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Discussione: 90° Di Erich Priebke

  1. #571
    Orazio Coclite
    Ospite

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    In Origine Postato da Manuel
    I documenti provengono da questo sito
    http://www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl
    Osteee!!! Com'é il vino?

  2. #572
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    Manuel, non fare l'ebreo. (Ooops ...)
    Ci posti - papale papale - due disegni architettonici di altri ambienti, spacciati per "camere a gas"?
    Il giochino è stato sbugiardato da almeno trent'anni.
    Ma pensi davvero che sia così difficile leggere le confutazioni definitive di Mattogno su questi giochini falsari di bassa lega?
    Suvvia.

  3. #573
    Cavaliere
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    In Origine Postato da cornelio
    Non è più logico, avendo pochi fucilatori, raggruppare le vittime in uno spazio ristretto e ucciderli tutti insieme?
    Invece li hanno fatti marciare con loro, rischiando di perderne la maggior parte per strada, uccidendone uno ogni tanto senza far accorgere gli altri e come facevano? "Chiudete gli occhi e non li riaprite fin quando non ve lo diciamo noi!" E quelli che ogni tanto mancavano all'appello? Nessuno se ne accorse? Erano così rincoglioniti?
    E come ti spieghi il fatto che Elie Wiesel preferì seguire i nazisti in fuga che rimanere ad aspettare i sovietici? Dopo aver visto innominabili massacri che pensava che li portavano a fare una gita? Non sarà che 'sti stermini siano un po' ingigantiti?
    La parte in neretto non l' ho mai detta.
    Non è che uccidevano Tizio senza farsi accorgere dagli altri che uccidevano Tizio (figurarsi!).
    Casomai uccidevano Tizio con la scusa che non camminava più, e poi Caio, e poi Sempronio, e ogni volta chi rimaneva poteva illudersi che a lui non toccasse se si faceva forza e andava avanti.
    Finchè non tocca a te, finchè tocca a un altro, obbedisci e tiri avanti sperando che il tuo turno non venga mai.

  4. #574
    Manuel
    Ospite

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    In Origine Postato da Vahagn
    Manuel, non fare l'ebreo. (Ooops ...)
    Ci posti - papale papale - due disegni architettonici di altri ambienti, spacciati per "camere a gas"?
    Il giochino è stato sbugiardato da almeno trent'anni.
    Ma pensi davvero che sia così difficile leggere le confutazioni definitive di Mattogno su questi giochini falsari di bassa lega?
    Suvvia.
    Questa foto dei crematori del 1943 dimostra in maniera inequivocabile che la cartina del crematorio 2 è come appare nel progetto.




    Auschwitz II-Birkenau concentration camp. Gas chamber and crematorium II - the furnaces. SS photograph, 1943

  5. #575
    Manuel
    Ospite

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    Ancora più evidente è la coincidenza tra la cartina e la foto del crematorio 4


    Auschwitz II-Birkenau concentration camp. Gas chamber and crematorium IV. SS photograph, 1943.

  6. #576
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    In Origine Postato da gribisi
    (...) Casomai uccidevano Tizio con la scusa che non camminava più, e poi Caio, e poi Sempronio, e ogni volta chi rimaneva poteva illudersi che a lui non toccasse se si faceva forza e andava avanti.
    (...)
    ...e se non si fermava o non cadeva nessuno per 5 minuti di fila, al primo che gli capitava facevano lo sgambetto.

  7. #577
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    Manuel, scusa: non penserai mica di essere l'Indiana Jones della ricerca storiografica sulla Shoah!? Quello che ha scovato, dopo 60 anni, le inconfutabili prove dell'avvenuto sterminio!? Quelle lì sono foto e planimetrie che sono già passate sotto la lente critica dei revisionisti da qualche decennio. Provano che nel campo di Auschwitz (come naturalmente in qualsiasi altro campo di prigionia e/o concentramento, sia nazista che non) esistevano strutture igienico-sanitarie. Mi dici, nei progetti, dove sono le Gaskammer a zyklon-B? E se le foto sono state fatte dagli stessi nazisti, dove sta il celeberrimo funzionamento "24-ore-su-24" dei forni?

