www.libreriaar.it (aggiornato: 16/01/04)


Alcune recensioni del 2003:


(...) In una serie di scritti che vanno dal 1929 al 1964, Baeumler ingaggiò una lotta culturale per ricondure Nietzsche nel suo alveo naturale di pensatore storico e politico, sottraendolo ai tentativi di quanti - allora come oggi -, insistendo su interpretazioni metafisiche o psicologizzanti, avevano inteso e intendono disinnescare le potenzialità dirompenti della visione del mondo nietzscheana, al fine di ridurla a un innocuo caso intellettuale. Ora questi scritti di Baeumler vengono riuniti e pubblicati dalle Edizioni di Ar sotto il titolo L'innocenza del divenire, in un'edizione di alto valore filologico e documentale, ma soprattutto filosofico e storico- politico. Un evento culturale più unico che raro nel panorama dell'editoria colta italiana (...) Pubblicare Baeumler - come le Ar hanno fatto anche coi precedenti Estetica e Nietzsche filosofo e politico - significa lasciare tracce eloquenti di quel contro-pensiero intimamente radicato in quell'anima europea e incardinato sulla denuncia del modernismo progressista come finale maschera del caos (...)
recensione a Alfred Baeumler, L'innocenza del divenire, Edizioni di Ar
Luca Leonello Rimbotti. 'Linea', 1 dicembre 2003


Questo libro è un audace percorso che tenta di ricostruire l'esperienza politica e culturale di Franco Freda (...) Si susseguono pagine dense che hanno la forza e il coraggio di far emergere con chiarezza e forza evocativa, al di là del dato puramente umano, l'atmosfera della destra radicale, un'esperienza che si fa manifestazione storica di forme ideali che danno sostanza agli eventi (...).
recensione a Chiara Stellati, Una ideologia dell'Origine. Franco Freda e la controdecadenza, Edizioni di Ar
Sal. Sant., 'Area', ottobre 2003
L'ultimo Evola
[...] Gli ultimi [articoli evoliani raccolti in volume -ndr] sono appena usciti da Ar con le introduzioni di due tra i più solidi e penetranti studiosi evoliani, Roberto Melchionda e Piero Di Vona. Raccolgono i testi di Totalità, Il Borghese, la Destra, pubblicati in un periodo che va dal gennaio 1967 all'aprile-maggio 1974, cioè sino a poco prima della morte. Fra le tre riviste Totalità è la meno nota. Tra il '67 e il '68 la fece uscire a Firenze Barna Occhini, che aveva già diretto Italia e Civiltà durante la Repubblica sociale. I suoi più stretti collaboratori furono Melchionda e il pittore-scrittore Sigfrido Bartolini, di cui sono ora riprodotte le incisioni originali per gli articoli di Evola. [...].
I recenti venti di guerra riportano ad un altro testo evoliano, Metafisica della guerra, splendidamente curato, sempre per le Ar, due anni fa da Roberto Melchionda raccogliendo scritti apparsi tra il 1935 e il 1950 [...]. Osserva Melchionda che militò giovanissimo a Brescia nella Brigata Nera alpina Tognù: "il singolo combattente può vincere la sua guerra interna anche nella sconfitta dell'esercito in cui milita oppure perderla nella vittoria di questo" [...].
Recensioni a J. Evola, I testi di Totalità, Il Borghese, la Destra; J. Evola, Metafisica della guerra; Edizioni di Ar
Gianno Accame, 'Area', maggio 2003.


L'Imperatore che inventò il Natale.
Il culto solare di Adriano al tramonto dell'Impero.
[…] Adriano, energica tempra di soldato e di organizzatore, riuscì a sanare sul campo la disgregazione dell'Impero romano e avviò una serie di riforme sociali per contrastarne il declino, per confermare il ruolo di guida sopranazionale delle genti. Il culto solare che egli affermò inaugurando il 25 dicembre del 274 un tempio al Sol Invictus in Campo Marzio fu appunto all'insegna dell'univetà e dell'universalità.
Recensione a Beniamino di Dario, 'Il sole invincibile', Edizioni di Ar.
Alfonso Piscitelli, 'Linea', 28 maggio 2003.


