Senza volere estremizzare: pensa solo alla riverenza reciproca di due coniugi. Se per il marito nella maggior parte dei casi ciò si traduce in un "non fare": non parlare, non progettare, non proporre, per la donna potremmo parlare di un "non permettere": di venire lusingata, di promettere.
Forse in questo il burqa, strumento arcaico e non certo civile, sottende ad una semplice "regola" di convivenza, molto male interpretata: riverenza nel senso di rispetto, del proprio compagno, del sentimento che si vive, e che si esprime anche nell'immagine che si dà di se stessi.
In pratica terra terra: nel libero e libertario occidente potrai pure metterti la minigonna alzo zero, ma se sei fidanzata in certe occasioni magari ometterai di metterla senza per questo parlare di mancanza di libertà, poichè la relazione sentimentale non è altro che una scelta, un progetto con determinati canoni più o meno variabili a seconda delle persone...
Questo punto, lasciando stare il burqa in sè e per sè, forse merita una sottolineatura, dal punto di vista dell'analisi della cultura islamica, senza parlare del fatto che anche l'occhio vuole la sua parte e non trovo certo negativa la bellezza ostentata, mostrata, condivisa.... Spero di essermi spiegato..
Per il resto concordo con te..





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iango:

