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  1. #101
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    6/9/2003
    Giorgio Francesconi, iTALIA
    Home Page: http://www.provinciagallura.com
    Ce li meritiamo i rifiuti radioattivi, noi sardi. Perché in fondo non è cambiato molto da quando Carlo V ci qualificava “Pocos, locos y male unidos”. Sbraitino pure Mario Melis e Francesco Cossiga, due politici che la loro bella pronuncia calcata l’hanno fieramente mantenuta senza cedere alle lusinghe dei maestri di dizione: uno è stato un simbolo del sardismo quando il loro vento soffiava forte e all’altro si riconosca pure di avere interpretato fuori dalle righe il ruolo di Capo dello Stato, ma tutti e due non sono stati capaci di far avanzare la Sardegna nella considerazione dei potenti. Ultima era, ultima è rimasta. Ed eccoci qua, nell’anno del Signore 2003, di fronte ad un futuro da discarica, denso di uranio e tumori. Lungi da me volervi proporre il solito sermone di certi integralisti per i quali un sardo è sardo solo se indossa pantaloni di velluto e berritta. Io sono sardo, ma l’abito di velluto lo metto solo quando pare a me e alla berritta non ho mai seriamente pensato. E sono sardista perché - escluse ragioni coreografiche e convinto che il tipo d’indumenti che uno porta ben poco c’entri – credo nelle possibilità della Sardegna e nelle qualità di coloro che vi abitano. Ma torniamo a Carlo V… Pocos lo siamo numericamente, salvo nei mesi estivi quando arrivano milioni di turisti da tutto il mondo. Che Dio li benedica, ci portano soldi e nuovi orizzonti, ma a loro ben poco interessa del nostri futuro, e saremmo sprovveduti se noi lo pretendessimo. Certo, tra questi turisti ce n’è anche qualcuno che forse il dovere di difenderci l’avrebbe, non foss’altro perché apprezza il nostro mare almeno quanto il nostro elettorato.. Comunque al nostro futuro dobbiamo pensare noi, ma siccome siamo rimasti pochi come ai tempi delle malarie fulminanti abbiamo proporzionale rappresentanza nelle sedi impoprtanti. Credete ci sia molta differenza tra la decisione di riempirci di mondezza radioattiva e l’assoluta indifferenza del Governo verso le stragi sulla 131? Tutte e due sono figlie della stessa mamma, l’incapacità di far valere i nostri diritti anche per mancanza di un numero congruo di rappresentanti. E quelli che abbiamo, evidentemente… Locos, pazzi, lo siamo forse meno di una volta, ma qualche briciolo di follia si è trasformato in disonestà. Se invece di rappresentare il potente di turno in Sardegna, qualcuno rappresentasse chi lo ha eletto questo non accadrebbe. E se così fosse, cioè se i nostri più autorevoli amministratori recidessero i legami con questi potenti con ponderosi libri paga, non saremmo nemmeno male unidos. Ma questo non succederà mai, temo. E i rifiuti radioattivi non possono che arrivare in Sardegna, chissenefrega di un popolo Pocos, locos y male unidos?

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    6/9/2003
    tonio, roma
    Date un'occhiata qui: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...175776,00.html

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    6/9/2003
    Gianni, Cagliari
    Uno dei possibili modi, per impedire, lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, potrebbe essere quello di occupare i possibili siti, prima che arrivino le scorie radioattive. I vari comuni interessati, dovrebbero lottizzare le zone, e renderle abitate, o perlomeno abitabili, con alberghi, centri-studio,musei ecc. qualsiasi cosa, che serva a occupare le zone, prima che arrivino le scorie.

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    6/9/2003
    Costa, Oristano
    La politca italiana vale poco in confronto all' america ma quella sarda vale nulla in confronto a quella italiana.Lasciando perdere il fatto che dal nucleare (a quanto si dice) la Sardegna ha guadagnato solo le scorie, noi paghiamo fior di tasse alla regione: invece di perdere tempo a discutere sulla presenza opportuna o meno della bandiera della pace in aula regionale (costo della seduta 20.000 € notizia letta sull' unione) dovrebbero unirsi tutti e impedire che avvenga lo scempio. Ma sopratutto i politici a Roma dovrebbero porre rimedio alle loro malefatte perche non si puo far impiantare le centrali e poi toglierle il tutto per prendere voti

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    6/9/2003
    ELIO ASTE, NUORO
    Qualche controverso solone cerca di tranquillizzare gli sprovveduti circa la relativa inocuità dei rifiuti nucleari. Ho notato con piacere che gran parte dei giovani non abbocca e con decisione rifiuta giustamente d'ipotecare per i secoli a venire il futuro della terra ove sono nati, ove vivono e vivranno loro ed i loro discendenti. Non accettano di distruggere le speranze e le uniche prospettive di lavoro che in quest'isola ancora son rimaste. Nessuna contropartita li ripagherà mai di tutto ciò che potrebbe loro accadere! Gli effetti devastanti d'un eventuale introduzione delle scorie radioattive nell'isola più che biologici saranno soprattutto economici, poiché condurranno al completo tracollo di quell'economia e del suo indotto, che ancora "tira" in Sardegna: l'industria turistica e dell'ambiente. Tutto il resto attualmente è quasi desertificazione. Ottana insegna. Vogliamo che muoia l'unica "chance" dei Sardi? Vogliamo trasformare l'isola in una regione alla mercè dei sussidi governativi, senza dignità e senza possibilità di rinascita? Ho sentito dire in giro che i Sardi non ci stanno e possono giungere ad organizzare anche una difesa ed una reazione armata. Vogliamo davvero innescare una situazione a dir poco catastrofica e con conseguenze imprevidibili, foriera di congiunzione con molte frange estremiste e terroristiche? Eppure l'esempio della vicina Corsica potrebbe insegnare qualcosa. E in fatto di temperamento i Sardi non son certamente meno dei Corsi: mai scherzare col fuoco!

