Il silenzio mi fa pensare al passato. Un tempo lontano si avvicina. La memoria si ricompone con una logica quasi proustiana. I profumi affiorano lentamente. Sbiadite, le sensazioni tornano ad accendersi. Il silenzio è pace, il silenzio è sofferenza.


Il silenzio mi fa pensare al passato. Un tempo lontano si avvicina. La memoria si ricompone con una logica quasi proustiana. I profumi affiorano lentamente. Sbiadite, le sensazioni tornano ad accendersi. Il silenzio è pace, il silenzio è sofferenza.
ULTRAS MODUS VIVENDI


Il Silenzio dei Gatti
E' diverso il silenzio, sul Forum.
Non lo senti subito.
Si insinua nel cuore lento e crudele
come il tempo dilatato dall'attesa.
E, mentre la vita sul Forum continua,
piccole impercettibili perturbazioni della normalità
si assommano fino al momento in cui emerge alla coscienza
una indefinibile sensazione,
"qualcosa in cui, per cosi' dire, non ci si raccapezza".
Allora si sente il silenzio.
Così fanno anche i miei gatti, quelli maschi.
Anni di sapienti strisciate sui calzoni
e di pacioccose ronfate in grembo, davanti al camino.
Via per un giorno, poi per una settimana.
Qualcuno torna dopo un mese,
a salutare per l'ultima volta.
Ma è già altrove.
E' allora che sento più forte il silenzio.
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coi cani che corrono
col cane in gola
col cane nel sacco
con la morte nel cane
cane di paglia
chi è senza cane scagli
chi ha demolito il cane
chi ha distrutto pezzo per pezzo il cane
dando via il cane
dandosi al cane
era bello come un cane
era il cane della situazione
era un vero cane quello
ha un cane arido
ha un cane di ghiaccio
ha un cane di marmo
ha un cane di traverso
il cane ci ha messo la coda
il cane con gli stivali
il cane è lo specchio del cane
il cane eterno
il cane giustifica i mezzi
il cane non si tocca
il cane non vive di solo pane
il cane quotidiano
il cane volge alla fine
il cane vuole la sua parte
m'ha tolto il cane di bocca
mette troppo cane al fuoco
mettiamoci un cane sopra
mettiti il cane in pace
non sei abbastanza cane con te stesso
non so più dove sbattere il cane
non tocco più un cane da due mesi
oggi mi sento abbastanza cane
osa ripeterlo se sei un cane
parla come un cane aperto
parole che vanno dritte al cane
passando da un cane all'altro
perdendo l'uso del cane
piegando il cane davanti all'evidenza
punto e cane
scagliò il primo cane
se il cane non esistesse bisognerebbe inventarlo
sentirsi cane
sentirsi il cane di se stesso
sei abbastanza cane per capire queste cose
un bel cane
un cane appassionato
un cane che non avrà mai fine
un cane d'amore
un cane d'azione
un cane del popolo
un cane in scatola
un cane proibito
un cane tira l'altro
un ultimo cane
vuotare il cane
zitto e cane
è il silenzio del cane


I Politicani
Il cane di Fassino
se lo mangia
un uccellino
Il cane di D'Alema
nella sua barca
ha due camere e rema
Il cane di De Mita
(l'ho letto nel suo blog)
quando bussa fa dog... dog...
Il cane d'Occhetto
fà buche per terra
è un gioioso bracchetto
da guerra
Il cane di Pannella
alzando la gamba
gli fà la bevanda
Il cane di Borrelli
da quando che esiste
resiste resiste resiste
del cane di Previti
la cacca non eviti
lui fà affari sudici
pagandosi i giudici
ma di tutti i Politicani
che somigliano ai padroni
il più gran rompicoglioni
è quel cane di Berlusconi
Un minuto di silenzio


allora, due cucchiaini?Originally posted by Alessandra
Un minuto di silenzio
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(battutona da cerebrolesi, non me la fate spiegare...)


Originally posted by pcosta
allora, due cucchiaini?
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(battutona da cerebrolesi, non me la fate spiegare...)
e però la curiosità è tanta![]()


allora:Originally posted by pensiero
e però la curiosità è tanta![]()
cos'è un cucchiaino?
è uno strumento, piccolo, per raccogliere le cose.
In altre parole è un mezzo, minuto, di raccoglimento.
Ora due mezzi minuti di raccoglimento fanno un minuto di raccoglimento (e quindi di silenzio)


Gli occhi nel sonno della morte, chiuse
Così dicean tra lor, quando Argo, il cane,
Ch'ivi giacea, del pazïente Ulisse
La testa ed ambo sollevò gli orecchi.
Com'egli vide il suo signor più presso,
E benché tra que' cenci, il riconobbe,
Squassò la coda festeggiando, ed ambe
Le orecchie, che drizzate avea da prima,
Cader lasciò: ma incontro al suo signore
Muover, siccome un dì, gli fu disdetto.
Ulisse, riguardatolo, s'asterse
Con man furtiva dalla guancia il pianto.
Ed Argo, il fido can, poscia che visto
Ebbe dopo dieci anni e dieci Ulisse,
Gli occhi nel sonno della morte chiuse.
(Odissea, XVII, trad. Ippolito Pindemonte)
Presidente - Prego, si accomodi.
Studente - Grazie.
Pres. - Si rilassi. Vuole un po' d'acqua?
Stud. - Sì, grazie.
Pres. - Si tratta di un semplice esame. Non si deve preoccupare. Lei, del resto, avrà sicuramente studiato. Allora, va meglio?
Stud. - Sì.
Presid. - Benissimo. Passo la parola al collega, allora.
Commissario - Bene. La vedo ancora un po' agitato.
Stud. - Non è nulla, per me possiamo cominciare.
Comm. - D'accordo. Vedrà che sarà una passeggiata. Ma prima dobbiamo adempiere alcune formalità. Qual è il suo nome?
(Stud. non risponde e guarda attorno smarrito verso il basso)
Comm. - Ma si sente bene? Preferisce far passare avanti qualcuno e sedersi magari tra un po'?
Stud. - No, voglio assolutamente togliermi il pensiero. Non dormo da diverse notti.
Comm. - D'accordo. Allora lasciamo per ora da parte le formalità e passiamo ai contenuti. A lei la scelta di parlare di ciò che preferisce. Ha preparato un argomento in particolare?
Stud. - Sì.
Comm. - Di che si tratta?
Stud. Ecco. Ho approfondito il colore arancione.
Comm. - In rapporto a cosa, mi scusi?
Stud. - In rapporto alla teoria dei colori, all'ottica, ma più in generale alla conoscenza, alla vita e a me stesso.
Comm. - Va bene, va bene. Mi parli di questo colore. Inizi pure da dove preferisce. La ascolto.
Stud. - Intendo cominciare dalle mie esperienze personali, se non le dispiace.
Comm. - Faccia pure.
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