Pfb inventa la realtà, l'hai almeno letto l'articolo, o sei andato a memoria?
Chi annoda i tappeti, non li vende. E' qui che lo sfruttamente agisce, svegliati. LE altre sono guerre tra poveri, a cui mostrate la carotina ogni tanto.


Pfb inventa la realtà, l'hai almeno letto l'articolo, o sei andato a memoria?
Chi annoda i tappeti, non li vende. E' qui che lo sfruttamente agisce, svegliati. LE altre sono guerre tra poveri, a cui mostrate la carotina ogni tanto.


Originally posted by yurj
Pfb inventa la realtà, l'hai almeno letto l'articolo, o sei andato a memoria?
Chi annoda i tappeti, non li vende. E' qui che lo sfruttamente agisce, svegliati. LE altre sono guerre tra poveri, a cui mostrate la carotina ogni tanto.
Vai tra le tribù del kashmir o del Pakistan occidentale, o in quelle caucasiche e vedi un po' se chi annoda ....non vende.... e se il suo non è un lavoro che è uguale da secoli (cambiano solo i modi di colorare le lane, un tempo colori naturali e vegetali...ora sempre più spesso....chimici).
Shalom!!!


Quando il mio bis-nonno mandava mio nonno a guardare le bestie al mattino all'alba prima di andare a scuola non pensava che di fare il bene del figlio e della famiglia. E' una questione di cultura, mentalità oltre che di "bisogno" (non erano propriamente in miseria sebbene non ricchi). IN molti paesi del terzo mondo è ancora così. Bisogna comprendere anche questi dati di fatto se si vuole incidere sulla realtà per trasformarla e non pensare che si tratti comunque e sempre di "buoni selvaggi" corroti e sfruttati dall'Occidente negriero e kattivo.Originally posted by Aeroplanino
Che siano i genitori (cosa non sempre vera) non cambia molto...
Shalom!!!


vende in Occidente, sei duro di comprendonio. Sfruttatore, rubapetrolio.Originally posted by Pieffebi
Vai tra le tribù del kashmir o del Pakistan occidentale, o in quelle caucasiche e vedi un po' se chi annoda ....non vende.... e se il suo non è un lavoro che è uguale da secoli (cambiano solo i modi di colorare le lane, un tempo colori naturali e vegetali...ora sempre più spesso....chimici).
Shalom!!!


Capisco benissimo le diverse tradizioni, il diverso valore che hanno le stesse azioni in situazioni diverse e con culture diverse. Ma il punto che noi ci dobbiamo porre, da sinistra, è se questo è, per noi, eticamente accettabile.
È accettabile per esempio la condizione di sfruttamento delle donne nel mondo mussulmano? A mio avviso no, ed eticamente bisognerebbe spingere economicamente per modificare quello stato di cose. E l'arma economica é la più potente al mondo, se solo la si usa nel modo corretto... Più forte di tutte le ideologie e di tutte le religioni.
Ma rimango anche convinto che lo sfruttamento minorile in aree del terzo mondo, come anche lo sfruttamento in genere dei lavoratori, non sia questione di "cultura" ma di semplice strozzinaggio da parte di aziende, non tanto gestite da cattivi o zozzoni, ma da manager che cresciuti nelle migliori scuole di economia non hanno mai visto un lavoratore e sono convinti che altro non sia che una ineluttabile (a volte) voce passiva al bilancio...
E se per caso si fanno scrupoli, un mercato selvaggio, va immediatamente a punire chi mette la civiltà davanti al profitto...
Per questo servono regole globali, di fronte al mercato globale le regole nazionali non servono più a nulla...


