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  1. #11
    SENATORE di POL
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    intanto....

    dal sito di IDEAZIONE

    " Punto militare.
    Baghdad liberata, il regime si sgretola



    Baghdad è libera. E le statue di Saddam iniziano a cadere tra gli applausi della folla, che festeggia le truppe americane e saccheggia gli edifici del regime distrutti dalle bombe alleate. E' la fine di un incubo, per i cittadini iracheni oppressi dalla dittatura e per chi temeva la guerriglia urbana dei fedayn. Secondo il generale Vince Brooks, portavoce del comando centrale statunitense, ci sono ancora "sacche di resistenza" nella città e nel nord del paese, ma è finalmente possibile affermare che "gran parte dell'Iraq è stato liberato dall'oppressione". Le autorità USA continuano ad essere caute, ma la sensazione è davvero quella che la guerra sia ormai vicina ad una conclusione. Il corrispondente della Reuters, Khaled Yacoub Oweis, ha descrivendo l'arrivo delle unità corazzate americane nel centro della città senza che venisse sparato un colpo: "E' come se tank iracheni avanzassero su per la Quinta strada a New York o a Piccadilly Circus a Londra''. Hanno fatto il giro del mondo, trasmesse anche dai network televisivi di lingua araba, le immagini di una statua di Saddam nel cuore della capitale, vero simbolo del regime, demolita dalla folla con l'aiuto di un tank statunitense. Quando la statua è crollata, centinaia di cittadini di Baghdad hanno iniziato a danzarci sopra, colpendola con bastoni, sassi e scarpe. E scene simili si sono ripetute ad ogni angolo della città, con la folla che canta, sventola bandiere, lancia fiori e balla sulle statue cadute.



    I marines, da est, sono entrati nel quartier generale della polizia segreta di Saddam, la cosiddetta "Direzione della Sicurezza generale". Ma al loro arrivo il palazzo era già stato preso di mira dagli iracheni, che si stavano dando da fare per portar via tutto il possibile. Secondo gli ufficiali statunitensi, il palazzo ospitava la direzione politica della polizia segreta ed alcune stanze erano ancora piene di documenti che saranno studiati dai servizi di intelligence alleati. Adesso l'attenzione delle forze militari si sposta a nord di Baghdad, verso la città di Tikrit, dove secondo gli analisti si concentra il grosso della resistenza da parte di truppe regolari ed irregolari irachene fedeli al regime di Saddam. Proprio dal fronte settentrionale arriva la notizia del primo sbarco di unità corazzate americane nell'aeroporto di Harir, nei pressi di Kirkuk. Le forze alleate e quelle curde hanno conquistato una montagna strategica dalla quale gli iracheni difendevano Mossul, aprendo la strada per la conquista della città petrolifera del Kurdistan iracheno. Ma per l'assalto finale alla città, difesa dall'artiglieria pesante, era appunto necessario attendere l'arrivo delle unità corazzate. Poi sarà la volta di Tikrit, nascondiglio finale di un dittatore senza più dittatura. (a.man.)

    9 aprile 2003

    mancia@ideazione.com
    "

    Cordiali saluti

  2. #12
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LA STAMPA

    " La Stampa del 10/04/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    Il capo della Farnesina ha esposto le linee guida del Governo per il dopo-Saddam