  8. #578
    Orazio Coclite
    Ospite

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    Visto che non ho né il tempo né la voglia di andarmi a spulciare i testi di Mattogno, a Manuel dico solo che per quelle foto con annesse planimetrie aspettiamo che ritorni il buon Paul Atreides...

    Manuel, se la storiografia sterminazionista vive da decenni una serie empasse sulla questione 'camere a gas' un motivo dovrà pure esserci? O bastano queste tue ingenue argomentazioni a risolvere la questione?


  9. #579
    Manuel
    Ospite

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    Bisogna veramente avere una visione deformata della storia per credere che i polacchi erano sicuri di vincere in pochi giorni una guerra contro i tedeschi è meglio rivisitare quei fatti in maniera seria e riporto


    Nel corso del 1939, per ben due volte l'Unione Sovietica fa proposte alla Gran Bretagna e alla Francia per un fronte comune contro Hitler, ma Chamberlain è diffidente, mentre la Polonia stessa governata da un regime militare antirusso e anticomunista non è disposta ad accettare una garanzia sovietica. Churchill che non è ancora primo ministro, però è lungimirante, e avverte, al di là delle illusioni di Chamberlain e dei polacchi, che la scelta che l'Unione Sovietica farà al momento decisivo potrebbe essere fatale.
    "Non posso prevedere l'azione della Russia: è un rebus avvolto nel mistero entro un enigma. Ma forse c'è una chiave; e la chiave è l'interesse nazionale della Russia".

    23 AGOSTO 1939 - Il mondo conosce la soluzione all'enigma di Churchill. Stalin ha firmato il patto con la Germania.

    25 AGOSTO - Dopo nemmeno 48 ore, Hitler è già pronto a invadere la Polonia. La Radio alle ore 11,30 trasmette una notizia che sembra concordata per giustificare l'attacco:
    "la situazione fra il Reich tedesco e la Polonia è attualmente tale che ogni ulteriore incidente può condurre a uno scontro delle forze armate, da ambo le parti già in posizione".


    25 AGOSTO - Tutto è già predisposto; alle 4,30 del giorno successivo, provocando degli incidenti ad arte, le armate tedesche sono già tutte pronte a oltrepassare il confine polacco per l'invasione. Ma nella notte Hitler apprende due sgradite notizie:
    La prima è quella che Churchill ha firmato con i polacchi un PATTO DI ALLEANZA che significa aiutarla in caso di conflitto.
    La seconda viene dall'Italia: Mussolini già inebetito, infuriato, ammutolito, due giorni prima per la notizia del patto russo-tedesco, fa irritare Hitler quando gli comunica l'appoggio morale, ma che non è disposto a schierarsi con lui, non essendo pronto, che non ha cioè i mezzi. Infatti gli scrive: "dopo i nostri incontri e secondo i piani concordati, la guerra era prevista dopo il 1942, io solo a quell'epoca sarei stato pronto per terra per mare e per aria" (Lettera-fono di Mussolini a Hitler, del 25 agosto, ore 17,30, inviata dal Conte Ciano all'ambasciatore Attolico a Berlino con l'ordine di rimetterla con urgenza a Hitler) (Lettere e documenti, di Mussolini-Hitler - op. cit.)