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    6/9/2003
    Antonio Brundu, Orani
    Salve a tutti nuovamente. Volete partecipare al quiz “Chi vuol esser radioattivo?” ? Il gioco è semplice: basta utilizzare in modo “appropriato” la lingua con certi personaggi per poter diventare possessori di un quintale di scorie radioattive con il quale potremo far giocare i nostri figli in tutta tranquillità. Quelli più fortunati possono addirittura acquistare fosforescenza per essere visti anche di notte. Comunque alla fine vincono un po’ tutti, con i premi che verranno dilazionati nel tempo ed elargiti ai nostri figli che magari godranno del vantaggio di avere un occhio in più. L’importante è partecipare, ma si partecipa anche senza volerlo. A parte queste battute sciocche che però non sono completamente prive di senso, io sono già intervenuto in questo forum un paio di volte, anche se non da subito, perché non me la sentivo ancora di esprimere il mio parere. Avevo appreso già da subito l’intenzione del PdC (che politicamente la pensa in modo quasi contrario alla mia ideologia) di portare in Sardegna tonnellate di innocenti scorie radioattive, però non mi sono fatto condizionare dagli allarmismi che pure sono giustissimi e meritevoli di considerazione. Ho preferito riflettere, meditare su quanto avevamo discusso due anni fa con il professor Randaccio, che mi aveva assicurato sulla non pericolosità delle scorie nucleari. In effetti il fumo delle sigarette cagiona la morte di tantissime persone ogni anno, e non vorrei assolutamente far crescere i miei figli in mezzo a tutte quelle ventimila sostanze tossiche che vengono liberate da quel tubicino assassino. Il fumo contiene una cinquantina di sostanze potenzialmente cancerogene, ma in questo forum non dobbiamo parlare degli effetti del fumo. In questo forum siamo chiamati a rispondere su un altro problema che è la radioattività, fenomeno naturale come è naturale la pianta del tabacco e come sono naturali gli incendi (che possono colpire anche una piantagione di tabacco). Purtroppo errare è umano, gli incidenti sono molto frequenti e la messa in sicurezza di depositi di scorie nucleari potrebbe alla fine non essere poi così tanto sicura. La frequenza degli incidenti, nonostante possa essere ridotta, è sempre molto alta, perché basterebbe una sola perdita di ingenti quantità di materiale radioattivo per rendere silenziosa la nostra terra. Parlando con i miei colleghi dicevo loro di non preoccuparsi, che se le scorie fossero state stoccate in modo adeguato e in piccoli quantitativi non avrebbero provocato effetti rilevanti (a breve termine), ricordando sempre i discorsi affrontati con il professor Randaccio. Ma ciò che mi da fastidio è avere in Sardegna roba non nostra. Non vogliamo regali di questo tipo. Riflettendo poi sui numerosi incidenti, sul fatto che bisogna stare attenti perché non si conosce mai abbastanza e sull’effettiva pericolosità della radioattività ho deciso di intervenire, nonostante avessi già da subito una posizione, anche se piuttosto moderata. Io sono totalmente contro la proposta del PdC, non perché provenga dall’ala politica avversa alla mia (in questo senso sono obiettivo perché se il governo facesse buone proposte sarei il primo a dirlo), ma perché è una notevole ingiustizia. La Sardegna è sempre stata il granaio di Roma, del Piemonte, dei toscani e di tutti quelli che ci hanno mangiato e che ci mangiano sopra, come gli imprenditori continentali di Ottana che hanno già annunciato la triste chiusura della Monte Fibre. Se adesso ci dobbiamo tenere anche i loro rifiuti…se la stanno ridendo sotto i baffi, considerano il sardo fesso e a loro non darebbe fastidio se le scorie ci facessero fuori, perché tanto i sardi per l’Italia è solo un peso. Verranno ancora studiosi da tutto il mondo per analizzare il fenomeno della longevità? La Sardegna sarà ancora l’isola della salute? Ce ne hanno fatte di cotte e di crude, però il sardo è ancora succube. Mi chiedo ad esempio come un sardo possa tifare Juventus dopo che i piemontesi hanno pelato tutte le nostre montagne e speculato sulle nostre miniere, ora abbandonate e pronte ad accogliere i rifiuti delle loro produzioni? Ma non è neanche di questo che dobbiamo parlare. Dobbiamo invece ricordare che la nostra storia ha avuto anche momenti di gloria, come a Pratobello, ad Orgosolo. Lo Stato voleva insediare un presidio militare nel quale fare esercitazioni. Gli orgolesi sono insorti tutti sotto la stessa bandiera, uomini, giovani, donne, vecchi, bambini, comunisti, democratici…lo Stato si è arreso e Orgosolo ha mantenuto la sua identità e i suoi valori, e la sua salute. Magari ora in quelle campagne sperimenterebbero l’utilizzo di nuove armi, magari con uranio impoverito…Ho fatto un discorso lungo e tedioso, ma riassumo tutto in tre parole, unendomi a quanto detto dalle mie colleghe: NO ALLE SCORIE P.S. per Francesca: non so se stasera riuscirò a salire a Nuoro per il convegno perché sono reduce da altri impegni, cmq vi farò sapere, ciao

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    6/9/2003
    Federica Mossa, Cagliari
    Cittadini/e e associazioni interessati al problema del possibile arrivo delle scorie in Sardegna, continuano i loro lavori incontrandosi martedi 10 giugno ore 18 in via Lanusei 19 a Cagliari. Accorriamo numerosi ... Ordine del giorno: - proposta e iniziative concrete - varie ed eventuali MASSIMA DIFFUSIONE

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    6/9/2003
    Franco N. Ivrea!
    Non sarà bello ciò che sto per scrivere, ma purtroppo più passa il tempo e più mi rendo conto che i nostri politici non stanno facendo ASSOLUTAMENTE NIENTE per impedire che ci scarichino i rifiuti nucleari sulla nostra terra. Mai come in questo momento noi Sardi dobbiamo restare uniti e compatti e, se possibile, fare tutto il possibile in modo che nei nostri porti non attracchino le navi contenenti i veleni radioattivi - come ben saprete, le scorie nucleari non possono essere trasportate sugli aeromobili e quindi è scontato che arriveranno per mare e noi sappiamo benissimo dove sono situati i porti della nostra isola -. Poi un'altro quesito che voglio porre e spero che qualche gentile lettore del nostro quotidiano "L'Unione Sarda" mi risponda è questo:- Se in Sardegna non arriva nemmeno lo 0,0000000001 Watt di energia elettrica, come mai ce le vogliono scaricare proprio a casa nostra? Cosa centriamo noi? Forse perchè siamo in un'isola lontana dalle loro case e quindi se succede qualcosa loro hanno -scusate la parola, ma devo - il culo riparato, tanto la Sardegna è lontana e a loro non gliene può fregare meno di niente? Se non riusciremo a bloccarli, in Sardegna aumenterànno a dismisura le persone che si ammaleranno di tumori e noi questo non ce lo possiamo permettere; non basta quante persone ogni giorno perdono la vita in incidenti stradali nelle nostre strade malconce e trascurate. Ormai viviamo in un'isola abbandonata a se; nelle televisioni sentiamo parlare solo dei Vip che vengono a trascorrere le vacanze nei nostri mari e a sporcarci le spiagge per poi andarsene col loro menefreghismo (s'andada de su fumu chi fezzana issoso). Se dovessero portarci le scorie radioattive io rientrerò in Sardegna e parteciperò di persona per evitare che le navi della morte attracchino sui nostri porti; proprio per questo motivo chiedo una cosa ai miei conterranei:- STIAMO TUTTI UNITI E COMBATTIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE CONTRO I MALFATTORI. "FORZA PARIS E SA VIDA PRO SA PATRIA"! Pensate un pò se fra 1000 anni gli archeologhi scaveranno in Sardegna per trovare tracce del nostro passato, invece di trovare ciò troveranno queste "belle" casse di piombo sigillate con lo stemma nucleare. Facciamo in modo che ciò non accada!!!! Spero che qualcuno dia qualche risposta alle mie domande!!!!!!

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    6/9/2003
    Giuseppe, Cagliari
    Vorrei dire soltanto questo: le scorie devono essere smaltite dove sono state "create"; "e come se io portassi la mia spazzatura a casa di un altro", figo; complimenti a chi pensa di fare una cosa del genere!; perchè le scorie non restano dove sono state fino adesso?. Noi Sardi abbiamo già altri problemi a cui pensare senza che ci venga accollato quest'altro inquinante e allarmante problema.

