Ultime recensioni a libri delle Edizioni di Ar

Nato come tesi di laurea presso l'Università degli Studi di Perugia questo volume ha il merito di inquadrare in chiave storica, con l'ausilio di materiali spesso di difficile reperibilità, la vicenda politico-intellettuale di Franco Freda, teorico (a metà strada tra Evola e Juenger) di una destra aristocratica ed "integrale", antiborghese e "rivoluzionaria". Asettico e ricco di informazioni. Utile per chi si occupa della complessa (e sinora mal studiata) vicenda della destra italiana del secondo dopoguerra, autentico labirinto di posizioni e correnti, spesso tra loro inconciliabili.

Recensione a Chiara Stellati, Una ideologia dell'Origine. Franco Freda e la controdecadenza, Edizioni di Ar.
Ideazione, gennaio/febbraio 2003



Jack London visionario incantato.
...chi ancora nutra riserve sull'avventura spirituale dell'eroe di 'The star rover' (1915), sarà persuaso dall'eccellente nota che Fabrizio Sandrelli, traduttore del romanzo, ha apposto in appendice al volume...London intendeva scrivere un 'pamphlet' contro la pena di morte e l'ipocrisia del sistema carcerario. Ma la sua attrazione per il numinoso, il misterioso e il soprannaturale ebbe la meglio. E quella goccia di irrazionalismo presente nella sua vena sin dalle prime prove letterarie...si profuse, un anno prima della sua morte, nella più visionaria delle sue storie.

Recensione a Jack London, Il vagabondo delle stelle, Il Cavallo alato - Edizioni di Ar
Il Domenicale, 8 febbraio 2003



Beniamino M. di Dario col suo 'Il Sole Invincibile" traccia un quadro, inedito e completo, della grande figura di Imperatore romano, che meriterebbe ben altra conoscenza e 'culto'...Aureliano, che eresse il 25 dicembre 274 in Campo Marzio, un tempio dedicato al Dio Sole, rinnovò in una Roma dimentica delle sue origini pagane, una sensibilità primordiale...

Recensione a Beniamino M. di Dario, Il Sole Invincibile. Aureliano riformatore politico e religioso, Edizioni di Ar
Mariano Iodice, Il Salernitano, 7 febbraio 2003



..non si tratta quindi di ristampe "da amatore", ma per studiosi e per coloro che intendono meglio comprendere il metodo tradizionale applicato alle vicende dell'epoca moderna... l'uscita per la collana "Testi" delle Edizioni Ar, degli articoli apparsi su 'La Rassegna Italiana' e il 'Conciliatore', offre al lettore un panorama più ampio su periodi differenti...Ristampe interessanti, quindi, per conoscere testi che altrimenti sarebbero stati condannati all'oblio.

Recensione a Julius Evola, I testi della Rassegna Italiana e I testi del Conciliatore, Edizioni di Ar.
Manlio Triggiani, Vie della Tradizione, ottobre-dicembre 2002.



“Il volume raccoglie gli articoli pubblicati lungo un quindicennio (1958-1973) appunto sul ‘Conciliatore’. La nostra impressione è che si tratti dell’Evola migliore, nel senso che il filosofo ha occasione di puntualizzare alcune posizioni già espresse nei suoi libri (Gli uomini e le rovine, Cavalcare la tigre, ecc.). C’è tutto Evola, insomma. Quello che polemizza contro una destra che, a suo avviso, non svolge appieno le funzioni di roccaforte della Tradizione; e c’è quello che polemizza con il mito di Gentile, anzi con i mediocri lettori di Gentile che si annidano nel Msi. Non mancano neanche l’Evola polemico con l’opera di mitologizzazione del fascismo condotta dai settori più nostalgici del neofascismo, e infine l’Evola monarchico. Si faccia attenzione alla critica evoliana dello stato totalitario”.

Recensione a Julius Evola, I testi de Il Conciliatore, Edizioni di Ar
Francesco Germinario, L’Indice, n° 9, settembre 2002



“Un’edizione italiana dello scritto di Drieu era già uscita vent’anni fa. Quest’ultima ci sembra ben più organizzata sotto l’aspetto editoriale, avvalendosi anche del testo francese a fronte. È il Drieu ideologicamente irrequieto. Non a caso il racconto è ambientato nella Russia zarista e della guerra civile, con il protagonista, una spia di professione, che deve barcamenarsi fra i rossi e i bianchi. Fino a rifiutare ambedue gli schieramenti. Insomma, il Drieu ribelle e anarcoide, quello del socialismo fascista, che tanto ha affascinato la Destra del Novecento”.

Recensione a Pierre Drieu La Rochelle, L’agente doppio, Edizioni di Ar
Francesco Germinario, L’Indice, n° 9, settembre 2002



“Siamo testimoni in questi ultimi anni dello sfarinarsi del tessuto connettivo che tiene insieme le comunità. Il legame sociale diviene simulacro di se stesso: ovunque prevalgono le sue mistificazioni funzionalistiche. Da organismo vivente si traduce in organizzazione meccanica. Per descrivere questa trasformazione Segatori innova il lessico impiegato di solito e ondeggiante tra l’uso del termine comunità e quello di società. Per provare a cogliere le inedite innervature della questione l’autore adotta due termini tratti dal lessico della fenomenologia, Leib e Körper. Il Körper sta a indicare la rete societaria, richiamandosi al significato originario che lo legava al corpo biologico. Un corpo biologico, figlio della rivoluzione scientifica, in cui le sue componenti collaborano per imposizione. [...] Diverso quanto accade nella comunità. Essa si identifica con il Leib, il corpo esistenziale, che non tende alla sopravvivenza ma alla vita. Rifiuta quanto è uniformizzante. Nel suo seno si custodisce la memoria [...]”.

Recensione a Adriano Segatori, La comunità vivente, Edizioni di Ar
Simone Paliaga, l’Officina, n° 7-8, 2002

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