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    Predefinito Scorie Nucleari A Chi? A Voi!

    Mentre a livello "nazionale" i capi di tutti i partiti italiani tacciono sulla questione delle scorie nucleari che, nonostante le assicurazioni in contrario, è stato già deciso di stoccare in Sardegna, qui il fermento della popolazione diventa sempre più sensibile. Anche qui i rappresentanti "sardi" dei partiti italiani hanno fatto tiepide dichiarazioni di circostanza, tutte mirate a non mostrare proprio il disinteresse più totale e a ricevere eventualmente assicurazioni sulla mancanza di pericolo per la salute, ma la popolazione non accetta più queste rappresentazioni, è disposta a scendere in piazza, anche se a molti, troppi, sfugge purtroppo che non si tratta solo di una questione di salute compromessa, ma di una questione di ennesima violazione di sovranità del popolo sardo.

    Perfino il filo-governativo giornale del padrone, L'Unione Sarda, ieri ha pubblicato quattro pagine speciali dedicate al problema
    e continua a ricevere, via e-mail lettere di cittadini incazzati.

    Proseguendo in un'iniziativa adottata già da qualche giorno, continuerò a postare in questo nuovo thread sia gli articoli del giornale che le voci dei lettori.

    SCORIE NUCLEARI
    L'Isola non è
    una pattumiera


    Ci hanno fotografati ai raggi X. Per smaltire cinquantamila metri cubi di scorie radioattive, il Governo e la società statale Sogin pensano - si legge nei resoconti parlamentari - a «miniere abbandonate di ogni tipo», in zone scarsamente abitate e al riparo dai terremoti, preferibilmente in territori dove sia forte una presenza militare in grado di assicurare la protezione armata, da terra e dal cielo, contro attacchi a un simile «obiettivo sensibile», come viene definito dopo l'11 settembre. Viene in mente prima di tutto il Sulcis Iglesiente, dove pozzi e gallerie dismessi non si contano. Ma anche altre zone dell'Isola, dove il lavoro e la sofferenza dell'uomo hanno scavato, nei secoli, chilometri e chilometri di fango e roccia in cambio di pane e silicosi. Un sacrificio estremo che non può essere ricompensato con gli sgravi fiscali e i contributi in denaro che lo Stato promette alla regione che si accollerà il materiale nucleare: l'obolo è previsto dal disegno di legge del ministro Marzano - "Riordino del settore energetico", articolo 27 - che sarà discusso tra dieci giorni alle Camere. Un premio che si esaurirà ben prima della radioattività, la cui vita è calcolata in trecentomila anni per i metalli più pericolosi e in duecento per quelli a più rapida consunzione. Il concetto "chi inquina paga", ispiratore delle prime politiche ambientali degli anni Settanta, è stato rovesciato dal Governo: chi paga può inquinare, per l'eternità. Nei ministeri si parla, in via ufficiosa, di premi per sei, sette, dieci milioni di euro alla popolazione che accetterà la sepoltura dei cadaveri delle centrali atomiche uccise dagli italiani con il referendum del 1987. Producevano energia sporca, tuttavia a prezzi sicuramente inferiori rispetto al carbone che alimentava le ciminiere sarde: l'Isola non ha mai ricevuto un kilowatt da quei generatori e adesso rischia di accollarsi gli avanzi - andati a male, per giunta - del banchetto.
    Generali, ministri e sottosegretari adesso - ma soltanto adesso che la gente comincia a dire basta - si affannano a far sapere che vigileranno, che nulla è deciso, che tutto è sotto controllo. Però, a domanda diretta, nessuno si sente di escludere che l'Isola possa diventare la pattumiera nucleare di rifiuti italiani e persino francesi. Cinquantamila metri cubi di plutonio, uranio e altre sostanze. Un grattacielo di sessanta piani a testa in giù: i sardi non vogliono che venga calato nelle viscere di quella terra che gli uomini scavavano, le donne portavano in superficie e in mezzo alla quale i bambini giocavano e si sporcavano allegramente la faccia in attesa del ritorno dei genitori ingobbiti dal dolore di una giornata in galleria. Per queste miniere, preziose per la loro storia umana più che per i beni che vi si estraevano, era stato ipotizzato un futuro radioso: turismo, escursioni e mostre, lavoro qualificato per figli e nipoti degli operai, razza in via di estinzione, braccata in ogni angolo del mondo dalla rampante eppure già agonizzante New Economy. Dov'è il Parco geominerario? Sono stati aperti pochissimi percorsi, poi il cammino si è interrotto. E nel Sulcis c'è già chi comincia a fare due più due. Illazioni certamente infondate, visto che l'inettitudine della politica e della burocrazia sa essere assai più potente delle ricchissime lobby dei rifiuti, radioattivi o normali che siano. Ma in assenza di risposte chi può fermare i cattivi pensieri? In ritardo come sempre, la Sardegna rischia di entrare nell'era nucleare quando il resto d'Italia l'ha consegnata al passato. Eppure, oggi, l'Isola reagisce. «Se tutte le regioni si comportassero così, noi come faremmo a scegliere il sito per le scorie?», domandano adesso con preoccupazione alla Sogin. È una questione di memoria, di memoria viva e di futuro: il bene di questa e delle prossime generazioni impongono per le donne e gli uomini che hanno donato sangue in miniera un monumento ben diverso da un sarcofago radioattivo.


