Anm e opposizione: "Parole intollerabili"
Le dichiarazioni di Berlusconi sul processo Sme scatenano la bufera politica. I magistrati: "Verso i giudici accuse infamanti". Rutelli: "Violato il silenzio elettorale". Angius: "Urla da guerra civile".
ROMA - I primi a rispondere sono i magistrati. Le parole pronunciate da Berlusconi sulla vicenda Sme dalla trasferta in Lussemburgo non piacciono all'Anm che parla di accuse "tanto infamanti quanto indimostrate" oltre che "inaccettabili". Ma non si fanno attendere neanche le critiche degli esponenti dell'opposizione. Francesco Rutelli in primis. Che punta il dito contro quella che appare "una violazione del silenzio elettorale". Dice infatti il leader della Margherita: "Sarei per lasciare i tribunali, i magistrati a fare il loro dovere, a garantirne naturalmente serenità, imparzialità, tranquillità e quindi a evitare di fare la campagna elettorale anche adesso. Anche nel giorno in cui si dovrebbe tacere per rispetto degli elettori".
Ma le dichiarazioni del premier rimbalzano con forza in Cassazione dove gli esponenti dell'Associazione nazionale magistrati sono riuniti per eleggere la nuova giunta e il presidente. Tra le repliche più forti, quella di Carlo Fucci, segretario generale della uscente giunta dell'Anm e esponente di punta di Unicost, la corrente moderata che detiene la maggioranza nel parlamentino delle toghe. "Qualsiasi imputato e anche il presidente del Consiglio in quanto tale - dichiara - in un processo ha diritto a difendersi. La difesa può comprendere anche l'esternazione di elementi di accusa a carico di altri. Ciò che non è accettabile è il rifiuto, da parte di chi è anche capo del Governo, di regole istituzionali, tentando di creare nell'opinione pubblica il convincimento che i magistrati non agiscano nel rispetto delle regole, ma solo per perseguire obiettivi politici".
Pressocché indignate le parole di Claudio Castelli, segretario di Magistratura Democratica. "Non si capisce se le dichiarazioni siano state rese in qualità di coimputato nel processo o di presidente del Consiglio. Va comunque rammentato - aggiunge Castelli - che sulla fondatezza delle accuse formulate nel processo saranno i giudici a pronunciarsi e non il presidente del Consiglio, soprattutto se coimputato".
Ma anche gli esponenti dell'opposizione si dicono indignati. Willer Bordon, della Margherita, chiede più "rispetto per l'Italia e le istituzioni" e poi affonda: "Il premier forse si divertirà, ma è il Paese però che non si diverte: affatto".
Toni veementi anche da parte del senatore della Quercia Gavino Angius che definisce quelle di Berlusconi urla "intollerabili" e "da guerra civile". "E' davvero sconcertante - premette l'esponente diessino - quello che oggi è avvenuto. Non tanto nel merito delle affermazioni del presidente del Consiglio: l'attacco alla magistratura, le minacce mafiose e trasversali costituiscono ormai lo 'stile' del Berlusconi di questi giorni. Ciò che lascia davvero perplessi e preoccupati è che questo avvenga in una giornata di silenzio elettorale e durante una missione internazionale del nostro premier che poco dovrebbe avere a che vedere con la campagna elettorale amministrativa e soprattutto con le sue vicende giudiziarie".
(24 MAGGIO 2004; ORE 19:15. Aggiornato alle 20:05)




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