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    6/9/2003
    Antonio, Quartu Sant'Elena (CA)
    Be, ragazzi, che dire? Sono sdegnato e preocupato. Sono sdegnato per la poca considerazione di cui noi Sardi, inteso come popolo, godiamo in Italia. Sono preocupato, perchè non capisco quanto siamo maturi come popolo, cioè se finalmente abbiamo capito che se non lottiamo noi per i nostri interessi e per i nostri diritti, non lo faranno di certo dall'altra parte del mare... E sono preocupato perchè fatti di questo tipo dovrebbero risvegliare l'orgoglio di tutti i Sardi del mondo, sopratutto di tutti i nostri rapresentanti politici senza distinzione di partito, ma tutti sotto un unica bandiera, quella della storica, gloriosa e unica bandiera Sarda dei Quattro Mori. Incominciamo con lo scrivere su un foglio "NO ALLE SCORIE RADIOATTIVE" e appendiamolo sulle nostre macchine un gesto semplice che può far vedere che questa volta siamo uniti. Forza Paris.

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  2. #102
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    Arrow Anche i Sardi.net contro la violenza delle zecche

    http://www.isardi.net/modules.php?na...ticle&sid=1920

    Mancava l'intermezzo di botte alla manifestazione di venerdì sera in piazza Garibaldi, a Cagliari, convocata dall'Unione Sarda più che dai partiti e dai movimenti, si sono presentati anche i ragazzi cagliaritani di Azione giovani, la costola baby del partito di Fini.
    Un gruppetto di ventenni e poco più, alcuni con magliette nere addosso (non camicie). Ma è bastata la loro presenza, peraltro silenziosa, per far scattare lo sfottò e la rissa. Il risultato noto alle cronache è il seguente: uno studente fuorisede di Ingegneria, sassarese, al pronto soccorso con la faccia seriamente contusa. E gli altri a casa, doloranti.
    Da chi sono stati aggrediti? Noi non lo sappiamo, anche se eravamo lì. L'associazione I Sardi e un gruppo di soci stavano in un altro punto quando sono scattati quei due minuti di violenza. Ma altri, più sereni, erano da quelle parti. E hanno raccontato che il coro retrò e sempre buono "fascisti, carogne tornate nelle fogne" è partito da altri universitari. Quelli vicini agli anarchici estremisti e nazionalitari che frequentano anche Scienze politiche. Quelli che volevano sputare in faccia a Mistretta e magari dargli qualche botta ai tempi dell'aumento delle tasse. Quelli più violenti, insomma, che hanno pratica di slogan ma riescono bene anche nell'arte del pestaggio.
    Stavolta hanno sbagliato bersaglio. Perché questi giovani di An, che rispettiamo come rispettiamo tutte le forze democratiche, non appartengono alla fascia estremistica di Forza Nuova. Quella, per intenderci, che si richiama direttamente al fascismo, pratica di dittatura e sangue che ci ripugna come tutti i regimi. Compresi quelli comunisti.
    Dunque, Alleanza nazionale e non Forza Nuova, alla quale si è avvicinato nei mesi scorsi un gruppetto di picchiatori che prende di notte a sprangate i coetanei con la birra in mano davanti a Tandem, quelli con l'orecchino, con l'aria da "zecca" o comunque non ariana pura che passeggiano in piazza Gramsci.
    Noi conosciamo tutti i movimenti e conosciamo anche i ragazzi cagliaritani di Azione giovani. E sono ragazzi per bene, sino a prova contraria. Ci sono giovani intelligenti e intellettuali come Marco Casu, che si è pagato le tasse per avvicinarsi alla laurea indossando non un giorno ma anni la tuta da operaio, nelle fabbriche odiate del Sulcis.

    C'è Simone Spiga e con lui è facile non trovarsi d'accordo su tutto. Anche sulla lista della spesa. Ma l'aria da violento, da prevaricatore e provocatore non ce l'ha nemmeno se si maschera a carnevale.
    E violenti non sono nemmeno tutti gli altri ragazzini e ragazzi iscritti al circolo di via Mameli. Gente che fa politica, banchetti e altro ancora per passione civile. Settari? Molti sì. E alcuni anche ottusi, convinti della loro posizione e basta. Quando farebbero bene a controllarsi intorno e a scoprire che il loro partito non è proprio un tempio edificato. Come altri partiti.
    Dunque: pochi, settari anche per necessità e, ridiciamolo per far contento qualcuno: forse persino ottusi. Ma niente a che vedere con i neofascisti delinquenti che negli anni '60 e '70 infestavano via Umbria e via San Lucifero. Che compivano i raid al Pacinotti, che lanciavano le pietre da Sa Duchessa contro gli studenti di sinistra inermi. Vigliacchi quelli, onesti questi. E piccoli idioti quelli che li hanno aggrediti venerdì sera. Lo scriviamo chiaro, idioti, anche se contro questo documento dovessero piovere critiche e contestazioni. I Sardi non hanno paura delle loro idee: chiedono scusa quando sbagliano ma pretendono il rispetto della verità.
    La nostra associazione non è scesa in piazza per assistere a questi spettacoli piccoli piccoli. Ancora una volta di pochi, come a La Maddalena tre mesi fa, dove I Sardi hanno protestato contro il nucleare e le solite teste calde e avvinazzate si sono scagliate contro le forze dell'ordine.
    Non siamo andati in un corteo pacifico di tanti senza partito, di sardisti e indipendentisti, di democratici dell'Ulivo, per ritrovarci mischiati alle aggressioni di parola e di schiaffo, che la polizia ha tamponato in fretta ma comunque troppo tardi.
    E non serve tutto questo alla battaglia contro le scorie: serve a dividere i sardi tra loro. Ancora di più e proprio in un momento che ci chiama all'unità. Contro le scorie che forse verranno (al di là delle rassicurazioni del governo italiano) e soprattutto contro quelle che abbiamo già. A La Maddalena e nei poligoni, dove si lanciano razzi che finiscono in mezzo alla gente. Oltre alle altre scorie che da secoli corrodono il nostro dna di nazione comprata e venduta. Uccisa ma non ancora morta.

