione diversa da quella di altri razzismi (anche se non in modo univoco e sempre coerente) compreso quello di certo fascismo italiano, che nelle legislazione conseguente affrontò diversamente l'argomento. Nel "sanguemisto" il nazionalsocialismo preferì alla ripugnanza per la quota di sangue "inferiore", la protezione della percentuale di "sangue tedesco" o "ariano". Ovviamente, tuttavia (e questo è quello che è decisivo per giudicare la delirante ideologia nazista) le leggi di Norimberga si peritarono di impedire in ogni modo la nascita di nuovi sanguemisti, sia dentro che fuori dal matrimonio.
    Basti pensare che i tedeschi di "sangue ariano" non potevano avere persone di serivizio di razza ebraica se non di età superiore ai 45 anni (una sorta di "perpetua"). Le infami leggi per la "purificazione" o "protezione del sangue tedesco", erano secondo la lettera, efficaci soltanto per i fatti (matrimoni, concubinati, relazioni sessuali extraconiugali) compiuti entro il territorio germanico, ma la "giurisprudenza" nazista (se si può usare questo termine per la legge dell'arbitrio assoluto fondata sul "principio del Capo") ben presto si preoccupò di correggere questa....imperfezione. Il "Gran Senato Penale" a partire dal 1938 iniziò a sentenziare che i cittadini e sudditi del Reich erano soggetti alle leggi razziali tedesche ovunque....
    Non dimentichiamo, tanto per intendere lo "spirito" della "scienza giuridica" nazionalsocialista, che sempre negli anni trenta l'associazione degli avvocati nazisti pubblicò svariati opuscoli (nove secondo Neumann, sette secondo Collotti) in cui, tra l'altro, si accusava il razionalismo e il positivismo giuridico di essere il prodotto della contaminazione ebraica della scienza!!!
    Letteralmente....roba da matti.

    Shalom!!!

  5. #45
    Paul Atreides
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    Azz. Quindi sul problema ''meticcio'' il nazionalsocialismo si scopre essere meno razzista del fascismo, che infatti escluse dalla cittadinanza i meticci in AOI [RDL 1° giungno 1936, n. 1019 -ordinamento e amministrazione dell'Africa orientale italiana]

    Ovviamente, il ''mischling'' dimostra la graduale assimilabilità del ''sangue ebraico'' alla faccia del carattere immodificabile del ''gene ebraico''. E se consideriamo che il totale dei ''mischlinge'', dopo le leggi di Norimberga, oscillava tra i 195.000 e i 205.000 [a fronte dei circa 500.000 ebrei ''puri''] ci accorgiamo che la cosa è indicativa assai [cifre tratte da S. Friedlander, ''La Germania nazista e gli ebrei'', Garzanti, 1998, p. 159]. Ma su questo punto cruciale, glissare è la regola

    Sulla scienza giuridica tedesca, il casino è imperante. Ricondurre tutto alla volontà del Fuehrer [a sua volta coincidente con la volontà dello Stato] è, per molti interpreti successivi, il massimo del positivismo giuridico [tant'è che pure Kelsen si trovò accusato di aver spianato la strada al nazismo con le sue distinzioni tra ''legalità'' e ''legittimità'']. Altra invece era la posizione ''organicista'', ad es., di autori neohegeliani come Binder o Larenz che erano acerrimi nemici del giuspositivismo.

    Saluti

  6. #46
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    Originally posted by Paul Atreides

    4) ovviamente, sono passati sotto silenzio i rapporti tra il sionismo e il fascismo e il nazionalsocialismo. Non credo fosse lecito aspettarsi il contrario
    Vabbè , dai, non abbiamo parlato nemmeno di quelli con Husaini , ma questo non significa che non ci siano stati ...

    Quanto al sionismo in chiave antiassimilazionista : se da un lato è vero che indubbiamente c' erano e ci sono ebrei che sono sionisti principalmente per questo motivo ho ottimi motivi per credere che essi siano una minoranza .