    Insomma Mussolini ormai è nello sconforto e forse è angosciato, non sa ancora da che parte schierarsi,e trova pretesti per non partecipare facendo presente la mancanza del non preventivo accordo di una guerra a breve scadenza, non esplicitamente richiesto dall'alleanza; (quello dell'Asse - detto anche "Patto d'Acciaio" stipulato appena tre mesi prima); quel legame contrattuale che era tale da impegnare i tedeschi a non prendere iniziative prima di una consultazione con l'Italia.
    Mussolini nel dire "ni" nella lettera citata sopra, si barcamena, aggiungendo che "all'interno ho già predisposto un piano di difesa per far fronte a un eventuale urto di anglo-francesi ai confini, ma non sono pronto per fare una guerra, e non posso intervenire al Vostro fianco unicamente per la mancanza di materiali bellici e materie prime, senza i quali l'Italia non è in grado di partecipare alla guerra" (Ib.). Sembra che voglia dire: moralmente ci sentiamo obbligati a intervenire; vorremmo farlo, ma non possiamo".
    La sera stessa Hitler gli risponde "Vi prego di comunicarmi di quali mezzi bellici e di quali materie prime Voi abbisognate ed entro quale tempo, affinché io sia in grado di giudicare se ed in quale misura io possa soddisfare le Vostre richieste".(Ib.)

    26 AGOSTO - Alle ore 12,10, Mussolini dopo aver riunito nella notte i Capi di Stato Maggiore fa pervenire il fono a Berlino con una lunga lista (Ciano dirà "da tramortire un elefante")- " Furher, ecco il minimo e la quantità di materiale e materie prime che occorrono alle Forze Armate italiane per sostenere una guerra di dodici mesi".
    E' una lunga lista, pari a 18 milioni di tonnellate di materiale.
    "Carbone 6.000.000, Acciaio 2.000.000, Oli minerali, 6.000.000, Legno 1.000.000, Rame 150.000, Nitrato 220.000, Potassio 70.000, Colofonia 25.000, Gomma 22.000, Toluolo 18.000, Trementina 6.000, Piombo 10.000, Stagno 7.000, Nikelio 5.000, Molibdeno 600, Tungteno 600, Ziconio 20, Titanio 400, 150 batterie da 90 e relativo munizionamento. E una lista a parte di macchinari indispensabili per accelerare la nostra produzione bellica".
    Per il solo trasporto occorrevano 50 treni al giorno per un anno intero. Poi Mussolini chiude la lettera con celato pudore ma anche mettendo in guardia Hitler:
    "Furher, io non vi avrei mandato questa lista o avrebbe contenuto un minor numero di voci e cifre molto minori, se avessi avuto il tempo d'accordo previsto per accumulare scorte e accelerare il ritmo dell'autarchia.
    Senza la certezza di questi rifornimenti, ho il dovere di dirvi che i sacrifici ai quali io chiamerei il popolo italiano -sicuro di essere obbedito- potrebbero essere vani e comprometterebbero con la mia anche la vostra causa" Mussolini (Ib.)

    La risposta di Hitler non si fa attendere; arriva alle ore 15.08:

    "Duce, Attolico -(l'ambasciatore it. a Berlino. Ndr.)- ha testè consegnato al mio Ministero la vostra richiesta e la lista di quanto occorrerebbe che l'Italia ottenesse dalla Germania per il caso di una guerra. Attolico ha presentato come condizione decisiva la richiesta della immediata consegna di tutto il materiale prima dello scoppio delle ostilità, io vedo con mio dispiacere che il soddisfacimento del Vostro desiderio non è possibile, per ragioni puramente organizzative e tecniche. In queste condizioni, Duce, io mi rendo conto della vostra situazione e vi prego soltanto di voler procedere a impegnare, come voi prospettate, le forse anglo-francesi mediante un'attività di propaganda e dimostrazioni militari appropriate.
    Poiché né la Francia né l'Inghilterra possono raggiungere ad Occidente alcun risultato decisivo, mentre ad Oriente dopo l'abbattimento della Polonia la Germania avrà libere, in seguito all'accordo con la Russia, tutte le sue forze e la supremazia dell'aria è inequivocabilmente dalla nostra parte, non mi perito di risolvere la questione orientale, anche col pericolo di complicazioni ad Occidente" Hitler (Ib.)

