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  1. #41
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    Originally posted by Red River
    Sono due discorsi diversi, uno riguarda la difesa dell'articolo 18 così com'è, un'altro riguarda l'allargamento dell'articolo 18....

    E' legittima posizione dire che l'articolo 18 sta bene così com'è...
    Questa è la posizione delle gerarchie dell'Ulivo, ma siamo tuti sicuri che verrà interpretata in altro modo dal resto dell'elettorato e soprattutto da QUESTO GOVERNO?

    Un'altra lettura può essere: "alla gente non interessa dell'art18 e quindi lo si può anche cancellare"..."quelli che sono scesi in piazza rappresentano una minoranza e quindi non rappresentano nessuno"

    Una interpretazione leggittima e che lascia aperte le più cupe previsioni.
    Non per nulla la Confindustria non punta sul NO ma sull'astenzione obiettivo più facile ma evidentemente ugualmente "gestibile" .

    Non mostriamo il fianco a questa gente.

    Saluti

  2. #42
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    Originally posted by Paddy Garcia
    Invece a nessuno può sfiorare l'idea che su questo punto la posizione del gruppo dirigente DS è minoritaria di fronte al suo elettorato e dirò di più di fronte ai militanti DS? Nel mio piccolo ho parlato con molti componenti della SG, avevano già firmato per presentare i referendum e mi hanno deto che senza dubbi voteranno SI. Poi vado su "L'Unità" del 3 maggio 2003 e leggo:

    "Si è aperta ieri la conferenza programmatica nazionale della Sinistra Giovanile (...)
    La relazione introduttiva è stata affidata al presidente nazionale, Stefano Pancelli che si è soffermato sui temi attuali di discussione, lanciando un appello a Ciampi (...) e poi parlando dell' articolo 18, al quale sono fortemente contrari, tanto da istituire dei comitati contro "UN REFERENDUM INUTILE E DANNOSO"


    P.G.
    Sì, potrebbe anche essere quello, ma la bravura di una classe dirigente sta anche nel saper condurre il corpo del partito sulle proprie posizioni.... Questo lo dico in generale....

    Riguardo alla Sinistra Giovanile, a parte sottolineare che Stefano si chiama Fancelli di cognome, potrei dire la stessa cosa, non è sentendo alcuni compagni della Sinistra Giovanile puoi avere la cognizione sicura di cosa pensa il corpo della Sinistra Giovanile... addirittura polemicamente di potrei chiedere di dirmi che mozione hanno votato i compagni che hai sentito.... qui da me devo dire che ancora non ho sentito cosa pensano gli altri della SG sul referendum, sai com'è, c'abbiamo una campagna elettorale da portare avanti ....

    Posso vedere, ma sono abbastanza sicuro che saprei trovare chi la pensa come Stefano Fancelli.....

  3. #43
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    Originally posted by Paddy Garcia
    Il livello mi rendo conto che è basso, ma non l'ho fatto scendere io. Secondo il "ragionamento" di Liberazione sull'innaturale alleanza.....che dire dell'alleanza tra fascisti e comunisti?

    Quello che vota si



    Comunicato stampa del Segretario Nazionale del MSFT


    LA SOCIALITA' SI DIMOSTRA
    La socialità si dimostra con prese di posizione coraggiose. I missini della Fiamma Tricolore si schierano a favore - votare SI -, dell’abrogazione delle norme che stabiliscono limiti ed esenzioni all’applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Il MSFT dà l’adesione al “Comitato del Sì” all’abrogazione delle menzionate norme; si ritiene che ciò serva, soprattutto, a porre l’accento la tradizionale difesa missina della dignità del lavoratore (del resto già affermata dalla Carta del Lavoro del 1927), la cui occupazione non può essere messa in discussione senza “giusta causa”. Le modifiche all’art. 18, già introdotte dall’attuale governo, vanno nell’unica direzione di un aumento della "precarizzazione" del lavoro e come tali sono antisociali. Qualunque sia la maggioranza, oggi come ieri (non scordiamo, infatti, come il primo vero e doloroso attacco alla dignità del lavoro lo abbia portato a termine proprio il “governo interinalista” dell’Ulivo), il MSFT è e rimarrà fiero avversario d’ogni attacco alla “sacralità” dei diritti del lavoratore così come allo “stato sociale".
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  4. #44
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    Originally posted by il Pasquino
    Questa è la posizione delle gerarchie dell'Ulivo, ma siamo tuti sicuri che verrà interpretata in altro modo dal resto dell'elettorato e soprattutto da QUESTO GOVERNO?

    Un'altra lettura può essere: "alla gente non interessa dell'art18 e quindi lo si può anche cancellare"..."quelli che sono scesi in piazza rappresentano una minoranza e quindi non rappresentano nessuno"

    Una interpretazione leggittima e che lascia aperte le più cupe previsioni.
    Non per nulla la Confindustria non punta sul NO ma sull'astenzione obiettivo più facile ma evidentemente ugualmente "gestibile" .

