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Discussione: Case Maledette

  1. #1
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    Predefinito Case Maledette

    Sapete qualcosa sugli edifici che in Italia vengono considerati "maledetti" e sulla loro storia?

    Fatemi sapere, l'argomento mi incuriosisce...

  2. #2
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    Se per “case maledette” intendi case infestate, qui troverai una mappa dei luoghi più inquietanti d’Italia, con relativa storia.

    Ciao.

  3. #3
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    Dal sito http://www.esoteria.org/

    CASE MALEDETTE
    (Stralcio dell'articolo Il destino è nei numeri di Giuseppe Cosco)

    I numeri segnano anche i destini delle case. Numeri malefici per un'abitazione sono in particolare l'11, il 12, il 13 e il 22. Peter Kurten, il mostro di Dusseldorf, che violentava e poi assassinava le sue povere vittime, abitava al numero 71 di Mattmannerstrass. Questo numero, decisamente cattivo, è corrispondente (7+ 1) alla lama VIII dei tarocchi, la Giustizia e significa, pure, squilibrio, ossessioni e fissazionì. Il 71 può essere considerato anche come numero a sé stante e, in questo caso, il suo simbolo è la "Mietitrice"; e Peter Kurten, lo squilibrato di Dusseldorf "mieteva" vittime innocenti.

    Pure il 44 è malefico ed è il numero di Charles Street, dove era ubicato l'appartamento della diciannovenne Mary Sullivan, strangolata il 4 gennaio 1964 da un altro psicopatico omicida, lo strangolatore di Boston.

    In Gainsborangh Street, n. 77, il maniaco di Boston violentò, uccise e poi mutilò orribilmente un'altra donna. Ebbene il numero 77 (7+7) ha vibrazione 14 e, nell'antico Egitto, questo numero ricordava la morte di Osiride, che dopo essere stato ucciso da Set, ebbe da questi il corpo mutilato in quattordici parti.

    In un'altra strada di Boston, al numero civico 435 il serial killer seviziò e uccise Jane Sallivan, un'infermiera sessantasettenne, 435 (4+3+5) corrisponde alla lama XII degli arcani maggiori dei tarocchi, che simboleggia la morte violenta e la vittima dei sacrificio. I delitti efferati dello strangolatore di Boston continuarono a consumarsi in case ubicate in vie contrassegnate con numeri malefici. Strangolò e violentò al n. 315 (3+1+5), vibrazione 9, ínfausta, della Huntington Avenue, una studentessa in medicina, Sophia Clark di soli venti anni. E ancora seviziò e uccise, Patricia Bissette, ventitreenne, abitante al 515, vibrazione 11, di Park Drive a Boston. W. Wescott, adepto della Golden Dawn, scrive che questo numero ha "una cattiva reputazione tra tutte le genti".

    I cabalisti dicono che è il numero della diavolessa Lilith, regina dei demoni Lilin.

    In definitiva ogni cosa, ogni nome, finanche un progetto può essere rappresentato da un numero e studiato onomanticamente.

    Un autore del XVII secolo citato da Desbarolles scriveva:Il grande sistema del mondo riposa su certe basi d'armonia delle quali l'essere, la forma, l'azione di tutte le cose... sono una connseguenza naturale. Queste basi d'armonia sono i numeri. Colui che li conosce, conosce le leggi della natura... il legame di tutte le cose e di tutti i fatti...

  4. #4
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    Ed ecco qualche notizia sulle "case maledette" di Madrid...

    Dal sito http://contact.soloinrete.it/

    Micol Barbierato
    UN TOUR PER IL MADRID “INFESTATO”

    Anche se Madrid è una città relativamente giovane, non per questo manca di leggende e storie lugubri circa fantasmi e spiriti che infesterebbero alcuni dei suoi edifici più famosi. Vale la pena fare un piccolo tour per scoprire alcune di queste case maledette.


