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Discussione: Osservatorio sulla RAI

  1. #121
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Rai, Bonino/Comitato Pari o Dispare: bene approvazione emendamento su Osservatorio donne

    Pubblicato il 18/05/2010

    * Comunicato di Emma Bonino e del Comitato “Pari o dispare”

    Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’approvazione dell’emendamento al contratto di servizio Rai per l’istituzione di un Osservatorio indipendente contro gli stereotipi di genere, intanto nel servizio pubblico radiotelevisivo.
    Proprio questa mattina Emma Bonino e “Pari o dispare”, insieme a diversi parlamentari tra cui tra cui Marco Beltrandi (Radicali PD), Francesca Marinaro (PD), Maria Ida Germontani (PDL), Vittoria Franco (PD), Giovanna Melandri (PD), avevano auspicato l’inserimento di tale emendamento nel contratto di servizio, che raccoglieva le istanze di numerose donne dell’associazionismo al femminile come Gabriella Cims (appello donne e media) e Pina Nuzzo (UDI), nonché di personalità del mondo della cultura e dell’informazione, tra cui Tiziana Ferrario, Myrta Merlino, Miriam Mafai, Mimosa Martini, Lorella Zanardo.
    L’emendamento ha trovato ampio sostegno bipartisan con le firme di oltre 70 parlamentari.
    Negli scorsi giorni l’appello di “Pari o dispare” (PoD BLOG) era stato sottoscritto su Facebook e sui siti da oltre 1200 persone e diverse personalità tra cui Bianca Berlinguer, Sofia Ventura, Caterina Soffici, Cristina Sivieri Tagliabue, la Presidente di "Un Ponte Per..." Loretta Mussi, Francesca Santoro del CNEL.
    Quello di oggi è un primo passo, fino a poco tempo fa inimmaginabile, per impostare una nuova rappresentazione delle donne in tv e nei media e monitorare una corretta immagine del femminile che risponda veramente alla realtà delle donne in Italia. Compito dell’Osservatorio, che noi siamo pronte a fare subito, non sarà di censurare ma di promuovere anche tra i giovani una più consapevole ed equilibrata cultura e rappresentazione di genere.

  2. #122
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Rai. Beltrandi: Santoro incassa, i cittadini pagano e la Rai si balcanizza ulteriormente

    Pubblicato il 19/05/2010



    * Dichiarazione di Marco Beltrandi, radicale, componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai

    Saluto l’ingresso di Michele Santoro nel mondo dorato delle partite iva Rai, in cui più si riscuote più ci si proclama vittime di – anche inesistenti – censure. Naturalmente a pagare siamo tutti noi, contribuenti, abbonati.
    Con l’occasione constato anche il fallimento del coraggioso proposito con cui Mauro Masi al momento del suo primo intervento in Commissione di Vigilanza Rai, in veste di neo direttore generale, disse di voler smantellare le aziende che si sono costituite per fini economici all’interno dell’azienda Rai; gli italiani hanno a che dolersene.”

  3. #123
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    "Rainews 24 oscurata". E' rivolta

