Mentre a livello "nazionale" i capi di tutti i partiti italiani tacciono sulla questione delle scorie nucleari che, nonostante le assicurazioni in contrario, è stato già deciso di stoccare in Sardegna, qui il fermento della popolazione diventa sempre più sensibile. Anche qui i rappresentanti "sardi" dei partiti italiani hanno fatto tiepide dichiarazioni di circostanza, tutte mirate a non mostrare proprio il disinteresse più totale e a ricevere eventualmente assicurazioni sulla mancanza di pericolo per la salute, ma la popolazione non accetta più queste rappresentazioni, è disposta a scendere in piazza, anche se a molti, troppi, sfugge purtroppo che non si tratta solo di una questione di salute compromessa, ma di una questione di ennesima violazione di sovranità del popolo sardo.
Perfino il filo-governativo giornale del padrone, L'Unione Sarda, ieri ha pubblicato quattro pagine speciali dedicate al problema
e continua a ricevere, via e-mail lettere di cittadini incazzati.
Proseguendo in un'iniziativa adottata già da qualche giorno, continuerò a postare in questo nuovo thread sia gli articoli del giornale che le voci dei lettori.
SCORIE NUCLEARI
L'Isola non è
una pattumiera
Ci hanno fotografati ai raggi X. Per smaltire cinquantamila metri cubi di scorie radioattive, il Governo e la società statale Sogin pensano - si legge nei resoconti parlamentari - a «miniere abbandonate di ogni tipo», in zone scarsamente abitate e al riparo dai terremoti, preferibilmente in territori dove sia forte una presenza militare in grado di assicurare la protezione armata, da terra e dal cielo, contro attacchi a un simile «obiettivo sensibile», come viene definito dopo l'11 settembre. Viene in mente prima di tutto il Sulcis Iglesiente, dove pozzi e gallerie dismessi non si contano. Ma anche altre zone dell'Isola, dove il lavoro e la sofferenza dell'uomo hanno scavato, nei secoli, chilometri e chilometri di fango e roccia in cambio di pane e silicosi. Un sacrificio estremo che non può essere ricompensato con gli sgravi fiscali e i contributi in denaro che lo Stato promette alla regione che si accollerà il materiale nucleare: l'obolo è previsto dal disegno di legge del ministro Marzano - "Riordino del settore energetico", articolo 27 - che sarà discusso tra dieci giorni alle Camere. Un premio che si esaurirà ben prima della radioattività, la cui vita è calcolata in trecentomila anni per i metalli più pericolosi e in duecento per quelli a più rapida consunzione. Il concetto "chi inquina paga", ispiratore delle prime politiche ambientali degli anni Settanta, è stato rovesciato dal Governo: chi paga può inquinare, per l'eternità. Nei ministeri si parla, in via ufficiosa, di premi per sei, sette, dieci milioni di euro alla popolazione che accetterà la sepoltura dei cadaveri delle centrali atomiche uccise dagli italiani con il referendum del 1987. Producevano energia sporca, tuttavia a prezzi sicuramente inferiori rispetto al carbone che alimentava le ciminiere sarde: l'Isola non ha mai ricevuto un kilowatt da quei generatori e adesso rischia di accollarsi gli avanzi - andati a male, per giunta - del banchetto.