    Marco Mostallino



    Gli approfondimenti

    Gli emigrati del Piemonte pronti a ribellarsi

    "Dimissioni per protesta in tutti i Comuni dell'Isola"

    Da Internet un no all'uranio assassino

    Le dichiarazioni del ministro Pisanu

    No comment di Jean: "Il momento è delicato"

    Scorie in Sardegna, viaggio blindato

    Lungo il fiume radioattivo: "Ci abituiamo fin da piccoli"

    Dal reattore al campo di battaglia

    Vittime in divisa: dossier a Ciampi

    Lega, Verdi e Ds: subito un'inchiesta

    Indietro




    successiva


    Vai alla pagina: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


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    6/1/2003
    Matteo
    Tutti dentro la Regione il giorno che la notizia verrà ufficializzata.

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    6/1/2003
    gian gavino, sardegna
    Pocos locos y mal unidos. Sarà anche questa volta così? Ci lascieremo incantare ancora una volta dalle promesse dei nostri governanti? Lascieremo da parte divisioni politiche? I nostri rappresentanti si "impegneranno, si indigneranno per poi lanciare la spugna con grande dignità" magari in nome di quella ragione di stato che ha portato qui basi militari, poligoni e quant'altro? Lascieremo ancora una volta che "sos istranzos" vengano quì, facciano quello che vogliono confidando che, come sempre è accaduto, prima o poi se ne vadano? Siamo disposti ad aspettare 300.000 anni prima che i rifiuti di questi scomodi inquilini dimezzino la loro pericolosità? Difenderemo per una volta la nostra terra dimostrando di non essere "balentes" solo per meschine questioni di pascolo. Ricordiamoci di tutte le promesse che ci hanno fatto. Ricordiamoci di tutti morti civili e militari che la Sardegna ha dato per l'Italia. Ricordiamoci che cosa ne abbiamo avuto in cambio. Rivendichiamo per una volta la capacità di autodeterminazione. Oppure, come spesso accade, la Sardegna non sarà la terra dei sardi ma quella dell'ultimo degli invasori.

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    6/1/2003
    SANDRO MANAI, PERDAXIUS
    L'oppressione dei sardi: fra crisi politiche, con o senza pilota e residui radioattivi. Mai come oggi, è manifesto il massimo dello "splendore" del connubio perfetto: politica ed ipocrisia. Mentre, la Sardegna non sa più a che Santo invocarsi, per affrancarsi da una fine annunciata ed irreversibile, nei palazzi del potere i pensieri starebbe verso tutt'altra direzione; probabilmente non verso una opposizione netta, determinata ed inamovibile (almeno per quanto è di notorietà pubblica), verso l'ipotizzato deposito delle scorie dell'uranio impoverito in Sardegna. Se consideriamo che il Governo Nazionale avrebbe conferito carta bianca al generale Jean, capo della Sogin (Società Statale incaricata per la gestione degli impianti nucleari), per la individuazione dei siti-pattumiera-radioattivi, dov'è il rispetto dell'autonomia della Sardegna, prevista nel suo Statuto speciale? Quando, la specialità della Sardegna, per il suo stato naturale, sarà speciale anche in occasione delle grandi decisioni nazionali che la riguardano? Mi reputo un moderato per natura, senza tessere di partito nè impegni politici; ma, per cause di così grande portata come quelle riguardanti la salvaguardia e la tutela dell'intero territorio della Sardegna, sono al fianco di quei Sindaci disposti a sacrificare il loro mandato, per un fine di inestimabile nobiltà e serietà, quale è la vita del popolo sardo.I sardi sono gente seria, intelligente e laboriosa e quando la sopraffazione supera i limiti del buon senso e dell'accettabile, sono gente che sa farsi valere, rispettare e dimostrare che non sono gli zerbini di nessuno. Sandro Manai - Perdaxius