    LA CASA DAI SETTE CAMINI

    E cominciamo con questa casa situata nel cuore di Madrid, nella centralissima Plaza del Rey. Questa leggenda risale al 1577.
    Il Capitano Zapata, partito per combattere a San Quintino, muore durante la battaglia, lasciando vedova Elena, una giovane dama al servizio della corte di Filippo II con la quale si era sposato da poco. Elena è così distrutta dalla notizia della morte del marito che si chiude nella sua stanza nella casa che era appartenuta ad entrambi (la casa dai sette camini appunto) per non uscirne più. Per giorni la si può sentire piangere sconsolatamente. Solo alcuni mesi dopo gli incessanti lamenti che provengono dalla sua camera finalmente cessano. Elena è ritrovata morta, stesa sul suo letto nuziale, con un inspiegabile e perturbante sorriso sulle labbra. E poco dopo il suo corpo sparisce misteriosamente. Non passa molto tempo che anche il padre di Elena è ritrovato morto impiccato. Il re ordina un’investigazione ma è presto costretto a insabbiare tutto a causa delle voci su di una sua probabile relazione con la bella dama.
    Passano gli anni, e quando tutti ormai si sono scordati di questo mistero, cominciano a correre le voci riguardo una strana apparizione che infesta la casa. Una donna misteriosa vestita di bianco è vista da vari passanti mentre cammina di notte sul tetto dell’edificio, per poi fermarsi nel punto più vicino al Palazzo Reale, inginocchiarsi e picchiarsi il petto in un gesto di estremo dolore e quindi svanire misteriosamente.
    Nel 19 secolo la casa fu comprata dal Banco de Castilla. Durante i lavori di restauro e rinnovamento dell’edificio, i costruttori ritrovarono lo scheletro di una donna nascosto dietro una parete di mattoni, con un gruzzolo di monete del secolo 16. E nel 1960 furono ritrovati anche i resti di un uomo.


    MUSEO REINA SOFIA

    Il nostro tour per il Madrid infestato non esclude questo famoso museo. A metà degli anni ’90 cominciano ad accadere degli strani fenomeni : gli ascensori cominciano a funzionare da soli, porte chiuse a chiave vengono ritrovate aperte e si sente il rumore di passi misteriosi. Nel 1997 i guardiani notturni riferiscono di strani fenomeni, come di essere spinti da mani invisibili. Una notte uno di loro abbandona l’edificio in panico dopo aver visto una processione di suore vestite alla maniera del 19 secolo attraversare il patio d’entrata.
    Ancora oggi, il personale addetto alla pulizia del museo assicura che con loro lavora lo spettro di una donna morta alla fine del 1900. O così almeno assicurano quelli che furono i suoi colleghi di lavoro.
    Ma non è tutto. L’edificio che oggi ospita il museo d’arte Reina Sofia fu inaugurato nel 1787 come l’Ospedale Reale di San Carlos e le sue fondamenta furono utilizzate per anni come cimitero per i senzatetto, proprio nello stesso luogo dove adesso c’è un parcheggio. Ed effettivamente nei sotterranei dell’edificio si possono ancora vedere le pietre tombali.


    CASA DE AMÉRICA

    Ma il caso più intricato è rappresentato forse dalla Casa de América.

    “Yo tuve una hija, yo tuve una hija” (Io ho avuto una figlia, ho avuto una figlia), ripete in continuazione la voce disperata di un uomo. Gli risponde la voce debole di una donna “Mi hija... nunca oí decir ‘mama’...” (Mia figlia... non ho mai sentito dire mamma). Mentre la voce di una bambina grida “Mamá...mamá yo no tengo mamá.” (Mamma... mamma io non ho una mamma). Segue poi la voce di un uomo “¡Fuera! ¡Fuera! No, no, aquí no...” (Fuori! Fuori! No, no, qui no...)

