….democratica opposizione (con la o iniziale volutamente minuscola)
Tutti sanno e tutti dicono che le tante elezioni amministrative che si celebrano lungo una intera legislatura ( e se questa volta succede, è un segno epocale), non possono e non devono essere interpretate in chiave generale.
Invece….!
E’ comprensibile anche se non condivisibile che in televisione si scateni una gara a chi la spara più grossa per colpire subito l’ascoltatore sommergendolo di cifre e di ragionamenti astrusi volti a dimostrare una di queste tesi. Ma andando oltre non si può fare a meno di notare che dietro la proclamazione del successo, nel centro sinistra (nel centro e nella sinistra) spira una brutta aria che ripropone sotto altra forma il vizio o la brutta abitudine della sostanziale mancanza di rispetto delle regole della democrazia. Ancora una volta si tenta di riproporre, attraverso l’uso “personale” e anacronistico dei risultati elettorali, la delegittimazione della maggioranza (in questo caso di centrodestra) e del governo Berlusconi democraticamente insediato alla guida del Paese.
E’ soprattutto questo ciò che deve preoccupare in una “normale” democrazia di un Paese normale: l’inadeguatezza della “cultura politica” di buona parte della nostra sinistra (con il “suo centro”) nell’accettare il gioco democratico per cui una determinata maggioranza investita dalle urne duri per cinque anni, senza essere continuamente contestata.
Una cosa è l’opposizione alla politica del governo e la lotta in Parlamento e nella società a questo o a quel provvedimento che la minoranza ha il diritto di fare, e un’altra cosa è la contestazione diretta o indiretta del governo, della legittimità del premier, e della sua stessa funzione nel Paese fino ad una prova elettorale effettivamente contraria.
“Giusto o sbagliato, questo è il mio Presidente” dicono gli americani.
Qui da noi, con i più disparati pretesti si insinua sempre che il Presidente non ha il diritto di stare dove gli elettori lo hanno messo.
Ieri erano le piazze dell’art. 18 o del pacifismo a costituire l’alternativa al governo legittimo; l’altro ieri erano le aule dei tribunali o gli avvisi di garanzia “due volte fasulli”; oggi sono le fumose interpretazioni delle amministrative.
Ha iniziato il “popolare” Castagnetti Pierluigi proponendo l’immagine singolare della “opposizione che diventa maggioranza” (popolare = ex Dc).
Poi Fassino Pietro, che con la solennità adeguata all’argomento prosegue:”Siamo diventati maggioranza…..metti che si fosse votato per Palazzo Chigi, il centrosinistra avrebbe vinto le elezioni. Tutto questo giro di parole per dire ai suoi che il municipio di Ceppaloni è pari a Palazzo Chigi.
D’Alema Massimo sviluppa da par suo lo stesso tema sostenendo che “noi abbiamo dalla nostra i numeri” per cui “questo è un segnale importante di un voto che offre al centrosinistra un’occasione altrettanto importante….Perchè la domanda principale è una domanda di governo”.
Eccola senza filtri la “radicata pulsione” a buttare giù il governo in quanto ritenuto in qualche modo illegittimo o delegittimato.
Commenta Repubblica:”L’opposizione non ha paura di elezioni anticipate e qualche tentazione in quel senso comincia a circolare nel centrosinistra”.
L’Ulivo, dunque, non digerisce la democrazia dell’alternanza, per cui oggi governano gli uni e domani gli altri, come in effetti è in uso da decenni nell’Europa libera.
Eppure anche l’Ulivo vinse le elezioni ed ebbe la sua grande occasione, avendo davanti a se tutti e cinque gli anni per governare tranquillamente. Ma è stato inutile.
Ricordate? Prodi…D’Alema…Amato.
Godevano facendosi del male?
Piccoli, sciocchi, imbecilli ribaltoncini interni.
Alla faccia dei “loro elettori”.
Liberamente da il Giornale di sabato 31 maggio 2003.
saluti




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