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Discussione: Silenzio

  1. #1
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito Silenzio

    Qualcuno ha detto che il silenzio è una forza: in tutt'altro senso, è una forza terribile a disposizione di quelli che sono amati, perchè accresce l'ansietà di chi aspetta. Niente invita tanto a ravvicinarsi ad una persona quanto l'ostacolo che ce ne sapara; e quale ostacolo più insormontabile del silenzio? Hanno detto anche che il silenzio è un supplizio, capace di rendere pazzi quelli che ci sono obbligati nelle prigioni. Ma quale supplizio, assai più grande che non tenere il silenzio: dover sopportare il silenzio della persona amata.

    Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto.

  2. #2
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    Predefinito

    The Sound Of Silence/Il Suono del Silenzio - Simon & Garfunkel

    Hello, darkness, my old friend / Ciao oscurità, vecchia amica mia
    I've come to talk with you again / Son venuto per parlare ancora con te
    Because a vision softly creeping / Perché una visione strisciando senza far rumore
    Left its seeds while I was sleeping / ha sparso i suoi semi mentre stavo dormendo
    And the vision / E la visione
    That was planted in my brain / così piantata nel mio cervello,
    Still remains / rimane ancora
    Within the sound of silence / nel suono del silenzio

    In restless dreams I walked alone / In sogni irrequieti vagai da solo
    Narrow streets of cobblestone / per viottoli di acciottolato
    Beneath the halo of a street lamp / sotto la tenue luce di un lampione
    I turned my collar to the cold and damp / rivoltai il mio bavero per il freddo e l'umidità
    When my eyes were stabbed / quando i miei occhi vennero trafitti
    By the flash of a neon light / dal flash di una luce al neon
    That split the night / che lacerò la notte
    And touched the sound of silence / e toccò il suono del silenzio

    And in the naked light I saw / E nella luce nuda vidi
    Ten thousand people, maybe more / dieci mila persone, forse più
    People talking without speaking / gente che comunicava senza parlare
    People hearing without listening / gente che sentiva senza ascoltare
    People writing songs that voices never share / gente che scriveva canzoni che nessuna voce avrebbe mai cantato
    And no one dare / e nessuno osava
    Disturb the sound of silence. / disturbare il suono del silenzio

    "Fools," said I, "you do not know / "Sciocchi!" dissi io, "non sapete
    Silence like a cancer grows." / che il silenzio si espande come un cancro"
    "Hear my words that I might teach you, / Ascoltate le mie parole così che io possa insegnarvi
    Take my arms that I might reach you." / prendete le mie braccia così che io possa raggiungervi
    But my words like silent raindrops fell, / Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia silenti
    And echoed in the wells of silence. / Ed echeggiarono nel prorompere del silenzio

    And the people bowed and prayed / E la gente s'inchinò e pregò
    To the neon god they made. / il dio-neon che aveva creato
    And the sign flashed out its warning / e l'insegna saettò il suo avvertimento
    In the words that it was forming. / nelle parole che si stavano plasmando
    And the signs said: "The words of the prophets / E le insegne dissero: "Le parole dei profeti
    Are written on the subway walls / sono scritte sui muri della metropolitana
    And tenement halls, / e nei corridoi delle case popolari
    And whisper'd in the sound of silence." / e sussurrate nel suono del silenzio"


  3. #3
    email non funzionante
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    Predefinito

