Pagina 6 di 7 PrimaPrima ... 567 UltimaUltima
Risultati da 51 a 60 di 61

Discussione: Codex Seraphinianus

  1. #51
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questo commento è pubblicato anche sul Decodex, opuscolo allegato all'edizione Rizzoli, ma è stampato a caratteri così minuscoli che è la prima volta che lo leggo (e ci tengo a precisare che ci vedo discretamente)...

    Sempre dal Decodex, riporto l'articolo qui sotto, pubblicato l'anno scorso su Il Foglio.

  2. #52
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Camillo Longone

    II CODEX SERAPHINIANUS
    ovvero
    "LUIGI NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE"

    Roba da ricchi, il Codex Seraphinianus. A Parma ce l'avevano in casa solo le figlie degli industriali, donne sgraziate e sciocche (che carino... [nota mia]), sciocche al punto da pensare che il corteggiamento fosse diretto a loro. No, era diretto al Codex, ci si faceva invitare a casa avendo come obiettivo non la carne ma la carta, quella magnifica di Fabriano usata da Franco Maria Ricci per un libro d'arte già entrato nella leggenda. Verso fine serata si finiva sul divano a sfogliare insieme il mirabolante oggetto, e solo dopo ci si ricordava di un certo impegno l'indomani mattina presto: peccato, per poter dormire almeno qualche ora bisognava proprio scappare. Ovvio che la manfrina non poteva andare avanti tanto, giusto il tempo di venire impressionati per sempre da quel mondo borgesiano di alfabeti inventati e animali inesistenti.



    La prima edizione del 1981 consisteva di due volumi per un totale di 160.000 lire, che secondo i coefficienti di rivalutazione monetaria corrispondono a 300 euro odierni. Era una discreta somma per un esordiente come Luigi Serafini, giovane artista romano, ma l'investimento veniva garantito dal marchese Ricci, l’arbiter elegantiarum di quegli anni felici. L'operazione funzionò soprattutto a Parma, non perché i borghesi locali amassero il bello, anzi, e non perché avessero un animo mecenatesco, quando mai: il parmigiano Ricci, un parmigiano che la Parma contemporanea non si merita (semmai quella del Settecento), a forza di rose all'occhiello e sfondi neri aveva imposto la sua raffinata libreria monomarca come l'unico luogo dove una signora residente tra l'Enza e il Taro potesse approvvigionarsi di regali di prestigio. E così, sotto Natale, in strada Garibaldi c'era la fila di dame impellicciate, e così sugli scaffali dei piani nobili e delle ville suburbane cominciò a formarsi una piccola collezione di grandi libri squisiti. Andavano forte Erte e Petitot, Ligabue e Tamara de Lempicka, ma alla fine riuscì a intrufolarsi nelle bibliotechine confindustriali e confcommerciali anche Serafini, unico artista vivente di un catalogo elegantemente necrofilo. Il solito culatello sfacciato dei parmigiani: oggi la prima edizione del Codex viaggia nella stratosfera, l'anno scorso su eBay i due volumi comparvero a 19.000 dollari. Simili quotazioni inducono nell'autore compiacimento e rimpianto, se a suo tempo avesse potuto farne incetta adesso sarebbe ricco.



    Serafini, pur vivo, era e rimane più incomprensibile di uno scriba egizio morto da trenta secoli: il Codex è uno spettacolo di arte varia, tipografica e figurativa, che stupisce per via di bizzarria, oggetto editoriale con pochi precedenti nella storia, forse l’Hypnerotomachia Poliphili pubblicata da Aldo Manuzio nel 1499, altro vortice di enigmi. Le immagini sono tavole dell'enciclopedia di un mondo parallelo, un brulicante manuale di zoologia fantastica con inserzioni umane, vegetali, ameboidi, astratte. Un sottotitolo potrebbe essere: "Luigi nel paese delle meraviglie". Le didascalie non spiegano un bel nulla essendo composte in serafiniano, ghirigori che possono ricordare certi remoti alfabeti asiatici, l'oriya, il singalese, il telugu, il georgiano, il thai, ma vagamente. Sono venticinque anni che chiunque abbia il Codex fra le mani prova a capirci qualcosa; niente da fare, l'artista burlone si prende perfino gioco degli aspiranti decifratori disegnando una specie di stele di Rosetta: da un lato il suo solito alfabeto misterioso, dall'altro un alfabeto diverso per forma ma uguale per impenetrabilità. Calligrafie e disegni sono costati due anni di lavoro certosino, nel tempo fra una donna che se n'era andata e una gatta che era arrivata, in una mansarda di Via Sant'Andrea delle Fratte di proprietà giustamente ecclesiastica. Più che un affitto pagava un obolo: allora anche un artista bohémien poteva permettersi il centro di Roma.


