don Curzio Nitoglia
La “Società Editrice Barbarossa” ha pubblicato
- eccellentemente - il libro Per
padre il diavolo, e vi ha posto una “nota introduttiva”
(cosa del tutto lecita), per spiegare
ai propri lettori abituali che le posizioni
dell’autore e dell’editore non sono le stesse.
D’altra parte molti “altri” lettori mi hanno
posto delle domande riguardo alla “nota
introduttiva”, e la rivista Orion (n° 203, giugnio
2002, pagg. 56-57), vicina alla “SEB”,
gentilmente, ha pubblicato una mia lettera
di risposta ad esse.
Maurizio Murelli, direttore di Orion, ha
voluto pubblicare - nello stesso tempo - una
“breve risposta” alla mia lettera, assai franca
e moderata; è un suo diritto.
Tuttavia, come sacerdote cattolico, mi
sento in dovere di precisare alcuni punti
espressi da Murelli sul cristianesimo, non
per polemica ma per amore di chiarezza e
verità.
Se Murelli vuole aprire un dibattito sereno
e oggettivo sulla natura del cristianesimo
sarò lieto di poter rispondere alle sue domande.
1ª obiezione di Murelli:
“l’ebraismo (religione) originario, consentiva
agli ebrei al pari di tutte le stirpi del
pianeta un collegamento con la sapienza primordiale.
Il giudaismo è un elemento pervertitore
(antitradizionale) che sconvolge l’ebraismo
e lo scollega definitivamente dal contesto
primordiale”.
Rispondo che:
Ebreo viene da Eber, figlio di Sem (ossia
semita) e avo di Abramo e dei Patriarchi (1ª
fase), sino all’esilio in Babilonia nel 586 a.C.
“Sem fu padre di tutti i figli di Eber considerato
come uno dei progenitori di Abramo”
(F. SPADAFORA, Dizionario biblico,
Studium, Roma, 1963, pag. 183).
La 2ª fase inizia con Mosé (1280 a.C.) e si
chiama religione israelitico-ebraica, che continua
quella ebraica sino al 586 a.C. (ENCICLOPEDIA
DELLE RELGIONI, Garzanti, Milano,
1989, voce: israelitica religione e giudaismo.
Cfr. anche G. RICCIOTTI, Storia d’Israele,
vol. 1°, SEI, Torino, 5ª ed. 1949, Il Regno
d’Israele , § 432; Il Regno di Giuda, § 459.
E l’ottimo I. SCHUSTER- G.B. HOLZAMMER,
Manuale di storia biblica. Il Vecchio Testamento,
SEI, Torino, 2ª ed. 1939, pagg. 711-722).
Si parla invece di religione giudaica alla fine
del Regno di Giuda, esiliato a Babilonia
nel 586 a.C., in cui si conservano le tradizioni
religiose ebraiche nonostante la deportazione.
Per cui il giudaismo dal 586 a.C. sino al
175 a.C. proseguì la religione ebraica.
La deviazione (3ª fase) ebbe luogo a partire
dal 175 a.C. sino all’Avvento di Gesù,
èra nella quale il giudaismo farisaico e sadduceo
stravolse la vera nozione messianica,
sognando un Messia guerriero e temporale
che desse al popolo d’Israele il dominio sul
mondo (cfr. Per padre il diavolo, pagg. 142-
145). tale deviazione è continuata e continua
sino al deicidio e all’attuale giudaismo, religione
post-biblica o rabbinico-talmudica,
che persiste nella negazione di Gesù Cristo.
“Giudaismo è il complesso religioso e sociale,
del nuovo Israele, rinato dopo il ritorno
dall’esilio 597 a.C., sull’antico territorio della
tribù di Giuda, intorno a Gerusalemme... dal
175 a.C. alla venuta di Gesù si formarono i raggruppamenti
che troviamo al tempo di N. Signore:
Farisei, Sadducei, Esseni, Sinedrio, Sinagoghe
ecc. e specialmente la concezione ristretta
di un messianismo nazionalistico, con l’esclusione
dei Gentili dalla salvezza. Il puritanesimo
dei Farisei, l’altera intransigenza del Sinedrio, si
ergeranno contro il divino Redentore, gli Apostoli
e la Chiesa nascente. La tragica deviazione
del Giudaismo avrà la sua fine e il suo castigo,
nella distruzione di Gerusalemme 70 d.C.” (F.
SPADAFORA, ibidem, pagg. 306 e 309).
EUGENIO ZOLLI scrive:
“Giudaismo è la religione del popolo
d’Israele, che si costituì definitivamente sin
dall’esilio babilonese 586 a.C., quando Israele
si trovò ridotto alla sola tribù di Giuda.