Arrivano dalle Ar stilettate anticonformiste.
Una casa editrice e un bel po' di libri da segnalare. Tutti di qualità, e che dunque val la pena di leggere, perché c'è dentro qualcosa che arriva al cuore e al cervello, e che resta. Le edizioni sono quelle di Ar: corazza scintillante, provocazioni, eresie, profilo politico-ideologico che più 'scorretto' non si può, ma anche gusto filologico, accuratezza formale, proposte intelligenti. Indossare la divisa della radicalità, ma farlo con stile: non è da tutti. Bene dalle Ar ci arriva fresco fresco il Buttafuoco del 'Foglio', sicurissimi, geniale e sregolato: godetevi i suoi ritratti d'autore con connesse divagazioni d'ingegnoso umore, la malpensante penna potrà farvi arrabbiare, ma non scrive con inchiostri annacquati. Hanno bei colori vividi: è un piacere vederli ferire e far fiorire la pagina. […] Andiamo avanti con una raccolta di scritti di Julius Evola: articoli apparsi su tre testate 'militanti', dal nome glorioso […] ed Evola […] è sempre chiaro nelle sue argomentazioni. E lungimirante. Non spaccia patacche ma auree nicchie di sapienza e intelligenza politica: leggere per credere. Suggestivamente 'anacronistiche' le pagine di Adriano Segatori, psichiatra-psicoterapeuta di Gorizia. […] In questo libro c'è un uomo di scienza che parla di comunità -che è bellezza, kairos, persona, destino, sacro, differenza e dono, trascendenza ed essere,- e società -che è funzionalità, Chronos, contatto, individuo, laicità, omologazione e scambio, immanenza e divenire- [...]».
Recensioni a P. Buttafuoco, 'Fogli consanguinei'; J. Evola, 'I testi di Totalità, Il Borghese, La Destra'; A. Segatori, 'La comunità vivente'; Edizioni di Ar
M. Bernardi Guardi, 'Il Secolo d'Italia', 22 maggio 2003.

La critica della globalizzazione presenta, com'è noto, anche un versante di destra. Anzi, la destra, prima che la sinistra, può vantarne la primogenitura, almeno per quanto concerne le declinazioni antiamericane, la salvaguardia delle differenze, ecc. […] il saggio di Paliaga costituisce uno dei lavori più seri finora pubblicati a destra -almeno nella destra italiana- sull'argomento [...]».
Recensione a Simone Paliaga, L'uomo senza meraviglia. La globalizzazione nell'epoca della rete'.
Edizioni di Ar.
F. Germinario, 'L'Indice', n. 5/2003


«[...]comprende gli articoli usciti su uno dei due quotidiani […] cui Evola collaborò stabilmente, lungo quasi un decennio, dal 1933 al 1942. Di particolare interesse sono gli articoli del biennio 1933-35, parecchi dei quali dedicati alla situazione politica tedesca. […]Evola scommette, insomma, sulle fortune politiche e intellettuali di quel settore dello schieramento tedesco vicino alle movenze della Konservative Revolution, cercando invano di diffonderne le posizioni in terra fascista italiana [...]».
Recensione a Julius Evola, 'I testi del Corriere Padano', Edizioni di Ar.
F. Germinario, 'L'Indice', n. 5/2003


Il volume, rielaborazione di una tesi di laurea, coniuga la biografia politica, le fin troppo note vicende giudiziarie e un'esposizione delle posizioni politiche di colui che possiamo ben definire il teorico più rappresentativo, da almeno un ventennio, del radicalismo di destra italiano. […] non v'è dubbio che si tratti di un lavoro onesto e documentato.
Recensione a Chiara Stellati, 'Una ideologia dell'Origine. Franco Freda e la Controdecadenza', Edizioni di Ar.
F. Germinario, 'L'Indice', n. 5/2003