Generali, ministri e sottosegretari adesso - ma soltanto adesso che la gente comincia a dire basta - si affannano a far sapere che vigileranno, che nulla è deciso, che tutto è sotto controllo. Però, a domanda diretta, nessuno si sente di escludere che l'Isola possa diventare la pattumiera nucleare di rifiuti italiani e persino francesi. Cinquantamila metri cubi di plutonio, uranio e altre sostanze. Un grattacielo di sessanta piani a testa in giù: i sardi non vogliono che venga calato nelle viscere di quella terra che gli uomini scavavano, le donne portavano in superficie e in mezzo alla quale i bambini giocavano e si sporcavano allegramente la faccia in attesa del ritorno dei genitori ingobbiti dal dolore di una giornata in galleria. Per queste miniere, preziose per la loro storia umana più che per i beni che vi si estraevano, era stato ipotizzato un futuro radioso: turismo, escursioni e mostre, lavoro qualificato per figli e nipoti degli operai, razza in via di estinzione, braccata in ogni angolo del mondo dalla rampante eppure già agonizzante New Economy. Dov'è il Parco geominerario? Sono stati aperti pochissimi percorsi, poi il cammino si è interrotto. E nel Sulcis c'è già chi comincia a fare due più due. Illazioni certamente infondate, visto che l'inettitudine della politica e della burocrazia sa essere assai più potente delle ricchissime lobby dei rifiuti, radioattivi o normali che siano. Ma in assenza di risposte chi può fermare i cattivi pensieri? In ritardo come sempre, la Sardegna rischia di entrare nell'era nucleare quando il resto d'Italia l'ha consegnata al passato. Eppure, oggi, l'Isola reagisce. «Se tutte le regioni si comportassero così, noi come faremmo a scegliere il sito per le scorie?», domandano adesso con preoccupazione alla Sogin. È una questione di memoria, di memoria viva e di futuro: il bene di questa e delle prossime generazioni impongono per le donne e gli uomini che hanno donato sangue in miniera un monumento ben diverso da un sarcofago radioattivo.
Marco Mostallino
Gli approfondimenti
Gli emigrati del Piemonte pronti a ribellarsi
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No comment di Jean: "Il momento è delicato"
Scorie in Sardegna, viaggio blindato
Lungo il fiume radioattivo: "Ci abituiamo fin da piccoli"
Dal reattore al campo di battaglia
Vittime in divisa: dossier a Ciampi
Lega, Verdi e Ds: subito un'inchiesta
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6/1/2003
Matteo
Tutti dentro la Regione il giorno che la notizia verrà ufficializzata.
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6/1/2003
gian gavino, sardegna
Pocos locos y mal unidos. Sarà anche questa volta così? Ci lascieremo incantare ancora una volta dalle promesse dei nostri governanti? Lascieremo da parte divisioni politiche? I nostri rappresentanti si "impegneranno, si indigneranno per poi lanciare la spugna con grande dignità" magari in nome di quella ragione di stato che ha portato qui basi militari, poligoni e quant'altro? Lascieremo ancora una volta che "sos istranzos" vengano quì, facciano quello che vogliono confidando che, come sempre è accaduto, prima o poi se ne vadano? Siamo disposti ad aspettare 300.000 anni prima che i rifiuti di questi scomodi inquilini dimezzino la loro pericolosità? Difenderemo per una volta la nostra terra dimostrando di non essere "balentes" solo per meschine questioni di pascolo. Ricordiamoci di tutte le promesse che ci hanno fatto. Ricordiamoci di tutti morti civili e militari che la Sardegna ha dato per l'Italia. Ricordiamoci che cosa ne abbiamo avuto in cambio. Rivendichiamo per una volta la capacità di autodeterminazione. Oppure, come spesso accade, la Sardegna non sarà la terra dei sardi ma quella dell'ultimo degli invasori.