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    6/1/2003
    Matteo, St.Thomas Virgin Island
    Signor governo... e societa' statale Sogin... Scordatevelo!! avete sbagliato destinazione per i vostri rifiuri radioattivi. Se volete un indirizzo ve lo do io : a casa vostra!!!!!! Sono ormai 10 anni che navigo su navi mercantili e credetemi, ogni volta che vedo nuovi posti in giro per il mondo ricollego sempre qualsiasi particolare che si assomigli alla mia amata terra. Non vorrei che questo particolare sia una centrale nucleare o qualche discarica radioattiva !!!! Grazie per la vostra comprensione.

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    6/1/2003
    Graziano, Bologna
    CI VOGLIONO AZIONI CONCRETE, CI VUOLE LO SCIOPERO GENERALE DA PARTE DI TUTTI, ORGANIZZIAMOCI E NON PERMETTIAMO AI SIGNORI DI ROMA E A I LORO LECCAPIEDI SARDI DI VOLERE, ANCORA UNA VOLTA, IL NOSTRO MALE.

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    6/1/2003
    gian paolo, milano
    Carissimi compatrioti di Sardegna, credo tocchi alla nostra generazione mostrare lo stesso coraggio e la stessa volonta' di resistenza che animo' i nostri nonni sui fronti della prima guerra mondiale. Allora molti soldati Sardi pensarono che morire per salvare l'italia dagli austriaci fosse cosa giusta e onorevole. Oggi dopo 80 anni l'italia sta dando ai Sardi una nuova ragione per cui valga la pena di morire o di uccidere. Questo che si sta perpetuando ai danni dei Sardi di oggi e di domani e' un vero e proprio atto di guerra, una azione di morte e di distruzione. Non facciamoci illusioni hanno gia' deciso, contano sulla nostra poverta', sul nostro inesistente peso politico, sulla complicita' dei politici che si dicono sardi ma che sono la quinta colonna di occupazione del governo penisolano. Dobbiamo mettere in conto di morire per opporci a questa azione coloniale, dobbiamo cercare in tutti i modi di colpire tutte le societa', i gruppi di potere industriale e politico che trarranno beneficio da questa sporca operazione, dobbiamo pensare di bloccare i convogli ferroviari e navali a tutti i costi, costi quel che costi. Dobbiamo entrare nell'ottica di una guerra senza quartiere, ci uccideranno, ci imprigioneranno, ci tortureranno, ma questo non servira' a fermarci e soprattutto non impedira' che appena ne avremo la possibilita' sapremo portare a termine la giusta operazione di rappresaglia, consentita anche dall'ONU a quei popoli che subiscono attacchi proditori e assassini. Devono sapere i nostri nemici che non potranno piu' vivere e considerarsi sicuri, dovranno mettere in conto che quelle scorie che vogliono mettere nelle nostre case, nei nostri campi, nei nostri fiumi, noi faremo di tutto per riportarli nei loro fiumi, nei loro laghi,nelle loro citta', costi quel che costi. Non dobbiamo avere paura, dobbiamo solo sentire e capire che questa che andiamo a combattere e' una guerra giusta, chi di noi sara' ucciso, sara' ricordato nella nostra storia millenaria come un valoroso eroe. Vogliono portare la morte ed il terrore nelle nostre vite, sappiano che noi faremo altrettanto, costi quel che costi. Non accettiamo di discutere su questo tema con nessuno, cercheranno anche di imbonirci con qualche po' di denaro, promesse di sviluppo e le solite cazzate, sappiate che alla fine le scorie saranno a casa nostra e non loro. Ricordatevi che oggi piu' che mai ci siamo noi e ci sono loro, i vituperati mafiosi italiani. Due parole su quell'imbecille che ha scelto la Sardegna come discarica, si dice che questo si fa' per evitare attachi terroristici, ditemi voi se questo vi sembra il momento di mettere in strada e ferrovia convogli carichi di scorie nucleari, cosa succederebbe se qualcuno facesse saltare un ponte ferroviario o stradale sul fiume Po mentre transitano i mezzi carichi?. Ditemi voi se un poligono militare,dove com'e' noto si sparano cannonate e si sganciano bombe d'aereo e' un luogo indicato per costruire un sito di smaltimento delle scorie? Si dice che i poligoni sono facilmente controllabili,e' vero. Solo che non si dice che esistono luoghi molto piu' controllati e controllabili, ad esempio Camp Darby in toscana, i depositi di munizioni del grossetano, la base di Pratica di mare alle porte di Roma, voi direte che e' vicina a Roma,io rispondo tanto non c'e' pericolo l'impiano che voi costruirete e sicuro. Inoltre nessun luogo sarebbe migliore delle valli alpine, facilmente controllabili, ricche di miniere abbandonate,scarsamente popolate. Direte voi ma le valli alpine sono in italia. Vida pro vida, morte pro morte.