    Questa è la trascrizione della registrazione raccolta dalla nota parapsicologa Carmen Sánchez Castro delle voci che si possono udire provenire dalle pareti del Palacio de Linares, più comunemente noto come Casa de América, dopo che i costruttori e le stesse guardie riportarono tutti gli elementi classici di una storia di fantasmi, come rumori di passi, porte che si aprono e chiudono da sole, ombre misteriose, la misteriosa musica di un organo....
    Poco dopo cacciatori di fantasmi e parapsicologi di tutto il mondo si riunirono per studiare le cause degli strani fenomeni. E la leggenda sulle voci misteriose fu riportata in vita.
    Alla fine del 1800, il giovane Marchese José de Murga si innamora perdutamente della bella Raimunda Osorio. Il padre di lui, Don Mateo, felice in un principio per la scelta del figlio, si oppone poi al matrimonio quando scopre che la madre di Rosaura è una semplice venditrice di sigarette con la quale lo stesso Don Mateo da giovane mantenne una relazione. E Rosaura è probabilmente la figlia nata da quest’antico amore.
    Sconvolto dalla scoperta, Don Mateo invia il figlio a studiare a Londra cercando di allontanare i due giovani. Ma quando José ritorna, l’amore tra i due è più potente che mai e i due, morto ormai Don Mateo, si sposano, inconsapevoli del terribile segreto. È il 1878. La giovane coppia va a vivere con la figlia nel Palazzo de Linares.
    Una delle versioni più accreditate della leggenda racconta poi che José e Raimunda ritrovarono una lettera scritta dal padre di lui nella quale si raccontava tutto. Tormentati dal rimorso per la loro relazione incestuosa si dice che i giovani amanti impazzirono e José si tolse la vita, mentre Raimunda soffocò la figlia e la murò dietro una delle pareti del palazzo. Le voci che si possono ascoltare nei nastri raccolti da Carmen Sánchez Castro apparterrebbero appunto a questi tre spiriti tormentati.


    INCONTRI PIÙ RECENTI

    Ma il Madrid infestato non è solamente una sequela di antiche leggende sui suoi musei più famosi. Negli ultimi 20 anni, sono stati investigati numerosi casi di poltergeist a Coslada, Carabanchel, Vallecas e Avenida del Mediterraneo (tutti quartieri periferici della citta`). E sono più d’uno gli inquilini che hanno dovuto abbandonare la propria casa al numero 124 di Calle Ayala a causa dell’apparizione di uno spettro.
    E se vi ritrovate a viaggiare di notte nella stazione metro di Tirso de Molina, tenete gli occhi bene aperti: potreste vedere l’apparizione di uno degli spiriti le cui tombe si ritrovano proprio sotto i binari!! Furono poste lì durante i lavori di edificazione della stazione quando i costruttori ritrovarono il cimitero di un antico monastero e non sapevano cosa fare dei corpi.

  5. #5
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    A Trieste ci sono tre castelli da considerare come interessanti da questo punto di vista:

    1. San Giusto, in cui si notano presenze di spiriti di guerrieri (non si è mai saputo se austriaci o veneziani), capitanati da un tal Babuder, che veste un' armatura metallica. Luogo di incontro di spiritisti locali, col permesso delle Autorità.

    2. Miramare. Costruito da Massimiliano d' Absburgo, poi caduto ucciso dai rivoluzionari in Messico e in cui visse la moglie Carlotta, impazzita, fino alla morte.
    Si dice che chiunque abiti il Castello morirà di una morte violenta. Massimiliano fu fucilato, Carlotta si trasferì in un edificio secondario (ma comunque impazzì in giovane eta'), il Duca d' Aosta mori' giovane in una scalata in Africa, il comandante dell' esercito neozelandese che occupo' Trieste nel 1945 mori' giovane di morte misteriosa.

    3. Castello Geiringer. In cima al colle di Scorcola, luogo da decenni prediletto per sedute spiritiche finalizzate a chiamare Mussolini e Hitler. Quando viene Mussolini, si spengono le luci, mentre Hitler fa staccare i quadri antichi dal muro. Io ci sono stato una volta, hanno chiamato Mussolini, si e' spenta per un attimo la luce ed una moneta da 500 Lire e' rimasta a mezz' aria per 4-5 minuti.

