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" Usa e Gb verso l'ultimatum
Mentre oggi si celebra la giornata del digiuno per la pace voluta dal Pontefice, il suo emissario, cardinal Pio Laghi trasmetterà al presidente Bush il messaggio personale del Papa sulla necessità di esplorare ogni strada possibile per evitare una guerra in Iraq. Intanto, per quanto riguarda la possibile nuova risoluzione, il ministro degli esteri russo Igov Ivanov ha confermato che il veto è uno strumento che Mosca è disposta a usare: «L'astensione - ha fatto notare - non è un'opzione. La Russia vuole prendere una posizione chiara, siamo a favore di una soluzione politica. Noi e altri chiederemo che agli ispettori venga dato più tempo e la Russia non appoggerà alcuna decisione che indirettamente o direttamente possa spianare la strada verso una guerra».
USA E GB POTREBBERO LANCIARE UN ULTIMATUM A SADDAM. Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan ha parlato di «sviluppi positivi» in Iraq, mentre il capo degli ispettori Hans Blix si prepara a illustrare, venerdì, il suo rapporto sul disarmo al Consiglio di sicurezza. Ma in queste ultime ora si ha l'impressione che Londra e Washington pensino di scavalcare l'Onu. Se, infatti, non ci sarà una maggioranza per varare la bozza di risoluzione di Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna sul via libera all'uso della forza, il voto potrebbe saltare, mentre Stati Uniti e Gran Bretagna lancerebbero un ultimatum unilaterale a Saddam perché disarmi o lasci il potere.
TIMES: L'ONU HA PRONTO UN PIANO PER IL DOPO SADDDAM. Nel frattempo le Nazioni Unite avrebbero già approntato un piano segreto per la ricostruzione dell'Iraq del dopo-Saddam. L'esistenza di questo documento, scrive oggi il «Times» di Londra nel fare la rivelazione, suggerisce come i vertici dell'organizzazione internazionale considerino ormai il ricorso alla forza contro il regime iracheno inevitabile. Il progetto sarebbe stato messo a punto in via del tutto confidenziale nel corso dell'ultimo mese. Stando a quanto scrive il giornale britannico, il documento di 60 pagine sarebbe stato elaborato su richiesta della diplomatica canadese Louise Frechette, vice del segretario generale Kofi Annan, ad opera di un gruppo preparatorio ristretto, formato da sei persone. Esso prevede un ruolo attivo delle Nazioni Unite a partire da tre mesi dopo la conquista del paese, per guidarlo verso la formazione di un nuovo governo iracheno.
RUOLO ATTIVO DELLE NAZIONI UNITE DOPO TRE MESI DALLA CONQUISTA DELL'IRAQ. Il piano non arriva a sposare la tesi britannica dell'istituzione di una vera e propria amministrazione delle Nazioni Unite nel paese e prende le distanze sia dall'ipotesi dell'assunzione da parte dell'Onu del controllo sul petrolio iracheno, sia da quello di un ruolo dell'organismo nella «selezione» dei funzionari iracheni potenzialmente più fedeli a Saddam Hussein, sia infine dall'organizzazione di elezioni sotto occupazione militare americana.
Ultimo aggiornamento mercoledì 5 marzo 2003 ore 10.30 "
Saluti liberali




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