    Articolo di pubblicato su Il Messaggero, il 19/05/10

    «Necessari interventi tecnici». E’ questa la motivazione che il Consiglio di Amministrazione e il direttore generale della Rai hanno addotto per spiegare l’improvviso oscuramento di Rainews 24. La scomparsa del segnale aveva immediatamente provocato una ridda di polemiche e prese di posizione con richiesta di chiarimenti, a partire dal presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli e dalla Federazione della Stampa. In un comunicato, Cda e Direttore generale Masi giudicano «pretestuose e strumentali le reazioni dentro e fuori l’Azienda per i disagi causati dall’intervento tecnico necessario a garantire una più ampia copertura di Rai News.
    «E’ totalmente inaccettabile - si evidenzia a Viale Mazzini - e va respinto con forza il tentativo di parlare di "oscuramento" di Rai News. Non solo non è stata oscurata Rai News ma è stata assegnata ad un multiplex di maggiore diffusione, quale è quello che trasmette Rai 1, Rai 2 e Rai 3 e che consente di raggiungere il 99% della popolazione. Si è trattato - conclude viale Mazzini - di interventi tecnici necessari e programmati da tempo di cui peraltro la direzione di Rai News era stata tempestivamente e adeguatamente informata». Resta che la vicenda ha sollevato un putiferio di polemiche soprattutto da parte dell’opposizione. «La Rai - sottolinea la Fnsi - afferma che è stato soltanto un momento di inevitabile confusione tecnologica. Ma è egualmente inaccettabile che al canale "all news" del servizio pubblico venga nella sostanza impedito di mantenere un rapporto con gli spettatori, cancellando RaiNews24 dal digitale terrestre e scalzandolo dall’abituale collocazione su satellite». I Cdr di Tg1, Tg2, Tg3 , Radiorai e il coordinamento CdR della Testata Giornalistica Regionale (TGR) esprimono «solidarietà» ai colleghi di Rainews 24: La «scomparsa del segnale di Rainews24 dalla tradizionale frequenza digitale terrestre e dal canale satellitare ospite della piattaforma Sky è un’inaccettabile interruzione del servizio pubblico che hanno subito i telespettatori».
    Intanto è stata approvato, nell’ambito del servizio pubblico televisivo, l’Osservatorio indipendente contro gli stereotipi di genere. Emma Bonino esprime soddisfazione.

  4. #124
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    "Si all'osservatorio sulla discriminazione femminile in tv"

    Articolo di pubblicato su Corriere della Sera, il 19/05/10

    Un osservatorio indipendente che monitori nella programmazione Rai la rappresentazione della figura femminile. È uno degli emendamenti più importanti approvato ieri all'unanimità dalla commissione di Vigilanza Rai. L'emendamento, a prima firma del radicale Marco Beltrandi, è stato sottoscritto da altri 70 parlamentari di tutti i gruppi. «Speriamo che si sia riusciti ad invertire una terribile tendenza: quella che stava riducendo l'immagine femminile ad un mero elemento decorativo», ha commentato Giovanna Melandri (Pd).

  5. #125
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    La Rai approva l'osservatorio delle donne

    Articolo di pubblicato su la Repubblica, il 19/05/10


    Un emendamento per tutelare l’immagine della donna in tv: la Commissione di vigilanza della Rai ha approvato l’istituzione di un Osservatorio che servirà a monitorare nella programmazione Rai la rappresentazione distorta della figura femminile. Il progetto era partito dalla radicale Emma Bonino che insieme all’associazione "Pari o dispare" e a un vasto e trasversale arco di donne impegnate nella politica, nel giornalismo e nella cultura (tra cui Tiziana Ferrario, Myrta Merlino, Mirìam Mafai, Mimosa Martini oltre a Gabriella Cims e Pina Nuzzo dell’Udi) avevano proposto di creare un Osservatorio indipendente per monitorare la presenza femminile in tv ridotta a ruoli fissi: velina, "pupa", cuoca a tutte le ore o vittima di violenza. Bonino, che ha voluto «dire basta agli stereotipi che offrono un’immagine riduttiva, spesso distorta e offensiva del genere femminile», è soddisfatta: «È un primo passo per impostare una nuova rappresentazione delle donne in tv e monitorare una corretta immagine che risponda alla realtà delle donne in Italia». L’emendamento è stato sottoscritto da oltre 70 parlamentari di tutti gli schieramenti politici.

  6. #126
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Sorpresa sinistra, Santoro ha un prezzo

