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Discussione: L'Anno Terzo

  1. #81
    SENATORE di POL
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    No, solo un'eurorapina ai contribuenti, come quella di Amato sui contocorrenti e depositi bancari (comrpesi quelli dei bimbi) scattata il giorno di scadenza delle cedole dei titoli.....
    Una rapina necessaria? Forse. Ma una rapina.

    Saluti liberali

  2. #82
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    In origine postato da Pieffebi
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    Benessimo, il professore ci informa che l'imbroglio sta nel fatto che l'Ulivo ha restituito quello che prima aveva preso. Se non avesse restituito nulla non ci sarebbe stato nessun problema. Che cattivoni questi dell'Ulivo!

    C.V.D.

  3. #83
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    Vorrei ora chiedere al professore se sa quando il governo pensa di restituire il fiscal drag degli ultimi due anni. Sapete ci e' dovuto per legge. Sono in media 200 euro a contribuente (sommando quanto dovuto in due anni), mica noccioline.

  4. #84
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    Predefinito Caro Ago

    Un pollista convinto non dirà mai che lui, o il berluska, o 3colli hanno torto o hanno sbagliato, a prescindere dalle cifre e dalle fonti che gli presenti. Però continua, ti prego, le tue informazioni ci sono molto utili (anche ai pollisti, sono sicuro, anche se non lo ammetteranno mai )
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #85
    SENATORE di POL
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    In origine postato da Ago
    Benessimo, il professore ci informa che l'imbroglio sta nel fatto che l'Ulivo ha restituito quello che prima aveva preso. Se non avesse restituito nulla non ci sarebbe stato nessun problema. Che cattivoni questi dell'Ulivo!

    C.V.D.
    Hai capito benissimo dove sta l'imbroglio.......anche se non quanto ne capiscono i droghieri e le casalinghe.....dunque i tuoi giri di parole da piccolo agit-prop tanto spocchioso..... sono inutili.


    Saluti liberali

  6. #86
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    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #87
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    In origine postato da Ago
    Vorrei ora chiedere al professore se sa quando il governo pensa di restituire il fiscal drag degli ultimi due anni. Sapete ci e' dovuto per legge. Sono in media 200 euro a contribuente (sommando quanto dovuto in due anni), mica noccioline.
    Questa è un'ottima domanda.

    Perchè ci avete fregato il fiscal drag, pollisti?

    Non è mica bello prendere in giro così i poveri cristi.

  8. #88
    SENATORE di POL
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    da www.adnkronos.com

    " D'Amato: ''Siamo preoccupati''
    Istat, produzione industriale in netto calo a maggio
    Su base annua flessione del 7% anche se per giorni lavorativi la percentuale e' del 4,4%. Rispetto ad aprile 2003 -1,6%






    I sindacati chiedono l'intervento del governo
    Confindustria: serve un Dpef per lo sviluppo





