Esatto. L'importante è de-mitologizzare quell'avvenimento.
La sua riduzione a ciò che è veramente stato, rende la vicenda concentrazionaria ebraica tutto sommato un episodio nemmeno tanto rilevante nell'economia spaventosa delle perdite umane durante la seconda catastrofe mondiale (300 000 è il numero probabilmente più sensato di morti ebrei, secondo gli studi revisionisti).
Certo, per gli ebrei comuni (non quelli influenti) il trauma dev'esserci stato. Ma siamo proprio sicuri che facesse schfifo a tutti gli ebrei la prospettiva di separarsi dal corpo delle nazioni gentili e mantenere la propria "purezza"? Ai sionisti, p.es., pare non facesse proprio schifo - anche a vedere dalle collaborazioni tra dirigenti SS e dirigenti sionisti tedeschi.
Ovviamente, l'ebraismo a guerra finita ha fiutato l'affare del millennio che poteva fare trasformando la propria vicissitudine sotto il nazismo in un evento "unico nella storia", in un "massacro", "genocidio", "sacrificio" etnico, tanto più esecrabile in quanto presuntamente compiuto da un popolo gentile contro "il popolo eletto".
Tramite una stretta collaborazione ideologica e propagandistica con i vincitori, sia comunisti che liberali, ha potuto ottenere, dall'ingigantimento e sacralizzazione della vicenda, il finanziamento del nuovo stato sionista - Israele - con milioni di marchi estorti al governo federale tedesco, cifra ovviamente direttamente proporzionale al numero di vittime reclamate.
Il fronte vincitore, d'altro canto, ha potuto, tramite l'unicizzazione della vicenda concentrazionaria nazista, passare un bel colpo di spugna sui propri crimini.
Ma soprattutto:
la riduzione dell' "Olocausto" a fenomeno religioso ha servito da fondamento ideologico, anzi ontologico, a tutta la nuova politica, il nuovo corso fortemente anti-tradizionale e sovversivo. Evento fondante che è venuto a sostituire la Rivoluzione Francese per importanza.
In nome dell' "Olocausto" si sta ridisegnando l'Europa e il mondo; si stanno facendo digerire ai popoli ricette demografiche, economiche e politiche inaudite; si sta combattendo la religione in favore di parodie "ecumeniche" e umanistiche.
Ecco perché, in sintesi, l'establishment (mondialista) ha scelto di rimanere così pervicacemente attaccato a questo "dogma", e investe nel suo inculcamento fanatico nelle giovani generazioni e a tutti i livelli della cultura.




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