    Ho sempre studiato da solo e raramente con altri compagni di universita' e perchè sono stato abituato ad essere solo e perchè insieme agli altri finiva sempre che invece di 50 pagine in un ora non si arrivava a 10 in due ore, e anche i discorsi finivano sempre sulle ragazze, sul sesso e su quello che ciascuno di noi avrebbe voluto fare con quella tipa piuttosto che con l'altra; anche al liceo è sempre stato così ed immagino che sarà ancora così per tanti. Il silenzio. Non ho paura del silenzio esterno ma di quello interno a me: conosco questa sensazione di perdita, di improvvisa sorpresa in cui l'anima desidera raggiungere luoghi oscuri dentro di me. Spesso mentre studiavo la musica mi accompagnava in sottofondo con quella certezza che non avrei mai ricordato una canzone, un brano, una battuta dalla radio perchè restavo sopra i libri sino a quando tutto, allora, non era chiaro. Quando mi sono trasferito a Milano con Serena al primo anno di universita' era la notte votata allo studio... le notti milanesi.Talvolta sollevavo la testa da quelle equazioni differenziali o da quei gradienti, voltavo lo sguardo verso di lei che dormiva, ne percepivo il respiro profondo e rilassato, e questo mi bastava per tornare su quelle pagine come rinnovato, rinfrancato nello spirito e nel fisico da un semplice respiro. Altre volte, tempi piu' recenti, mi accorgevo solo verso le quattro di notte d'aver terminato le sigarette e allora uscivo per Milano alla loro ricerca. Il silenzio. Quando il corpo è fuori dall'anima il silenzio si presenta come una bella ragazza. Ora non c'è silenzio dentro di me anche se capita durante la giornata di trovarsi nella nullita' di questa sensazione. Il silenzio. Il silenzio dell'amore è terribile: piu' potente dell'amore stesso, piu' devastante della morte, piu' accecante del sole. Conosco anche il silenzio dell'amicizia, misterioso difensore dell'orgoglio personale: capitano parole pesanti, parole che nessuno mai direbbe ma che sono dette, parole che nessuno mai penserebbe ma che lasciano il segno, parole, ancora, che mentre sono dette si vorrebbero fermare da una parte e dire con piu' forza dall'altra in quella strana alchimia che è l'essere violati ed il voler violare i sentimenti. Il silenzio. Non ho mai detto parole cattive verso chi non amo, questa è la grande contraddizione: verso chi ami, chi stimi, chi ammiri è piu' spontaneo essere cattivi, nascondendo poi la testa tra le mani per aver detto quello che la bocca ha sillabato ma il cuore non ha neanche pensato. Conosco il silenzio.

  4. #4
    Alessandra
    Ospite

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    Volevo stare un po' da sola
    per pensare tu lo sai,
    e ho sentito nel silenzio
    una voce dentro me
    e tornan vive troppe cose
    che credevo morte ormai.....
    e chi ho tanto amato

    dal mare del silenzio
    ritorna come un'ombra
    nei miei occhi, e quello che mi manca

    nel mare del silenzio
    ritorna come un'ombra
    mi manca sai molto di più

    ci sono cose in un silenzio
    che non aspettavo mai
    vorrei una voce,

    e improvvisamente
    ti accorgi che il silenzio
    ha il volto delle cose che hai
    perduto
    e io ti sento amore
    ti sento nel mio cuore
    stai riprendendo il posto che
    tu non avevi perso mai
    che non avevi perso mai
    che non avevi perso mai
    orchestra

    volevo stare un po' da sola
    per pensare tu lo sai

    ma ci son cose in un silenzio
    che non m'aspettavo mai
    vorrei una voce

    e improvvisamente
    ti accorgi che il silenzio
    ha il volto delle cose che hai
    perduto
    e io ti sento amore
    ti sento nel mio cuore
    stai riprendendo il posto che
    tu non avevi perso mai
    che non avevi
    perso mai
    che non avevi
    perso mai.


    Mina, La voce del silenzio

  5. #5
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    ma perchè non ve state zitti ?

  6. #6
    Alessandra
    Ospite

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    [color=dark red]Ssssh...
    Sssssssh...
    Ssssh...

    Silenzio...[/color]

    Autori:Pace, Bigazzi, Savio, Cerruti, Gariboldi, in una parola gli Squallor...evito di postare la copertina del cd