    Frattini: l'Italia sarà in prima fila per gli aiuti all'Iraq
    Il Ministro degli Esteri al Senato: già stanziati 15 milioni di euro. Martino: giornata gloriosa ma non è la fine dei combattimenti. I Ds: nessuna pregiudiziale ma la linea del governo è confusa
    Emanuele Novazio
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - La guerra in Iraq si avvia alla conclusione ma si aggrava l'emergenza umanitaria, e mentre si delineano i piani per una ricostruzione della quale intende approfittare anche l'Italia - forte del sostegno politico garantito agli Stati Uniti - il governo costituisce una «task force interministeriale» gestita dalla Farnesina per dare «tempestività ed efficienza» all'invio degli aiuti in Iraq. Finora, afferma il ministro degli Esteri Frattini intervenendo in Senato, l'Italia è «ai primissimi posti» per le cifre già stanziate: a un'erogazione di 10 milioni di euro vanno aggiunti altri 5 milioni assegnati alla Fao e destinati alla «riabilitazione agricola», in modo che non si perdano i raccolti di quest'anno. Inoltre è in partenza da Brindisi per il Kuwait un aereo con 40 tonnellate di aiuti vari, dai medicinali ai generatori di corrente. In attesa che si chiariscano le posizioni internazionali sulla transizione irachena - e mentre «è ancora prematuro» parlare di un impegno italiano nel peacekeeping, anche se non si esclude l'invio di un gruppo di carabinieri - la strategia del governo è dunque duplice: intensificare lo sforzo umanitario significa anche anticipare i termini di una presenza legittimata da una scelta «impopolare e dolorosa» che permetterà tuttavia all'Italia - sottolinea Frattini - di «esercitare un ruolo a favore della ricostruzione in Iraq e della pace in Medio Oriente».
    «Nel dopoguerra il nostro Paese può fare molto bene», avverte Frattini (anche se la guerra continua, come osserva in Tv il responsabile della Difesa Antonio Martino: «Ieri è stata una giornata gloria, ma non ancora la fine dei combattimenti»). Ma proprio in vista di questi impegni e di questi traguardi «non è utile guardarsi indietro e dividersi» e serve al contrario «la massima coesione nazionale», rileva il capo della nostra diplomazia. Con un appello alle opposizioni perché sappiano trovare «le ragioni della serietà», si impegnino alla «massima coesione nazionale» e garantiscano «una solida intesa parlamentare» alla presidenza di turno europea che l'Italia erediterà dalla Grecia il 1° luglio: in pieno dopoguerra, e con l'ambizioso ma difficile obiettivo di sanare le ferite che il conflitto ha aperto all'interno dell'Ue e fra le due sponde dell'Atlantico. Soltanto Francesco Rutelli, da Strasburgo, risponde positivamente all'appello di Frattini: «Il successo del semestre italiano è interesse nazionale, l'opposizione non farà mancare il proprio appoggio alle politiche che vanno nella direzione europeistica tradizionale dell'Italia», afferma il coordinatore dell'Ulivo. Più cauti i Ds: pur senza essere «pregiudizialmente ostili agli appelli all'unità» bisognerà capire quale sarà la politica italiana nel mondo, ma il governo in questo momento «appare privo di strategia e Frattini non ha chiarito le sue scelte», rileva il presidente dei senatori Gavino Angius. Anche se, avverte il presidente dei Ds Massimo D'Alema, in un momento così delicato, «è più facile che l'Italia abbia un ruolo se l'opposizione può dare una mano». Critico il senatore a vita Emilio Colombo, ex ministro degli Esteri: la politica estera del governo è «debole e incerta», ma l'Italia «può ancora svolgere un ruolo importante sulla scena internazionale».
    Alle responsabilità delle Nazioni Unite nell'Iraq del dopo-Saddam Frattini ha dedicato la parte centrale del suo intervento: confermando di aver ricevuto dal Segretario di Stato americano l'assicurazione - peraltro fortemente ridimensionata da altri importanti esponenti dell'amministrazione Usa - che Washington intende assegnare «un ruolo importante» all'Onu nel dopoguerra iracheno. L'Italia insiste perché la presenza delle Nazioni Unite sia «vitale e strategica», ha ribadito il ministro: senza sciogliere la cautela su tempi e modi di un intervento che continua a provocare dissensi significativi, fra i Paesi con diritto di veto in Consiglio di Sicurezza. Ma proprio in presenza di queste divisioni è indispensabile consolidare la coesione dell'Unione europea, sottolinea Frattini pensando alla presidenza italiana: «La coesione internazionale si rifletterà sull'incisività del Consiglio di Sicurezza».
    Infine i giornalisti italiani al lavoro in Iraq. Il ministro ha chiesto ai governi americano e britannico di prendere «tutte le misure necessarie di prevenzione e sicurezza»: le forze della coalizione dovranno garantire se necessario riparo e assistenza, ha detto Frattini, sottolineando l'importanza della riconsegna del passaporto ai sette colleghi arrestati dieci giorni fa a Bassora e trasferiti poi a Baghdad, dove fino a ieri sono rimasti in stato di fermo e nell'impossibilità di lavorare.
    "

    Shalom!!!