    Cagliari, 20 maggio 2003

    ore 22

  3. #103
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    Scorie

    Domani si riunisce l’aula per esaminare le proposte di legge contro il nucleare

    Il Consiglio regionale riprenderà i lavori domani alle10.30. Il primo punto all’ordine del giorno è l’esame della proposta di legge sulla denuclearizzazione della Sardegna presentata dalle opposizioni. Compatibilmente con i lavori dell’aula, sono state convocate quasi tutte le commissioni permanenti.
    Autonomia e RiformeÈ convocata per domani per incontrare in audizione l’assessore degli Enti Locali. I lavori proseguiranno giovedì alle ore 10, con l’audizione degli assessori degli affari Generali e della Programmazione; con l’esame del disegno di legge sulla ridelimitazione delle province; del progetto di legge sui referendum
    BilancioSi riunirà mercoledì alle 18, per nominare i relatori interni del progetto di legge sugli interventi per le forme collettive di garanzia fidi nel terzo settore. La commissione dovrà esprimere anche alcuni pareri finanziari, su provvedimenti approvati da altre commissioni.
    Urbanistica e TrasportiSi riunirà mercoledì alle10, per incontrare in audizione l’assessore dei lavori pubblici sul nuovo bando della legge 32, sui mutui regionali. I lavori proseguiranno con l’esame del documento 38, il piano regionale dei trasporti; del testo unificato sulle norme sulla pianificazione paesistica. I lavori proseguiranno nel pomeriggio, con inizio alle 17, e la mattina successiva.
    Agricoltura e AmbienteÈ stata convocata mercoledì, alle 10.30. Deve esaminare la convenzione tra l’assessorato e le organizzazioni professionali per l’assistenza agli utenti motori agricoli (Uma); le direttive per l’istituzione delle aziende agrituristico venatorie; il documento sulla determinazione del contributo dei cacciatori per l’annata 2003/2004; il progetto di legge sulle nuove norme in materia di pesca. In seduta congiunta con la commissione Sanità, esaminerà un ordine del giorno sulla situazione della facoltà di veterinaria dell’Università di Sassari. I lavori potrebbero proseguire nel pomeriggio.
    IndustriaÈ stata convocata per mercoledì alle 10.30, per sentire in audizione l’assessore del Commercio, Turismo e Artigianato sullo stato di attuazione delle leggi regionali di incentivazione dei tre comparti. I lavori proseguiranno con l’esame delle direttive di attuazione della legge regionale sull’imprenditoria giovanile; del testo unificato sui servizi per l’impiego/politiche attive per il lavoro; del disegno di legge sugli interventi regionali a sostegno delle attività produttive.
    SanitàSi riunirà mercoledì alle 10.30, per l’esame dei progetti di legge sugli interventi socio-assistenziali e sugli interventi in favore degli invalidi civili.
    Cultura e SpettacoloSi riunirà alle 10, per incontrare, in audizione, gli assessori della Pubblica istruzione e della Formazione professionale sulle principali problematiche della scuola in Sardegna. L’assessore della Pubblica istruzione sarà, inoltre, sentito sui finanziamenti per le grandi manifestazioni popolari.




  4. #104
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    6/11/2003
    Andrea
    Cari amici sardi e della Sardegna, questa storia è veramente incredibile! ma come si può pensare di compromettere irrimedibilmente un'isola come la Sardegna in questo modo? L'AMBIENTE IN GRAN PARTE INCONTAMINATO E' L'UNICA COSA CHE ABBIAMO, se ci priviamo di questo E' FINITA PER TUTTI! Probabilmente abbiamo bisogno di fatti come questo per renderci conto di quanto sia importante, però quello che si sta facendo non è abbastanza. Bisogna fare di più! La proposta avanzata da Cossiga, di esporre da qualsiasi parte la bandiera dei 4 mori e quella contro il nuclerare, è ad esempio una cosa concreta, semplice, ma che da una certa visibilità.

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    6/11/2003
    Sambene Sardu, Tirano (SO)
    Anche quest'estate assisteremo allo sbarco dei continentali alla conquista della Nazione Sarda. Assisteremo allo spreco dell'acqua, all'assalto delle coste con i loro gommoni del c..., all'assalto delle foreste e dei luoghi meno incontaminati, alla sporcizia ovunque etc. E non illudetevo che i turisti portano lavoro alla nostra isola, è tutto falso, tutti i villaggi si portano la manodopera dal nord, e ai sardi rimangono gli umili lavori di giardinieri, manutentori e altri simili. Comprate prodotti sardi e si eviterà l'esodo dei nostri giovani cui io non sono scampato; votate politici che abbiamo a cuore la nostra terra e non servi dell'Italia! e per ultimo onore a tutti i Sardi che hanno compbattutto e combattono per la libertà della nostra Nazione Sarda.

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    6/11/2003
    franco, cagliari
    Bisogna organizzare una manifestazione! SUBITO! Senza esitazioni, senza distinzioni di parte e partito. Facciamo appello ai cittadini, ai padri e alle madri. Ai lavoratori e agli imprenditori. Non ci si puo' dividere su una cosa del genere. La salute non si baratta con nulla e con nessuno. Non abbiamo mai goduto degli investimenti che lo stato ha fatto per le fonti di energia alternative al petrolio, non ci hanno dato il metano e l'ENI si e' addirittuara opposta recentemente ad un ipotesi in tal senso. E ora ci chiedono di sopportare quest'ennesimo sfregio. Lo vogliono fare in spregio dell'autonomia e dell'auto determinazione di un'isola. Lo vogliono fare perche', dicono, l'isola e' antisismica e poco abitata. Beh! il terremoto lo provocheremo noi e siamo comunque abbastanza per non fare entrare nessuna nave in nessun porto della sardegna.

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    6/11/2003
    Massimo Bacciu (Cons. com. Olbia), Olbia
    Se così fosse, dovremmo riapropriarci del nostro territorio nazionale in senso politico-istituzionale pieno : L'I N D I P E N D E N Z A, per ovvia via referendaria, al fine di federarci direttamente all'Unione Europea. Non vedrei altre soluzioni per evitare tali azioni giustamente definite dal Presidente Cossiga di "dominio militare", che ledono irreversibilmente sia l'immagine che la nostra economia ....oltre al nostro vecchio (desueto e sedicente) spirito autonomista. Forza paris. P.S. Non temiate le idee.

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    6/11/2003
    Su nugoresu, Nugoro amada
    In Val d'Aosta ha stravinto il partito autonomista. Pensate che qualcuno del governo, avrà il coraggio di proporre alla regione Val d'Aosta di portare le scorie e tutte l'altra immondizia nella loro terra? Allora, esclusa questa regione si dovrà cercarne qualche altra che magari non si sente cosi forte o comunque non è capace di dire no (i sardi? brava gente. Non si sente altro in TV). Dai nostri commenti si evince la consapevolezza della nostra debolezza e scarsa fiducia nel potere politico (e come biasimarci). Su connottu e Pratobello sono due termini che non dobbiamo dimenticare e che ricordiamo con orgoglio di sardi. Chissà se a loro se ne aggiungerà qualche altro nella memoria dei nostri figli.

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    6/11/2003
    Ignazio, CAGLIARI
    PERCHE' NON ORGANIZIAMO UNA MANIFESTAZIONE PER DOMENICA 29 GIUGNO A CAGLIARI DA FAR TREMARE TUTTI.

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    6/11/2003
    Antonio, Sardigna
    Est ora de si ndi scidai. Prima chi de sa terra nosta ndi fezanta unu muntronaxu!

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    6/11/2003
    rachele marongiu duke, albuquerque, new mexico, USA
    Mo' basta! La nostra matrigna, l'Italia, non ci ha mai trattato ne' con rispetto ne' con dignita'. Quale migliore occasione per rispolverare i vecchi trattati e rivelare il modo illegale e fraudolento in cui la Sardegna, nazione libera, fu, qualche secolo fa', data in donazione alla Spagna dalla chiesa, e quindi trasferita al Piemonte e all'Italia senza che noi, popolo sardo, avessimo mai avuto voce in capitolo. Dovremmo esigere secoli di risarcimenti sia dalla Spagna che dall'Italia per tutti i danni che ci hanno apportato. Ma questa storia della discarica nucleare e' la goccia che fa trabboccare il vaso. Dobbiamo unirci tutti nella nostra indignazione ed esigere l'autonomia della nostra Nazione Sarda. Se Malta, un minuscolo isolotto sperduto, ha potuto ottenere l'indipendenza dall'Inghilterra e prosperare, perche' non potrebbe anche la Sardegna emanciparsi dall'Italia e farcela da sola? Quanto peggio potremmo stare di adesso? Mi sembra che il tempo sia propizio per realizzare il nostro sogno secolare di nazione indipendente. Con l'economia mondiale in picchiata, i paesi della cuccagna non esistono piu', tutto il pianeta dovra' riscoprire il passato per sopravvivere. Una volta divisa la nostra isola dall'Italia, tutti noi Sardi potremo tornare e rimboccarci le maniche per rimettere in piedi la nostra terra, magari imparando gli antichi mestieri dei nostri nonni e bisnonni pur di diventare autosufficienti. Centomila volte meglio fare il pastore o il viticoltore a casa nostra che lavorare sotto un padrone straniero! Vedremo allora se avranno ancora l'audacia di trasformarci nella pattumiera d'Italia!