  7. #7
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    Vi è un luogo ove sembra che il tempo si sia fermato. Non è un luogo qualunque e neppure una dimora, non è neanche una stanza e neppure un‘ isola, eppure la sua presenza si impone, come se fosse il luogo dei desideri, come se fosse quel luogo che abbiamo sempre, lontanamente cercato. A volte abbiamo l’ impressione che sia vicino a noi ed altre volte che sia così distante, tanto da percepirne il vuoto lasciato. A volte lo sentiamo immanente, con la sua presenza imponente che tutto sovrasta e nel momento in cui volgiamo lo sguardo è già altrove, come se una folata di vento lo avesse rapito dal nostro sguardo. Eppure questo luogo così discreto, così imponente, così misterioso è il luogo che ogni giorno più visitiamo. Non è una istanza e neppure il frutto di una circostanza, ma è li , che giorno dopo giorno, si costruisce il tessuto della nostra storia, una storia fatta di parole , di gesti, di sguardi e di sospiri, di attese e di sorprese, di affanno e di inganno, di amore e di dolore. Ma in questa vastità del tempo c’è sempre qualcosa, un attimo, una percezione che sembra sfuggire al nostro tempo. Noi vorremmo cambiare il tempo e aneliamo mutare la storia, vorremmo sentire il respiro, cercare uno sguardo attento, un volto e lasciarne un segno, ma sfugge quell’ attesa e il tempo sembra inganno. Così in questa vita, vissuta con affanno, noi rincorriamo il tempo, i volti, la pretesa, un’ insolenza strana e poi, cosi poca attesa. C’è sempre più sostanza in questa vita stanca, come se in quella forma, nel volto e nel modello ci fosse il desiderio e più ancora il suo ritorno. Cerchiamo di riempire, di non lasciare vuoti, come se in un’ assenza ci ritrovassimo soli. Ma quello che cerchiamo non è riempire la vita, è l’ attimo di attesa e ciò che precede la vita. E’ quel silenzio strano, impacciato e cosi arcano che sempre ricerchiamo , anche se lo cerchiamo invano. La vita non è densità ma dare una distanza, non è riempire i vuoti, ma lasciare una stanza e nella nostra vita ve ne è una più delle altre che aspetta una risposta, anche se noi non cerchiamo mai quella risposta. Abbiamo bisogno di un po’ di vuoto, di una nebbia fitta, di smarrire la strada, di cercare la vita, per abbandonarci, dolcemente in quella stanza. Ed ecco, che quando le braccia si abbandonano come smarrite e lo sguardo si perde all’ orizzonte, solo allora ci accorgiamo di quella stanza. Apriamo quella porta e quando più nulla abbiamo a perdere e le parole si fermano prima ancora di essere pronunciate, scopriamo il segreto di quel luogo. Appena volgiamo lo sguardo avanti a noi scorgiamo una scritta, che luminosa segna il percorso e dice : “ …questo è il luogo del silenzio dimenticato, della pausa trascurata, dell’ intervallo perduto, qui è dove risiedono le parole non dette, le attese cancellate, il tempo che non abbiamo saputo aspettare e quel silenzio che non abbiamo saputo cercare. “ Più entriamo in quella stanza e più scopriamo che in quel luogo non vi sono i gesti compiuti e neppure le imprese sostenute, non vi sono trofei e neppure eroi, ma questo è il luogo dove abitano le nostre paure, dove stanno , una sull’ altra le attese che non abbiamo saputo attendere, i desideri che non abbiamo saputo desiderare e quel silenzio, quei 15 interminabili minuti in cui non abbiamo saputo aspettare. Ed ogni oggetto che incontriamo è come se ci narrasse non della ricerca di un senso ma di un silenzio che trascende il senso. E’ il silenzio che dovevi avere e che non hai saputo sostenere, non è l’ essere muti, ma far parlare il tempo, un’eco lontano e lasciare scorrere il tempo. Ti accorgi tutto ad un tratto di aver sempre rincorso la vita, con la frenesia di sempre, con ansia e con passione, ma è forse questa la vita ? In quella stanza grande che sembra senza fondo , ritrovi la tua storia, un tempo passato e, quei ricordi che non hai saputo avere e scopri la clessidra di quando eri fanciullo, ma non più con la sabbia, solo con le ampolle e con una frase scritta : “…non sono i granelli di sabbia che devi lasciare cadere, è il tuo tempo che devi lasciare scorrere e il tuo tempo non ha un’ inizio e una fine , è il tuo tempo e questo basta” Che strano , avevi passato la vita ad aspettare che il tempo scorresse in quei granelli, ed ora, tutto a un tratto ti accorgi che il tuo tempo non chiedeva di essere contato, ma solo di essere accettato e vissuto. Poi più avanti, quasi in un angolino ritrovi lo specchio dei ventenni , ma non vi è più lo specchio, solo una cornice e una scritta che a te si addice : “…non vi sono volti, ne luci ne paesaggi, perché non è lo specchio che riflette la vita, ma è in te lo specchio e dimora in te la vita che si addice. Non cercare lo specchio, ma chiudi gli occhi e cerca la profondità che ti si addice, li è il tuo specchio e li la cornice”. Che strano quel silenzio in quella stanza vuota ma eppure in quel silenzio vi è come una musica che si addice, non è un suono strano, ma sa un po’ di magico , di arcano. Ti fermi, alzi lo sguardo e la, dal profondo, una musica inonda il tuo mondo. Tu scorgi le parole ed hanno un suono strano, qualcosa di diverso che ricorda un luogo lontano : “…non cercare nelle parole e nel timbro del suono quell’ armonia che da senso, ma ascolta l’ intervallo, non la nota ma il suo silenzio, e scoprirai che è in quel silenzio, in quell’ intervallo perduto che la vita assume un senso. Ogni suono, come ogni colore ha bisogno di un vuoto, di un’ intervallo, di uno stacco per essere percepito e cosi è anche la tua vita. E’ questo silenzio che hai dimenticato, è questo vuoto che hai cercato di riempire, è questa attesa che hai cercato di allontanare che ha riempito la tua felicità, è li che dimora l’ attesa ed è li che inizia la ricerca”. I tuoi passi riprendono, e mentre quel ritornello ti ritorna alla mente ti accorgi che quella stanza non ha più pareti e che la tua vita, ora ha un senso.

