Il fenomeno della cosidetta globalizzazione, effettuando un riflusso verso il basso delle condizioni di vita, in nome della competitività e flessibilità, produce sistematicamente nuove fasce di poverà.
Le holding internazionali e sovranazionali, dettano ritmi e tempi economici, scavalcando gli stati nazionali, che di fatto contano sempre meno in materia di economia interna ed estera.
I primi nuovi poveri a pagare per tale congiuntura storica, sono gli impiegati e la middleclass, che tende a scomparire venendo risucchiata nella lowerclass.
Se vogliamo parlare del nostro paese, allora possiamo dire che ai devastanti effetti della globalizzazione, si aggiungano quelli dell'euro, moneta che ha causato rincari in ogni settore, e le policy neoteacheriane del Governo Berlusconi.
All'opera di indebolimento del tessuto economico nazionale, si aggiungono i disagi psicologici di un mondo del lavoro ultraflessibile, fluttuante e privo, oramai, di ogni stabilità.
La scomparsa sistematica della middleclass, và a creare scompensi anche a quella che era la struttura sociologica del nostro paese, che si è sempre ancorata ad una florida ed operosa classe media, che trascinava con se anche le aspettative della lowerclass, migliorandola e stimolandola.
Con l'avvento del capitale globale, è stata anche scardinata ogni forma classica di lavoratore.Oggi, i lavoratori, si trovano repentinamente costretti a cambiare occupazione, con una schizofrenica disintegrazione della divisione settoriale della classi lavoratrici.
Ad un abbassamento complessivo della qualità di vita odierna, si ha, di pari, l'aumento della insopportabile pressione del regime di una concorrenza capitalista spietata, che riflette poi le sue esigenze in una sempre più dovuta competitività, abbassamento dei salari e delle condizioni generali del lavoro.
Gli stati nazionali nicchiano, o finiscono per accettare unilateralmente tale tipo di globalizzazione,Italia compresa.
Tutti coloro che dicono che aumenta l'occupazione non riescono a leggere i proccessi di governament mondiali, che invece segneranno inevitabilmente un abbassamento colletivo e totalizzante della qualità media esistenziale.
Alla scomparsa della middleclass si ha uno sprofondamento proporzionale della lowerclass in fasce di povertà estreme e marginali.
Una sorta di borderline sempre più ampia.Una zona topoligica ed esistenziale di miseria, tristezza e disagi economici e sociali.
Il futuro, con una eventuale guerra in Iraq alle porte, si presenta molto nebbioso, e di sicuro non favorevole per una riequilibrio economico, anzi si và verso una globalizzazione sempre più veloce ed indiscriminata.
I nuovi poveri sono tra noi.
Chi non vuole vedere questa nuova povertà, si comporta come l'orchestrina del Titanic, che continuava a suonare, mentre il Titanic, affondava.
sacher.tonino
Per maggiori approfondimenti Vi consiglio la lettura dei seguenti testi:
In nome del barbone.Vite di strada e povertà estreme in Italia di Federico Bonadonna, deriveapprodieditore.
Contro il capitale globale Strategie di resistenza. di Jeremy Brecher e Tim Costello, edito da Feltrinelli.


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