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  1. #21
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Predefinito Re: ... meglio la pratica della grammatica!...

    Originally posted by Fecia di Cossato

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato [/B]

    Ti conviene preparati, caro il mio comandante. Presto toccherà anche a te

    Strizza? Ti conviene cambiare camicia. Altrimenti farai quella fine, ahahah.

    La resistenza è futile. Voi sarete comunistizzati. O morirete nel tentativo.

  2. #22
    Makeru ga, katta
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    Originally posted by Dragonball
    C'è poco da ironizzare!
    I comunisti mangiano tuttora i bambini.

    Guarda che sono saporiti! Non sai proprio che ti perdi.

  3. #23
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    Originally posted by yurj
    Per fame... e poi di uno che ha detto che ha visto che.. mi fido poco
    Anchio c'ho fame stasera: avrei proprio voglia di mangiare un saporito polpaccio di Caorle.
    Sei grassottello e saporito,yurj?

  4. #24
    Makeru ga, katta
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    Originally posted by Dragonball
    Anchio c'ho fame stasera: avrei proprio voglia di mangiare un saporito polpaccio di Caorle.
    Sei grassottello e saporito,yurj?

    Bravo, così mi piaci. Sei sulla strada per diventare un bravo comunista anche tu!
    Però yuri non credo sia un bambino. Ancora non ci siamo. Ma la strada è quella giusta. A Caorle (o Firenze, dipende da le tue scelte. A Bergamo c'è il compagno brunik) potrai avere un corso accellerato.

  5. #25
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    la bestia rossa è ancora viva e pronta a colpire, come un cinghiale ferito braccato dai cacciatori. Stiamo attenti che non tornino i comunisti al potere o sarà di nuovo l'inferno, è garantito...

    saluti anticomunisti

  6. #26
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    Il Giornale, 30 marzo 2002


    Corea del Nord

    L’inferno comunista dove i lager sono asili


    Il mondo sembra essersi dimenticato del regime comunista di Pyongyang. Qui ci sono ancora "campi di rieducazione", bambini torturati e donne seviziate

    Antonio Socci


    Quando Kang viene rinchiuso nel lager ha solo nove anni e sua sorella Mi-ho è una bambina esile che ne ha solo sette. Strappati alla madre, alla scuola, alla vita, all’infanzia. Consegnati ai demoni. Solo perché il loro nonno è stato arrestato e recluso in un lager (dove morirà) in quanto "borghese" e "controrivoluzionario".

    I due bambini riusciranno a sopravvivere dieci anni, a un freddo polare (fino a venti sotto zero), costretti a nutrirsi di topi e lombrichi, picchiati selvaggiamente dai guardiani (alcuni loro coetanei non ce la faranno, moriranno nei modi più atroci: due, per esempio, sbranati dai cani). Costretti ai lavori forzati fin dalle prime ore dell’alba (le 4 o le 5 del mattino) fino a notte, anche nel gelo e sotto la pioggia, vestiti di stracci: il lavoro di questi bambini consiste nel seppellire cadaveri o nel vuotare le fogne (a volte con le mani) o nello scavare buche e poi riempirle. E nel subire le lezioni rieducative dove si fa loro ripetere ossessivamente che il Grande Leader – un desposta sanguinario – è una divinità, mentre loro sono dei cani (devo ripeterlo camminando a quattro zampe). Nel lager hanno visto di tutto. Le prigioniere che disgraziatamente restano incinte sono sottoposte a cose orribili perché i controrivoluzionari sono cani che non possono avere figli. C’è chi è stata legata e frustata, chi ha subito l’amputazione dei seni, chi è morta dopo essere stata stuprata col manico di una zappa. Se qualcuna riesce a nascondere la gravidanza ed evitare di abortire senza anestesia, con dei ferracci, o a botte, si vede sottrarre il fanciullo da guardiani che provvedono a sgozzarlo o a strangolarlo.

    Non è un inferno di ieri, ma è tuttora in attività: è la Corea del Nord. Uno dei regimi comunisti che nel loro insieme tengono soggiogati un miliardo e mezzo di esseri umani. La storia di Kang è raccontata da lui stesso – nel frattempo riuscito a scappare – nel libro "L’ultimo Gulag" (Mondadori) su cui però è calata la solita cortina di silenzio. Come potrebbero parlarne intellettuali e giornali che da dieci anni vogliono persuaderci che "il comunismo non c’è più" e che solo dei fissati, dei paranoici, possono ancora discuterne?

