lo stato-NAZIONE è una sorta di superfamiglia con legami di parentela vicini o remoti, reali o putativi (ma credibili). Tu confondi lo Stato, ente solo politico, con lo stato-Nazione o stato nazionale, che è la combinazione dell'ente politico con l'ente etnoculturale che è la nazione. L'Italia fino a prova contraria è uno stato-Nazione. Da qui deriverebbe logicamente l'iportanza di riconoscere i legami storici, etnici, genetici che affratellano tutti gli italiani, se non fosse che per mezzo secolo i cattolici, i liberali e i comunisti hanno snaturato lo stato nazionale rendendolo niente più che una scorza vuota, senza significato, senza radici e senz'anima. Ne è un bell'esempio la costituzione attuale: fredda, anonima, anodina e buona per tutte le latitudini.In Origine Postato da gribisi
I miei fratelli sono soltanto i figli di mio padre e di mia madre.
Gli zingari non sono miei fratelli, e nemmeno gli italiani, i senegalesi o nessun altro.
I tuoi ragionamenti sul DNA possono andare bene per la famiglia: se fossi un delinquente mio padre mi aiuterebbe lo stesso, se non altro perchè sono suo figlio. E anche questo non credo oltre certi limiti, perchè ci sono pure genitori che non hanno più voluto avere niente a che fare con i loro stessi figli colpevoli di crimini molto gravi, o addirittura che li hanno denunciati loro stessi.
Ma lo Stato non è una famiglia, è una comunità politica, e deve trattare tutti allo stesso modo. Il DNA si attacchi al tram.
Se vogliamo ridare significato allo stato nazionale, dobbiamo per forza rivalorizzare appunto quei legami di storia, di sangue, di cultura che ci fanno tutti italiani. Il DNA quindi conta eccome!




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