Aereoplanino,
il problema è in Europa, il fascismo avanza e tu ti preoccupi del burqa...
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la procura spagnola chiede lo scioglimento dei gruppi consiliari della Sinistra indipendentista basca, democraticamente eletti, e la chiusura dei locali sociali. Come al solito, tutto nel silenzio generale della sedicente sinistra.
LA PROCURA ESIGE CHE SIANO SCIOLTI I GRUPPI CONSILIARI E CHIUSE LE «HERRIKOS», DOPO LA RICHIESTA IN TAL SENSO DI AZNAR
Il Tribunale supremo assicura che questa è «una conseguenza obbligata» della messa fuori legge di Batasuna
Domenica 6 aprile: José María Aznar, presidente dell’Esecutivo spagnolo, sollecita «tutte le istituzioni» a rispettare la sentenza di messa fuori legge contro Batasuna e richiede la chiusura delle «herriko tabernas» (taverne del popolo, locali sociali della Sinistra indipendentista, simili alle “case del popolo” italiane, N.d.T.).
Lunedì 7 aprile: la Procura chiede al Tribunale Supremo di sciogliere i gruppi indipendentisti presso i parlamenti, consigli generali e municipali. Inoltre, chiede che si proceda alla «immediata e definitiva chiusura» delle «herriko tabernas».
Imanol INZIARTE
DONOSTIA
Poche ore dopo che il presidente del Governo spagnolo, José María Aznar, sollecitasse il rispetto della sentenza di messa fuori legge contro Herri Batasuna, Euskal Herritarrok e Batasuna, la Procura ha ieri richiesto, per iscritto, alla Corte Speciale del Tribunale Supremo (TS), di ordinare lo scioglimento dei gruppi indipendentisti presso parlamenti, consigli generali e consigli municipali.
Il procuratore José María Luzón considera che lo scioglimento è «conseguenza obbligata» della sentenza tramite la quale si sono messe fuori legge le tre formazioni politiche e che, a suo giudizio, «implica l’impossibilità legale di svolgere attività con detta denominazione».
L’Avvocatura di Stato non è rimasta indietro ed ha trasmesso un altro documento al TS, nel quale ha chiesto che lo scioglimento dei gruppi si compia «anche se avessero cambiato denominazione», in riferimento a Sozialista Abertzaleak (denominazione assunta dai gruppi consiliari della Sinistra indipendentista, N.d.T.). nella richiesta si sollecita che i parlamentari indipendentisti passino al gruppo misto, come è già stato fatto alla Camera di Navarra dopo la sospensione di Batasuna decretata dal giudice Garzón.
Bisogna ricordare che questa misura è stata adottata anche prima della sentenza, alle Juntas (Consiglio, N.d.T.) di Araba ed in municipi come Gasteiz e Iruñea, fra gli altri.
L’articolo 12 della Legge sui Partiti prevede, al suo primo punto, che «dopo la notificazione della sentenza, si procederà alla cessazione immediata di tutte le attività del partito politico disciolto». Ciò nonostante, detta legge non specifica se questa risoluzione si debba estendere ai gruppi parlamentari, dei consigli generali e municipali.
Eppure, secondo l’interpretazione dell’Avvocatura dello Stato, «disciolta Batsuna, è scomparso il requisito indispensabile affinché possa essere mantenuto in vita il gruppo parlamentare per il quale erano stati eletti come suoi rappresentanti».
Interrogato circa questo punto, il magistrato del TS Joaquín Giménez ha ieri avvertito che «possono presentarsi problemi» rispetto al modo di applicare la sentenza ai gruppi..
In un’intervista a Radio Euskadi, Giménez ha esteso queste difficoltà alla decisione rispetto alla possibilità che alcune persone «partecipino, iscritte o meno, ad altri raggruppamenti di elettori».
Giménez, ha precisato che questi «problemi» devono essere risolti dallo stesso tribunale che ha emesso la sentenza e che si riunirà prossimamente per concordare il documento esecutivo.
D’altra parte, l’Avvocatura dello Stato, considera ammissibile comunicare la sentenza al Consiglio Elettorale Centrale e che questa, a sua volta, la faccia arrivare al Consiglio Elettorale di Araba, Gipuzkoa, Bizkaia e Nafarroa ed ai Consigli di Zona delle quattro province, «al fine che tengano conto» del verdetto del TS per le prossime elezioni.
Seguendo la linea dettata domenica dal leader dell’Esecutivo spagnolo, la Procura ha chiesto che si proceda «all’immediata e definitiva chiusura» delle herriko tabernas, definite da Aznar «herriko cuarteles (herriko caserme, N.d.T.)». secondo le agenzie spagnole EFE e Europa Press, la Procura basa la sua richiesta su un documento del Delegato del Governo nella Comunità Autonoma Basca, Enrique Villar, che in data 28 marzo, aveva affermato che questi locali «agiscono come basi di finanziamento ed ingresso di denaro per Batasuna».
La Legge sui Partiti prevede «l’apertura di un procedimento di liquidazione patrimoniale»; ciò comporta il sequestro e la messa all’asta dei beni delle formazioni messe fuori legge. La norma indica che i ricavi devono essere destinati ad «attività di interesse sociale o umanitario».
Per questo, il procuratore richiede all’Alto Tribunale che si rivolga agli istituti bancari ed ai pubblici registri del Paese Basco meridionale, come anche alle polizie giudiziarie, affinché indaghino sui beni di Batasuna e presentino relazioni in merito.
Il procuratore sollecita anche il TS affinché «proceda alle necessarie comunicazioni, ordinando la cancellazione di Herri Batasuna, Euskal Herritarrok e Batasuna dal Registro dei partiti politici», misura già adottata dal Ministero degli Interni e che proceda alla cancellazione dalla rete Internet della pagina http://www.batasuna.org.
JOSEBA PERMACH SOTTOLINEA CHE «AZNAR COMANDA ED IL PROCURATORE ESEGUE»
Il rappresentante della sinistra indipendentista, Joseba Permach, ha evidenziato che la richiesta della Procura di chiudere le «herriko tabernas» è arrivata dopo una dichiarazione in tal senso di Aznar.
Permach ha indicato che «i fascisti spagnoli cercano di instaurare uno scenario di guerra per eliminare la presenza fisica degli indipendentisti di sinistra e progressisti da questo paese». Ciononostante, ha affermato che tutte queste misure porteranno «la fine politica di un fascista sconfitto dal popolo basco».