    Oggi che in Italia torna a uccidere il Partito Comunista Combattente e che tanta parte della sinistra torna a insinuare – come 30 anni fa – che quelle brigate non sono rosse, come se fosse assurdo legare la bandiera rossa e l’omicidio, è doveroso tornare a ricordare. A ricordare che cosa è stato il comunismo nel Novecento: il più vasto e devastante sistema criminale della storia. Un’ideologia assassina. Non ricordare significa essere condannati a rivivere quelli orrore.


    Indicibili sofferenze

    Per questo sarebbe stato salutare che l’eccellente puntata di Correva l’anno, mercoledì scorso dedicata alla "guerra fredda" (in studio Paolo Mieli ed Ernesto Galli della Loggia), fosse mandata in onda in prima serata e non ad un orario impossibile – mezzanotte – come ha deciso di fare Raitre. Peraltro ieri sera è sta trasmessa da Raiuno la prima parte di un drammatico e prezioso documentario sulle persecuzioni anticristiane nei regimi comunisti (la seconda parte venerdì 5 aprile).

    Sono soprattutto i cattolici che al Circo Massimo hanno manifestato sotto le bandiere rosse o che si sono intruppati a Genova dietro i no-global che dovrebbero ascoltare e meditare le testimonianze dei cristiani scampati – con indicibili sofferenze – allo sterminio di massa che il comunismo ha tentato per cancellare Gesù Cristo dalla storia dell’uomo. Le suore di un convento di Genova hanno scritto alla Rai protestando per la scelta di presentare tutto in seconda serata: "Come mai la sofferenza di milioni di vittime innocenti, trucidate dal regime ateista-marxista in innumerevoli gulag, viene trattata così dalla rete ammiraglia della Rai?"


    Una domanda legittima

    La domanda è legittima. Però va dato atto a Raiuno e al Tg 1 di ave realizzato un documento meraviglioso e coraggioso. In questo dovere di memoria siamo appena agli inizi. Aver subito in silenzio la censura imposta da un’intellighentsia che è stata connivente con regimi infami ci ha fatto dimenticare anche che il comunismo è tuttora in piedi e ha permesso a quella ideologia, con i suoi demenziali teoremi, di tornare in auge – appena travestita da novità – in Occidente fra giovani generazioni che non conoscono il passato né il presente e che ripetono sciocchezze no-global antioccidentali senza sapere qual è il vecchio e putrido orizzonte ideologico di quelle analisi e quali e quante tragedie abbia prodotto quell’ideologia che neanche si accorgono di professare sia pure in forma rozza.

    Per smontare la quale basta il "caso Corea". Basta confrontare la Corea del Nord anticapitalista con la Corea del Sud "globalizzata". Quando, 50 anni fa, la Corea si è trovata divisa, con un regime comunista al Nord, voluto dall’Urss, e il Sud sotto l’influenza americana, la Corea del Nord era un Paese abbastanza industrializzato e sviluppato, mentre la Corea del Sud era al livello del Bangladesh. Oggi, dopo 50 anni di capitalismo e globalizzazione, la Corea del Sud è una democratica "tigre" dell’economia mondiale, la settima potenza industriale del globo, mentre la Corea del Nord – sprofondata in una notte di terrore – muore di fame: la carestia provocata dal sistema comunista e dalle sue folli spese militari, negli ultimi dieci anni, pare abbia fatto circa 3 milioni di vittime (10mila bambini al mese morti per fame) su 22 milioni di abitanti. Filtrano voci di città piene di fantasmi, che braccano perfino le lucertole per mangiarle e si parla di casi di cannibalismo.

    Eppure non troverete mai questa tragedia citata sui giornali, i libri e nei comizi dei no-global e dei terzo-mondisti che amano parlare della fame nel mondo imputandola all’Occidente e alla globalizzazione. Né Santoro le dedicherà una serata come ha fatto invece per la crisi economica argentina. Né si faranno sit-in contro i despoti coreani che – davanti alla fame che fa strage nel Paese – preferiscono continuare a investire in sofisticati armamenti missilistici (e a tener chiusi nei larger 200mila poveracci, magari perché sono cristiani), né si vedranno girotondi "intellettuali" di protesta alle ambasciate della Corea del Nord, come invece si è fatto alle ambasciate italiane.