    Venticinque anni, buon anniversario, e vediamo se l'Italia troverà i mezzi per festeggiare degnamente tanta opera. Il dubbio è legittimo: dagli anni Ottanta spensierati e spenderecci è davvero passato un millennio, e i pochi soldi pubblici disponibili vengono buttati nelle biennali per promuovere opere dai titoli in inglese, non certo in latino. Nella società del low cost non sarebbe concepibile uno slogan come quello pensato da Ricci per la sua FMR: "La rivista più bella del mondo". Oggi, del resto, nemmeno Franco Maria Ricci è più Franco Maria Ricci. Dopo aver venduto la casa editrice, l'ultimo degli esteti si è ritirato nella campagna parmense a progettare un grande labirinto. Ogni tanto sembra che voglia ritornare in gioco ma, nell'attesa che l'erba cresca, il cavallo (Serafini) ha deciso di ripubblicare il Codex altrove. Nella sfida alla nequizia dei tempi lo assisterà la Rizzoli che ha garantito la stessa carta e lo stesso numero di tavole della prima edizione, però in volume unico e a un prezzo affrontabile da una clientela non impellicciata (essere coraggiosi non significa essere suicidi, e specialmente a Parma non ci sono più gli industriali di una volta).

    Camillo Longone su Il Foglio (2006)


  3. #53
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Dec 2005
    Località
    Berlino
    Messaggi
    872
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    A me ricorda un poco il Bosch!
    Meravigliosi!

  4. #54
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    «Mi piaceva l'idea di giocare con la vita, di assecondare le continue trasformazioni dell'uomo e della natura. L'idea di non limitarmi a cambiare il mondo, come si diceva nelle piazze di allora, ma addirittura a inventarne un altro da principio». Serafini finisce il suo Codex a metà del 1978. Impiega altri due anni a trovare un editore abbastanza pazzo da pubblicare un libro che costa dieci volte più di qualunque altro e che, in compenso, non si può leggere. «Quando arrivai da Franco Maria Ricci — racconta — mi sentivo come un salumiere esausto che gira con il suo prosciutto di marmo e cerca di venderlo a fette». Ricci, invece, gli compra tutte le tavole. E le pubblica in due volumi, con cofanetto di seta nera, gioiello tipografico che va subito esaurito (su eBay, oggi, l’edizione di F. M. R. viaggia tra i 15 e i 20mila euro).

    Il Codex diventa così un libro di cui si parla, ma che non si trova in giro, e resiste nella semi-clandestinità per 25 anni. Poi, nel 2006, Rizzoli decide di ristampare quest'opera: oltre trecento pagine in un volume unico, nove tavole inedite e un libretto accluso, Decodex, con una serie di interventi critico-riflessivi su questo oggetto unico.
    Prezzo? 89 euro. A mio parere spesi benissimo.






  5. #55
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 May 2007
    Messaggi
    23
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ciao Silvia, una breve risposta non a te ma a quello snob dell'autore che hai citato