  8. #8
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    Dal silenzio dimenticato al silenzio ricordato

    per ascoltare il brano 43" di John Cage

    1. spegnere ogni fonte sonora

    2. cliccare QUI

    e contare mentalmente fino a 283

  9. #9
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito

    Sopporterei cio' che piu' piu' offende
    assisto a quei gesti guidati dalla tua stupidita'
    sopporterei cio' che piu' mi uccide
    saprei restare comunque fedele a me stessa

    viscidi sorrisi non riscaldano
    tra bene male ho gia' deciso
    in fondo sai che le apparenze non m'ingannano
    mi hai soltanto strappato un po' di silenzio......
    facile risponderti che puoi prenderti tutto quello che vuoi

    mi hai soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto strappato un po' di silenzio
    hai soltanto sprecato il tuo nobile fiato.....eeehh.

    sopporterei cio' che piu' mi offende
    saprei restare comunque fedele a me stessa

    mi hai soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto strappato un po' di silenzio

    mi hai soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto strappato un po' di silenzio
    soltanto sprecato il tuo nobile fiato.....eeehh.


    Carmen Consoli, Fino all'ultimo

  10. #10
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito

    Sia il silenzio che la solitudine possono portare sollievo o depressione, a seconda dei casi, possono essere ricercati e volontari, o essere subiti contro voglia. Possono essere entrambi, soli o abbinati, fonte di soave poesia o di tetra tragedia. Il silenzio permette in ogni momento, dovunque e in qualsiasi condizione, di sentire la tua voce al di là e al di qua degli organi dei sensi, del pensiero razionale. Il silenzio è per molti anche un valore. Anche su chi conosce il valore del silenzio come mezzo di riscoperta di sensazioni, anche su chi volontariamente lo cerca, incombe la tentazione di gettarsi voluttuosamente fra la gente pittoresca e tumultuante, partecipando al coro di parole vane o gravide di significati insignificanti. È duro per chi è vittima del silenzio passare accanto ad uno spettacolo circense e non parteciparvi in prima persona, o non essere attori di uno psicodramma, di un rituale corale. Il ricordo di altri piaceri e momenti di alto coinvolgimento che nulla hanno a che fare col silenzio, a volte innalzano e premiano più di tutti i silenzi mondo. Ma non bastano. Quando una persona non è in pace con se stessa, quando, per solitudine involontaria, o per isolamento scelto nella ricerca della pace, quando, in un periodo di turbamento prova ad appartarsi per meditare, ma non vi riesce, ed una folla di pensieri e voci contrastanti dentro di lei alzano come un rumore assordante impercettibile per i sensi, sviluppa una forma di paura dello star sola e cerca in ogni modo compagnia. Ma lo stare insieme agli altri non è di per sé garanzia di pace dello spirito, di calma, di equilibrio. Ed anche allora, il silenzio è paura. Però questo modo di stare assieme ha maggiori probabilità di vittoria sulle voci e le grida dell'angoscia e della paura. V'è una sorta di allenamento e di esperienza che si sviluppa nello stare insieme, ci si pone in meditazione con sempre maggiore semplicità e disposizione dello spirito, spalancando con fiducioso coraggio la porta del cuore perché egli entri e scacci le voci che turbano e confondono.

    Amen

 

 
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