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    6/10/2003
    nessuno, sardegna
    Sardegna: non rinunciare alla tua intelligenza! Sardegna: non rinunciare alle tue intelligenze! Sardegna: ti amo. firmato: un caro amico di Tania dei Corsi...

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    6/10/2003
    Divine
    "Stasera vorrei che arrivi un messaggio a quell'armata: stasera facciamoli tremare questi edifici di pietra, di acciaio, di terra, che ci sentano tutti. Stasera ricordiamo loro, e che capiscano una volta per tutte, che questa è Cagliari, e che noi non abbiamo paura!" -- Se siamo tutti uniti non ce la faranno. Basta volerlo.

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  5. #105
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    Predefinito MANIFESTAZIONE CONTRO LE SCORIE, BLOCCATA LA STATALE 130

    IGLESIAS. Uno scudo umano, formato da oltre 300 persone, è stato eretto ieri pomeriggio, all'ingresso di Iglesias, contro le scorie radioattive che minacciano di arrivare in Sardegna, per essere stivate nelle miniere dell'iglesiente o in qualche zona sacrificata alle servitù militari. Lungo la statale 130, domenica sera, all'altezza dell'innesto con la bretella che collega la statale 126 e poco prima del bivio per Iglesias, alle 18,30, un esercito con la divisa bianca con la scritta << no alle scorie>>, simbolo della rivolta civile, si è piazzato in mezzo alla carreggiata dell'importante arteria stradale, proprio all'ingresso della città mineraria, bloccando il transito di migliaia di autovetture con il carico di bagnanti che rientravano dalle spiagge di Calasetta, Carloforte, Fontanamare, Masua e Buggerru. Migliaia di persone si sono trovate imbottigliate in quell'imponente morsa umana che ha voluto comunicare silenziosamente la contrarietà ad accogliere in terra sarda, i bidoni dei rifiuti delle centrali nucleari della penisola. E' scoppiato il caos: la presenza sull'asfalto di centinaia di persone ha subito creato un enorme ingorgo, ma questa volta il " sit-in" è stato apprezzato e condiviso anche da chi aveva fretta di rientrare a casa. Il blocco stradale è durato una ventina di minuti poi sul posto sono arrivati decine di agenti del commissariato di Iglesias, vigili urbani, carabinieri e agenti della Digos che hanno imposto la spartizione della carreggiata. Due corsie sono state sgomberate, ma ormai l'obiettivo era stato raggiunto. In prima fila Gian Mario Selis, Giuliano Murgia, Vincenzo Tiana, i consiglieri comunali di Iglesias, Pierina Chessa, Pier Luigi Carta, Franco Cherchi, e il "patron" di Tiscali, Renato Soru. Le scorie "no passaran" perchè la schermatura che si sta formando partendo dal Sulcis Iglesiente ha la forza di impedire qualsiasi blitz, qualsiasi azione anche da parte militare. Non ci sono commenti da parte dei manifestanti. La consegna è stata ferrea: evitare strumentalizzazioni. L'unico a prendere la parola è stato il consigliere regionale G.M. Selis che ha riferito aspetti tecnici su quanto si farà martedì mattina in consiglio regionale. Si approverà la legge che stabilisce che la Sardegna è una regione denuclearizzata, si chiederà di attrezzare l'isola per accertare se sono già presenti nel nostro territorio scorie radioattive.
    <<Vogliamo che sia fatta verità e un accertamento accurato sul Salto di Quirra, dove i nostri concittadini continuano a morire di leucemia - ha detto un giovane rivolgendosi a Gian Mario Selis -. Si facciano le campionature in presenza di persone di fiducia e le analisi si facciano in Sardegna>>.

    da La Nuova Sardegna Erminio Ariu

  6. #106
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    Predefinito

    6/12/2003
    Marco S., Genova
    Ho seguito il " question time " alla Camera. L'intervento del Ministro Giovanardi mi lasciato senza parole, la superficialità tenuta su un problema così grave non ha precedenti, forse lo vogliono far sapere a cose fatte, ecco perchè hanno posto il segreto di stato su un affare così losco, in barba all'autonomia dell'isola e di tutti i sardi che sono nati liberi e vogliono continuare ad essere liberi. Penso che ora si debba passare dalle parole ai fatti, penso che, se ci fosse unità da parte di tutti i politici in questa lotta contro la sopraffazione di uno stato che aggredisce la più bella risorsa ambientale che possiede, l'unica grande risorsa per i sardi, forse si riuscirebbe a fermare questo folle tentativo di affossare la sardegna. E perchè no, anche mettendo in crisi il governo, che tanti sardi loro malgrado hanno votato. Certo noi sardi non siamo abituati a parole forti contro le istituzioni, forse per un doveroso rispetto, ma credo anche che lo slogan leghista "PADRONI A CASA NOSTRA" sia appropriato in questa circostanza. Forse le persone che urlano o dicono di "avercelo duro" vengono ascoltate, la voce flebile che arriva dall'ambiente politico sardo, e che trova i suoi pezzi da novanta a Roma a scaldare qualche lussuosa poltrona, non basta. Perchè, se arriva soltanto da esponenti sardi che stanno all'opposizione, sembra che rientri nella normale contrapposizione parlamentare.Orsù dunque, cari onorevoli di maggioranza ribbellatevi al diktat del governo. Non abbiate paura di scendere dalla poltrona nella quale siete saliti per opera dei sardi, questo è l'esame più difficile del vostro mandato, ed è necessario il voto di tutti i sardi bipartizan come si suol dire. Per una volta sbandierate i quattro mori, ed il popolo sardo si unirà a questa lotta. FORTZA PARIS!

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    6/12/2003
    KravelerZ, internetZ
    Bene Bene, caro governo vuoi portare le scorie? La guerra degli internautiX è iniziata, virus, worms, trojan saranno prodotti dagli hackers sardi e scagliati contro server del governo e server militari. La possibilita di scegliere ve la diamo NOI.

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    6/12/2003
    massimiliano, cagliari
    Un consiglio a tutti non buttate via le bottiglie di birra vuote che presto dovremmo riciclarle... saluti...