    [center][b]Camillo Longone
    Roba da ricchi, il Codex Seraphinianus. A Parma ce l'avevano in casa solo le figlie degli industriali, donne sgraziate e sciocche (che carino... [nota mia]), sciocche al punto da pensare che il corteggiamento fosse diretto a loro.
    (...)
    L'operazione funzionò soprattutto a Parma, non perché i borghesi locali amassero il bello, anzi, e non perché avessero un animo mecenatesco, quando mai: il parmigiano Ricci, un parmigiano che la Parma contemporanea non si merita (semmai quella del Settecento), a forza di rose all'occhiello e sfondi neri aveva imposto la sua raffinata libreria monomarca come l'unico luogo dove una signora residente tra l'Enza e il Taro potesse approvvigionarsi di regali di prestigio. E così, sotto Natale, in strada Garibaldi c'era la fila di dame impellicciate, e così sugli scaffali dei piani nobili e delle ville suburbane cominciò a formarsi una piccola collezione di grandi libri squisiti. Andavano forte Erte e Petitot, Ligabue e Tamara de Lempicka, ma alla fine riuscì a intrufolarsi nelle bibliotechine confindustriali e confcommerciali anche Serafini, unico artista vivente di un catalogo elegantemente necrofilo.
    Io ci morivo davanti alle vetrine di Franco Maria Ricci, ma non ero ricco, tutt'altro. Non avevo una lira, facevo lavori saltuari (supplenze a scuola, qualche collaborazione con studi grafici) ma quel poco lo risparmiavo per comprarmi tutto quello che di Ricci potevo permettermi, un po' alla volta, un libro al mese... Tutta la Biblioteca Blu, tutta la Biblioteca di Babele, tutta la Morgana, una collana a mio avviso pure più bella de I Segni dell'Uomo.
    O forse dico che era più bella perché quella , anche se costosa potevo permettermela, mentre I Segni dell'Uomo, l'ammiraglia di FMR potevo solo sognarla. Un volume però lo comprai, quello con le foto di Alice di Lewis Carroll, e un altro me lo regalarono, il più bello e ambito: "Il Congresso del Mondo" di Jorge Luis Borges (l'autore che amo di più in assoluto, dovevo avere pure quello!). Se toccare un libro può essere libidinoso allora i libri di Franco Maria Ricci dovrebbero essere vietati ai minori: è un piacere fisico, visivo, tattile, olfattivo... che va oltre il testo stampato con un perfetto Bodoni, o le illustrazioni su carta patinata incollate a mano.
    Serafini lo guardavo tutte le volte che nei primi anni '80 andavo nelle librerie di Bologna o Firenze, ma due volumi costavano davvero tanto. Un altro che avrei voluto era il "Beato di Liebana", con la prefazione di Umberto Eco. Quando nel film Il Nome della Rosa Guglielmo da Baskerville si trova nella biblioteca in fiamme, e cerca di salvare qualcosa pur sapendo di non poter far niente, tocca un libro poi un altro, impotente di fronte a quella rovina di libri devastati dal fuoco... alla fine prende proprio il Beato di Liebana, ecco, in quel momento mi sono messo a piangere. Credo sia una delle scene più commoventi che ho visto al cinema.

    Tutto questo per dire che non è vero che i clienti fossero snob riccastri e anche un po' cafoni come vuol far credere Longone. Avevo anche altri amici, che pure loro erano veri appassionati e acquistavano quel poco che potevano permettersi: uno un volume su Gnoli, un altro quello su Ligabue...
    Per passione e per amore.

  6. #56
    calici amari
    Data Registrazione
    09 Jul 2009
    Messaggi
    13,589
     Likes dati
    2,016
     Like avuti
    2,120
    Mentioned
    168 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio

    Poi, nel 2006, Rizzoli decide di ristampare quest'opera: oltre trecento pagine in un volume unico, nove tavole inedite e un libretto accluso, Decodex, con una serie di interventi critico-riflessivi su questo oggetto unico.

    nel 'decodex' è contenuta anche la chiave di lettura per l'interpretazione delle figure? C'è anche l'interpretazione autentica dell'autore?

  7. #57
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 May 2007
    Messaggi
    23
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Regina di Coppe Visualizza Messaggio
    nel 'decodex' è contenuta anche la chiave di lettura per l'interpretazione delle figure? C'è anche l'interpretazione autentica dell'autore?
    Spero proprio di no. Una interpretazione univoca ucciderebbe il fascino di un'opera del genere.