    Articolo di Nicola Imberti pubblicato su Il Tempo, il 20/05/10


    Anche gli eroi senza macchia e senza paura hanno il portafoglio. E, tendenzialmente, preferiscono mantenerlo pieno. Lo sa bene Michele Santoro che, dopo il via libera del Consiglio d’amministrazione, si prepara a siglare l’accordo che sancirà la«separazione consensuale» dalla Rai. Un accordo accompagnato da un assegno con un bel po’ di zeri.
    C’è chi parla di due milioni di euro (ma questa dovrebbe essere solo la buonuscita), chi addirittura di 10. E così la sinistra scopre che anche il paladino delle libertà d’informazione, l’uomo simbolo della resistenza allo strapotere berlusconiano, ha un prezzo. Lui, per il momento, si limita a far sapere che nelle prossime settimane, quando l’intesa sarà «definita in ogni sua parte», fornirà tutte le risposte sull’accordo e su cosa farà d’ora in avanti. Ma intanto il popolo, il «suo» popolo, insorge. La pagina Facebook di Annozero abbonda di commenti di chi si sente tradito dal proprio beniamino.
    Si va da un semplice «mah», messo lì a testimoniare lo sconcerto per una decisione incomprensibile, alla richiesta esplicita di spiegazioni, fino agli attacchi duri. Come quello di Alida Lo Monaco, che ironizza: «Farla fuori dal vaso non ha prezzo, per tutto il resto ci sono 30 denari d’argento in valuta attuale...» O come Galileo Liuzzi, che scomoda addirittura Bella ciao (la canzone che Santoro cantò in diretta nel 2002 durante la puntata di Sciuscià che seguì «l’editto bulgaro» di Berlusconi ndr): «Una mattina mi son svegliato e.....ho trovato un traditor».
    Paola Giachini commenta laconica: «Mi sembra che alla fine, dopo lotte e proclami, si preferisca guardare il proprio orticello...che delusione!». Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Filippa: «Anche tu sei crollato davanti al denaro!». E via così con Gioia Botteghi, («Comunque i soldini non fanno schifo a nesó»), Filippo Fricchi («Il profumo dei soldi ‘ è irresistibile Michele? eh Michele?? Michele, Michele mi hai deluso») e chi più ne ha, più ne metta. Certo, c’è anche qualcuno che gli rinnova comunque la fiducia, sicuro che Michele utilizzerà quei soldi per fare qualcosa di bello e comunque di rivoluzionario.
    Ma in tanti si lanciano all’attacco del conduttore.
    Le reazioni politiche sono altrettanto scandalizzate. Il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, prova a trasformare una buonuscita milionaria in un’epurazione: «Che i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo dì stare tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali. telefonate di Berlusconi per fermare Annozero, sostituendolo con un giornalista più malleabile e, rispettoso degli ordini di scuderia, risponde solo agli interessi politici di questa maggioranza e non a quelli giornalistici ed economici
    della Rai».
    Ma il deputato radicale del Pd Marco Beltrandi è di tutt’altro parere.: «Saluto l’ingresso di Michele Santoro nel mondo dorato delle partite iva Rai, in cui più si riscuote più ci si proclama vittime di, anche inesistenti, censure. Naturalmente a pagare siamo tutti noi, contribuenti, abbonati».
    E se l’associazione Lettera 22 opta per l’ironia («Da Annozero a 6 zeri. La soluzione del caso Santoro è quantomeno imbarazzante»), la maggiora parte dei commenti sottolinea l’assurdità di buttare 10 milioni di euro in un momento di crisi economica. Il tutto mentre la Vigilanza sta discutendo il contratto di servizio Rai per il triennio 2010-2012 e si sta dividendo proprio sulla trasparenza dei compensi dei conduttori televisivi. Il Pdl vorrebbe indicarli nei titoli di coda, il centrosinistra preferirebbe pi ibblicarli
    sul sito web dell’azienda.
    In ogni caso, ii presidente Sergio Zavoli, commentando la vicenda Santoro, non è tenero: «Questa questione avrà conseguenze anche sui colleghi. Non credo di tutti rimarranno felici e contenti di vedere come uno di loro, che certo non considereranno il più bravo in assoluto, ha potuto chiudere la sua partita con l’azienda».’
    Insomma, le polemiche non si placheranno molto facilmente. Anche perché all’orizzonte, per il bel Michele, potrebbe esserci una nuova esperienza politica. Il suo nome, infatti, circola nella rosa di possibili candidati per il centrosinistra alle comunali di Napoli del 2011. Antonio Di Pietro vorrebbe Luigi De Magistris, ma Santoro potrebbe essere un’ottima soluzione intermedia.
    In fondo a chi non piacerebbe un sindaco con dieci milioni di euro in tasca?