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    6/1/2003
    Giacomo
    Altro che azione ghandiana.. dobbiamo cominciare a fare come l'eta con autobombe.. è l'unico metodo per farsi sentire! Basta vedere la copertura mediatica dell'avvenimento nel resto d'Italia.. nessun quotidiano nazionale ha riportato la notizia.. i tg parlano di qualsiasi cavolata.. fanno i servizi su PortoCervo, la Costa Smeralda e sui cani rapiti dagli allevamenti.. ma dei bambini sardi che rischiano la leucemia nulla.. Dobbiamo ribellarci è l'unica via.. Non si può continuare così, le imprese continentali che vengono in Sardegna, restano 2 anni per sfruttare i benefici fiscali poi prendono e se vanno lasciandoci in una situazione sempre peggiore.. siamo alla mercede di questi governatori corrotti ed incapaci.. FORZA PARIS!!!!

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    6/1/2003
    ciccio incazzau, Sardegna
    Mi sembra una buona cosa, un'occasione che ha la Sardegna e anche l'Italia intera per finalmente imitare i francesi e la rivoluzione francese, questa volta l'iniziativa inizierà dalla Sardegna e sarà destinata ai politici nostrani che hanno richiesto con forza un tale provvedimento, d'altronde se in Italia i politici rubano sfottendo i cittadini e anche perchè è mancata la brutale ma efficace GHIGLIOTTINA nelle piazze. Ricordate cari Sardi non venduti che non è una cosa difficile realizzarla e la Sardegna sarà così ricordata per essere stata la madre della rivoluzione Italiana del nuovo secolo. Ciao a tutti

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    6/1/2003
    sal deiana, vancouver
    Ho notato un minore numero del solito su questo forum. Non e' che manca l ' interesse e' solo che molti partecipanti hanno ricevuto viruses nel e-mail da gente interessata a farci tacere. Non aprite e-mail di cui non sapete il mandante. Il silenzio di alcuni politici sardi e' assordante! iL SILENZIO NON VI SCOLPERA'. A QUALSIASI LIVELLO POLITICO SIETE PREGATI DI DAR LE DIMISSIONI PERCHE' NON AVETE NESSUN MANDATO PER DECIDERE LA MORTE DELLA sARDEGNA grazie ai sindaci di Gonnesa ed Oliena la vostra onesta' e' diventata una commodity molto scarsa oggigiorno.Solo il popolo sardo alle urne puo' mandare una risposta a questi baroni residenti nella penisola. Vi facciamo vedere noi chi finisce nella patumiera della storia sal