    Che delusione per Hitler! Lui sta per sferrare l'attacco fra poche ore alla Polonia, sta già pensando all'occidente, e Mussolini gli manda a dire sarò pronto minimo fra 12 mesi!
    Con la notizia di Londra e poi questa di Mussolini, l'attacco viene rinviato. Ma è nell'aria. Tutta Europa sa che mancano ormai poche ore. Il cielo di Berlino è attraversato continuamente da squadriglie di aerei diretti a oriente. Hitler ha già tutta pronta la sua macchina di guerra.
    All'amico alleato Duce, gli ha rifiutato il materiale, fa a meno della sua presenza, e gli ha detto di fare solo qualche spot pubblicitario. Insomma Hitler ha scoperto che l'Italia è un bluff. Si prepara a fare tutto da solo "anche con il pericolo di complicazioni ad Occidente".

    27 AGOSTO - Il ministro polacco Ian Paderewsky, in missione a Londra (per firmare il patto accennato sopra) da Radio Londra legge un messaggio disperato:
    "Tutto il mondo civile ha condannato le richieste irragionevoli e senza precedenti della Germania di Hitler. Questa è l'ultima e la minore preoccupazione di Hitler e dei suoi amici che ormai dopo alcune goffe finzioni di moralità politica, hanno sdegnosamente messo da parte tutti i principi morali che stavano sul loro cammino. Hanno proclamato come unica regola del loro comportamento il diritto naturale del Reich tedesco ad espandersi con la forza fino al massimo potere militare dei suoi eserciti bene equipaggiati. Tutto ciò che chiedono ora, facendo grande sfoggio di ipocrita indignazione, è di "essere lasciati in pace", e conseguentemente che gli si consenta di schiacciare la resistenza della Polonia nella sua impari lotta per l'onore e l'indipendenza nazionali. IL crimine così facilmente perpetrato sul corpo vivo della Cecoslovacchia ha perfezionato il metodo di attaccare le vittime prescelte una per una. Hitler ama la pace; ha fatto cenno a questo suo nuovo sentimento in numerosi discorsi, molte volte e in varie occasioni. Anche noi amiamo la pace. Perché allora non si può raggiungere una intesa con un metodo pacifico? Forse a causa del significato diverso che noi diamo alla stessa parola. La pace, così come la intende il cancelliere del Reich, significa "rinunciate" a qualsiasi speranza e a qualsiasi resistenza e cedete a tutte le mie pretese, non discutete sulla loro giustizia e accettate i miei desideri come legge inevitabile dello sviluppo storico della grandezza del Reich"


    29 AGOSTO - Hitler prosegue nel suo atteggiamento ostile, e comunica all'Inghilterra che ormai non è più possibile raggiungere un negoziato. Ma anche l'Inghilterra -tramite il suo ministro Chamberlain- non è disposto a più nessun compromesso.
    30 AGOSTO - Hitler si dichiara ancora disposto a ricevere a Berlino un plenipotenziario polacco cui sottoporre le sue richieste. Ma Varsavia non accetta, andare a Berlino vorrebbe dire come andare a Canossa. Il rifiuto non lo comunica direttamente, ma da Washington è l'ambasciatore polacco Petowsky a pronunciare il discorso alla radio, e a rispondere a Hitler.
    "Per tutta la durata dell'attuale crisi, il governo polacco non ha risparmiato alcun sforzo per risolvere le controversie con la Germania. Eravamo disposti a negoziare; eravamo disposti a fare concessioni per amore della pace. Ma ciò che nessuna nazione può fare per impedire la guerra, ciò che nessun governo libero può fare, è di consegnare il suo popolo in schiavitù in cambio di una pace temporanea. Combatteremo questa guerra per la Polonia, per la santità delle nostre case, per diritto di conservare la nostra fede e le nostre tradizioni. Ma combatteremo anche per allontanare dall'Europa lo spettro della violenza e dell'intimidazione, per garantire alle nazioni libere del mondo il diritto di godere la libertà, l'indipendenza, il diritto di perseguire la loro felicità nel modo che più ritengono opportuno"