  3. #13
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    da www.giornale.it

    " Ecco le truppe italiane per l’Iraq

    Il ministro degli Esteri Franco Frattini riferira' domani mattina prima al Senato e poi alla Camera sugli sviluppi della crisi irachena. Successivamente la seduta verra' sospesa per valutare le comunicazioni del titolare della Farnesina. Quindi, alla ripresa, si procedera' aln voto.
    Dovrebbe essere un contingente militare molto articolato quello che il governo italiano propone al Parlamento di inviare in Iraq per contribuire alle operazioni di assistenza alla popolazione civile, di controllo dell'ordine pubblico, di concorso nello sminamento, di trasporto degli aiuti umanitari. Dovrebbero partecipare, oltre ai carabinieri, anche militari dell'Esercito (bersaglieri soprattutto), della Marina (con una nave da trasporto), dell'Aeronautica (con aerei G-222 e C-130) ed elementi dei corpi speciali (Gis dei Cc, Col Moschin dell'Esercito, incursori del Comsubin della Marina).
    Ecco un quadro del possibile contingente militare italiano.
    Sembra definito il numero dei militari che partiranno, circa 1.500 (500 carabinieri e un migliaio di militari delle altre forze armate), che si andranno ad aggiungere agli 8.500 militari italiani che, in questo momento, svolgono nel mondo missioni di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite, della Nato o dell'Unione europea.

    CARABINIERI - Il grosso del contingente dovrebbe essere costituito da 400-500 carabinieri della seconda divisione mobile, con sede a Livorno. Tra questi i militari del Reggimento paracadutisti Tuscania che, da quando l'Arma e' diventata forza armata autonoma, non fa piu' parte della brigata Folgore dell'Esercito. Personale arrivera' anche da altri reparti della stessa divisione, che potrebbero essere quelli con sede a Laives (Bolzano) e Gorizia.

    BERSAGLIERI - Altre truppe di terra potrebbero essere poi costituite dai bersaglieri della brigata 'Garibaldi', che originariamente dovevano essere impiegati in Kosovo e che ora invece, grazie all'addestramento specifico ricevuto, potrebbero essere dirottati sull'Iraq. Una decisione dovuta anche al fatto che l'impegno italiano in 'proiezione esterna' e' considerato aver raggiunto ormai i livelli massimi sostenibili. Nuove missioni all'estero possono essere dunque realizzate solo 'rimodulando' la presenza nei Balcani.

    AERONAUTICA - Dovrebbe contribuire con aerei da trasporto C-130 e, forse, G-222 alla realizzazione di un ponte aereo umanitario e logistico per l'assistenza alla missione e alla popolazione civile, come e' gia' avvenuto in precedenza in Bosnia, in Kosovo e in Afghanistan.

    MARINA - Fornirebbe una nave da trasporto di supporto logistico e sanitario. Potrebbe essere il San Giusto o il San Marco, gia' impiegat in in precedenti missioni all'estero.

    CORPI SPECIALI - Dai Carabinieri dovrebbero arrivare i Gis, con il compito di garantire la sicurezza. E' possibile l'impiego di corpi speciali anche dalle altre forze armate, come gli incursori subacquei della Marina del Comsubin (Comando Subacqueo Incursori) con sede a La Spezia. E i paracadutisti dell'Esercito del Col Moschin e della Folgore.
    Un ruolo fondamentale sara' svolto dagli sminatori del Genio, specialisti nell'attivita' di bonifica degli ordigni esplosivi (boe) . Del contingente dovrebbero far parte anche gli specialisti delle trasmissioni del Reggimento 'Leonessa'. Potrebbero essere impiegati anche gli esperti in contromisure Nbc (la minaccia nucleare, biologica e chimica) del reggimento 'Cremona', con sede a Civitavecchia, gia' inviati anche in Afghanistan.


    14 Apr 2003
    "

    Cordiali saluti

  4. #14
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    Predefinito Come sarà il nuovo Iraq....

    immagino più o meno come il nuovo psi.