    Saluti

  6. #6
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    Originally posted by Mitteleuropeo
    A Trieste ci sono tre castelli da considerare come interessanti da questo punto di vista:

    1. San Giusto, in cui si notano presenze di spiriti di guerrieri (non si è mai saputo se austriaci o veneziani), capitanati da un tal Babuder, che veste un' armatura metallica. Luogo di incontro di spiritisti locali, col permesso delle Autorità.

    2. Miramare. Costruito da Massimiliano d' Absburgo, poi caduto ucciso dai rivoluzionari in Messico e in cui visse la moglie Carlotta, impazzita, fino alla morte.
    Si dice che chiunque abiti il Castello morirà di una morte violenta. Massimiliano fu fucilato, Carlotta si trasferì in un edificio secondario (ma comunque impazzì in giovane eta'), il Duca d' Aosta mori' giovane in una scalata in Africa, il comandante dell' esercito neozelandese che occupo' Trieste nel 1945 mori' giovane di morte misteriosa.

    3. Castello Geiringer. In cima al colle di Scorcola, luogo da decenni prediletto per sedute spiritiche finalizzate a chiamare Mussolini e Hitler. Quando viene Mussolini, si spengono le luci, mentre Hitler fa staccare i quadri antichi dal muro. Io ci sono stato una volta, hanno chiamato Mussolini, si e' spenta per un attimo la luce ed una moneta da 500 Lire e' rimasta a mezz' aria per 4-5 minuti.

    Saluti
    Ti ringrazio per il contributo, carissimo Mitteleuropeo, e soprattutto per la preziosa testimonianza diretta che ci hai offerto...
    Ho trovato in Rete alcune notizie circa altre presenze inquietanti a Trieste, che posterò nel messaggio immediatamente successivo... Ti sembrano attendibili?

    Colgo inoltre l'occasione per scusarmi, non avendo ancora risposto al tuo cortese pvt... Purtroppo, gli eventi in bellici in corso e un lavoro che sto scrivendo e del quale ti dirò hanno ulteriormente compromesso il mio già delicato equilibrio organizzativo...

    Provvederò nell'immediato, così ci "vedremo" anche nell'altro forum per conversare un po' nella nostra lingua prediletta... Bis bald!

  7. #7
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    Dal sito http://www.trieste.com/

    Le case visitate dai fantasmi

    Nel vicolo San Vito, vicino alla "casa delle bombe", sul pendio del Castello di San Giusto, si trova una "casa del diavolo", a quattro piani. Alcuni sostengono che il nome fu dato da un uomo tradito dalla moglie e che Ë ora lo spirito della donna ad apparire con gran rumore di catene, ed erra per la casa scricchiolando e brontolando. Altri dicono che un sacerdote vi si tolse la vita e che ora vi faccia ritorno il suo fantasma ad errare. I superstiti non andrebbero mai in quellíedificio e neanche vi passano vicino.

    In una casa in via Zovenzoni una serva ogni notte vedeva un armadio saltarle appresso: Ë chiaro che in una stanza cosÏ poco rassicurante nessuno volesse pernottare. Altre storie di spiriti riguardano una villa in via Rossetti, una casa dellíEremo vicino al macello della città, uníaltra casa di san Giovanni di fronte alla "Capuzzera", la Casa rossa sulla Scala Santa di Gretta e una villa, a foggia di castello sulla collina del Boschetto. Questíultima era di proprietà di un conte spietato che sarebbe stato assassinato per vendetta.

    Molto ricordata per i fenomeni soprannaturali che si verificano Ë la casa di Colonnello in via Marinella. Una vecchia moribonda vi avrebbe sentito un terribile trambusto ed avrebbe perfino visto la coda del diavolo nellíaria. Sulla costiera, a Barcola, si trova una villa con tre cupole dorate. Nel bel giardino di questa villa una sera i numerosi invitati che vi si trovavano furono sorpresi da una visione allucinante: come fossero radunati per una festa, avanzavano e indietreggiavano delle figure vestite con abiti di tempi remoti, ed apparivano degli spiriti. Il tutto in una luce chiara come quella del giorno. Da allora la villa gode di una fama poco raccomandabile.

