da www.corriere.it
" Le tre carte del Polo I rischi del centrosinistra
Rinviato alla settimana scorsa in attesa degli eventi (il corteo pacifista, il vertice di Bruxelles) il voto in Parlamento sulla crisi irachena arriva adesso, inesorabile come una ghigliottina. E’ un voto spinoso per la maggioranza, ma realmente drammatico per l’opposizione. La prima, la Casa delle Libertà, deve sopportare le conseguenze della manifestazione oceanica di Roma. Mischiato alla folla, non c’è dubbio, c’era anche un certo numero di elettori del centrodestra, in particolare cattolici moderati sensibili al messaggio papale. Dunque anche per la maggioranza non è semplice, sulla carta, stilare una mozione capace di fondere insieme l’inquietudine diffusa, il desiderio di pace e il sostegno politico agli Stati Uniti, cardine della linea di Berlusconi.
Ma il centrodestra può giovarsi di tre carte che equivalgono ad altrettante novità. Una è la lettera inviata a Berlusconi dal presidente della Repubblica, in cui si ricordano i punti fermi della politica estera italiana: unità dell’Europa e rispetto delle Nazioni Unite. La seconda carta è l’accordo raggiunto nell’Alleanza Atlantica, in ordine alla difesa della Turchia. Era una frattura bruciante, espressione della spaccatura politica tra una parte dell’Europa e l’America: averla ricomposta (con soddisfazione, tra gli altri, del Paese più pacifista, la Germania) sembra di buon auspicio e aiuta il governo in Parlamento.
Infine - ed è il dato più importante - c’è il risultato del vertice europeo di Bruxelles. La posizione emersa, riassunta dal presidente di turno Simitis, è quasi ideale per Berlusconi: l’Iraq deve disarmare, ottemperando a tutte le clausole della risoluzione 1441; altrimenti «dovrà assumersi la responsabilità delle gravi conseguenze che deriveranno dall’inadempienza».
Se questa è la linea su cui l’Europa ritrova un minimo di coesione, la maggioranza può tirare il fiato e preparare il testo da votare domani alla Camera. Resta aperto, è vero, il nodo cruciale, vale a dire il contrasto sulla seconda risoluzione dell’Onu. Ma si tratta di una questione da verificare più avanti, intorno alla fine di febbraio. Per il momento l’intesa nel quadro della Nato, e soprattutto la minore distanza tra le capitali europee, offre una base parlamentare alla Casa delle Libertà.
Tanto più che il presidente del Consiglio non mancherà di spiegare che il risultato positivo si deve anche al contributo dell’Italia. Con la mente rivolta al primo luglio, quando la presidenza dell’Unione toccherà al governo di Roma.
Di tutt’altro segno la condizione del centro-sinistra. Forte nel Paese (il 70 per cento di italiani contrari alla guerra «senza se e senza ma»), ma debole in Parlamento. E diviso dalla solita guerra civile interna. L’Ulivo non può chiedere di rinviare il voto, sapendo che Casini stavolta prenderebbe in esame solo una richiesta esplicita e non una manovra sotterranea. Ma non può nemmeno lasciarsi disintegrare in un gioco di mozioni multiple, tendenti a radicalizzare la linea pacifista e anti-americana.
Di fatto è quello che sta accadendo dopo che Sergio Cofferati, il leader morale del pacifismo, ha portato fino in fondo la sua posizione: no all’Onu, no alla concessione delle basi agli Stati Uniti. Su questa linea si crea una frattura verticale: da un lato l’arcipelago anti-americano (Cofferati, Bertinotti, minoranza Ds, movimenti vari, Verdi, cossuttiani, un pezzo della Margherita), dall’altro il vertice dell’Ulivo che cerca di non perdere l’aggancio con le Nazioni Unite e si preoccupa di non compromettere del tutto il rapporto con gli Usa.
Una simile spaccatura sarebbe un dramma politico per l’Ulivo e si sta cercando di evitarla attraverso qualche marchingegno parlamentare. Ma il punto di fondo non cambia: Cofferati non vuole che il vertice «partitico» di Ulivo e Quercia si appropri dei risultati del corteo di sabato. E soprattutto non vuole che, un passo dopo l’altro, si arrivi a qualche forma di convergenza «bipartisan» in Parlamento tra l’Ulivo e la maggioranza.
di STEFANO FOLLI "
Shalom!!!




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Ahia...