    Grottesca similitudine

    Non fu fatta questa protesta due anni fa quando il governo di centrosinistra fu il primo del G7 a ristabilire le relazioni diplomatiche con i tiranni nordcoreani (per i quali evidentemente non vale l’ostracismo che valeva per Pinochet), ma viene fatta oggi perché Berlusconi ha idee liberali. Gli intellettuali della sinistra franco-italiana infatti continuano a ritenere che la terribile minaccia alla "dignità umana" (questa è la formula di Cofferati) viene da un governo democraticamente eletto in Italia, che applica riforme europee, non da un regime che rinchiude e massacra anche i bambini, che in 50 anni ha fatto 3 milioni di vittime e altri 3 milioni in questi anni, falciati dalla fame "rossa".

    Un particolare emblematico. Nella prefazione al libro di Kang, Pierre Rigoulot scrive che quello nordcoreano "è un regime degno del re Ubu, vale a dire grottesco e sanguinario". La stessa citazione dell’Ubu Re di Alfred Jarry è stata fatta sull’Unità del 16 marzo e da Dario Fo nella manifestazione del Palavobis, ma non riferendola ai despoti nordcoreani o ad altri del genere: per Berlusconi. Il tiranno sanguinario che fa inorridire il mondo, sarebbe lui. Non i compagni di Pyongyang.

  7. #27
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    Antonio Socci è schifoso e peloso, prima di mangiarlo consiglierei di scottarlo per almeno dieci minuti in acqua bollente, quindi di raderlo e poi, al massimo cercare di cavarne un bollito...

    Per quanto mi riguarda troppo sbattimento per una pietanza insipida, lo lascio volentieri a comunisti più affamati!

  8. #28
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Felix
    la bestia rossa è ancora viva e pronta a colpire, come un cinghiale ferito braccato dai cacciatori. Stiamo attenti che non tornino i comunisti al potere o sarà di nuovo l'inferno, è garantito...

    saluti anticomunisti
    di nuovo?

  9. #29
    Hanno assassinato Calipari
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    io so solo che in SudAmerica e' successo di peggio, e questo e' storicamente acclarato. Altri racconti un po' meno.

    Ricordo inoltre che il Nord era industrializzato, ma non con proprie industrie e capitali. Industrie che saranno state distrutte dalla guerra e l'embargo ha fatto il resto.

    Sulle colpe del regime comunista, possiamo discutere, con dati seri alla mano, pero'.

    Non mi interessa difendere la CdN. Mi interessa far capire a Felix che lui vive con la testa in Nord Corea, invece di vivere qui.

    Cosa c'entra l'art 18, la critica alla globalizzazione che,quella si, fa 24 milioni di morti di fame (se ci mettiamo le malattie per le condizioni indegne, e i prezzi alti la cifra lievita) con la Corea del Nord, lo sa solo Felix.

    Che evidentemente crede a qualsiasi cosa venga dal sudest asiatico. I giornalisti che vanno in Nord Corea, invece, hanno avuto un'impressione molto diversa.


    Mi fido di Socci in ginocchio, Felix, o dei giovani di Forza Itlaia che sono stati in Nord Corea, girando quasi liberamente?

    Mah...

  10. #30
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    Predefinito ... ehehehehe!!!...

    originally posted by gen. Jap:

    ... ti conviene preparati, caro il mio comandante. Presto toccherà anche a te...

    ... ti conviene cambiare camicia, altrimenti farai quella fine... ahaha!...

    ... la resistenza è futile. Voi sarete comunistizzati. O morirete nel tentativo...


    caro amico
    si da il caso che come voialtri siete cresciuti alla scuola vietnamita e cambogiana, noialtri siamo crsciuti alla scuola cilena...

    ... un esempio di come si risolve il 'problema comuinismo' in poche semplici immagini, tutte scatate a Santiago l'11 settembre 1973 [non 2001!...]...




    Salvador Allende, in tenuta da 'Ridolini', raggiunge la mattina presto il Palazzo della Moneda. Attorno a lui, armati fino a denti, i fidati 'amigos personales', una organizzazione paramilitare di terroristi che gli faceva anche da 'guardia del corpo'.



    Un 'amigo personal' del presidente Allende con il suo bel giocattolino ripreso su un balcone del Palazzo della Moneda



    Poco dopo mezzogiorno gli 'amigos personales' superstiti vengono portati via in mezzo ad uno stuolo di cileni che applaudono ai militari



    Nel pomeriggio allo Stadio di Santiago. Tra il comunistame catturato si può notare, sulla destra, lo stesso 'amigo personal' ritratto in precedenza sul balcone


    stammi bene mio bel generale... del tubo!!!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

 

 
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