«[...] Raccolta di scritti significativa, inoltre, per comprendere anche come la destra affronta il Sessantotto e gli anni successivi, nonché gli argomenti di cui in quegli anni si discuteva in quest'area politica [...]».
Recensione a Julius Evola, 'I Testi di Totalità, Il Borghese, La Destra', Edizioni di Ar.
F. Germinario, 'L'Indice', n. 5/2003

«[...] questo giornale chiese a Pietrangelo Buttafuoco, nostro illustre collaboratore e critico della democrazia, di scrivere un'inchiesta sulle "obiezioni alla democrazia". Le democrazie sono forti se sanno inglobare e criticare le obiezioni forti che le riguardano (non quelle di comodo, retoriche). Quell'inchiesta è stata pubblicata di recente dall'editore Franco Freda (avete letto bene) con il titolo "Fogli consanguinei". E il direttore di questo giornale ha avuto il piacere di scriverne una breve prefazione [...]».
'Il Foglio', 8 maggio 2003

Un fascista. Estetizzante. Uno di quelli che non teme di dirlo. Ricciolo, siculo, ancora giovane e vigoroso per potersi permettere un triplo salto mortale dentro il cerchio di fuoco delle patrie lettere democratiche. Un frondista del politicamente corretto. Frondista del regime liberaldemocratico. Del regime lib-lab. Del regime liberalriformista. Insomma un antagonista. Ma da tenere in conto. Assicura il suo direttore Giuliano Ferrara, perché il «fascismo di questo straordinario scrittore civile funziona da anni come un antitodo allo sperpero retorico della nostra democrazia repubblicana, e delle idee universali ad essa collegate». Ma Pietrangelo Buttafuoco, […] riesce a non esaurirsi nella prosa pur feconda del pensatore inattuale, nella prosa rococò e civettuola del giornalista di successo. Sotto l’arzigogolo, l’ironia quotidiana, il pensiero naviga lontano dai corsivisti improvvisati figli degeneri della televisione, scandaglia e conserva le ultime luci di una cultura che fu [...]».
Recensione a P. Buttafuoco, ‘Fogli consanguinei’, Edizioni di Ar.
‘Il Domenicale’, 3 maggio 2003-05-05

Uno sguardo oltre le democrazie
… A Pietrangelo Buttafuoco, giornalista de “Il Foglio”, l’audacia della denuncia scolpita con uno stile fiammeggiante che riecheggia il gusto degli sperimentalismi d’avanguardia non manca. Lo spirito guascone di mettere il dito nelle piaghe non rimarginate della nostra società non lo abbandona.
La democrazia, che da anni è l’ansiolitico che placa i tremori e i timori di molti, il placebo che risolve ogni cosa, è ormai diventata lo scacciapensieri che ammanisce tranquillità. Basta pronunciarne le sillabe e già il loro suono infonde quiete e rassicurazione. […]
Tra Franco Freda, Luciano Canfora, Ulderico Nisticò, Massimo Fini, lo skin Brunico, Domenico Fisichella, Geminello Alvi e Carmelo Bene le sintonie difettano. Le conversazioni tra loro e Buttafuoco comunque sono un esercizio -non solo di stile- indispensabile per rapportarsi alla democrazia non alla stregua di un portafortuna da carezzare nei momenti di difficoltà ma come una possibilità tra molte altre. E come possibilità può affinarsi e modificarsi. Lo conferma lo stesso Ferrara nella prefazione: “la democrazia non è un sofisma né un obbligo ma una possibilità”. Ha bisogno di obiezioni, non è una conquista data una volta per tutte, un traguardo raggiunto in cui accoccolarsi [...]».
Recensione a P. Buttafuoco, ‘Fogli consanguinei’, Edizioni di Ar.
S. Paliaga, ‘Linea’ del 24 aprile 2003