Originally posted by marcejap
Lo so, ci piangi la notte e batti le mani a terra perchè vorresti che fossero tutti come te e la pensassero tutti come vuoi te... cioè, come silvio. Ma l'amara realtà è questa. Per quanto ti sforzi, noialtri la penseremo sempre diversamente da te.
Dai, su. In fondo non siamo così cattivi.
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Perchè quelli di sinistra pensano?
Direi invece che si tratta di gente vittima di mitismo soreliano, cosa che si ricollega più all'istinto che al pensiero.


Sicuramente servono regole globali, non c'è il minimo dubbio, ma tenendo conto del fatto che un ragazzo di dodici anni che lavorava a far tappeti per un dollaro e passa a cucire palloni per due dollari, intanto ha forse migliorato il reddito della sua famiglia. E questi due dollari in qualche modo, quando a lui sarà giustamente impedito di lavorare in quelle condizioni , bisogna che entrino nelle casse dalla sua famiglia in modo non assistenziale. E' lo stesso problema degli agricoltori colombiani che coltivano coca. Per loro è un'importante e spesso l'unica fonte di reddito. Occorre trovare delle alternative. Con il moralismo non si risolvono i problemi, che sono più complicati di quanto non sembri. Tutti sappiamo che dobbiamo sconfiggere il narcotraffico, ma dobbiamo tener conto di tutti gli aspetti della questione, se davvero si vuole vincere senza creare altri disastri. Il mercato è un'arma potente ma molto delicata, che come la natura si ribella a chi gli usa violenza. Le fasi di accumulazione primitiva del capitalismo hanno sempre aspetti feroci, le accumulazioni primitive non capitaliste accentuano la ferocia all'ennesima potenza (si vedano i piani quinquennali dell'URSS staliniana), con il pretesto di "abolire lo sfruttamento". Attenzione alle trappole "umanitarie" delle "buone intenzioni". Il mondo è complesso e il manicheismo no global non consente di coglierne che l'apparenza fenomenica.Originally posted by Aeroplanino
Capisco benissimo le diverse tradizioni, il diverso valore che hanno le stesse azioni in situazioni diverse e con culture diverse. Ma il punto che noi ci dobbiamo porre, da sinistra, è se questo è, per noi, eticamente accettabile.
È accettabile per esempio la condizione di sfruttamento delle donne nel mondo mussulmano? A mio avviso no, ed eticamente bisognerebbe spingere economicamente per modificare quello stato di cose. E l'arma economica é la più potente al mondo, se solo la si usa nel modo corretto... Più forte di tutte le ideologie e di tutte le religioni.
Ma rimango anche convinto che lo sfruttamento minorile in aree del terzo mondo, come anche lo sfruttamento in genere dei lavoratori, non sia questione di "cultura" ma di semplice strozzinaggio da parte di aziende, non tanto gestite da cattivi o zozzoni, ma da manager che cresciuti nelle migliori scuole di economia non hanno mai visto un lavoratore e sono convinti che altro non sia che una ineluttabile (a volte) voce passiva al bilancio...
E se per caso si fanno scrupoli, un mercato selvaggio, va immediatamente a punire chi mette la civiltà davanti al profitto...
Per questo servono regole globali, di fronte al mercato globale le regole nazionali non servono più a nulla...
La libertà è per un liberale pur sempre "la libertà sotto le leggi", ma le leggi devono essere, come insegnava Einaudi, quando intervengono sui rapporti economico-sociali, regole di intervento "compatibili", sennò causano danni immani....sempre con buone intenzioni, certo.
Saluti liberali


Basterebbe comprare la coca dai contadini colombiani, al prezzo che gliela comprano i narcos.
Considera però che in Colombia non esiste uno stato, quel poco che c'è è corrotto e implicato nel traffico di droga. La Colombia "dipende" dagli Stati Uniti, se loro danno il via, le piantagioni vengono riconvertite in poco tempo.


Questa è la classica risposta immatura. Siccome non si ha una soluzione, e si ha il potere, si dice che "bisogna fare attenzione".Originally posted by Pieffebi
Attenzione alle trappole "umanitarie" delle "buone intenzioni". Il mondo è complesso e il manicheismo no global non consente di coglierne che l'apparenza fenomenica.
Ma finchè qualcuno non ve le sbatte in faccia le contraddizioni, non fate nulla. Quando mai vi siete preoccupati di questi aspetti?