...ancora Pannella.
Roma. Sta tutto nella straordinarietà. La straordinarietà del caso Sofri e di “quel che è avvenuto ed è venuto perfezionandosi in questi mesi: sei giorni di digiuno, nella nostra storia, non sono straordinari quanto la situazione che affrontiamo”, ha detto ieri Marco Pannella nel corso di una conferenza stampa al Partito radicale. Gli appelli trasversali, i comunicati del presidente della Repubblica, la lettera del presidente del Consiglio.
Pannella beve caffè amaro e dice che “non si è mai visto niente del genere”. Per questo oggi regala il terzo dei sei giorni di digiuno radicale, un aiuto “per dare più energia interiore” a chi dovrà dare una risposta sulla legittimità del protrarsi della detenzione di Adriano Sofri. Un digiuno diverso, per il momento, perché “non c’è un destinatario nominalmente individuato, e non abbiamo proclamato l’oltranza”. La straordinarietà del consenso che gira intorno a Sofri e sostiene le ragioni della grazia, quindi, ma anche la straordinarietà di quel che si è andato creando in questi sette anni nel carcere di Pisa. Pannella lancia parole pesanti verso le carceri italiane, dice che “hanno una funzione criminogena, le carceri fasciste del ventennio si avvicinavano molto di più ai canoni di prigioni volte al recupero di quelle che abbiamo da cinquant’anni”. Una situazione difficile in cui si realizza l’enorme distanza distanza tra “la legalità scritta e la legalità vivente – o morente”, secondo Daniele Capezzone. Ma a Pisa, dice Pannella che al Don Bosco è stato molte volte e presto ritornerà, no. E per merito di Sofri: “La presenza, la vita, l’opera, la parola di Sofri hanno capovolto il valore dell’istituto criminogeno rendendolo il luogo in cui c’è una comunità carceraria che si stringe intorno alla regola auspicata e scritta”.
La straordinarietà di un’attenzione che naviga molto su Internet, e dal 25 giugno, dopo un appello del blog Rolli: “Signor presidente, i weblog le chiedono di graziare Sofri”, invia ogni giorno moltissime e-mail all’indirizzo del presidente della Repubblica. Si mette una firma e l’indirizzo postale sotto il testo dell’appello, e si ripete l’invio ogni mattina. E la straordinarietà di un altro digiuno, quello che dura dal 28 gennaio 2002, non si è mai fermato e anzi ha raccolto più di duemila
partecipazioni: ora non è più un digiuno “contro l’oblio”, ora è “per la grazia”, e Silvio Di Francia si sente sollevato dal fatto che Pannella gli si sia affiancato, con il suo sciopero per la legalità: “Se si muove Pannella, qualcosa sul fronte istituzionale succede”, e intanto raccoglie le adesioni al digiuno di Ferragosto, “per non lasciare solo Pannella e per non lasciare solo Sofri a Pisa”: Marco Boato, Ermete Realacci, Franco Corleone, più un altro centinaio di persone. Da parte loro c’è anche molta attesa per la proposta di legge bipartisan con primo firmatario Marco Boato, deputato dei Verdi, “per sottrarre agli umori del Guardasigilli l’istruttoria sulla concessione della grazia, rimettendo tutta la questione al solo presidente della Repubblica”.
Dice Di Francia che i primi giorni di settembre chiederanno un incontro a Pier Ferdinando Casini per la calendarizzazione della proposta. Pannella invece è convinto della “superfluità” di una legge simile, perché, dice, Ciampi ha già questo potere, e allora “una norma di attuazione di un dettato che non consenta l’esercizio di quel potere non ha senso di essere”. Piuttosto, secondo Pannella, sarebbe necessario e utile raggiungere anche al Senato la stessa maggioranza assoluta – e quindi trasversalissima – che si è raggiunta alla Camera, con le firme dei deputati per la concessione della grazia. Firme che sono state già da giorni inviate al presidente della Repubblica.
Via così, quindi, fino alla straordinarietà di quello che Pannella ha chiamato “il sequestro delle condizioni di vita civile”, cioè il perdurare della detenzione di Sofri, senza una risposta.
da il Foglio.
personalmente non farei lo sciopero della fame per chiedere la grazia a Sofri; ma sarei felice di partecipare allo sciopero della fame per permettere a Pannella di fare la sua protesta a favore di Sofri.
saluti




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