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6/1/2003
SANDRO MANAI, PERDAXIUS
L'oppressione dei sardi: fra crisi politiche, con o senza pilota e residui radioattivi. Mai come oggi, è manifesto il massimo dello "splendore" del connubio perfetto: politica ed ipocrisia. Mentre, la Sardegna non sa più a che Santo invocarsi, per affrancarsi da una fine annunciata ed irreversibile, nei palazzi del potere i pensieri starebbe verso tutt'altra direzione; probabilmente non verso una opposizione netta, determinata ed inamovibile (almeno per quanto è di notorietà pubblica), verso l'ipotizzato deposito delle scorie dell'uranio impoverito in Sardegna. Se consideriamo che il Governo Nazionale avrebbe conferito carta bianca al generale Jean, capo della Sogin (Società Statale incaricata per la gestione degli impianti nucleari), per la individuazione dei siti-pattumiera-radioattivi, dov'è il rispetto dell'autonomia della Sardegna, prevista nel suo Statuto speciale? Quando, la specialità della Sardegna, per il suo stato naturale, sarà speciale anche in occasione delle grandi decisioni nazionali che la riguardano? Mi reputo un moderato per natura, senza tessere di partito nè impegni politici; ma, per cause di così grande portata come quelle riguardanti la salvaguardia e la tutela dell'intero territorio della Sardegna, sono al fianco di quei Sindaci disposti a sacrificare il loro mandato, per un fine di inestimabile nobiltà e serietà, quale è la vita del popolo sardo.I sardi sono gente seria, intelligente e laboriosa e quando la sopraffazione supera i limiti del buon senso e dell'accettabile, sono gente che sa farsi valere, rispettare e dimostrare che non sono gli zerbini di nessuno. Sandro Manai - Perdaxius
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6/1/2003
Matteo, St.Thomas Virgin Island
Signor governo... e societa' statale Sogin... Scordatevelo!! avete sbagliato destinazione per i vostri rifiuri radioattivi. Se volete un indirizzo ve lo do io : a casa vostra!!!!!! Sono ormai 10 anni che navigo su navi mercantili e credetemi, ogni volta che vedo nuovi posti in giro per il mondo ricollego sempre qualsiasi particolare che si assomigli alla mia amata terra. Non vorrei che questo particolare sia una centrale nucleare o qualche discarica radioattiva !!!! Grazie per la vostra comprensione.
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6/1/2003
Graziano, Bologna
CI VOGLIONO AZIONI CONCRETE, CI VUOLE LO SCIOPERO GENERALE DA PARTE DI TUTTI, ORGANIZZIAMOCI E NON PERMETTIAMO AI SIGNORI DI ROMA E A I LORO LECCAPIEDI SARDI DI VOLERE, ANCORA UNA VOLTA, IL NOSTRO MALE.
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6/1/2003
gian paolo, milano
Carissimi compatrioti di Sardegna, credo tocchi alla nostra generazione mostrare lo stesso coraggio e la stessa volonta' di resistenza che animo' i nostri nonni sui fronti della prima guerra mondiale. Allora molti soldati Sardi pensarono che morire per salvare l'italia dagli austriaci fosse cosa giusta e onorevole. Oggi dopo 80 anni l'italia sta dando ai Sardi una nuova ragione per cui valga la pena di morire o di uccidere. Questo che si sta perpetuando ai danni dei Sardi di oggi e di domani e' un vero e proprio atto di guerra, una azione di morte e di distruzione. Non facciamoci illusioni hanno gia' deciso, contano sulla nostra poverta', sul nostro inesistente peso politico, sulla complicita' dei politici che si dicono sardi ma che sono la quinta colonna di occupazione del governo penisolano. Dobbiamo mettere in conto di morire per opporci a questa azione coloniale, dobbiamo cercare in tutti i modi di colpire tutte le societa', i gruppi di potere industriale e politico che trarranno beneficio da questa sporca operazione, dobbiamo pensare di bloccare i convogli ferroviari e navali a tutti i costi, costi quel che costi. Dobbiamo entrare nell'ottica di una guerra senza quartiere, ci uccideranno, ci imprigioneranno, ci tortureranno, ma questo non servira' a fermarci e soprattutto non impedira' che appena ne avremo la possibilita' sapremo portare a termine la giusta operazione di rappresaglia, consentita anche dall'ONU a quei popoli che subiscono attacchi proditori e assassini. Devono sapere i nostri nemici che non potranno piu' vivere e considerarsi sicuri, dovranno mettere in conto che quelle scorie che vogliono