    L' identità e il senso di appartenenza sono _costanti_ dell' ebraismo ma l' amore per la propria cultura e le proprie tradizioni aumenta drammaticamente quando ci si senta minacciati , anche fisicamente .[basta pensare ai sondaggi sul rispetto dello shabbat in Israele a partire dalla seconda intifada]

    Quindi , se da un lato è vero che ancor oggi alcuni ebrei fanno Alyah per seri motivi ideologici e perchè pensano che solo così potranno essere _ebrei fino in fondo_ dall' altro è vero che la maggior parte degli ebrei vive fuori Israele , che moltissimi ebrei provenienti da paesi ricchi immediatamente dopo la seconda guerra mondiale trasferitisi in Israele sono tornati ai loro paesi d' origine [pensa un pò , la Germania da anni ormai è quella dove aumenta maggiormente la comunità ebraica a ritmi di quasi 2000 all' anno recentemente ] .

    Ora non ho tempo di approfondire ma credo di avere ragione .

    Ciao

    b.

  7. #47
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    Innanzi tutto nessuna produzione di nuovi meticci, condannata come grave crimine dalle leggi naziste. Il resto sul primato di delirio razzista fra nazisti e fascisti...beh.... è un derby.....
    Circa il positivismo giuridico e il diritto nazista bisogna distinguere tra Rechtpositivismus e Staatpositivismus (Rosembaum, Kauffman..), e tenere conto del particolare "giusnaturalismo" dei nazi.

    Shalom!!

  8. #48
    Paul Atreides
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    Tratto dal polpettone: ''La presenza di Israele, e ancora prima l’immigrazione ebraica, fa nascere nei paesi arabi e in generale nel mondo musulmano un antisemitismo politico prima che religioso, alimentato dal nascente nazionalismo di questi paesi. I discorsi del Gran Muftì di Gerusalemme, che durante la guerra fu ricevuto da Hitler, riecheggiano frequentemente “I protocolli dei savi anziani di Sion”.

    Come vedi, babar, le frequentazioni del Muftì sono state, come di regola , riportate [con ovvio silenzio sul motivo anticolonialista e antiinglese alla base di tali frequentazioni]

    Sull'assimilazionismo, io ne parlo come motivo ''genealogico'' del sionismo. In pratica, il sionismo ha senso se l'assimilazione fallisce. Altrimenti non ci sarebbe stato alcun popolo ebraico da ricondurre ''a Sion''. Mi pare evidente

    Così come mi pare evidente che l'ottocento [e buona parte del settecento] è il secolo dell'emancipazione ebraica e quindi il secolo che più testimoniava a favore dell'assimilazione. Ecco perché questo tema era avversato dai sionisti: perché era all'ordine del giorno. E non mi stanco di ripetere che il sionismo nasce proprio in quell'Europa orientale dove l'assimilazionismo aveva preso molto meno piede che in Europa occidentale. E, a proposito, perchè nessuno ricorda le polemiche chassidiche contro l'haskalà?

    Quanto, poi, al fatto che l'ebraismo sia un difensore strenuo della propria identità, tant'è che l'ha salvata in più di 1800 anni di diaspora, è paradossale che a ricordarlo ed apprezzarlo sia proprio tu che, in genere, te ne freghi di queste cose ''etno''. O, domanda assai maliziosa, per l'ebraismo fai un'eccezione?

    Ciao

  9. #49
    Paul Atreides
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    Originally posted by Pieffebi
    Innanzi tutto nessuna produzione di nuovi meticci, condannata come grave crimine dalle leggi naziste. Il resto sul primato di delirio razzista fra nazisti e fascisti...beh.... è un derby.....
    Circa il positivismo giuridico e il diritto nazista bisogna distinguere tra Rechtpositivismus e Staatpositivismus (Rosembaum, Kauffman..), e tenere conto del particolare "giusnaturalismo" dei nazi.

    Shalom!!
    Ecco, sul diritto nazionalsocialista mi pare già una parziale correzione di rotta, visto che alcuni interpretano il nazionalsocialismo come ultrapositivismo.

    Sui ''mischlinge'' glissa. Ma era preventivato...Più conveniente nascondersi dietro l'oleografia del ''delirio''

    Saluti

  10. #50
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    Non mi pare di aver glissato. Ho sempre detto che la posizione nazista (almeno quella dominante ) sui "sanguemisti" era quella. Lo stesso concetto di "sanguemisto" fra due tedeschi pressochè indistinguibili per lingua, cultura, mentalità generale e anche aspetto fisico (in buona parte dei casi), visto il grado di "assimilazione" di fatto dalla grande parte degli "ebrei" tedeschi.... è un delirio.

    Shalom!!!

 

 
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