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    6/12/2003
    ELIO ASTE, NUORO
    L'intervento del parlamentare sardo Antonello Soro in difesa della Sua Terra è stato molto apprezzato dai suoi conterranei. Alla sua interrogazione, che esigeva riscontri chiari ed inequivocabili, ha risposto il ministro per i rapporti in Parlamento, Carlo Giovanardi, con estrema insicurezza ed ambiguità: ciò non può che aumentare i giustificati timori dei Sardi sull'esito di questa preoccupante vicenda. Viene spontaneo chiedersi: perché al coraggioso e deciso intervento dell'onorevole Soro non hanno fatto eco gli altri parlamentari sardi o di origine sarda? Vogliamo decidere con sistemi democratici, portando a conoscenza dei media il problema se distruggere o no le risorse, la salute, le concrete prospettive di un'intera regione italiana, oppure dobbiamo sottostare ad un antidemocratico e vile atto d'imperio d'una ristrettissima cerchia di persone? Può il Presidente del Consiglio Berlusconi da solo decidere in merito, delegando il commissario governativo, generale Carlo Jean, di occuparsi della sporca faccenda? Ho i miei dubbi! Si puo rendere esecutiva un'operazione così pericolosa in maniera subdola e silenziosa, senza che vengano informate le istituzioni e le popolazioni coinvolte? Avrei altre domande da porre, ma ve le risparmio. Una cosa è ormai certa: i Sardi non son più degli sprovveduti pecoroni, pronti ad immolarsi, come sempre hanno fatto. Se il Governo capisce "che aria tira" dovrà neccessariamente evitare di portare le scorie nucleari in Sardegna. Diversamente, ammesso che ci riesca con i suoi soliti e macchiavellici sotterfugi, dovrà dichiararsi responsabile di tutto ciò che potrà succedere in seguito. Queste non sono minacce, ma facili previsioni. Mi appello al senso di responsabilità del Ministro degli Interni Pisano, d'inequivocabile origine sarda, affinchè, da persona lucida e responsabile quale è, dia il suo influente appoggio per fermare questo progetto, che se realizzato avrà come immediati ed inavitabili corollari un profondo malessere sociale, spinte fortemente indipendentiste, terrorismo. Il Ministro sa bene che questi problemi in Sardegna già serpeggiano. Ci auguriamo tutti che mai esplodano a causa di decisioni affrettate e sbagliate.

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    6/12/2003
    giorgio dessi, cagliari
    Home Page: http://www.sardignanatzione.it
    In qualsiasi porto o aereoporto tenteranno di sbarcare, giuro che io e tutti quelli che conosco faremo una catena umana così spessa che ci dovranno investire con un tir per passare. CI DIFENDEREMO CON I DENTI, L'ORGOGLIO DEI SARDI SI FARA' CONOSCERE ....

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    6/12/2003
    Indignata, Sardegna
    E' pazzesco, già ho dovuto rinunciare a vivere nella mia terra causa zero lavoro..in più le scorie??? Non ci sto, potrei armarmi fino ai denti per una causa così importante...e nel vero senso della parola...se per farci sentire bisogna ricorrere alla "violenza" io sono pronta...

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    6/12/2003
    Mario, Cagliari
    Home Page: http://www.valeriostaffelli.it
    Ma è possibile che l'Italia produce cosi tante scorie nucleari? per soli residui ospedalieri e delle fabbriche farmaceologiche?. MI sembra molto strano. Ragazzi organiziamoci se no qui ci fregno di brutto CIAO

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    6/12/2003
    Carlo, Sardegna
    per i SINDACI delle città portuali ed aeroportuali: imitate il sindaco di Olbia (ordinananza di divieto di passaggio delle scorie nucleari). dopodichè son curioso di sapere dove passeranno! per MAURO PILI: se non agisci ci rivedremo alle urne... per i SARDI: occupiamo e presidiamo le prefetture, i porti, gli aeroporti. BASTA!!!!!!!!

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    6/12/2003
    Antonio Nonnis, Cagliari/italia
    Piu' che indignarci, raccogliamo informazioni. Chi sono i responabili e dove abitano. Dove non ci supporta la coscienza dello Stato, deve supportarci la nostra, di coscienza. Naturalmente non intendo minacciare nessuno, solo che alcune di quelle scorie glie le scaricherei sull'uscio di casa. Berlusconi ne ha diverse in Sardegna, che aspettiamo a riempirgli l'uscio di merda ? E quel generale Jean, avra' pure un recapito da qualche parte. Credo nella democrazia e nei suoi strumenti. Cerdo negli strumenti del popolo. Saluti Antonio Nonnis

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    6/12/2003
    MIMMO, IGLESIAS-SARDEGNA-ITALIA
    QUESTO ARTICOLO L'HO TROVATO NEL CORRIERE DELLA SERA!! SCORIE RADIOATTIVE - Misure di sicurezza rafforzate nei siti italiani contenenti scorie radioattive, che potrebbero essere nel mirino di terroristi. In attesa della realizzazione di un deposito centralizzato di rifiuti nucleari, sostengono gli 007, «la sicurezza del combustibile nucleare, delle scorie radioattive e degli altri materiali irraggiati ha assunto una crescente valenza nel quadro della continua evoluzione del rischio terroristico, nonchè in relazione all' eventualità di traffici illeciti della criminalità organizzata». Conseguentemente, rilevano, «l' intelligence ha rimodulato il proprio approccio ed è stata avviata, con le amministrazioni interessate, una concertata disamina della sicurezza dei siti/laboratori sensibili in territorio nazionale, onde incrementare opportunamente, ovunque necessario, le misure e le procedure connesse alla movimentazione e conservazione di materiali pericolosi. Ciò - concludono - in un quadro in cui il rischio di diversioni di sostanze tossiche e nocive ha posto alla particolare attenzione anche i settori chimico e biologico». 12 febbraio 2003

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  7. #107
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    Predefinito Scorie e governo:le promesse mancate