mettere nelle nostre case, nei nostri campi, nei nostri fiumi, noi faremo di tutto per riportarli nei loro fiumi, nei loro laghi,nelle loro citta', costi quel che costi. Non dobbiamo avere paura, dobbiamo solo sentire e capire che questa che andiamo a combattere e' una guerra giusta, chi di noi sara' ucciso, sara' ricordato nella nostra storia millenaria come un valoroso eroe. Vogliono portare la morte ed il terrore nelle nostre vite, sappiano che noi faremo altrettanto, costi quel che costi. Non accettiamo di discutere su questo tema con nessuno, cercheranno anche di imbonirci con qualche po' di denaro, promesse di sviluppo e le solite cazzate, sappiate che alla fine le scorie saranno a casa nostra e non loro. Ricordatevi che oggi piu' che mai ci siamo noi e ci sono loro, i vituperati mafiosi italiani. Due parole su quell'imbecille che ha scelto la Sardegna come discarica, si dice che questo si fa' per evitare attachi terroristici, ditemi voi se questo vi sembra il momento di mettere in strada e ferrovia convogli carichi di scorie nucleari, cosa succederebbe se qualcuno facesse saltare un ponte ferroviario o stradale sul fiume Po mentre transitano i mezzi carichi?. Ditemi voi se un poligono militare,dove com'e' noto si sparano cannonate e si sganciano bombe d'aereo e' un luogo indicato per costruire un sito di smaltimento delle scorie? Si dice che i poligoni sono facilmente controllabili,e' vero. Solo che non si dice che esistono luoghi molto piu' controllati e controllabili, ad esempio Camp Darby in toscana, i depositi di munizioni del grossetano, la base di Pratica di mare alle porte di Roma, voi direte che e' vicina a Roma,io rispondo tanto non c'e' pericolo l'impiano che voi costruirete e sicuro. Inoltre nessun luogo sarebbe migliore delle valli alpine, facilmente controllabili, ricche di miniere abbandonate,scarsamente popolate. Direte voi ma le valli alpine sono in italia. Vida pro vida, morte pro morte.
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6/1/2003
Giacomo
Altro che azione ghandiana.. dobbiamo cominciare a fare come l'eta con autobombe.. è l'unico metodo per farsi sentire! Basta vedere la copertura mediatica dell'avvenimento nel resto d'Italia.. nessun quotidiano nazionale ha riportato la notizia.. i tg parlano di qualsiasi cavolata.. fanno i servizi su PortoCervo, la Costa Smeralda e sui cani rapiti dagli allevamenti.. ma dei bambini sardi che rischiano la leucemia nulla.. Dobbiamo ribellarci è l'unica via.. Non si può continuare così, le imprese continentali che vengono in Sardegna, restano 2 anni per sfruttare i benefici fiscali poi prendono e se vanno lasciandoci in una situazione sempre peggiore.. siamo alla mercede di questi governatori corrotti ed incapaci.. FORZA PARIS!!!!
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6/1/2003
ciccio incazzau, Sardegna
Mi sembra una buona cosa, un'occasione che ha la Sardegna e anche l'Italia intera per finalmente imitare i francesi e la rivoluzione francese, questa volta l'iniziativa inizierà dalla Sardegna e sarà destinata ai politici nostrani che hanno richiesto con forza un tale provvedimento, d'altronde se in Italia i politici rubano sfottendo i cittadini e anche perchè è mancata la brutale ma efficace GHIGLIOTTINA nelle piazze. Ricordate cari Sardi non venduti che non è una cosa difficile realizzarla e la Sardegna sarà così ricordata per essere stata la madre della rivoluzione Italiana del nuovo secolo. Ciao a tutti
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6/1/2003
sal deiana, vancouver
Ho notato un minore numero del solito su questo forum. Non e' che manca l ' interesse e' solo che molti partecipanti hanno ricevuto viruses nel e-mail da gente interessata a farci tacere. Non aprite e-mail di cui non sapete il mandante. Il silenzio di alcuni politici sardi e' assordante! iL SILENZIO NON VI SCOLPERA'. A QUALSIASI LIVELLO POLITICO SIETE PREGATI DI DAR LE DIMISSIONI PERCHE' NON AVETE NESSUN MANDATO PER DECIDERE LA MORTE DELLA sARDEGNA grazie ai sindaci di Gonnesa ed Oliena la vostra onesta' e' diventata una commodity molto scarsa oggigiorno.Solo il popolo sardo alle urne puo' mandare una risposta a questi baroni residenti nella penisola. Vi facciamo vedere noi chi finisce nella patumiera della storia sal
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