da www.ilfoglio.it
" Gli auguri dell’amico
Bush spera che l’EuroCav. ripari le fratture transatlantiche. Ed è questo che irrita Parigi e Berlino
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Roma. Non c’è l’agenda, sarebbe soprattutto questa la ragione delle polemiche sulla presidenza italiana dell’Unione europea. Lo sosteneva ieri anche il prode corrispondente del Tg3 da Bruxelles, citando naturalmente Romano Prodi. L’accusa non è vera in principio, basta andare a vedere con quale anticipo e con quanti dettagli abbia presentato il programma la Grecia, appena uscita di scena; non è vera nel merito, perché a Parigi e a Berlino, come alla Commissione europea, sanno bene quali siano i propositi della presidenza italiana, e li temono, sia pur irragionevolmente, almeno quanto a Washington ci sperano. Tant’è vero che in Europa si organizzano agguati, ma Colin Powell ha telefonato al collega Franco Frattini per fargli auguri di buon lavoro. Che si facciano gesti chiari per riparare le scosse relazioni tra Europa e Stati Uniti dopo la frattura sulla guerra di liberazione dell’Iraq, smettendo di programmare la ricostruzione di quel paese come una ritorsione in società con l’Onu; che si metta a punto la prima Costituzione, con l’allargamento ai nuovi membri, che furono paesi della cortina di ferro, e con le nuove regole appena faticosamente spuntate, un vero ministro degli Esteri europeo, una Commissione che funzioni, riuscendoci in tempo perché la Convention si tenga a Roma; che si facciano scelte nette nel processo di pace mediorientale tagliando i fondi alle organizzazioni palestinesi legate al terrorismo, isolando Arafat, e facendo gesti politici per contrastare un fenomeno di antisemitismo che sta diventando imbarazzante, all’altezza, alla bassezza, degli anni 30; che si metta fine alla disputa sugli Ogm, evitando una causa miliardaria già pronta all’Organizzazione per il commercio mondiale, concedendo ai cittadini europei il diritto di scegliere. Perfino l’idea di allargare l’Unione a Russia e Israele, considerata dagli europei l’ennesima stravaganza di Berlusconi, piace all’Amministrazione Bush. Come piacque l’appello a favore dell’alleanza storica con gli Stati Uniti che dell’Europa furono i liberatori, che finì con molte firme e mise a nudo le manovre di Francia e Germania. E il piano Marshall per il Medio Oriente, di concerto con quello che la Casa Bianca sta preparando.
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Cordiali slauti




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