    "Naturalmente le interpretazioni di Lolita sono moltissime. Ma io sono d'accordo con tutte. In fondo la diversità delle reazioni è il miglior complimento che si possa fare a un autore. Più sono meglio è." (Vladimir Nabokov)

    "Quest'opera è assolutamente incomprensibile, anche per me. Eccezionalmente profonda, non cessa di stupirmi. L'ho scritta mio malgrado, spinto dal destino" (Erik Satie)

  8. #58
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Trystero Visualizza Messaggio
    Tutto questo per dire che non è vero che i clienti fossero snob riccastri e anche un po' cafoni come vuol far credere Longone.
    Sì, lo so. Ma credo lo sappia anche Longone: non mi sembra, infatti, che i suoi strali siano rivolti contro la clientela di F. M. R., bensì contro una certa borghesia parmense che, evidentemente, e secondo me a torto (non trovo corretto generalizzare così), reputa una massa uniforme di cafoni arricchiti, incapaci di apprezzare la cultura e l'arte e, di conseguenza, l'eleganza e la bellezza quasi sfrontate delle edizioni F. M. R., considerandole semplicemente un irrinunciabile status symbol da esibire. Chissà che gli hanno fatto i parmigiani…



    ... Jorge Luis Borges (l'autore che amo di più in assoluto, dovevo avere pure quello!).
    Siamo in due...

  9. #59
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 May 2007
    Messaggi
    23
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Chissà se Serafini conosceva il Manoscritto Voynich?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Manoscritto_Voynich
    E' il più famoso "codice misterioso" del rinascimento, che tanti studiosi hanno tentato inutilmente di decifrare. Si pensa possa essere un "falso mistero", nel senso che venne realizzato proprio per sembrare un manoscritto alchemico scritto in una lingua sconosciuta (in realtà inventata di sana pianta), e per essere venduto a caro prezzo all'Imperatore Rodolfo II di Boemia, appassionato cultore di misteri alchemici.

    Qui le illustrazioni e la storia:
    http://www.voynich.nu/

  10. #60
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    11,136
     Likes dati
    193
     Like avuti
    777
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Regina di Coppe Visualizza Messaggio
    nel 'decodex' è contenuta anche la chiave di lettura per l'interpretazione delle figure? C'è anche l'interpretazione autentica dell'autore?
    Il Decodex contiene una quindicina di articoli di autori vari (Riva, Zeri, Soavi, Sgarbi, Bonito Oliva ecc.), ma non uno straccio di interpretazione. Semplicemente perché non esiste ed è lasciata tutta alla suggestione personale.

    Scrive Alessandro Riva:

    "Nel suo linguaggio fatalmente impossibile da decifrare, in mezzo a macchine impossibili da costruire e delle quali mai nessuno potrà scoprire il funzionamento nascosto, tra animali mai visti, fiori meravigliosi e popoli nei quali si mescolano tutti i caratteri e tutte le razze del mondo, oltre a quelle mai viste in nessun mondo, e dove i caratteri umani si stemperano in quelli animali, quelli animali in quelli vegetali, quelli vegetali in quelli meccanici e così via all'infinito, l’utopia di Serafini prende lentamente, ma inesorabilmente forma, si srotola sotto i nostri occhi con la naturalezza dei grandi racconti mitilogici e delle grandi epopee d'altri tempi, inventa forme, linguaggi, giochi sintattici e matematici che non saranno mai più incomprensibili: saranno, semplicemente, e incontestabilmente, serafiniane: ovvero appartenenti al folle, folle folle universo dell'ineguagliato autore del Codex".



    Citazione Originariamente Scritto da Trystero Visualizza Messaggio
    Spero proprio di no. Una interpretazione univoca ucciderebbe il fascino di un'opera del genere.
    Sono d'accordo: un'interpretazione univoca e "vincolante" sarebbe una sciagura...

 

 
Pagina 6 di 7 PrimaPrima ... 567 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Codex Seraphinianus
    Di Silvia nel forum Arte
    Risposte: 49
    Ultimo Messaggio: 03-10-16, 11:57
  2. Codex Seraphinianus
    Di Silvia nel forum Esegesi
    Risposte: 46
    Ultimo Messaggio: 16-10-13, 23:51
  3. Codex Gigas
    Di Cabala Candelaia Circea nel forum Arte
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 05-04-10, 18:33
  4. CODEX ALIMENTARIUS.
    Di danko nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-01-10, 15:30
  5. Codex
    Di pcosta nel forum Hdemia
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 24-01-03, 14:38

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito