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Discussione: Osservatorio sulla RAI

  1. #81
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Beltrandi: la Rai sospende i talk show, soffoca le tribune elettorali ma consente a Berlusconi uno show sul tg2 violando la par condicio

    Pubblicato il 19/03/2010


    Marco Beltrandi, deputato radicale, ha presentato un’interrogazione al DG Rai Masi poiché, nel TG2 di mercoledì 17, Berlusconi ha potuto monologare con i telespettatori esponendo al suo fianco sinistro, ben in vista, il simbolo del suo partito in palese violazione della legge e del regolamento sulla par condicio.

    Tralasciando qualsiasi valutazione nel merito del monologo, nell’ultimo mese l’informazione dovrebbe corrispondere ai criteri di “tutela del pluralismo, dell'imparzialità, dell'indipendenza, della obiettività e della apertura alle diverse forze politiche, nonché, al fine di garantire l’osservanza dei predetti principi, allo specifico criterio della parità di trattamento tra i soggetti e le diverse forze politiche”. Princìpi tutti regolarmente violati.

    Sappiamo che “la legalità è libertà”, e “forse” non siamo i soli a saperlo. Infatti si viola la prima per sottrarci la seconda. La libertà è la base di uno stato democratico: senza di essa, l’Italia può ancora dirsi tale?
    Questa la ragione dell’interrogazione, ora non rimane che attendere la risposta di Masi.

  2. #82
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Regionali: Lista Emma Bonino e Marco Pannella chiede un milione di euro di risarcimento all'Ipsos di Pagnoncelli

    Pubblicato il 22/03/2010


    La Lista Bonino/Pannella, Emma Bonino e Marco Pannella, hanno dato incarico all'avv. Giuseppe Rossodivita di agire in giudizio nei confronti dell'Istituto Ipsos al fine di chiedere un risarcimento danni pari ad 1.000.000,00 di Euro.

    L'azione legale è determinata dalla circostanza per la quale l'Istituto di Pagnoncelli, nonostante reiterate diffide pubbliche e private, ha manifestamente e reiteratamente leso il diritto al nome ed all'identità della Lista Bonino/Pannella, nel quadro di una campagna che, difficilmente riconducibile a mera negligenza od imperizia, appare tesa a disinformare, anziché a rendere edotta, l’opinione pubblica.
    Già da qualche mese, difatti, durante le apparizioni e la pubblicazione dei sondaggi nel corso della nota trasmissione di Rai Tre “Ballarò” - nonostante la Lista Pannella/Bonino avesse di recente, in quanto tale, partecipato alle elezioni europee e riscosso il 2,4% di voti e nonostante la Lista Bonino/Pannella, in quanto tale, avesse da tempo annunciato la propria presenza alle elezioni regionali - l’istituto di Pagnoncelli si ostinava a rilevare la Lista Bonino/Pannella, genericamente, sotto la inesistente e generica denominazione “Radicali”.

    Lo stesso Istituto Ipsos, in termini che sono anche professionalmente scorretti, oltre che legalmente censurabili, continua, anche ora e per il Lazio, a trarre in inganno l’opinione pubblica inserendo e rilevando una assolutamente inesistente “Lista Emma Bonino” fra le forze che si confronteranno il 28 e 29 marzo: con questa denominazione, falsa, viene infatti presentata una formazione che concorre a queste elezioni con la denominazione “Lista Civica dei Cittadini” e che, come numerose altre , contiene nel simbolo l’inciso “per Bonino Presidente”.

    In tal modo Pagnoncelli mistifica la realtà sia formale sia sostanziale: infatti Emma Bonino, come ha preannunciato, confermato e propagandato anche in queste ore, è candidata della e nella Lista Emma Bonino/Marco Pannella, della quale è capolista nelle tre liste provinciali più popolose. La falsificazione inoltre è operata anche a danno di altre liste della coalizione, le quali si riferiscono, esattamente come la Lista Civica dei Cittadini, alla candidatura da loro sostenuta della Bonino a Presidente del Lazio.