    Anche una casa sul "Pra del globo" di Cologna godeva di pessima fama fra la gente per i rumori che si sentivano di notte. Si attribuivano questi fenomeni a qualche fatto funesto verificatosi in passato. Nella casa triestina del ricco fabbricante defunto Chiozza una stanza dipinta di rosso dovette essere dipinta con un altro colore. Ogni volta che si iniziava il colore, sulla parete appariva líimmagine di un vecchio riconosciuta per quella del proprietario precedente. La gente racconta che si trattasse di massone e, come tale, destinato ad aggirarvisi dopo la morte.

    Alla sinistra del campanile di S. Giusto a Trieste si trova una piccola casa ad un piano. LÏ, un tempo, abitava il sagrestano con la moglie. Ogni notte che si iniziava il lavoro, si udiva provenire dal pavimento un rumore di catene interrotto da lamenti. Le ricerche e gli esorcismi del parroco furono vani. Infine un giorno si dovettero cambiare le tavole del pavimento e, proprio sotto i letti, dove si era sentito sempre il maggior trambusto notturno, fu scoperto un grande scheletro, da chi sa quanto in quel posto. Rimossi quei resti il sagrestano e la moglie finalmente ebbero pace.

    Molti anni fa, a Servola, un ladro chiamato Cavola uccise un suo compagno di nome Curin, Perché non aveva voluto spartire il suo bottino. Successivamente Cavola si suicidò con un colpo di fucile. Da allora si potÈ vedere lo spirito di Cavola vagare attorno alla casa nelle cui vicinanze era sepolto Curin. Il Cavola appariva sotto le sembianze di un cane o di una fanciulla. Dalla casa giungevano rumori cosÏ forti che nessuno voleva abitarvi. Nel 1878 il proprietario ebbe líidea di tenervi delle sedute spiritiche, per sapere finalmente la causa di quei lamenti. Dopo aver sentito i colpi battuti sulla "tavola a tre gambe del diavolo" i partecipanti udirono la voce flebile dellíassassino: supplicava di disseppellire il Curin da una fossa presso un vecchio albero e di deporlo in terra consacrata. Quanto al bottino, questo si sarebbe trovato nascosto in una stanza sotto il pavimento. Il proprietario, saputo del bottino, interruppe subito la seduta per distogliere líinteresse dei partecipanti da quella notizia. Sembra che effettivamente abbia trovato il nascondiglio, sia diventato ricco da un giorno allíaltro ed abbia iniziato una vita molto agiata. Quando Curin fu sepolto in terra consacrata, le manifestazioni degli spiriti cessarono.

  8. #8
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    Casina Reale – Serre (Salerno)

    Verso la metà del XVIII secolo, Carlo III di Borbone volle fare una sosta nella zona della piana del Sele, dove rimase attratto da un luogo particolarmente ameno, ricco di boschi, risorse idriche e selvaggina. Qui, nel 1752, fece costruire la sua "Real Casina di caccia". Non si conosce l’autore del progetto, è certo però che la Casina fu oggetto di un fondamentale intervento di salvataggio e restauro da parte di Luigi Vanvitelli. L’edificio presenta una simmetrica pianta quadrata, si sviluppa su due piani ed è arricchito da quattro originali torri ottagonali. Nel loro interno ardite scale a chiocciola, non sostenute da pilastri, ma sistemate ad incastro nei muri perimetrali. Successivamente, la Casina fu acquistata dal Ministero della guerra che vi istituì il rifornimento di cavalli per l’esercito. Ancora oggi è sede di una caserma militare con la presenza del corpo di cavalleria.