    1 SETTEMBRE - Il mondo alle ore 10.00 - mentre già l'esercito tedesco da quattro ore sta dilagando in Polonia e gli aerei stanno bombardando le città polacche- dalla radio ascolta Hitler dal Reichstag che legge il suo messaggio (abbiamo la registrazione realizzata a Washington).
    "Tre settimane fa dissi all'ambasciatore polacco che se la Polonia avesse tentato, mediante ciniche iniziative politiche di annientare economicamente Danzica, la Germania non avrebbe potuto restare inattiva a guardare. Sotto questo punto di vista non si può confondere la Germania di oggi con la Germania di ieri. Mi sono perciò deciso a parlare alla Polonia con lo stesso linguaggio con cui la Polonia da mesi ci parla.
    E' noto che la Russia e la Germania sono governate secondo due differenti ideologie. Una volta chiarita questa questione, non vedo più motivo alcuno per cui i nostri due paesi dovrebbero mai più mettersi uno contro l'altro.
    per la prima volta questa notte truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il nostro territorio. Dalle 5,45 noi rispondiamo al fuoco. E d'ora in avanti ricambieremo ogni bomba con una bomba.
    Chi combatte col veleno viene combattuto col gas velenoso. (Wer mit Gift kampft, wird mit Giftgas bekampft). Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di una guerra umanitaria (umanen Kriegfuhrung) nn può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fin a quando la sicurezza del Reich e i suoi diritti non saranno garantiti. Una parola non ho mai imparato, si chiama capitolazione. E perciò vorrei assicurare il mondo intero: un novembre 1918 non si ripeterà mai più nella storia tedesca.
    Come io stesso sono pronto a dare la mia vita in qualunque momento -chiunque me la può prendere per il mio popolo e per la Germania- cos' pretendo la stessa cosa da ogni altro tedesco. Ma chi crede di potersi opporre a questo imperativo nazionale, in modo diretto o indiretto, sarà abbattuto. I traditori non possono aspettarsi altro che la morte!...(pausa). Se la nostra volontà sarà così forte che nessuna avversità potrà piegarla, la vostra volontà e l'acciaio tedesco domineranno qualunque evenienza. Germania, vittoria, evviva". Hitler.


    1 SETTEMBRE - L'invasione tedesca è già in corso. L'Inghilterra avverte la Germania che è pronta a rispettare il patto che ha stipulato con la Polonia. Ed è pronta a scendere in guerra se le armate tedesche che hanno passato il confine non ritornano sui loro passi. Ma nessuno risponde.

    3 SETTEMBRE - A Londra non arriva nessun segnale da parte tedesca. La Gran Bretagna tenta la sua ultima carta: alle ore 9 invia un ultimatum alla Germania con scadenza alle ore 11. Ribbentrop lo respinge. Chamberlain alle ore 11,15 dal suo ufficio si collega alla radio e annuncia al popolo inglese e al mondo il rifiuto dei tedeschi.

    "Questa mattina il nostro ambasciatore a Berlino ha consegnato al governo tedesco un ultimatum in cui si dice che se non avessero comunicato entro le ore 11 che erano disposti a ritirare immediatamente le loro truppe dalla Polonia, sarebbe esistito fra noi uno stato di guerra. Devo dirvi ora che non abbiamo ricevuto nessuna garanzia di questo genere e che quindi il nostro paese è in guerra con la Germania. (...) Fino all'ultimo momento sarebbe stato del tutto possibile arrivare a una composizione pacifica e dignitosa fra la Germania e la Polonia, ma Hitler non ne ha voluto sapere. Egli aveva chiaramente deciso di attaccare la Polonia, qualsiasi cosa fosse successa, e anche se adesso dice di aver avanzato proposte ragionevoli che i polacchi hanno rifiutato, quest'affermazione non è vera. Tali proposte non sono mai state rese note né ai polacchi né a noi; e anche se sono state annunciate dalla radio tedesca, giovedì sera, Hitler non ha aspettato di ricevere una qualsiasi risposta, ma ha ordinato al suo esercito di attraversare la frontiera polacca l'indomani mattina".