    E’ forse rilevante il constatare che l’Ipsos di Pagnoncelli è l’Istituto di ‘fiducia’ della trasmissione Ballarò di Floris che, dall’inizio di gennaio del 2007 all’intero 2008 aveva lanciato Renata Polverini con ben 16 presenze, spesso seguite da una media di 4/5 milioni di ascolti, mentre nello stesso periodo mai, neppure una volta aveva ospitato Emma Bonino o Marco Pannella, sino a quando costretta dalle Autorità garanti dovette ospitare una volta e nella fase finale della campagna delle Europee Marco Pannella ed Emma Bonino. Da allora, Pannella e Bonino non sono stati mai più ospitati, per otto mesi consecutivi, per l’evidente rischio che la lunga e tenace operazione di lesione del diritto al proprio nome e alla propria identità, sia loro che della loro lista, potesse essere scandalosamente non solo smentita ma, soprattutto interrotta .
    Sicché si sta per giungere al voto con il grossolano ed efficacissimo inganno del far circolare come “Lista Bonino” quella di altri.
    A proposito di Pagnoncelli e dell’Ipsos, sembra necessario evidenziare , oltre che molto istruttivo accertare, i particolari interessi “professionali” che li legano alla Regione Lazio, come a lungo al Comune di Roma e ad altre istituzioni laziali e romane.
    È altresì istruttivo scorrere i nomi dei candidati più rilevanti e significativi della “Lista Bonino” di Pagnoncelli e quella della Lista Bonino/Pannella, senza con ciò voler significare che gli oggettivamente avvantaggiati o svantaggiati siano soggettivamente coinvolti in questa esemplare vicenda “elettorale” e “professionale”.

    Tali modalità di esecuzione delle rilevazioni da parte dell'Ipsos, come più volte evidenziato anche da diversi professionisti di altri istituti di ricerca, oltre ad essere tecnicamente scorretto ed a ledere il diritto al nome ed all'identità dell'unica Lista di Emma Bonino, e cioè della Lista Emma Bonino/Marco Pannella, ha condizionato e condiziona numerose pubblicazioni giornalistiche, anche quelle in assoluta buona fede, con il conseguente effetto di “condizionamento” dell’elettorato notoriamente riconosciuto ai sondaggi e alla loro utilizzazione.

    Analoghe azioni verranno avviate sia nei confronti degli editori dei giornali, specie Romani e Laziali, nonché degli editori delle emittenti televisive e radiofoniche per le quali è in corso una avanzata attività di monitoraggio, sia nei confronti di coloro che continuassero nei residui giorni prima del voto a scrivere e parlare in termini deontologicamente scorretti, oltre che scorretti dal punto di vista informativo e cronachistico, dell'esistenza di una pretesa “Lista Emma Bonino” diversa ed altra dalla lista e dalla presenza elettorale su ricordata dell’unica Lista di Emma Bonino che è la Lista Emma Bonino/Marco Pannella.

  3. #83
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Beltrandi: la Rai, con la scusa della par condicio censura tutto, anche “Protestantesimo”

    Pubblicato il 22/03/2010


    Marco Beltrandi, deputato radicale, ha presentato un’interrogazione alla dirigenza Rai per conoscere i motivi di un caso di censura a danno della trasmissione “Protestantesimo”.
    Un servizio televisivo intitolato "Dopo Rosarno" messo in palinsesto all'interno della puntata di domenica 21 febbraio non è andato in onda perché in contrasto con le norme sulla par condicio.

    Naturalmente, nel programma non appariva alcun politico né alcun candidato ad alcuna carica, non si esprimevano giudizi politici né su temi locali né nazionali. Semplicemente di dava voce ad alcune persone mostrando immagini della realtà attuale di Rosarno.

    Ad esempio, le immagini di alcune ruspe della protezione civile che "bonificavano" l'area dell'ex Opera Sila dove negli ultimi anni si sono concentrati migliaia di immigrati o quelle ove si mostravano le immagini della rivolta disperata seguita a due sparatorie che avevano portato in ospedale alcuni braccianti africani.

    Si narrava, ovviamente anche l'altra Rosarno, quella che ha paura di se stessa. Delle sue pulsioni razziste e violente, una Rosarno che prova a costruire un altro rapporto con i braccianti neri. Il documentario dimostrava che un'altra Rosarno è possibile.
    Non è chiaro che cosa questo c'entri con le imminenti elezioni.
    Di Rosarno - ormai metafora di un'Italia incapace di gestire le immigrazioni - nessuno vuole parlare.