    Roma, 14 lug. (Adnkronos) - La produzione industriale a maggio registra una flessione del 7%. Nel mese di maggio 2003, sulla base degli elementi finora disponibili, l'indice della produzione industriale con base 2000=100 e' risultato pari a 100,8 con una diminuzione del 7,0 per cento rispetto al mese di maggio 2002, allorche' risulto' uguale a 108,4. Nel periodo gennaio-maggio del 2003 l'indice ha registrato un calo dell'1,7 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2002. I dati sono stati diffusi stamane dall'Istat.
    Il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, da Cernobbio (Co), manifesta preoccupazione: ''Siamo preoccupati e lo eravamo gia' nelle settimane precedenti. Sono dati che viviamo giorno per giorno nelle nostre aziende e confermano la necessita' assoluta di rilanciare sul serio l'economia''.
    A maggio del 2003 la produzione corretta per i giorni lavorativi ha registrato una diminuzione tendenziale del 4,4 per cento (i giorni lavorativi sono stati 21 contro 22 di maggio 2002). L'indice della produzione destagionalizzato e' risultato pari a 95,7 segnando una diminuzione dell'1,6 per cento rispetto ad aprile 2003, quando era stato pari a 97,3.
    Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, l'indice della produzione dei beni di consumo presenta, rispetto a maggio 2002, una diminuzione tendenziale del 9,4 per cento, -rileva l'Istat- quale sintesi di flessioni del 13,6 per cento dei beni durevoli e dell'8,2 per cento dei beni non durevoli. L'indice dei beni strumentali e l'indice dei beni intermedi registrano, rispettivamente, un calo tendenziale del 9,4 e del 6,0 per cento, mentre l'indice dell'energia segna un aumento dell'1,4 per cento.
    Nel periodo gennaio-maggio 2003 quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie registrano variazioni negative rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con flessioni del 3,5 per cento per i beni strumentali, del 3,4 per cento per i beni di consumo (meno 8,5 per cento i beni durevoli, meno 2,1 per cento i beni non durevoli) e dell'1,1 per cento per i beni intermedi; l'unica eccezione e' costituita dall'energia, che presenta una crescita del 3,5 per cento.
    Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie mostrano, rispetto ad aprile 2003, una flessione del 3,9 per cento per i beni di consumo (meno 4,1 per cento per i beni non durevoli, meno 3,7 per cento per i beni durevoli), del 3,7 per cento per i beni strumentali, del 3,0 per cento per i beni intermedi e dello 0,9 per cento per l'energia.
    Nel mese di maggio 2003 l'indice della produzione industriale registra variazioni tendenziali positive nei settori delle raffinerie di petrolio (piu' 8,7 per cento), dell'estrazione di minerali (piu' 4,3 per cento) e dell'energia elettrica, gas e acqua (piu' 0,4 per cento). Le variazioni tendenziali negative piu' ampie riguardano i comparti delle altre industrie manifatturiere (meno 15,5 per cento), delle pelli e delle calzature (meno 12,6 per cento), dei tessili e dell'abbigliamento (meno 11,5 per cento), dei prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 10,6 per cento), dei mezzi di trasporto (meno 10,3 per cento) e degli articoli in gomma e materie plastiche (meno 9,4 per cento).
    Confrontando gli indici della produzione nei vari settori di attivita' economica tra il periodo gennaio-maggio 2003 ed il corrispondente periodo del 2002, gli aumenti piu' significativi si registrano nei settori delle raffinerie di petrolio (piu' 6,3 per cento), dell'estrazione di minerali (piu' 4,4 per cento), dell'energia elettrica, gas e acqua (piu' 3,2 per cento) e del legno e dei prodotti in legno (piu' 2,9 per cento). Le diminuzioni piu' marcate riguardano, invece, i comparti delle altre industrie manifatturiere (meno 11,3 per cento), delle pelli e delle calzature (meno 7,4 per cento), dei mezzi di trasporto (meno 7,1 per cento) e dei tessili e dell'abbigliamento (meno 5,9 per cento).
    "

    Saluti liberali

  9. #89
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    up! per atterraggio morbido

  10. #90
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    Predefinito Re: L'Anno Terzo