    Non mostriamo il fianco a questa gente.

    Saluti
    Io sono sempre andato a votare, a tutti i referendum oltre che alle elezioni normali, e ho sempre preso una posizione.... è per questo che mi trovo in una posizione difficile, in cui tengo ancora in considerazione l'idea di non andare a votare.... Per uno come me che ha sempre votato sarebbe comunque una scelta difficile.... e d'altra parte ancora mi frullano in testa quelle parole di Cesare Damiano: "Se tra un dipendente di un'azienda con un dipendente e il suo datore di lavoro si rompe un rapporto di fiducia e il lavoratore viene licenziato senza giusta causa, non è il giudice con la sentenza di reintegro che può ricostruire quel rapporto personale".

    Ma ancora non voglio chiudere le altre porte....

  5. #45
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    Originally posted by carlo rosselli
    Comunicato stampa del Segretario Nazionale del MSFT

    LA SOCIALITA' SI DIMOSTRA
    La socialità si dimostra con prese di posizione coraggiose. I missini della Fiamma Tricolore si schierano a favore - votare SI -, dell’abrogazione delle norme che stabiliscono limiti ed esenzioni all’applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Il MSFT dà l’adesione al “Comitato del Sì” all’abrogazione delle menzionate norme; si ritiene che ciò serva, soprattutto, a porre l’accento la tradizionale difesa missina della dignità del lavoratore (del resto già affermata dalla Carta del Lavoro del 1927), la cui occupazione non può essere messa in discussione senza “giusta causa”. Le modifiche all’art. 18, già introdotte dall’attuale governo, vanno nell’unica direzione di un aumento della "precarizzazione" del lavoro e come tali sono antisociali. Qualunque sia la maggioranza, oggi come ieri (non scordiamo, infatti, come il primo vero e doloroso attacco alla dignità del lavoro lo abbia portato a termine proprio il “governo interinalista” dell’Ulivo), il MSFT è e rimarrà fiero avversario d’ogni attacco alla “sacralità” dei diritti del lavoratore così come allo “stato sociale”.
    Credo che il rischio più grosso che corrono i DS è di non riuscire a far capire la propria posizione.... pensare che i DS non stiano dalla parte dei lavoratori (per quanto nebulosa possa essere la formula) è contro natura.

  6. #46
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    Originally posted by Red River
    Credo che il rischio più grosso che corrono i DS è di non riuscire a far capire la propria posizione.... pensare che i DS non stiano dalla parte dei lavoratori (per quanto nebulosa possa essere la formula) è contro natura.
    Un partito che non sa spiegare la propria posizione è meglio che chiuda e si dedichi ad altro.

    Certo è più facile con le facile parole d'ordine demagogiche dei rifondaroli. Ma appunto è demagogia da quattro soldi.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  7. #47
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    Sarà comunque la politica futura a dirci chi ha ragione, come sapremo spiegare la posizione, la posizione che prenderemo come partito....

    E ricordiamoci sempre che sono stati i riformisti, Filippo Turati e Carlo Rosselli ad "non aver fatto la storia ma ad aver avuto ragione"....

  8. #48
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    Originally posted by carlo rosselli
    Il livello mi rendo conto che è basso, ma non l'ho fatto scendere io. Secondo il "ragionamento" di Liberazione sull'innaturale alleanza.....che dire dell'alleanza tra fascisti e comunisti?
    Carlo Roselli sta dicendo che la CGIL e l'ARCI sono diventate dei covi di fascisti?

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  9. #49
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    Originally posted by Montalbano
    Anche se mi fa rodere il culo Liberazione che si scorda di quando invitava ad andare al mare sull'eliminazione della quota proporzionale. Un bel tacer non fu mai scritto...
    Sbaglio o si votava anche per l'abolizione dell'articolo 18 e che Confindustria si schierò per il SI?


    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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  10. #50
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    Originally posted by Red River
    Sì, potrebbe anche essere quello, ma la bravura di una classe dirigente sta anche nel saper condurre il corpo del partito sulle proprie posizioni.... Questo lo dico in generale....
    Adirittura. Non potrei mai militare in un partito del genere(nemmeno da dirigente). Credo invece che la classe dirigente dovrebbe perendere atto delle opinioni della base e fungere da "sintesi".
    Semmai per Fassino far fallire il referendum non significa solo dimostrare alla classe dominante la propria affidabilità: significa sopravvivere. Come giustamente scrive Stefano Folli sul Corriere della Sera del 30 aprile: "se vince il sì un intero gruppo dirigente moderato ne sarà travolto. E si dovrà cominciare dall'anno zero".

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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