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  2. #2
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    SCORIE NUCLEARI,
    L'ISOLA IN PIAZZA


    giovedì, maggio 29, 2003

    Scorie nucleari? No, grazie: la Sardegna rispolvera lo slogan del referendum contro le centrali per chiudere la porta ai rifiuti radioattivi. Politici, sindacati e ambientalisti puntano a una mobilitazione immediata per scongiurare la possibilità che l’isola diventi la pattumiera delle centrali dismesse nella penisola. Cgil, Cisl e Uil promettono di aggiungere la rivendicazione antinucleare alle due giornate di lotta per l’industria, già fissate per il 20 e il 25 giugno (ad Abbasanta e a Roma). E in Parlamento c’è chi minaccia un boicottaggio dell’attività, se la Sardegna dovrà davvero accogliere le scorie.
    È il caso di Piergiorgio Massidda, deputato di Forza Italia: «In Parlamento mi hanno rassicurato che le scorie non arriverannno. Ma se il pericolo fosse concreto, io e altri colleghi di FI chiederemo ogni giorno la parola per fatto personale, in commissione e in aula, su questo argomento. Sono pronto a boicottare i lavori della commissione Affari sociali». Francesco Carboni, deputato algherese dei Ds, condanna «il modo in cui sono stati affidati i superpoteri al generale Carlo Jean. E dobbiamo constatare il totale silenzio della Regione: il presidente Pili tace su tutto ciò che proviene dal governo Berlusconi, che non risolve il nostro gap energetico e ci scarica anche le scorie». Secondo il deputato dei Riformatori sardi Michele Cossa, «una soluzione di quel genere sarebbe la morte di un’intera isola. Chi verrebbe più dove sono state scaricate tonnellate di materiali radioattivi? I sardi devono saper fare fronte comune per scongiurarlo, non possono esserci logiche di schieramento o di partito in questo caso».
    Il leader regionale della Cisl Mario Medde annuncia: «Alla Giunta chiederemo un incontro coi sindacati sull’emergenza produttiva ma anche su questo rischio, per dare un segnale forte al Governo. La giornata di Abbasanta avrà il significato della tutela dei siti industriali e della sicurezza nel territorio, come precondizione dello sviluppo: il no alle scorie, che sarebbero un deterrente per nuovi investimenti, sarà compreso in questo ambito». Il segretario regionale della Cgil Pino Marras si augura «che i timori si rivelino infondati, ma è assolutamente necessaria una mobilitazione totale. Non ha senso moltiplicare i siti con presenza radioattiva. Siamo una regione con molte rivendicazioni inevase, come il metano. Non vogliamo subire ancora: se l’ipotesi prendesse consistenza, le giornate di lotta serviranno anche per scongiurarla». Gino Mereu, segretario regionale Uil, avverte: «Nessuno pensi che la crisi in cui viviamo possa farci accettare una simile ipotesi. Non ci sono finanziamenti o infrastrutture che possono ripagare un tale danno, per una regione che deve puntare sulla qualità dell’ambiente e dei suoi prodotti. Se per il 20 giugno il rischio non sarà smentito, la mobilitazione si estenderà al caso nucleare».
    Secco no al materiale radioattivo anche dal sindaco di Cagliari, Emilio Floris, e da quello di Carbonia, Tore Cherchi. «Sarebbe un pessimo biglietto da visita», osserva il primo: «Se comprometteremo con le scorie il nostro ambiente, faremo dei passi indietro irrecuperabili. Dovunque siano collocate, la gente assimilerà l’isola a una pattumiera nucleare. E a quel punto i turisti non verranno da nessuna parte». Anche secondo Cherchi «è assurdo pensare di scegliere sia il parco geominerario, sia qualsiasi altro sito nell’isola. Il fatto stesso che non lo si escluda è allarmante. E il silenzio della Regione è l’ulteriore dimostrazione di una politica di governo dell’isola che viaggia attraverso logiche di commissariamento».
    «Faremo di tutto per non accettare un altro sigillo alla nostra sudditanza», dice il leader di Sardigna natzione, Bustianu Cumpostu: «Tutto il popolo sardo deve mobilitarsi. Ma chi governa la Regione sa già che le scorie arriveranno: la protesta farà parte del protocollo preparatorio per accettarle». Vincenzo Tiana, leader di Legambiente, parla di «una provocazione del Governo: visto che la Sardegna non ha terremoti si prenda le scorie. È scandaloso che la Sogin studi la possibilità di mandarle qui senza prima chiedere prima il parere dei sardi».
    Infine, il monito di due ex presidenti della Regione. Per Pietro Soddu «è una brutta rogna, temo che si cerchino delle compensazioni, magari riduzioni fiscali. Io rifiuterei ogni cosa decisa senza il concorso del Consiglio regionale. Ma soprattutto, se si accetta che la governabilità sia assicurata con autorità e poteri speciali, rimane poco in mano al potere locale. È una pratica scivolosa, di trascinamento della democrazia: rimangono processi autoritari, o tecnocratici. Decide il più forte». Mario Melis considera «assurdo concepire che le scorie arrivino in una regione che ha bisogno di sviluppo. Invece viene considerata una regione marginale, in cui scaricare i veleni delle aree ricche. Serve una mobilitazione del popolo sardo: non oseranno sfidare tutta una popolazione».