    In origine postato da Pieffebi
    Al via dunque l'Anno Terzo del Governo del CentroDestra guidato da Silvio Berlusconi, in una situazione generale ancora tutt'altro che rosea, che i nostri politici sembrano voler ulteriormente complicare. Moltissime sono le cose da fare e, a mio avviso, notevole è il ritardo accumulato nell'avvio di importanti, anzi indispendabili, riforme liberali, tanto in campo economico-sociale che in campo politico-istituzionale. La coalizione di governo si è disunita, soprattutto dopo il Caffè Amaro delle amministrative parziali ( ove ha subito gli smacchi più pesanti nelle provinciali romane e nelle regionali friulane, con un arretramento anche in alcune altre aree del Paese, e una buona tenuta in Veneto). La questione della Verifica, richiesta giustamente da Alleanza Nazionale, pare evolversi verso modalità tutt'altro che produttive degli indispensabili aggiustamenti, soprattutto nel passo riformatore adottato...ma anche nella direzione intrapresa. Certo è che se tutti proclamano indispendabile procedere ad una politica di profonda trasformazione del Paese, le cose che vengono intese dalle varie anime del CentroDestra, sono molto varie.....e in parte anche contraddittorie. Le diatribe interne alla coalizione, se per certi versi sono ovvie e scontate, vengono condotte comunque senza che nessuno si assuma la responsabilità di indicare con chiarezza gli obiettivi comuni, che devono essere le ragioni del lavorare insieme, pur con le diverse sensibilità e le diverse rappresentanze di aree della Nazione e di i conglomerati di interessi e di valori.
    Quello che risulta evidente è che la politica italiana resta sostanzialmente quella di sempre, ossia profondamente condizionata da obiettivi immediati, dalla ricerca dei facili consensi o delle difesa delle posizioni conquistate, senza una visione coraggiosa che punti, invece, sui risultati di medio-lungo termine, giuocando nell''immediato invece attraverso lo sforzo per coagualre interessi e tensioni ideali verso processi di cambiamento sui quali ampi settori della popolazione devono comunque scommettere, e sanno di doverlo fare.
    Ora l'anno Terzo del Governo Berlusconi si apre anche con il semestre italiano di presidenza di turno dell'Unione Europea. Un'occasione ulteriore per far valere il ruolo, finalmente attivo e creativo, della politica estera italiana, ancorandolo ad una politica di solidarietà "transatlantica" di faticosa ricucitura nell'Unione delle diverse anime, rifiutando ogni egemonismo gallicano, ma accogliendo quegli aspetti della visione Chirachiana della politica comune che maggiormente sono tesi a rinforzare il prestigio europeo, che però non può crescere se non accrescendo le responsabilità che l'Europa è disposta ad assumere sullo scenario internazionale, che è sempre più evidentemente un mondo "hobbesiano".
    La guida italiana dell'Unione può garantire una presenza europea meno ....ingombrante (ossia malvista) e più produttiva anche sullo scenario medio-orientale, ove tanto Bush che Sharon considerano Berlusconi (cioè l'Italia) come il loro migliore amico (per Bush, soltanto dopo Blair e alla pari di Aznar) all'interno della Confederazione degli Stati del Vecchio Continente. L'idea italiana di un piano marshall per il medio-oriente, se inserita nel contesto globale di una politica dell'Europa e dell'Occidente coerentemente volta ad una progressiva pacificazione dell'area (che ha avuto nell'intervento preventivo americano un momento comunque fondamentale), è vista ancora con qualche perplessità. Ciò soprattutto dato che comunque, la stessa avrà i suoi non indifferenti costi. Tuttavia la proposta italiana gode anche di crescenti simpatie. Gli Stati Uniti del resto hanno, da parte loro, suggerito una strategia di intervento economico occidentale abbastanza sovrapponibile all'idea italiana. Sicuramente se la Road Map si avvierà quel tanto da rendere la pace qualcosa di più che una pia speranza.....allora si potrà passare alle fasi di progettazione esecutiva e poi di attuazione di una serie di interventi economici e di investimenti importanti.
    Insomma... di carne al fuoco ce n'è tanta, e le cose da fare sono ancora di più. Le cose fatte non sono poi così poche, e ultimamente, con la riforma Biagi del mercato del lavoro, hanno raggiunto punti d'approdo decisivi, per far ripartire certe dinamiche virtuose. Che ciò sia d'auspicio per l'immediato futuro.

    Saluti liberali




    dal sito di IDEAZIONE....

    " Il governo alla prova dei fatti
    di Pierluigi Mennitti

    La sinistra che appena una settimana prima aveva festeggiato, con qualche eccesso di tono, la vittoria elettorale nella limitata tornata amministrativa ha vissuto con animo sofferente il fallimento dei referendum sull'articolo 18. Bertinotti e i "correntisti" ds hanno ammesso la sconfitta, il primo con la dignità che gli è unanimemente riconosciuta, i secondi con qualche arroganza e senza accenno di autocritica. Il resto di quello che per comodità continuiamo a chiamare Ulivo ha fatto il pesce in barile. S'è appropriato all'ultimo momento della bandiera dell'astensionismo, rinnegando i chilometri di marcia percorsi nelle manifestazioni della Cgil ed evitando di spendersi per una causa nella quale oggi dicono di non credere più. Si evidenzia così la vena strumentale che ha accompagnato le battaglie politiche di parte dell'opposizione, cui è mancata la forza di contrapporsi costruttivamente al governo, in nome di un proprio progetto di società alternativo a quello di Berlusconi. Idee per realizzare qualcosa, non solo per opporsi alle iniziative del governo.