    Questo 1° luglio segna, anche ufficialmente, l'inizio del semestre di presidenza di presidenza italiana dell'U.E.. Un semestre, quello che ci sta davanti, denso di avvenimenti di indubbio rilevo, a cominciare dall'apertura della Conferenza intergovernativa che deciderà sul progetto di "Costituzione europea" elaborata dalla convenzione presieduta da Giscard d'Estaing.
    Secondo il governo Berlusconi, questa fase si annuncerebbe ricca di successi e di soddisfazioni per il nostro paese. Vuoi per le iniziative in cantiere, vuoi per le capacita di mediazione di cui il cavaliere non manca di fregiarsi, a dicembre l'Italia consegnerebbe alla presidenza irlandese un'Europa in cui le questioni più spinose sarebbero finalmente avviate a soluzione.
    Riforme costituzionali, conflitto israele-palestinese, rapporti con gli Stati Uniti, politica economica, immigrazione: nessuno di questi annosi dossier si sottrarrebbe alla positiva influenza della presidenza italiana, con effetti benefici per l'Unione e - soprattutto per il nostro paese.
    In un quadro così roseo, anche se assai poco credibile, come la stampa internazionale ha sottolineato, ci si sarebbe potuto attendere di trovare nelle dichiarazioni del governo qualche specifica assicurazione sulle prospettive che il semestre italiano aprirebbe per un più equilibrato rapporto della nostra isola con l'Europa. Per compensare, quanto meno, lo scenario non certo incoraggiante, ai fini della Sardegna nell'Obiettivo 1, delineato nel memorandum governativo sulla politica regionale, che il sottosegretario Gianfranco Miccichè ha recentemente illustrato.
    Alla luce di queste premesse , si potrebbe valutare favorevolmente l'accento posto, nei programmi della presidenza italiana, sulla politica che l'UE sarebbe chiamata a svolgere in due settori - la politica ambientale e quella mediterranea - che tanta importanza hanno per la nostra isola. Dal complesso delle dichiarazioni finora rilasciate, emerge infatti chiaramente la volontà di rafforzare la tutela dell'ambiente in conformità del fondamentale principio dello sviluppo sostenibile, mirando a conseguire una elevata tutela, tanto a livello del continente europeo quanto su scala mediterranea.
    Due aree, queste, che dopo l'allargamento dell'UE ai dieci nuovi paesi, tra i quali figurano Malta e Cipro, si presentano ancor più connesse ed interdipendenti.
    Da una accentuazione della tematica ambientale a livello euro-mediterraneo la Sardegna dovrebbe trarre motivi di comprensibile soddisfazione. La sua naturale collocazione di isola europea e mediterranea, chiamata a svolgere un ruolo di raccordo tra le due aree, verrebbe esaltata dalla politica annunciata dalla presidenza italiana. La stessa costruzione di un fronte comune tra le isole del Mediterraneo, di importanza strategica per la Sardegna, troverebbe nello sviluppo di una politica ambientale estesa ad un Mediterraneo concepito come zona di pace la condizione essenziale per il suo successo.
    Simili incoraggianti prospettive, che la politica della presidenza italiana potrebbe aprire in questo semestre per la nostra isola, vengono oggi a scontrarsi con un orientamento di segno diametralmente opposto. L'inquietante ipotesi di uno stoccaggio in Sardegna delle scorie nucleari fa risaltare l'assoluta irrilevanza che i leggittimi interessi dell'isola rivestono tra coloro che, all'interno del governo, questa ipotesi concretamente considerano. Da tempo negativamente segnata dalla definizione di "Portaerei del Mediterraneo", la Sardegna verrebbe ora a fregiarsi di un altro titolo, quello di "pattumiera nucleare", che nessuna regione d'Europa certo le invidierebbe.
    Ad essere compromessa sarebbe non soltanto l'immagine turistica della Sardegna, ma la sua stessa leggittima spirazione a promuovere rapporti di partenariato, contribuendo alla realizzazione dell'obiettivo strategico di un Mediterraneo concepito come area di pace, di cooperazione, di elevata tutela sul piano ambientale.
    Il governo Berlusconi non può, quindi, continuare a presentare come <<tecnica>> una scelta che ha tante profonde implicazionisul piano politico, nè nascondersi dietro quelle esigenze di segretezza che, fin dall'accordo sulla base di La Maddalena per sommergibile nucleari, ha posto la Regione davanti al fatto compiuto di decisioni costituzionalmente illegittime. Di fronte al rischio che la tanta decantata politica ambientale nell'area euro-mediterranea si traduca di fatto, per la nostra isola, alla sua destinazione ad un ruolo di pattumiera nucleare, l'inconsistenza e le ambiguità di questo semestre di presidenza italiana dell'Unione dovranno essere, dai cittadini sardi, denunciato con particolare fermezza.

    Paolo Fois
    01 luglio 2003

  8. #108
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    6/13/2003
    ASSOCIAZIONE KERYLOS , OLZAI (Nuoro)
    Home Page: http://www.kerylos.it
    L'associazione Kérylos, organizzatrice del torneo internazionale di calcio a cinque femminile "Futsal Tour Sardegna", in programma a Dorgali e Galtellì dal 21 al 28 giugno 2003, aderisce alla campagna di sensibilizzazione promossa dal quotidiano L'Unione Sarda contro l'ipotesi del trasferimento in Sardegna di rifiuti nucleari. Pertanto, nel campo di gioco della manifestazione internazionale, saranno esposte le bandiere "NO ALLE SCORIE".

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    6/13/2003
    Marina Marroccu, Bologna
    Carissimi amici del forum, propongo di organizzarci anche nel continente in modo da non disperdere le energie e vedere come possiamo organizzarci. Chiedo a quelli di Bologna e zone limitrofe di contattarmi tramite mail, troveremo senz'altro il modo di incontrarci. Forza Paris

    --------------------------------------------------------------------------------
    6/13/2003
    paulinu dondera, terranoa-
    Calma e gesso. Dovranno costruire l'impianto di stoccaggio, noi ne boicotteremo in tutti i modi la costruzione. Dovranno trasportare le scorie via ferrovia sino ai porti di imbarco, noi ne boicotteremo il trasporto in tutti i modi. Se la nave con il suo carico si presenta in un porto impediremo in ogni modo l'accosto. Se le scorie sbarcheranno comunque in Sardegna inibiremo totalmente l'uso dei porti,delle strade, dei ponti e delle ferrovie. Una volta che il sito sara' stato individuato noi lo renderemo inagibile ed inutilizzabile. I nostri peggiori nemici sono i potentati industriali del nord italia e le alte gerarchie militari, a loro inidicandoli per nome e cognome dovremo chiedere conto di questo atto di conquista militare. Il popolo italiano sappia che rispondera' delle azioni compiute dai suoi politici e dal suo parlamento a danno della popolazione della Sardegna. La nostra lotta dovra' essere coraggiosa e cavalleresca, fiera ed implacabile. In nome del nostro diritto a non farci distruggere e schiacciare noi li fermeremo.

    --------------------------------------------------------------------------------
    6/13/2003
    fernando, sassari
    Se a breve non si avranno notizie confortanti,a riguardo delle rassicurazioni chieste al governo,ci muoveremo pacificamente verso la penisola,le nostre azioni non passeranno inosservate,siamo in contatto con i circoli sardi nella penisola,e il numero crescente dei sardi disposti a far sentire la loro voce stà diventando un fiume. Le nostre azioni non si concrentreranno solo a livello parlamentare,ogni monumento importante nazionale,evento sportivo,musicale, ci vedrà presenti con azioni che disturberanno tutto e tutti,sia in sardegna ma sopratutto nella penisola,e non solo.... Ci scusiamo sin d'ora se la cosa arrecherà tensioni o malumori ai cittadini che non sono schierati in prima linea in questa lotta,ma ci pare l'unica alternativa pacifica al silenzio delle istituzioni. Il nostro è un movimento senza colore o bandiera politica,se non quella dei quattro mori che ci rappresenta. Chi volesse far parte con idee o personalmente può mettersi in contatto anche telefonicamente al num 348.0314956 . Comitato Spontaneo sardo -sez sassari

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    6/13/2003
    Salvatore Deidda, Cagliari
    Home Page: http://www.azionegiovanicaravella.org
    Interventi come quelli del sig.Murgia sono utilissimi per rovinare una mobilitazione che sino ad oggi non ha tenuto conto dell'appartenenza politica ma ha l'obbiettivo di tutelare la nostra isola. Buttarla nella polemica politica o minimizzare l'impegno dei parlamentari di destra o dei movimenti di destra, è uno squallido tentativo di appropriarsi di una battaglia che è di tutti i sardi.

    --------------------------------------------------------------------------------
    6/13/2003
    Carlo, Sardegna
    Ma nel Sulcis - Iglesiente non dovevano farci il parco geo-minerario??? E' questo che intendono? Un parco radioattivo? Altro che rilanciare l'economia di quella zona della Sardegna!!! E Mauro Pili che fà??? Mi sembra che proprio lui provenga da quella zona!!! Per i NOSTRI POLITICI (locali, regionali e statali): OPPONETEVI con atti e non a parole altrimenti alle prossime elezioni non vi voteremo neanche per governare il comitato di parrocchia!!! RICORDATEVI: IL POTERE E' DEL POPOLO!!!