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  3. #3
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    Seguiranno presto gli interventi delle ultime ore.

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    Uniti contro le servitù radioattive
    di Angelo Pani


    Tra pochi giorni, il generale Carlo Jean comunicherà al Governo quali sono le località candidate a ospitare le scorie nucleari. La Sogin, la società che gestisce lo smantellamento delle centrali nucleari italiane, ha ormai concluso l’esame di tutte le relazioni e sta predisponendo il documento finale che verrà presentato a Palazzo Chigi. Per quanto abbia ottenuto poteri speciali che gli consentono di agire in deroga alle norme ambientali e sulla sicurezza dei trasporti, l’alto ufficiale resta un tecnico che può solo indicare soluzioni. La decisione finale spetta al potere politico. E sarà il Governo a decidere. È estremamente importante chiarire il punto, perché questi giorni di crescente mobilitazione contro la candidatura della Sardegna a ospitare l’ennesima e pesantissima servitù (stiamo parlando di scorie tossiche e nocive i cui tempi di decadimento si calcolano in migliaia di anni), sono stati accompagnati dall’imbarazzante silenzio di molti parlamentari sardi. Nessuna “dichiarazione spontanea”, nessun comunicato ufficiale da parte di segreterie solitamente prolisse. Raggiunto al telefono, il ministro degli Interni Beppe Pisanu ha invitato a non drammatizzare «in quanto niente è stato ancora deciso». Parole sobrie che giungono da un uomo che ha fatto del “basso profilo” un’arte di governo riconosciuta dagli stessi avversari. Ma da un ministro sardo ci si sarebbe aspettati di più. Perché, contrariamente alla altrettanto rassicurante dichiarazione del sottosegretario alla Difesa Salvatore Cicu che invita a non preoccuparsi, i motivi di allarme ci sono tutti.
    Andiamo con ordine. Della necessità di trovare un sito dove collocare tutte le scorie nucleari prodotte in Italia (qualcosa come 55 mila metri cubi) si discute da decenni. L’Enea ha fatto i suoi studi e ha selezionato 200 località. Nessuna di queste era in Sardegna in quanto, a parere dei tecnici, doveva essere esclusa la possibilità di trasportare le scorie in mare.
    Lo studio dell’Enea è stata la base sulla quale si sono fondate le indagini della Sogin, subentrata nell’incarico di individuare il sito. Ma, intervenendo l’8 aprile scorso davanti alla Commissione Ambiente della Camera, il generale Jean ha affermato che avrebbe riveduto alcune indicazioni dell’Enea, «ad esempio l’esclusione delle isole». È stato il primo colpo basso contro la Sardegna. Ha poi precisato che sarebbero state escluse tutte le località entro i 50 chilometri dai confini. Le popolazioni di gran parte dei territori alpini hanno ringraziato. Anche se la prudenza pare eccessiva, se si considera la vicinanza ai nostri confini delle centrali nucleari francesi, della Svizzera e della Slovenia.
    Il presidente della Commissione Ambiente, Piero Armani è stato più esplicito e ha affermato che il sito andava individuato in una località che doveva rispondere a tre requisiti: area geologicamente stabile, bassa densità di popolazione, vicinanza con poligoni militari per assicurare il massimo di sorveglianza sul deposito. Non ha fatto nomi, ha solo mostrato la fotografia della Sardegna.



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    02/06/2003
    Fabio, Carbonia
    http://www.carbonia.com
    Al G8 di Evian piano per la discarica nucleare in Russia Si avvicina il vertice del G-8 previsto ad Evian, in Francia, dall'1 al 3 giugno: uno dei temi in agenda sara'- secondo la denuncia di Greenpeace- il trasporto del plutonio. Gia' martedi' 27 si terra' a Mosca, Washington e a Bruxelles una giornata internazionale di protesta delle associazioni ambientaliste contro il riprocessamento del plutonio. "La Russia rischia di diventare la discarica nucleare del pianeta- afferma Domitilla Senni, direttore di Greenpeace- anche l'Italia vorrebbe inviare in quel paese il materiale piu' irradiato per il riprocessamento o per stoccarlo permanentemente". L'intenzione, d'altronde, e' stata espressa dal presidente della Sogin, Carlo Jean, in un'audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, lo scorso febbraio. La Sogin, che si occupa del decommissioning nucleare, e che sta inviando per ora le scorie nucleari da Saluggia a Sellafield, sarebbe disponibile di inviare una parte del materiale in Russia. Nel 2000, Russia ed Usa si sono accordati per un piano di produzione del combustibile Mox (plutonio e uranio) di 6,3 miliardi di dollari. Il mox sarebbe destinato poi a reattori civili. Per fare questo dovrebbe essere costruito un nuovo impianto in Siberia, a Seversk, dove dieci anni fa un'esplosione nella centrale esistente, ha portato ad una forte contaminazione da plutonio dell'area. Al vertice del G-8 l'accordo Russia-Usa sulla produzione del combustibile al plutonio e all'uranio dovrebbe essere rinforzato e l'Unione Europea potrebbe entrarvi. Francia ed Inghilterra, infatti, che riprocessano le scorie nucleari nei centri di Hague e Sellafield, vorrebbero rimandare indietro il materiale nei Paesi di provenienza, i quali non sanno come risolvere il problema. "La societa' ha in corso dei negoziati ed ha fatto intervenire anche il livello politico per prolungare il piu' possibile la permanenza di questo materiale contaminato in Francia e Inghilterra, in attesa di trasferirlo in Russia", ha detto il presidente della Sogin alla Commissione d'inchiesta alcuni mesi fa. Per Greenpeace i giochi sarebbero fatti, Berlusconi e Putin avrebbero gia' trovato un'intesa per lo stoccaggio definitivo del combustibile irraggiato in Russia. Il trasporto del Mox in questo Paese, secondo i gruppi locali riuniti nella coalizione "Ecodefense", e' un obiettivo prevedibile di ladri e terroristi. E' facile estrarre il plutonio per fabbricare bombe dal Mox appena prodotto ed il ministero russo per l'energia propone addirittura di vendere il combustibile ad altri paesi, aprendo cosi' per la prima volta il mercato internazionale del plutonio.


    03/06/2003
    Hubert Zoboli, Coxley nr. Wells Somerset ENGLAND
    http://Scorie radioattive in Sardegna
    Ho gia'espresso il mio parere in modo succinto nelle precedenti edizioni del giornale ed e' naturale che mi pongo in antitesi ad una scelta della nostra isola come deposito di scorie radioattive. Un incubo che in veste di spetro invade le menti di quanti amano la propria terra. Tristemente dobbiamo osservare come i nostri politici ostentano una insicurezza latente e una espressa servitu'.Incapaci di esprimersi duramente contro le decisioni del governo. Sono costernato nel dover vedere uomini ai quali il voto popolare ha affidato con estrema fiducia il compito di difendere civilmente ma con forza le nostre sorti,nascondersi sotto un velo di passivita'. Politici sardi,questa e' chance che non potete perdere a costo di estromissioni .Levate le vostre voci e guadagnatevi la fiducia che gli elettori vi hanno dato.


    02/06/2003
    antonello Sirigu, Gairo
    http://www.gairo.too.it - www.antos.too.it - www.galilium.too.it
    Che dire? siamo all'apoteosi della follia berlusconiana e di chi intorno gli fa da supino tirapiedi, come il cane si getta fra le gambe del padrone per avere qualche osso già rosicchiato!! cari sardi, continuate a votare Mauretto e tutta quella gentaglia senza nobiltà d'animo e l'imperialismo avrà il vostro sugello! così che la Sardegna è stata spolpata di tutto ora sarà anche beffatta e predestinata ad essere quale figlia adottiva e malriconosciuta dei polentoni del nord Italia, anche la pattumiera del Mediterraneo, da gioello che ne era!! bravi!!!!! cordialmente antonello sirigu gairo

  5. #5
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    AVVERTENZA

    Gli articoli ei commenti dei lettori qui riportati sono tratti dai quotidiani L'unione Sarda e/o La Nuova Sardegna, a caso, senza preventiva scelta, al solo scopo di far conoscere la mobilitazione esistente intorno a questo problema. Inoltre i post non riportano tutto ciò che pubblicano i due quotidiani per evidenti motivi di stringatezza e limitatezza dei messaggi.

  6. #6
    VIENI AVANTI FASSINO!
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    NON TI VIENE IL SOSPETTO KE NON GLIENE FREGHI UN CAZZO A NESSUNO SE LE TUE PECORE MANGIANO UN PO' DI URANIO?

  7. #7
    Super Troll
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    In Origine Postato da GEORGE
    NON TI VIENE IL SOSPETTO KE NON GLIENE FREGHI UN CAZZO A NESSUNO SE LE TUE PECORE MANGIANO UN PO' DI URANIO?
    =======
    già tanto nei mercati di roma torino e milano gli agnellini nostrani non li mettete in bacheca con scritto "dolce sardegna"...e il prezzo sempre salato.......
    ora è chiaro.....
    la ricca padagna vuole boicotare la nostra produzione.. per costringervi a mangiare solo mucca pazza.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #8
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    In Origine Postato da GEORGE
    NON TI VIENE IL SOSPETTO KE NON GLIENE FREGHI UN CAZZO A NESSUNO SE LE TUE PECORE MANGIANO UN PO' DI URANIO?

    Noi lo sappiamo benissimo che alla maggioranza degli italioti non glie ne frega niente di noi sardi e dei nostri agnellini e capretti (anche se se li mangiano con gusto quando vengono da turisti, perché di migliori al mondo non ce n'è), ma apposta per questo vi stiamo informando. Il nostro è un avvertimento, perché non possiate dire che non ve l'avevamo detto.

    Uomo (in questo caso, asino) avvisato è mezzo salvato.



  9. #9
    Indipendentista sardu
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    In Origine Postato da GEORGE
    NON TI VIENE IL SOSPETTO KE NON GLIENE FREGHI UN CAZZO A NESSUNO SE LE TUE PECORE MANGIANO UN PO' DI URANIO?
    Se davvero a nessuno non gliene frega niente, questi nessuno fanno male... sono a milioni ogni anno i nessuno che vengono a pucciare le chiappe bianco-latticino nel nostro mare, sono a milioni i nessuno che si mangiano i nostri formaggi, le nostri carni ovine e caprine, le nostre specialità...
    In quanto a te, Giorgeddu istimadu/Giorgino caro, ti ringrazio per aver espresso il tuo indispensabile parere.

    Spero che altri si degnino... sennò tra un pò, senza saperlo, quando verranno a pucciare le chiappe bianche, oltre a diventare rossi come aragoste, si buscheranno anche un accidenti dovuto a "radiazioni made in sardinia".

    Cristianu

  10. #10
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    In Origine Postato da Cristianu
    Se davvero a nessuno non gliene frega niente, questi nessuno fanno male... sono a milioni ogni anno i nessuno che vengono a pucciare le chiappe bianco-latticino nel nostro mare, sono a milioni i nessuno che si mangiano i nostri formaggi, le nostri carni ovine e caprine, le nostre specialità...
    In quanto a te, Giorgeddu istimadu/Giorgino caro, ti ringrazio per aver espresso il tuo indispensabile parere.

    Spero che altri si degnino... sennò tra un pò, senza saperlo, quando verranno a pucciare le chiappe bianche, oltre a diventare rossi come aragoste, si buscheranno anche un accidenti dovuto a "radiazioni made in sardinia".

    Cristianu
    L'ho scritto negli altri post e lo riscrivo anche qui.

    E' UNA VERGOGNA

    Verdi - WWF - Lega Ambiente .......... COSA ASPETTATE?

    Per quanto riguarda le radiazioni "made in sardinia" ........... dovranno colpire per primo chi ha firmato quel provvedimento .... fra l'altro questo personaggio proprio in Sardegna è proprietario di diverse ville............

    B.

 

 
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