    Il fallimento referendario, così, restituisce ossigeno alla maggioranza, apre nuove prospettive legate soprattutto a quelle riforme economiche promesse in campagna elettorale. Su un punto assai simbolico, quello dell'articolo 18, l'elettorato ha detto che è disposto a rimettere mano non tanto alle tutele che accompagnano la vita dei lavoratori, quanto alle gabbie che limitano la libertà delle imprese. L'indicazione è ancor più chiara in quanto giunge in un periodo difficile per l'economia italiana ed europea. Normalmente, in fasi come questa, prevale nell'elettorato un senso di sfiducia nelle regole del mercato e si prediligono le tutele assistenziali più disparate. Invece proprio in tempi di fiacca, gli italiani preferiscono rilanciare, affidando alla classe politica un messaggio neppure tanto velato: liberate i mercati, invece di chiuderli. A cominciare da quello del lavoro.

    Ora la mano torna alla maggioranza che non sembra al momento dare buona prova di sé nel riflettere pacatamente sul risultato delle amministrative. Ripicche fra i partiti, rimbalzi di responsabilità, interviste roboanti lasciano malinconicamente l'amaro in bocca. Dalle amministrative e dai referendum sono giunti due messaggi che spingono il governo verso tutt'altra direzione che quella del litigio. E cioè rimboccarsi le maniche e mettere in campo le riforme economiche previste nel programma elettorale. E' una esigenza non solo italiana, quella di rivedere lo Stato assistenziale, tanto è vero che altri governi europei sono in queste settimane impegnati in bracci di ferro con le controparti sindacali. L'Italia, che ha vissuto i suoi conflitti nei mesi passati, può arrivare con un po' di vantaggio alla meta, realizzando un modello equilibrato di sicurezza sociale sostenibile, che alle tutele irrinunciabili affianchi maggiori libertà per le attività imprenditoriali. La ripresa del dialogo con i sindacati, l'approvazione due settimane fa del decreto attuativo della legge Biagi sul mercato del lavoro, il nuovo round di consultazione delle parti sociali vanno nella direzione giusta. Se tutto andrà come previsto, in un clima di collaborazione, entro un paio di mesi si potrebbero varare quelle novità tanto attese: modifica del collocamento pubblico, introduzione di nuovi modelli contrattuali, riforma delle collaborazioni coordinate e continuative.

    Il messaggio degli elettori è chiaro verso il governo: meno polemiche, più capacità operativa. Il semestre di presidenza dell'Unione Europea che verrà assunto dall'Italia all'inizio di luglio rappresenta un banco di prova decisivo. Tra gli obiettivi della presidenza italiana, le riforme liberali nel campo economico-sociale, sulla scia delle direttive di Lisbona, sono un punto fondamentale per accompagnare e rafforzare la ripresa di cui gli esperti già scorgono i segnali. Roma ha le carte in regola per spingere su questo fronte se è vero che il presidente della Commissione Europea Romano Prodi, sempre restio a far complimenti al governo Berlusconi, ha inserito l'Italia nel quartetto di nazioni che stanno lavorando con più efficenza alle riforme strutturali (le altre sono Gran Bretagna, Francia e Germania). Tutto sta a vedere se la maggioranza riuscirà a ritrovare la sua compattezza e a bloccare le tentazioni suicide che di tanto in tanto emergono dalle dichiarazioni avventurose di alcuni suoi esponenti. Come dimostra il dato amministrativo, sarebbe illusorio cullarsi ancora sulle divisioni di un centrosinistra che ha comunque già avviato la sua fase di riorganizzazione.

    20 giugno 2003

    pmennitti@ideazione.com
    "

    L'anno terzo si è concluso piuttosto ingloriosamente....... il superministro dell'Economia si è dovuto dimettere, le elezioni europee sono andata ancora benino, ma le amministrative sono state complessivamente disastrose......i ritardi denunciati un anno fa non sono stati recuperati. La riforma della giustizia si è trasformata in una riformicchia che scontenta tutti .........si discute ancora di tasse e di debito pubblico......

    Saluti liberali

 

 
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