    Il servizio voleva buttare un piccolo fascio di luce su questa realtà. “Ma-ad avviso di Beltrandi- nell'Italia di oggi anche pochi minuti di una rubrica religiosa nascosta nelle pieghe più remote del palinsesto televisivo desta sospetti e si espone alle censure di chi controlla culturalmente e politicamente il sistema della comunicazione”.

  4. #84
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    A una settimana dalle urne poca la par condicio nei tg

    Articolo di Ma.M. pubblicato su Il Sole 24Ore, il 25/03/10

    Tg senza par condicio a una settimana al voto regionale. I dati dell’Osservatorio di Pavia sulla ripartizione del tempo gestito in prima persona dai soggetti politici nei Telegiornali Rai e Mediaset di
    prima serata, dal 27 febbraio al 21 marzo, confermano e semmai aggravano le tendenze precedenti.
    I Tg Rai, va detto, sono meno squilibrati dei Tg Mediaset e va tenuto conto che il periodo comprende la manifestazione nazionale del Pdl a Piazza San Giovanni. Così come quella dell’opposizione, Udc esclusa, a Piazza del Popolo. Oltre al divario tra maggioranza e opposizione, evidente soprattutto al Tg1 e nei Tg Mediaset, gli altri partiti non parlamentari, da Sinistra e Libertà alla Destra, hanno complessivamente percentuali risibili, con la sola parziale eccezione del Tg3. Così anche i radicali, che Pavia calcola insieme al Pd. Nè si può dimenticare, nel valutare i dati, l’assenza delle quattro principali trasmissioni di approfondimento della Rai. Il Tg1 di Augusto Minzolini, dal 27 febbraio al 21 marzo, riserva il 39,2% del tempo di "parola" al Governo e il 15,8% alla maggioranza.
    Difficile, in questo periodo, separare le due entità politiche. Silvio Berlusconi è il politico più presente al Tg1 con 546 secondi di dichiarazioni in prima persona contro i 331 di Pierluigi Bersani e i 237 di Pierferdinando Casini.
    Il Tg2 di Mario Orfeo da quando è entrata in vigore la par conditio elettorale ha "rettificato" le proprie scelte editoriali. Maggioranza e governo hanno comunque il 50% del tempo gestito direttamente contro il 33,4% dell’opposizione. E’ ancora Silvio Berlusconi il politico con il, maggior tempo diretto a disposizione sul Tg2: 664 secondi contro i 447 di Bersani e i 262 di Gianfranco Fini, che dal Tg2 ha il doppio del tempo diretto rispetto al Tg1, così come Antonio di Pietro.
    Il Tg3 è l’unico, tra i sei Tg nazionali di maggior ascolto, a dare un tempo quasi pari all’opposizione rispetto a Governo e maggioranza: il 39,6% rispetto al 23,5% del Governo e al 20,2% della maggioranza che lo sostiene. Il Tg3 è quello che dà la maggior percentuale di tempo parola al Pdl (19% di quello totale) rispetto all’esecutivo. Bersani precede Berlusconi quanto a secondi parlati in prima persona nel periodo considerat0: 403 a 345.
    I Tg Mediaset suonano un’altra musica. La par condicio è assente L’Agcom, dopo aver richiamato i Tg aun maggior pluralismo, ha emanato dei provvedimenti presidenziali riguardanti alcuni partiti minori su determinate testate. La commissione servizi e prodotti dell’Agcom li esaminerà nella riunione di oggi e potrà prendere ulteriori provvedimenti.
    Il Tg4 di Emilio Fede, in prima serata, riserva l’80,9% del tempo a Governo e maggioranza, solo il 12,6% all’intera opposizione e l’1,1% agli altri partiti. Studio Aperto arriva al 92% per Governo e maggioranza, ma su un totale minore di minuti "parlati" in prima persona (lo contro 91 del Tg4). L’Udc non ha tempo di parola, così come la Lega Nord.
    Il Tg5 di Clemente J. Mimun è un po’ meno squilibrato: governo e maggioranza hanno il 63% del tempo contro il 28.3% dell’opposizione.
    In media, i Tg Mediaset danno il 75% del tempo, in par conditio elettorale, a governo e maggioranza.