  7. #127
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Opposizione all'attacco sulla buonauscita di Santoro

    Articolo di pubblicato su Il Sole 24Ore, il 20/05/10


    L’uscita dalla Rai di Michele Santoro e la chiusura di Annozero suscitano ancora un vespaio di polemiche tra i partiti come tra i social network come Facebook. Prevalgono, in entrambi ì casi, le critiche all’intesa. Quest’ultima, per il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini «è un vero scandalo e il silenzio che lo circonda, a sinistra come a destra, è ancora più inquietante».
    Non è un silenzio compatto, per la verità. Secondo il capogruppo dell’Italia dei Valori, Massimo Donadi, «i vertici della Rai gettano denaro pubblico al solo scopo di stare tranquilli, sostituendo Santoro con un giornalista più rispettoso degli ordini di scuderia: questo risponde solo agli interessi politici dell’attuale maggioranza». Per il radicale Marco Beltrandi «a pagare siamo tutti noi, contribuenti, abbonati». Giorgio Merlo (Pd) parla di «pagina buia e triste per la credibilità dell’azienda». Il presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, pensa che «non tutti i giornalisti rimarranno felici e contenti di vedere uno come loro, che certo non considerano il più bravo in assoluto, chiudere la sua partita con l’azienda».
    Quanto a Santoro, il giornalista conferma di «non avere intenzione di fare un altro anno così», ma «di voler sperimentare nuove strade e nuovi linguaggi». In ogni caso, quella che si chiuderà il 10 giugno «è stata una stagione televisiva caratterizzata da risultati straordinari». Non per tutti, forse.

  8. #128
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Santoro, i suoi fans in rivolta. "Non resisti al profumo dei soldi"

    Articolo di Elena G. Polidori pubblicato su QN, il 20/05/10


    Se ne va con una montagna di denaro in tasca (si parla di 7-10 milioni), oltre a un contratto di collaborazione come consulente esterno che gli garantirà, almeno per i prossimi due anni, di «sperimentare nuove strade professionali E questo anche a dispetto dei suoi più fedeli collaboratori, che
    non sapevano nulla della sua decisione. Ma si sa, Santoro è fatto così, sostiene di aver preso questa
    scelta per il bene del suo pubblico, ma poi si scopre che proprio il suo ‘popolo’non l’ha presa adatto
    bene: dissenso e sgomento viaggiano in Rete. “Il profumo dei soldi è irresistibile Michele? - scrive
    Filippo Fricchi -. Mi hai deluso».
    Insomma, a chi lo aveva eletto a simbolo di una tv libera e protagonista della battaglia contro la
    censura e lo strapotere dei partiti nel servizio pubblico, l’idea che possa lasciare la Rai con quella buonuscita lo fa vedere sotto un altro profilo. Tutti hanno un prezzo ricorda un vecchio adagio, perché Santoro dovrebbe essere diverso?
    «LA NOTIZIA che la Rai avrebbe versato 10 milioni di euro per rescindere il contratto con Santoro è di straordinaria gravità e immoralità - va giù duro Massimo Donadi dell’Idv che i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo di stare tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali telefonate di Berlusconi per fermare Annozero, sostituendolo con un giornalista più malleabile e rispettoso degli ordini
    dì scuderia, risponde solo agli interessi politici di questa maggioranza e non a quelli giornalistici ed economici della Rai».
    Già, dopo Santoro arriverà Belpietro? In Rai si dice anche questo, ma intanto si pensa al presente. «Saluto l’ingresso di Santoro nel mondo dorato delle partite Iva Rai - ironizza invece il radicale Marco Beltrandi - in cui più si riscuote, più ci si proclama vittime di inesistenti censure: naturalmente a pagare siamo tutti noi, contribuenti, abbonati». Ed è per questo che Roberto Rao dell’Udc si rivolge a Tremonti:
    «Il ministro venga in aula a chiarire l’impatto di questa operazione sulle casse dell’azienda». Durissimo Pier Ferdinando Casini: «Uno scandalo. Altro che sacrifici per i cittadini. Questo accordo tra la Rai e Santoro è un insulto». «Il compenso dorato di cui si parla per Santoro - dice Giorgio Merlo (Pd) - è un’offesa per chi paga il canone».
    E LA REDAZIONE di Annozero? Spiazzata e scioccata. Probabilmente l’unico ad avere avuto sentore delle reali intenzioni di Santoro e Sandro Ruotòlo, suo braccio destro. Ieri mattina, la quotidiana riunione della “squadra” di Annozero si è aperta con le comunicazioni del conduttore, che ha messo al corrente i suoi della decisione, senza però fornire i dettagli.
    “Lui ha raccontato Giulia lnnocenzi - che cura lo spazio generazione Zero ci ha raccontato e spiegato per grandi linee, noi lo abbiamo ascoltato ma nessuno aveva molto da dire».
    Annozero chiuderà il 10 giugno e per molti della redazione segnerà l’inizio di un nuovo periodo di incertezza, ma loro confidano nel loro capo carismatico. Che - fanno notare non ha mai lasciato a terra nessuno”