    Oscuri avvenimenti sono accaduti in questo luogo: la testimonianza di questi eventi è giunta da moltissimi militari che vi hanno svolto il servizio di leva. Si dice che un giorno, mentre si stava celebrando un matrimonio, una bambina si allontanò per giocare nel cortile della Casina e che qui cadde in un pozzo. A nulla valsero gli sforzi per salvarla e non si è mai avuta alcuna certezza circa la dinamica dell'incidente. Da allora, quasi ogni ragazzo che ha svolto il servizio di leva in questa caserma ha assistito a fenomeni strani ed inspiegabili. Alcuni hanno raccontato che di notte, durante il servizio di guardia, d'un tratto, alcuni cani randagi "adottati" dalla caserma si fermarono bruscamente, tutti perfettamente allineati e rivolti verso un punto preciso, dove videro apparire una bambina vestita di bianco, che chiedeva loro di giocare insieme. Altri hanno raccontato di aver visto una bambina passeggiare insieme ad un militare (dalle ricerche sui giornali d’epoca, risulta che un militare per cause ignote si suicidò impiccandosi…). Molti raccontano di strani rumori e lugubri lamenti, amplificati dal fatto che questo edificio si trova in mezzo ad un desolato bosco conosciuto dalla gente del luogo con il nome di "Fossa dei serpenti".

    Attendibilità: consultando i giornali d'epoca, è possibile trovare testimonianza della morte della bambina e del suicidio del militare. Inoltre, moltissimi ragazzi particolarmente sensibili, durante il loro servizio di leva, a causa di questi eventi sono stati spostati nei vari ospedali militari di competenza.

    Visitabilità: trattandosi di una caserma, effettuando le dovute richieste agli enti preposti, è possibile visitarla.

  9. #9
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    In aggiunta da quanto riportato da Mitteleuropeo e da Tomas,
    ci metterei pure la leggenda della Dama Bianca del Castello di Duino:



    Una ventina di chilometri prima di Trieste, dopo aver lasciato Monfalcone, si incontra il castello di Duino.
    Il castello, attualmente abitato dai principi di Torre e Tasso, e che appare così com’era cinque o sei secoli fa, sorge su una scogliera nei pressi della foce del Timavo.
    Vista dal mare, una roccia bianca ai piedi del castello ricorda una figura femminile avvolta in un largo mantello: da ciò la leggenda della dama bianca o della donna di sasso.
    Si narra che un signore di Duino, particolarmente collerico e sanguinario, venuto a diverbio con sua moglie, una dama gentile, l’afferrò brutalmente e la scagliò giù dalle mura della rocca. La poverina, mentre cadeva, lanciò una disperata invocazione d’aiuto. Il cielo ascoltò il suo grido, trasformandola in pietra.
    Ancora oggi la donna pietrificata giace ai piedi della rocca rannicchiata su se stessa, con la sua veste candida distesa in morbide pieghe che il mare lambisce. Da allora, dice la leggenda, ogni notte, verso la mezzanotte, la dama si desta dal suo sonno, si alza da giaciglio di sasso e vaga per le stanze del vecchio castello, in cerca della culla del suo bambino e, non trovandolo, piange disperatamente fino all’alba, quando riprende il suo aspetto di pietra.
    Chi era quel signore ? Perché volle uccidere la sua donna? Nessuno lo saprà mai.

    …Chi si fosse quel sire feroce
    chi la donna del misero fato,
    nemmen l’eco lo dice in sua voce
    che con essa nel sasso ammutì …

    Completamente avvolta nel mistero, dunque, questa strana leggenda. Di essa, muta testimonianza, rimane solo la roccia dalla caratteristica forma. E in più la bella poesia di cui abbiamo riportato qualche verso, scritta il secolo scorso dalla principessa Teresa Höhnlöhe di Duino.

    Mi sembrava doveroso anche in omaggio alla mia bella città in cui sono nato e di cui ho nostalgia.
    Un saluto.

  10. #10
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    Interessante sull'argomento del thread, il sito:

    http://www.creepynet.com/notizie.html

 

 
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