  5. #85
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Emma: "Il premier occupa la tv, fa campagna al posto di Renata"

    Articolo di M.Ev. pubblicato su Il Messaggero, il 25/03/10

    «Queste elezioni, per come le vuole il premier, sono diventate non più elezioni sul merito ma Liti referendum pro o contro il presidente del consiglio. Così le vuole Silvio Berlusconi». L’affermazione è della candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione. Emma Bonino, che ieri ha attaccato: «Ormai la campagna elettorale per la Polverini la sta facendo il presidente del Consiglio. Berlusconi». Per la verità, c’è anche un presidente che si schiera con Emma Bonino: è quello della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ieri ha rilanciato un appello: «In questi ultimi tre giorni occorre una mobilitazione generale davvero di tutti, bisogna intensificare gli sforzi e la proiezione esterna della campagna elettorale per Emma Bonino. Occorre che tutti si sentano mobilitati per fermare la destra e far vincere le ragioni del buon governo con Emma Bonino».
    Ieri la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio ha partecipato a Torino a un comizio elettorale della listaBonino-Pannella. E a proposito del ruolo di Silvio Berlusconi, in particolare
    nel Lazio, e dei suoi interventi quotidiani in televisione ha spiegato: «Dalla mattina alla sera, oltre alle sue tv occupa pure quelle del servizio pubblico, le radio private. Immagino che ce lo troveremo anche
    al meteo e state attenti perché se suonano al portone sotto casa al citofono, secondo me è o lui o un sosia. L’occupazione è manu militari ed è evidentemente così nervoso da dedicare pare di queste sue
    lunghissime esternazioni ad attacchi politici chiari a due donne in particolare, me e Mercedes Bresso, perché crede che è a queste due Regioni che pensa bisogna puntare per valutare se vinci o perdi».
    Il riferimento della Bonino è alle dichiarazioni di qualche ore prima di Berlusconi, in questo caso collegato telefonicamente con il telegiornale di Canale 5. Ma Emma Bonino ieri ha parlato anche della mancata partecipazione di Renata Polverini alla tribuna elettorale di ieri su Raidue.
    La Bonino, che era presente, ha ironizzato sull’assenza dell’avversaria (per precedenti impegni ha spiegato la conduttrice): «La Polverini ha fatto bene a non venire. la sua campagna elettorale
    la fa direttamente Berlusconi, con telefonate infinte a Uno mattina o al Tg5». In serata, Emma Bonino ha ironizzato ancora sul mancato appuntamento con la sua avversaria: «Mi presento, poverella alla tribuna elettorale su Rai Due pensando che dall’altra parte ci fosse la Polverini: non c’era. È la seconda volta che semplicemente non si presenta. Ed è comprensibile: perché lei di queste briciole non ha bisogno».
    Dopo il richiamo sui valori irrinunciabili dei vescovi e dopo che l’aborto è diventato uno dei temi di questa campagna elettorale, ieri Emma Bonino ha rivendicato la sua battaglia «per la maternità libera». E ha aggiunto: «Trovo davvero strano per il Lazio esprimere la posizione sull’aborto per quanto riguarda un’istituzione. La mia è la stessa della Polverini, non è che Renata ha cambiato idea. Anche la Polverini ha detto che per lei la legge 194 è una legge di libertà e di civiltà».

  6. #86
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Elezioni: Comizio ad Uno Mattina di Berlusconi è atto vietato dalla legge. Pannella chiede urgentemente alla Procura di Roma di sospendere Masi e Minzolini dalle rispettive cariche