Prima dell’esilio la religione ebraica ebbe
come mediatore Mosé... i Patriarchi (Abramo,
Isacco e Giacobbe) e i Profeti” (ENCICLOPEDIA
CATTOLICA, vol VI, 1951, Città
del Vaticano, voce giudaismo, coll. 695-696).
Quindi parlare di “ebraismo originario”
contrapposto al “giudaismo pervertitore”
che sconvolge l’ebraismo non ha fondamento
storico-esegetico.
2ª obiezione di Murelli:
“Il giudaismo corrompe l’ebraismo; il cristianesimo
è un segmento riformato del giudaismo”
Rispondo che:
La prima parte della frase (giudaismo
corrompe ebraismo) è già stata confutata
nella risposta alla 1ª obiezione.
Per quanto riguarda la seconda parte
“cristianesimo = segmento riformato del
giudaismo”, si può leggere Per padre il davolo,
SEB, Milano, 2002, capitolo VI, VII,
X, XI, XXXIII, che dimostrano ampiamente
il contrario.
3ª obiezione di Murelli:
“il nichilismo si genera nell’occidente cristiano”
Rispondo che:
Il nichilismo è una dottrina filosofica (e
non mitologica) che nega la realtà dell’essere,
sia in teoria che in pratica. Si distinguono
tre tipi di N.:
a) N. metafisico, b) N. logico, c) N. morale.
a) N. metafisico:
nega la realtà della sostanza, è il fenomenismo
(non esiste l’essenza, la natura o la
sostanza delle cose, ma solo i fenomeni o ciò
che cade sotto i sensi). Gorgia da Lentini (V
sec. avanti Cristo) è il massimo e più radicale
rappresentante di questa scuola filosofica,
egli riduce l’essere al nulla. Ora Gorgia è
vissuto circa cinque secoli prima di Cristo,
quindi l’obiezione di Murelli (“N. si genera
nell’occidente cristiano”) non regge.
b) N. logico:
corrisponde allo scetticismo che nega ed
esclude la verità oggettiva. Il primo rappresentante
e il fondatore di tale scuola è Pirrone
di Elide, morto nel 275 avanti Cristo.
Quindi l’obiezione cade anche quanto al N.
logico.
c) N. morale;
è la conseguenza dei primi due; se si nega
ogni essere e ogni verità, ne segue che non
esiste una norma di dovere individuale e sociale.
I maggiori rapprentanti di tale scuola
sono:
1°) Max Stirner:
è l’esponente radicale dell’hegelismo di sinistra,
che fa sua - inizialmente - la posizione
di Feuerbach secondo la quale “l’ente sommo
è l’uomo”. Ma poi Stirner polemizza anche
con Feuerbach e nega ogni idea che voglia
rimpiazzare Dio (la lotta di classe, il socialismo
scientifico) e asserisce che l’unico
valore è l’io-singolo (solipsismo) che portò
Stirner ad essere il profeta dell’anarchia e del
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N. “Io ho riposto la mia causa nel nulla” è il
principio fondamentale del N. stirneriano.
Come si vede Stirner più che comunista è
un individualista, solipsista, egotista che tende
al nulla. Quindi non si può in nessun modo
affermare che lo stirnerismo “si genera” o
nasce dal cristianesimo (generare = nascita,
discendenza, produrre come effetto. Come
intransitivo = prodursi, nascere, formarsi, in
O. PIANIGIANI, Vocabolario etimologico della
lingua italiana, Firenze, 1907), infatti Stirner
è la negazione dell’essere, della verità, e del
Dio trascendente e personale che sono le
idee fondamentali del cristianesimo.
2°) Nietzsche:
è un filosofo radicalmente a-cristiano e
anti-cristiano, che propugna la distruzione
della morale cattolica per ritornare al paganesimo
greco dionisiaco e sfrenato.
La frase di Murelli “il N. si genera
nell’occidente cristiano”, ossia nasce dal cristianesimo
ed è un prodotto del cristianesimo,
cade. Il N. è prodotto dall’anticristianesimo
stirneriano e nietzscheano.
Murelli cita OMAR VECCHIO, Essenza nichilistica
dell’occidente cristiano, ed. Barbarossa,
Saluzzo, 1988.
L’autore sostiene che il N. è la morte o
l’annichilazione del Dio cristiano il quale è
qualcosa di degenerativo e quindi corruttibile
e corrotto o scomparso nel nulla. Invece -
oggettivamente parlando - il N. è una dottrina
filosofica a-metafisica, a-logica e a-morale,
che nasce nell’occidente pagano-greco
(Gorgia e Pirrone) e si conclude nell’occidente
protestante tedesco, anti cattolico
(Stirner e Nietzsche). Mentre il Dio cristiano
è “l’Atto Puro” da ogni potenza e perciò
incorruttibile per natura e non può essere
scomparso nel nulla “de facto”.
Quindi l’obiezione di Murelli cade anche
quanto al N. morale.




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