  9. #129
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Santoro d'oro è bufera. "Ho agito per il pubblico"

    Articolo di Natalia Lombardo pubblicato su L'Unità, il 20/05/10


    È «convinto di avere agito ancora una volta nell’interesse del pubblico» per «sperimentare nuovi formati televisivi», Michele Santoro, che ha scritto ai telespettatori sul blog di AnnoZero. Il pubblico però non ha reagito benissimo: dal web a Facebook si sente tradito per la buonuscita, e orfano del programma difeso anche in piazza. Il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli è duro: «Molti colleghi si chiederanno come uno di loro, uno dei più bravi, abbia potuto chiudere la sua partita con l’azienda».
    Annozero va avanti per quattro puntate fino al 10 giugno. Difficile rimpiazzare Santoro in tv; al settimo
    piano di Viale Mazzini si arrovellano, ma dicono che «non sarà sostituito», magari per un anno non verrà colmato il vuoto di AnnoZero su RaiDue se non, saltuariamente, proprio con Santoro e le sue docufiction da gennaio. Il direttore di RaiDue, Liofredi, è in bilico e potrebbe essere sostituito da Lo Maglio. I nomi per i talk show sono di destra: Belpietro in primis, poi Paragone che dà già prova di faziosità leghista con
    l’Ultima parola, il Dg Masi farebbe anche avanzare in prima serata Monica Setta. La voce di un salto di rete di Floris è «pazzia», dice il direttore di RaiTre.

    DIFFICILE SOSTITUIRLO
    Perché Santoro ha risollevato le sorti di RaiDue e delle entrate pubblicitarie con una media del 20% di ascolti. Nell’accordo sono previste 14 serate: 5 docu-fiction (10 nei due anni) più 2 miniserie da 2 puntate. Per queste ultime aspetta a braccia aperte Antonio Di Bella, direttore di Raitre che aveva già offerto spazio al giornalista. Santoro, come Vespa, consegnerà alla Rai le puntate «chiavi in mano», prodotte da una sua società, dicono, per un milione a fiction, quindi 7 milioni.
    Costi di mercato (arrivano anche a 1 milione e 8) che, uniti alla buonuscita da 2 milioni e mezzo circa, impressionano l’opinione pubblica. Indignati Udc e ldv, alcuni nel Pd e i radicali: la «Velina Rossa» di Laurito punzecchia: tanti soldi per accontentare Berlusconi, il castello di cartapesta è crollato, di fronte al vil denaro...». Una prova dell’inconsistenza delle voci sull’ingresso societario di Santoro nella dalemiana RedTv. Più realistica una sua collaborazione con Sky.
    A rimanere di stucco alla notizia del divorzio è stata anche la redazione di AnnoZero; l’unico a sapere della trattativa era Sandro Ruotolo. Ieri Santoro ha parlato alla sua squadra, al lavoro per la puntata di oggi dedicata ai preti pedofili. Lo hanno ascoltato, tra la delusione di Marco Travaglio che si riprende: «E normale che non me lo abbia detto. Sono fatti suoi ed è giusto che la cosa la gestisca lui»; l’ansia e le speranze di molti perché «Michele è uno che non si ferma mai» e «non ha mai lasciato a terra nessuno».
    Il giorno dopo l’exploit di Raiperunanotte a Bologna Santoro ha confessato agli amici di essere «stanco», dopo il blocco dei talk show in campagna elettorale, le intercettazioni di Trani, le lettere di Masi che lo inchiodava alla responsabilità legale (spinto da Innocenzi dell’Agcom). E se alti dirigenti Rai dicono che «Santoro è un brend», d’altra parte attendevano la sentenza della Cassazione sul ricorso Rai al reintegro. Che decade con la sua uscita.