Frithjon Schoun, nel suo pregevole volume "La Tradizione dei Pellirosse", (Edizioni di Ar), introduce, tra gli altri, un momento di discussione di grande interesse, cioè quello di ipotizzare uno 'sciamanesimo pellirossa'. L'autore impiega questo concetto essenzialmente per identificare la posizione della cultura spirituale "americoide" nel contesto delle famiglie tradizionali (ovvero ataviche e fondatrici) dell'umanità. […].
Recensione a Frithjon Schoun, "La Tradizione dei Pellirosse", Edizioni di Ar.
M. Iodice, 'Il Salernitano', 11 aprile 2003

Obiezioni alla democrazia, del tipo più temibile: non di quelle che l’avvalorano accettandone l’ipocrita gioco delle libertà di espresione, ma temibili perché figlie di una visione “estetica” della libertà che è conseguenza di una visione elitaria e aristocratica della società e delle sue espressioni contemporanee [...] Atti di acusa, senza alcuna ombra di virulenza o astio verso un modello di società ma piuttosto attestazioni di approvazione verso modelli alternativi che si ricollegano a più ancestrali forme di ragionamento e di pensiero.
Recensione a Pietrangelo Buttauoco, 'Fogli consanguinei', Edizioni di Ar.
M. Iodice, ‘Il Salernitano’, 5 aprile 2003


Nato come tesi di laurea presso l'Università degli Studi di Perugia questo volume ha il merito di inquadrare in chiave storica, con l'ausilio di materiali spesso di difficile reperibilità, la vicenda politico-intellettuale di Franco Freda, teorico (a metà strada tra Evola e Juenger) di una destra aristocratica ed "integrale", antiborghese e "rivoluzionaria". Asettico e ricco di informazioni. Utile per chi si occupa della complessa (e sinora mal studiata) vicenda della destra italiana del secondo dopoguerra, autentico labirinto di posizioni e correnti, spesso tra loro inconciliabili.
Recensione a Chiara Stellati, Una ideologia dell'Origine. Franco Freda e la controdecadenza, Edizioni di Ar.
Ideazione, gennaio/febbraio 2003

Jack London visionario incantato.
«[...]chi ancora nutra riserve sull'avventura spirituale dell'eroe di 'The star rover' (1915), sarà persuaso dall'eccellente nota che Fabrizio Sandrelli, traduttore del romanzo, ha apposto in appendice al volume [...] London intendeva scrivere un 'pamphlet' contro la pena di morte e l'ipocrisia del sistema carcerario. Ma la sua attrazione per il numinoso, il misterioso e il soprannaturale ebbe la meglio. E quella goccia di irrazionalismo presente nella sua vena sin dalle prime prove letterarie [...] si profuse, un anno prima della sua morte, nella più visionaria delle sue storie.
Recensione a Jack London, Il vagabondo delle stelle, Il Cavallo alato - Edizioni di Ar
Il Domenicale, 8 febbraio 2003

«[...]Beniamino M. di Dario col suo 'Il Sole Invincibile" traccia un quadro, inedito e completo, della grande figura di Imperatore romano, che meriterebbe ben altra conoscenza e 'culto' [...] .Aureliano, che eresse il 25 dicembre 274 in Campo Marzio, un tempio dedicato al Dio Sole, rinnovò in una Roma dimentica delle sue origini pagane, una sensibilità primordiale [...]».
Recensione a Beniamino M. di Dario, Il Sole Invincibile. Aureliano riformatore politico e religioso, Edizioni di Ar
Mariano Iodice, Il Salernitano, 7 febbraio 2003


www.libreriaar.it
pagine di cultura politica, cultura dello Spirito, storia antica e medievale, libri rari, storia locale, libri di viaggio.
(segnalazioni librarie e scritti tratti da Margini)