    Pubblicato il 25/03/2010

    Questa mattina l'avv. Giuseppe Rossodivita ha depositato, per conto di Marco Pannella, presso la Procura della Repubblica di Roma, ai Pubblici Ministeri dott. Emanuele Di Salvo e Caterina Caputo, Sostituti Procuratori che hanno assegnati i due procedimenti aperti riguardanti la RAI, una ulteriore memoria con la quale si è denunciato il gravissimo episodio di ieri relativo al comizio elettorale di Berlusconi tenuto nel corso della trasmissione Uno Mattina, per 12 minuti, senza contraddittorio ed in aperta e plateale violazione della legge n. 28 del 2000 e del relativo Regolamento approvato dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza.
    Le norme in vigore vietano in qualunque trasmissione rediotelevisiva, anche nelle trasmissioni di informazione o, come Uno Mattina, surrettiziamente ritenute tali dalla RAI solo in campagna elettorale, di fornire, anche in forma indiretta, indicazioni di voto. Comizi telefonici come quelli di ieri mattina, coordinati con la Direzione del TG1, implementati da conduttori compiacenti fino all'inverosimile e non impediti dal Direttore Generale della RAI, sono uno schiaffo alla legge, uno spot elettorale dal costo di qualche milione di euro intenzionalmente regalato a Berlusconi con un danno allo stesso modo intenzionalmente arrecato a tutte le forze politiche che tentano democraticamente di battere Berlusconi.
    Pannella ha chiesto ai PM di Roma di intervenire immediatamente ed urgentemente, per interrompere quando va accadendo, con la adozione della misura cautelare interdittiva che prevede la sospensioine dall'incarico pubblico ricoperto, nella specie, dal Direttore Generale Mauro Masi e dal Direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

  7. #87
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Radicali: La democrazia italiana interrompa il tentativo sovversivo ed eversivo in atto da parte di Silvio Berlusconi

    Pubblicato il 25/03/2010

    È in atto, senza freni, da parte del Presidente del Consiglio un tentativo eversivo rispetto alla Costituzione e sovversivo rispetto all’ordine pubblico.
    Nelle edizioni principali dei telegiornali degli ultimi 4 giorni (dal 21 al 24 marzo) Silvio Berlusconi ha occupato da solo il 22,2% del tempo di parola del TG1, il 21,8% del TG2, il 16,6% del TG3,il 56,8% del TG4, il 28% del TG5, l’81% di STUDIO APERTO. Lo ripetiamo, da solo. Ogni volta gli è stata peraltro garantita l’esposizione ripetuta di simboli e candidati.
    Contemporaneamente, gli è stato concesso di intervenire telefonicamente –fuori da ogni regola- per 12 minuti ad UnoMattina e per 8 minuti su Canale 5.
    Nello stesso periodo, la Lista Bonino-Pannella ed altre liste sono state cancellate pressoché totalmente dai telegiornali pubblici e privati.
    I Radicali, dinanzi a tutto ciò, chiedono a tutte le forze democratiche di incontrarsi d’urgenza nelle prossime ore per organizzare a partire dal pomeriggio, per tutta la notte ed anche oltre, presidi e manifestazioni davanti alle sedi della RAI ed alle Prefetture in tutta Italia.

  8. #88
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Beltrandi: Berlusconi sta occupando abusivamente la Rai. La storia si ripete

    Pubblicato il 25/03/2010

    Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sta nuovamente occupando spazi nei Tg Rai in modo palesemente abusivo.
    Per tacere delle incursioni in programmi che nulla hanno a che vedere con le imminenti elezioni regionali, invadendo spazi in modo monopolistico, senza alcuna possibilità di contraddittorio.
    In questo modo sta violando non solo le regole dettate per garantire la par condicio, ma anche quelle che garantiscono il libero svolgimento di elezioni democratiche.
    Per scongiurare ulteriori violazioni, ho presentato un’interrogazione urgentissima al DG della Rai Masi, nella speranza che….”esista ancora un servizio pubblico a Viale Mazzini”.

  9. #89
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Cittadini, dirigenti e militanti di diverse forze politiche al presidio davanti alla Rai. Si attende incontro con i vertici

    Pubblicato il 25/03/2010

    Aumentano le presenze alla manifestazione spontanea in corso davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, che vede la partecipazione di cittadini, di dirigenti, parlamentari e militanti Radicali, del Partito Democratico e di altre forze politiche. Tra coloro che si sono uniti al presidio anche il senatore Vincenzo Vita, membro della Commissione di Vigilanza, il Vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino e la Presidente della Commissione delle elette in Campidoglio Monica Cirinnà.
    Il Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini ha dichiarato: “Di fronte a una Rai che annuncia di voler proseguire nella condotta ritenuta fuorilegge dell’Autorità per Garanzie nelle Comunicazioni e che ha consentito al Presidente del Consiglio e alla sua coalizione di strabordare sulle emittenti del servizio pubblico, occorre sventare il tentativo in atto di negare fino all’ultimo i diritti civili dei cittadini e in particolare del loro diritto a conoscere per deliberare”.