    RAINEWS SCIOPERA
    Continua la protesta dei redattori di RaiNews24, che fatica a tornare visibile sul canale 42; per ora è confermato lo sciopero il 31. «La Rai deve chiedere scusa ai telespettatori per l’oscuramento del canale» chiedono con l’Usigrai e la Fnsi, e le scuse da Masi per aver bollato come «pretestuosa e inaccettabile» la protesta. Gli manderanno le 3000 mail, sulle quali il viceDg Leone ha ironizzato: «Sono dei vostri parenti».

  10. #130
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Santoro, polemica sulla buonuscita

    Articolo di Leandro Palestini pubblicato su la Repubblica, il 20/05/10


    Il day after per Michele Santoro ha un sapore amaro. Dal web i suoi fan i sentono traditi dall’ipotesi di accordo con i vertici Rai per una ritirata strategica dal campo di battaglia (uno scivolo milionario contro l’abbandono di Annozero), bilanciata da una più quieta collaborazione per le docufiction da piazzare
    su Raitre. Dal mondo politico arriva uno tsunami di reazioni negative alla «separazione consensuale» architettata dal direttore generale Rai, Mauro Masi. I politici attaccano per le somme da capogiro che Santoro intascherebbe di buonuscita (2,1 milioni per tre anni di stipendio, ma la Rai arrotonderebbe a 5-6 milioni: il dipendente Santoro avrebbe potuto lavorare ancora sei anni), rientrando poi "dalla finestra" con 7 docufiction pagate (pare) un milione a botta. Un salasso da 10 milioni di euro. Ma il contratto non è firmato. Nella seduta della Vigilanza Rai, il presidente Sergio Zavoli ammonisce: «Questa questione di Santoro avrà conseguenze anche sui colleghi».
    Nasce così un inedito partito trasversale contro Rai e Santoro. Per PierFerdinando Casini, leader Udc, «il caso Santoro è un autentico scandalo e il silenzio che lo circonda a destra come a sinistra è ancora più inquietante». Rincarala dose Roberto Rao, capogruppo Udc in Vigilanza: «L’accordo tra Santoro e la Rai viola il portafoglio degli italiani. Tremonti venga in aula a chiarire l’impatto sulle casse dell’azienda». Franco Monaco, del coordinamento Pd è drastico: «Il premier l’ha spuntata nel suo proposito censorio, tutto e tutti si comperano». Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera si indigna: «La notizia che la Rai avrebbe versato dieci milioni di euro per rescindere il contratto con Santoro è di straordinaria gravità e immoralità». Ironizza il radicale Marco Beltrandi della Vigilanza: «Saluto l’ingresso di Santoro nel monda dorato delle partite iva Rai, in cui più si riscuote più ci si proclama vittime di, anche inesistenti, censure». Per Francesco Pionati (centrodestra) si tratta di un «inaccettabile spreco di risorse pubbliche». Dalla Lega Nord, Davide Caparini dice che Santoro «non è un conduttore come gli altri, bensì un direttore ad personam imposto alla Rai dalla magistratura con una sentenza che gli ha
    conferito la più ampia libertà di azione».
    Paolo Corsini, di Lettera 22 scherza: «Da Annozero a 6 zeri. La soluzione del caso Santoro è quantomeno imbarazzante». Ma dal Cda Rai, Antonio Verro (quota Pdl) non la vede così nera: «Molti criticano senza sapere nulla dell’accordo, né della cifra della buonuscita. Non è vero che ci si voleva liberare di Santoro. Ma certo stare sempre in trincea logora. Santoro ha deciso con il dg Masi di fare le docufiction, format nuovi. La sua professionalità garantisce all’azienda la qualità del prodotto». Belle parole, che però non risollevano il morale della redazione di "Annozero", per ora senza futuro.
    L’unica cosa certa è che stasera «Michele si occuperà dei preti pedofili».

 

 
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