    Alle ore 17.00 dello stesso giorno anche la Francia dichiara guerra alla Germania.

    5 SETTEMBRE - La Polonia "assalita" dopo appena quattro giorni dall'invasione già agonizza. L'esercito -anacronisticamente a cavallo- è stato travolto, ormai battuto. Mentre gli aerei tedeschi sganciando le bombe sulle maggiori città polacche stanno seminando morti e distruzioni. Solo Varsavia resiste ancora, e dalla sua radio vengono diffusi al mondo intero i disperati continui e martellanti appelli, inframmezzati dalle famose gravose note della Polacca di Chopin.
    "Tu movi Warzawa, serce narodu, tu movi Warzawa; Warzawa, s toba zwyciestwo albo smierc"
    "Qui parla Varsavia, il cuore del popolo, qui parla Varsavia; Varsavia, con te la vittoria oppure la morte".


    Ma cosa scrivono i giornali in Italia? Quali sono i commenti sulla stampa nonostante il silenzio tombale di Mussolini che da giorni e giorni non incontra nessuno, evita tutti, si è chiuso in se stesso.
    La propaganda inizia il suo corso, e scrive l'incontrario di quello che hanno detto sulla stampa e nei radio Francesi e Inglesi (vedi la pagina a inizio anno). "Inaudito egoismo"; "Conscia saggezza tedesca", "cieca intransigenza delle altre parti", "Tremenda responsabilità degli inglesi". "La superba compattezza della Grande Germania tutta stretta attorno al suo Furher", "All'edificazione e liberazione dell'Europa l'Italia non sarà estranea"; "Francia e Inghilterra sono precipitate nell'irreparabile";

    La stampa riporta il giubilo della popolazione polacca all'entrata dei "liberatori", le pagine traducono il discorso, trasmesso alla radio quando il 19 settembre Hitler fa il suo trionfale ingresso a Danzica, accolto dal Gauletier Forster:
    "Voi, mio Furher, avete riparato alla ingiustizia commessa a Versailles contro Danzica. Voi avete liberato la popolazione di Danzica dall'oppressione polacca, che per vent'anni ha gravato su di essa. Riportando gli abitanti di Danzica in grembo alla grande patria tedesca, avete reso loro la vita ancora degna di essere vissuta. La popolazione di Danzica, uomini e donne, ragazzi e fanciulli, vi ringrazia di tutto cuore, mio Furher, per il dono della libertà e perchè siete accorso qui per celebrare personalmente i ritorno sotto il dominio del Reich di questi tedeschi"

    Segue il discorso di Hitler, anche questo fatto ascoltare alla radio e riportato dalla stampa italiana.
    "La Polonia non fu mai una democrazia. Una striminzita e tisica classe dirigente dominava qui non solo le nazionalità straniere, ma anche il suo cosiddetto popolo. Era uno stato tirannico, governato dagli sfollagente, dalla polizia e in ultima analisi anche dai militari. La sorte dei tedeschi in questo stato era spaventosa. C'è una certa differenza se un popolo di livello culturale inferiore ha la sfortuna di essere governato da uno culturalmente superiore, oppure se un popolo di alto livello subisce il tragico destino di essere violentato da un popolo inferiore. In tal caso nel popolo inferiore tutti i possibili complessi di inferiorità si rivolteranno contro il popolo migliore, depositario di cultura. Questo popolo verrà quindi maltrattato in modo crudele e barbaro e i tedeschi sono stati testimoni di questo destino da ormai vent'anni" Hitler