  5. #15
    SENATORE di POL
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    da www.ilgiornale.it

    " Missione Iraq: Ulivo si divide sul voto

    Il Senato ha approvato l’intervento umanitario italiano in Iraq. Ma il centroìsinistra in aula si è spaccato evidenziando tutti i contrasti al suo interno. Il risultato della votazione è chiaro: 153 voti a favore e 26 contrari, quelli di Prc, Pdci e verdi. Ds, Margherita, Sdi e Udeur non hanno partecipato al voto per marcare la loro astensione sul documento presentato dalla Cdl.
    Palazzo Madama ha approvato anche la risoluzione presentata da Andreotti, Colombo e Talan, con 222 sì e 25 no. Il testo, passato con una piccola modifica proposta dall'esecutivo, impegna il Governo nella missione umanitaria inviando presidi militari e un contingente militare e di supporto logistico. L'esecutivo è anche impegnato a sollecitare in sede Ue la ripresa della linea politica di dialogo tra Israele e Palestina per la pace in Medio Oriente. Bocciate invece tutte le altre mozioni.
    Ds-Margherita-Sdi e Udeur hanno detto sì alla mozione dell'Ulivo e non hanno partecipato al voto sulla mozione della Cdl e su quella presentata da Verdi-Prc e Pdci. Una parte della sinistra Ds ha scelto il 'no' sul testo della maggioranza. Verdi-Pdci e Prc, invece, hanno votato a favore della propria mozione e si sono espressi con voto contrario su quella della maggioranza e non hanno partecipato al voto sulla mozione dell'Ulivo.

    15 Apr 2003
    "

    Una sinistra compatta.....


    Saluti liberali

  6. #16
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    Predefinito Re: L'Amministrazione Bush ha in mente...

    Originally posted by mustang
    ...altre "cosette", oltre a sistemare la cose con l'Iraq e con parte della Europa: nel mirino c'è l'Onu. Verrà tolto il diritto di veto per i vincitori dell'ultima guerra mondiale e diventerà molto difficile aderirvi per i Paesi non democratici.

    saluti
    bene! così il liechtenstein avrà lo stesso peso degli usa,
    e montecarlo più di quello della Cina....
    probabilmente un tale ONU si finanzierà spacciando...

  7. #17
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    dal quotidiano di Alleanza Nazionale

    " Secolo d'Italia del 16/04/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    Aiuti umanitari / Frattini: l'intervento è urgente, non possiamo attendere i tempi dell'Onu. Ds e Margherita si astengono, mentre Verdi, Cossuttiani e Prc votano contro. Intesa impossibile, a sinistra, anche su una mozione alternativa. Riparte il co

    L'Italia dice sì alla "missione Iraq"
    L'opposizione va in frantumi. Fini: è la prova che non potrebbero governare


    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA. Il Parlamento italiano ha detto sì a una missione umanitaria in Iraq, protetta da forze militari, che dia un seguito concreto agli appelli lanciati da tutte le aree politiche, in sede nazionale e internazionale, per affrontare nel modo più rapido la crisi irachena e portare aiuti alle popolazioni civili. Frattini ha spiegato l'urgenza del pronunciamento, disegnando a grandi linee le caratteristiche dell'intervento che non scatterà subito, ma appena saranno presi gli opportuni accordi - che sarà incentrato sull'assistenza sanitaria, ma anche sulle attività di sminamento e di ricostruzione, e tutelato da un contingente di 2-3.000 uomini. In fortissima difficoltà l'opposizione. All'estrema sinistra l'asse Verdi-Comunisti italiani-Rifondazione, che insisteva per un "no" netto alla missione. Sul fronte opposto Sdi e Udeur, decisi a esprimersi favorevolmente. Alla fine si è scelta l'astensione accompagnata dal consueto balletto di mozioni per precisare le posizioni di gruppi e gruppetti: ben quattro, tutte diverse. Il voto, ha commentato Gianfranco Fini, è la riprova che questa opposizione, anche qualora diventasse maggioranza, non sarebbe in grado di governare: "Sono uniti soltanto quando devono contestare l'azione angloamericana, ma appena si trova di fronte alla necessità di agire in positivo e di giudicare una decisione all'insegna dell'aiuto all'Iraq e quindi dell'invio di aiuti umanitari, si dividono". Sul fronte del conflitto, le novità principali sono di carattere politico. L'assemblea dei movimenti dell'opposizione irachena, molto contestata dagli sciiti filoiraniani (che non hanno partecipato) ha proposto per l'Iraq un modello di stato federale. E dall'amministrazione Bush sono arrivati segnali tranquillizzanti a proposito della Siria.
    "

    Shalom!!!

 

 
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