  10. #90
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    Predefinito Rif: Osservatorio sulla RAI

    Il bluff par condicio e l'autogol della Rai

    Articolo di FCr pubblicato su Il Giornale, il 26/03/10

    Tafazzi abita a viale Mazzini: in Rai è autolesionismo allo stato puro. Già, perché la celebre delibera targata Beltrandi ha creato un pasticcio dalle conseguenze paradossali: la Rai si priva di trasmissioni che tirano, lascia il campo aperto alla concorrenza, poi aggira i divieti, accetta la sfida di Sant’Oro, la perde,
    contribuisce ad ergerlo a vittima del regime berlusconiano, lo manda in onda lo stesso, ma senza raggranellare un becco di un euro. Un vero capolavoro di masochismo aziendale.
    Autogol a raffica a partire dal 9 febbraio scorso quando il consigliere in quota Pd, Marco Beltrandi, firma un provvedimento-bomba che passa in Commissione di vigilanza: la Rai deve attenersi alle regole della par condicio nei 30 giorni antecedenti alle elezioni regionali. Ai programmi di approfondimento politico, da Porta a Porta ad Annozero passando per Ballarò, si lascia libera scelta: o si conformano ai rigidi paletti della par condicio o si fermano per un mesetto o si occupano d’altro. Prima autorete visto che si lasciano praterie aperte alla concorrenza delle emittenti private. Per la tv di Stato meno puntate dei talk show più amati, meno lavoro, meno share, meno introiti pubblicitari, meno denaro in entrata.
    Seconda autorete: l’aspirante martire Santoro lamenta il bavaglio e decide che le regole lui le può aggirare, in barba ai dettami del suo editore.Annozero non può andare in onda? E io lo faccio ugualmente in piazza, con Travaglio, Vauro, Ruotolo e invito pure il fior fior dell’antiberlusconismo militante, fregandomene del contratto di esclusiva firmato con la Rai in cambio di 700mila euro. Tanto i sindacati sono tutti con me. Morale, il «Santoro day» va in onda dappertutto: 40 televisioni, 30 radio, 180 maxischermi nelle piazze, e poi blog, social network ed emittenti concorrenti: Repubblica tv, Youdem, Current Tv ma soprattutto Sky. Un embargo non soltanto violato ma un’audience amplificata, ingigantita, amplificata a dismisura.
    Peggio: anche la Rai, con RaiNews24 e il Tg3, sbrodola la santorata. Viale Mazzini, contro Viale Mazzini, diffonde quello che non vorrebbe diffondere. Tutto a gratis, poi, senza nemmeno guadagnarci un euro se non addirittura perdendoci. Impietosi i dati Auditel di due settimane fa che parlavano di un calo degli ascolti dell’8 per cento circa. Tanto valeva lasciare tutto così e sorbirsi gli show santoreschi del giovedì sera. Almeno quei processi non erano maxi.
    Il risultato di tutto ciò sa di beffa: la trasmissione-pollaio, a bordo campo per non turbare la campagna elettorale, alla fine gioca lo stesso in uno stadio tutto esaurito.
    Una kermesse praticamente a reti unificate, cui si unifica proprio chi non voleva mandarlo in onda. E Santoro ride, compiaciuto, consapevole di aver indossato la maglia a lui più congeniale: quella del martire.
    Lo fece nel 2001 con i1 Raggio verde, nel 2002 con Sciuscià, nel 2005 durante la celentanata Rockpolitik, nel 2006 e anni seguenti con Annozero. Invece di oscurare San Michele, mamma Rai è riuscita nel miracolo di accodarsi al corteo e accendere un cero per illuminare ancor di più il Torquemada di Raidue.

 

 
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