    28 SETTEMBRE - La campagna polacca di Hitler è praticamente conclusa. Anche l'Armata Rossa su sollecitazione tedesca è entrata il 17 in Polonia e, quasi senza sparare un colpo, ne ha occupato una vasto territorio.
    Varsavia dopo un accerchiamento a tenaglia durato dieci giorni, ha capitolato; le truppe d'occupazione nella città mezza distrutta fanno razzia.
    La supremazia della macchina bellica tedesca è stata schiacciante. Soprattutto nuova la strategia. Per la prima volta il mondo conosce il nuovo concetto di guerra di movimento, l'operazione congiunta di forze corazzate e forze aeree. Un gioco facile per schiacciare i polacchi a cavallo e ancora con le sciabole in mano, in pochi giorni.
    Così nuova, schiacciante e travolgente l'invasione e la conclusione che Francia e Gran Bretagna esitano ad aprire le ostilità, e quando lo fanno esitano a muoversi, ad andare avanti.
    Viene perfino chiamata "guerra fasulla".
    In effetti in Inghilterra le idee non sono molto chiare. I discorsi di Chamberlain non hanno chiarito perchè gli inglesi devono andare contro i tedeschi, che fino a poche settimane prima (soprattutto i partiti di destra) consideravano il baluardo occidentale contro il bolscevismo e che rifornivano perfino di armi, motori, e materiale vario.
    Altrettanto titubanti i Francesi che con la loro faraonica linea Maginot, paradossalmente mentre Hitler inaugura la "Guerra di movimento", loro i francesi rintanati dentro nella "grande muraglia" inaugurano la "Guerra seduta".
    Gran Bretagna e Francia (nei primi giorni, poi non c'era più bisogno) non fanno nulla per alleggerire la pressione tedesca sulla Polonia. Si siedono dietro le proprie difese e osservano per otto mesi i tedeschi sulla Linea Sigfrido. Anche i tedeschi sono seduti, ma solo perché stanno aspettando che le panzerdivision, gli aerei, e i 3 milioni di soldati, disimpegnati in oriente piombano a occidente a fare la "sorpresa" (quella del 10 maggio del prossimo anno), a polverizzare la Maginot, ad aggirarla nelle Fiandre, a far ritornare sull'isola i 345.000 inglesi sbarcati sul continente e pochi giorni dopo passeggiare sotto la Torre Eiffel.

    Eppure la "sveglia" è già suonata quest'anno; a Londra si prendono tanti provvedimenti, si chiudono i teatri, i cinema, si evitano le grandi riunioni sportive, si fanno le prove di allarmi aerei, si costruiscono rifugi. Infine il 14 ottobre la "sveglia" inizia sul serio quando i primi sottomarini (gli U-BOOTE) entrano nella baia di Scapa Flow, ritenuta sicurissima, e affondano la prima corazzata inglese, la Royal Oak. Insomma anche in occidente ora le cose si fanno serie. Ma nessuno le ha prese in seria considerazione. Non sanno cosa li aspetta.

    Intanto la Polonia non esiste più, come stato indipendente ha cessato di esistere.

    Una guerra breve quella della Polonia che ha però pagato in 17 giorni di guerra un alto tributo di sangue. 60.000 i morti, 135.000 i feriti, 500.000 dispersi, 700.000 prigionieri internati nei campi di concentramento che stanno nascendo a Treblinka, Auschwitz, Maidanek e in altre località, dove poi nel corso di cinque anni di guerra, ci finiranno dentro sei milioni di individui, con le deportazioni di civili e militari di altre nazioni, e soprattutto quelli di stirpe ebraica di cui tre milioni di origine polacca.

    Insomma sta cominciando la tragedia della Seconda Guerra Mondiale

  10. #580
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    A parte il fatto che la storia non si scrive con i discorsi ufficiali (se così fosse staremmo ancora fermi al vile attacco giapponese a Pearl Harbour); a parte il fatto che comunque, come suol dirsi, chi inizia una guerra non ha mai ragione benchè ne abbia sempre i motivi... se vogliamo parlare della SGM in generale possiamo aprire anche un altro thread.
    Intanto l'ho riportato su.

 

 
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