    --------------------------------------------------------------------------------
    6/13/2003
    josto murgia, cagliari - sardegna
    Home Page: http://www.mediamundi.it
    NO ALLE SCORIE,anzi dò un suggerimento LE SCORIE AD ARCORE così voglio vedere e il presidente del consgilio rimane comunque in silenzio su questo tema e soprattutto se il prsidente della regione sarda rimane tranquillo come ha fatto e fa finta di niente. E' inutile che i parlamentari sardi di DESTRA si dichiarino indignati, suggerisco loro di sertire "l'indignazione" del LORO MINISTRO GIOVANARDI . Merito e onore all'UNIONE SARDA che in questa situazione non sta con la DESTRA. Sarei veramente felice che questa posizione leale, solidale, onesta e CORAGGIOSA l'avesse anche durante le campgane elettorali quando i sardi devono realmente capire con chi hanno a che fare. GRAZIE E FORZA PARIS PIU' CHE MAI

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    6/13/2003
    alessandro, bologna
    Sono sardo e vivo a Bologna, seguo con preoccupazione l'evolversi degli eventi riguardanti lo stoccaggio delle scorie nucleari. Pur percependo l'atmosfera di indignazione che si respira in sardegna sono pessimista, ho paura alla fine prevalga la nostra secolare abitudine ad accettare come ineluttabile le decisioni prese dall'alto. Non è così possiamo far cambiare idea con l'arma che abbiamo: il nostro voto! facciamo capire che qualunque parte politica appoggi questo progetto non potrà contare sul mione di voti dei sardi e degli emigrati! Mi auguro che i due quotidiani dell'isola organizzino delle manifestazioni che facciano clamore anche in "continente". Una manifestazione a Roma? Facciamo capire che non vogliamo le scorie!

    --------------------------------------------------------------------------------
    6/12/2003
    ALDO, CAGLIARI
    A proposito di trasparenza sugli atti pubblici......è una legge dello stato che non prevede segreti!..... come mai il nostro governo "..... delle libertà" tiene il massimo segreto per ciò che concerne il problema dello stoccaggio delle scorie nucleari? Ma poi abbiamo la certezza che non stiano già stoccando segretamente?. I nostri politici a tutti i livelli la smettano di continuare a esprimere il loro dissenso solo a parole, ma lo dimostrino "scioperando" su tutte le loro attività politiche, dimostrando a tutti che le loro affermazioni sono sincere.

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    6/12/2003
    pastore gaddurese, sardo-corsa
    che ne dite dopo la lingua blu di una tazza di latte radioattivo!... forse per i microcitemici sarà l'ideale? e chissa che per i fabici non sia la soluzione... ma qual è il rapporto clima e scorie radioattive? soprattutto l'estate. Perchè in genere si scelgono luoghi con climi a basse temperature piuttosto che i deserti? essere o non essere questa è la "question time"

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  9. #109
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    Predefinito

    Indipendentisti in piazza

    Consiglio unanime contro le scorie Approvata la legge

    La Sardegna è terra denuclearizzata. ll Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge (presentata dal centrosinistra ma a cui si sono aggiunte ieri le firme dei consiglieri della maggioranza) che dice un forte no al transito e allo stoccaggio nell’Isola delle scorie nucleari. In commissione, invece, sarà esaminata nei prossimi giorni un’altra proposta di legge (presentata da Forza Italia) sempre contro le scorie.
    La legge anti-scorieLa legge approvata dichiara la «Sardegna territorio denuclearizzato e precluso al transito e alla presenza (anche transitoria) di materiali nucleari non prodotti nel territorio regionale». Il provvedimento prevede anche la nomina di una commissione d’inchiesta con il compito di verificare e monitorare la presenza nell’Isola di materiali radioattivi, nonché lo stato degli studi propedeutici alle localizzazioni di discariche nucleari. Inoltre la Regione curerà direttamente la rilevazione nell’isola di materiali nucleari adottando le misure di prevenzione. Il dibattito in Consiglio è stato lungo. Claudia Lombardo (Forza Italia) ha detto che la Sardegna «respinge con forza la prospettiva di diventare una pattumiera nucleare» e ha ricordato la mobilitazione dell’intera società civile, sostenendo che «non vi è alcuna ragione accettabile perché il deposito delle scorie venga situato nell’Isola». Il capogruppo del Prc, Luigi Cogodi, ha chiamato in causa le basi militari sparse sull’Isola, ricordando «il rischio di tragedie, anche recenti, come i missili caduti nel territorio intorno ai siti militari». Opinione condivisa da Peppino Balia (Sdi): «La Sardegna ha già dato in termini di sacrifici e di servitù militari». E Pierpaolo Vargiu (Riformatori sardi) ha detto che «la Sardegna deve essere l’Isola della qualità». Pietro Pittalis (Forza Italia) ha spiegato la posizione del suo partito: «Quindi, d’accordo sulla battaglia contro le scorie, ma un netto no alle strumentalizzazioni». Durissima anche la posizione della Giunta. «Sulle ventilate ipotesi dello stoccaggio nell’Isola delle scorie nucleari - ha detto l’assessore all’Ambiente, Emilio Pani - c’è stata un’autentica levata di scudi: tutti, noi e i senatori sardi, abbiamo mostrato disappunto e netta opposizione».
    L’intifada di Sardigna natzioneIntanto ieri Sardegna Natzione ha consegnato al rappresentante dello Stato Giorgio Fadda un documento di protesta per il possibile arrivo delle scorie in Sardegna, chiedendogli di evitare un grave atto di disamistade (cioè inimicizia) da parte dello Stato italiano. Al posto dell’elmetto indossano la berrita, la loro intifada è de paghe (di pace) perché vogliono evitare sa gherra. Portatori della loro protesta sono su Boe, su Mamuthone e su Componitori, tre maschere-simbolo della cultura del popolo sardo insorto contro la minaccia delle scorie radioattive. Con questi ingredienti una ventina di rappresentanti del “Forum sotziale Chentu berritas”, gruppo indipendentista che ha intrapreso una dura opposizione civile contro l’arrivo delle scorie nucleari in Sardegna, hanno tenuto ieri mattina un sit-in di protesta a Cagliari davanti alla sede della Rappresentanza del Governo. «Non siamo disposti a venire a patti con il Governo - afferma Sebastianu Cumpostu (che ieri è stato allontana dall’aula in Consiglio regionale perché si è rifiutato di scoprirsi il capo -. La nostra terra ha subito tante invasioni e ora vogliono farla diventare una caserma senza dirci la verità, come stanno facendo con il Salto di Quirra».


    A. Z.

  10. #110
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    Predefinito no scorie italiane!

    www.artivu.com
    www.comitau.org

    annoaus cun sa gràfiga nosta po s'espressada de su 4 de trèulas in Casteddu contras a s'àliga arràdiu-ativa!

    aggiornati con la nostra grafica per la manifestazione del 4 luglio a Cagliari contro le scorie radioattive!

 

 
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    Di bom-bim-bom nel forum Politica Nazionale
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