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Discussione: Tema a casa

  1. #1
    Desaparecido
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    Predefinito Tema a casa

    Il comunista.

    Svolgimento:

    ...
    Spira il vento.

  2. #2
    email non funzionante
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    Perché non ce lo svolgi tu?

  3. #3
    Desaparecido
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    In origine postato da cornelio
    Perché non ce lo svolgi tu?
    Forse perché non mi fregio di parlare di qualcosa che non rappresenta le mie radici.
    Un po' di umiltà, suvvia.
    Spira il vento.

  4. #4
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    Il comunista è colui che crede e lotta per un futuro migliore, radicalmente diverso da questo nostro presente. Che si batte per un'altro tipo di società, non più dominata dalle assurde ed irrazionali, oltre che terribilmente ingiuste, leggi del capitale....

  5. #5
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    Benvenuto Stratovarius... complimenti per il nick!
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  6. #6
    BENESSERE&OZIOXTUTTI
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    Comunque, rispondendo al post...
    ...la mia definizione di comunista è:
    persona che crede nell'impostazione materialista della storia, fatta di lotta fra classi dominanti e classi sfruttate e di evoluzioni dei rapporti di produzione e dei sistemi economici, frutto di tali contrapposizioni sociali, e che, prendendo atto dell'impossibilità di conciliare interessi fra l'attuale classe sfruttata (lavoratori) e l'attuale classe sfruttatrice (borghesia), mira alla costruzione di una società llibera dalle differenza fra classi sociali, basata sul principio "ad ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le sue capacità", sull'autogestione operaia delle fabbriche, sulla collettivizzazione dei mezzi di produzione e la progressiva eliminazione del concetto di proprietà privata; tutto questo cosciente del fatto che l'attuale sistema economico, il capitalismo, è il preludio di tale società, che potrà essere raggiunta solo dopo una fase di transizione (il socialismo), in cui il potere sarà in mano alla classe operaia.

    Molto, ma molto riduttiva, fredda e sintetica, ma essenzialmente ciò che è stato, è oggi, e sempre sarà un comunista.


    Comunque sarebbe molto interessante che anche tu provassi a esprimere ciò che pensi tu sia il comunista.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  7. #7
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    In origine postato da phalanx_14
    le differenze socio economiche sono un elemento essenziale ed imprescindibile di qualsiasi società evoluta ed in evoluzione:
    esse riflettono una società meritocratica che stimola la continua crescita degli individui sia individualmente che collettivamente:
    la presenza -infatti- di una classe media imprenditoriale particolarmente attiva e dinamica è stata infatti per almeno cinque secoli il motore propulsivo dell'incredibile diffusione del benessere cui l'Europa ha assistito.

    l'esistenza di una classe media borghese estremamente dinamica e intraprendente e' stata infatti l' elemento cardine che ha permesso in Europa la creazione della società moderna e la diffusione di standard di vita qualitativamente alti.

    voler annullare le differenze sociali significa voler distruggere quel motore propulsivo che dal Rinascimento in poi ha garantito all'Europa una crescita quasi inarrestabile, assicurando ad una ampia porzione della società un deciso miglioramento delle condizioni di vita

    convinto sotenitore del darwinismo sociale affermo inoltre in tutta franchezza che le differenze socio economiche non fanno altro che riflettere le differenti capacità individuali:
    la stratificazione sociale è in fondo una stratificazione naturale, che riflette le capacità intrinseche di ogni persona

    Il comunismo di stampo marxista si propone di creare una "società di omologhi" annulllando le differenze di classe,vagheggiando un illusoria società escatologica in cui "il sol dell'avvenire" redimerà il proletariato e gli conferirà quella dignità che la società capitalistica gli avrebbe sottratto incatenandolo ai mezzi di produzione.
    Per giungere a questa agghiacciante quanto utopica ipotesi di società pseudo emancipata, il comunismo ha bisogno di azzerare le differenze, di rendere gli uomini tutti uguali; ovvero richiede una sorta di omologazione alla base che annulli le tutte le differenze, un vero e proprio livellamento economico per attuare una assurda e innaturale massificazione della società.

    Questa cosa del comunismo massificante è fuorviante.
    Bisognerebbe fare una distinzione fondamentale fra individualismo e individualità.

    L'individualismo è fare ciò che meglio ci aggrada senza pensare alle conseguenze che quello che si fa ha su gli altri.
    Al contrario l'individualità è la capacità di ognuno di noi di differenziarsi dagli altri per specifiche caratteristiche.

    La società capitalista esalta l'individualismo ma reprime l'individualità, ed è questa la vera società massificante che omologa al pensiero unico ogni campo della vita umana: dalla moda, alle piccole abitudini quotidiane, al modo di vestirsi, mangiare, vivere.

    La determinazione storica ed il mezzo di questa omologazione è il denaro. Nella società capitalistica esso diventa "il vero spirito di tutte le cose", perché da mezzo (per vivere, per mediare bisogno e suo soddisfacimento) diviene fine, valore, espropriando e pervertendo il valore reale delle cose. Per cui una persona non è più giudicata o valorizzata per quello che è er per la sua differente individualità ma per quello che ha.

    È l'illusione di colmare il limite derivante dall'individualità, attraverso il possesso e la logica dell'avere, invece di abbandonarsi all'essere, alla relazione con gli altri uomini che solo può far sperimentare la pienezza del proprio essere totale e le proprie differenze.

    Scrive Marx nei Manoscritti :

    "Ciò ch'è mio mediante il denaro, ciò che io posso, cioè può il denaro, ciò sono io... Le proprietà del denaro sono mie, di me suo possessore: le sue proprietà e forze essenziali. Ciò ch'io sono e posso non è, dunque, affatto determinato dalla mia individualità.

    Io sono brutto, ma posso comprarmi le più belle donne. Dunque non sono brutto, ché l'effetto della bruttezza, il suo potere scoraggiante, è annullato dal denaro... Io sono un uomo malvagio, infame, senza coscienza, senza ingegno, ma il denaro è onorato, dunque lo è anche il suo possessore... Il denaro è il più grande dei beni, dunque il suo possessore è buono... Io sono senza spirito, ma il denaro è lo spirito reale di ogni cosa... Io, che mediante il denaro posso tutto ciò che un cuore umano desidera, non posso io tutti i poteri umani?".


    In un mondo veramente umano, cioè un mondo comunista, l'uomo è invece considerato come uomo e il suo rapporto con il mondo come rapporto umano, per cui si può scambiare amore solo contro amore, fiducia solo contro fiducia, ecc. Se si vuole godere dell'arte, bisogna essere un uomo colto in fatto di arte; se si vuole esercitare un'influenza su altri uomini, bisogna essere un uomo attivo realmente stimolante. Solo lo spirito può "comprare" lo spirito, non si può barattare l'avere con l'essere.

    In questo senso il comunismo non vuole "tutti uguali". Vuole eliminare quel fattore (la differenza di classe) che invece impedisce agli uomini di esprimersi come sono realmente.

    In poche parole vuole costruire una società dove tutti gli uomini abbiano la stessa ed eguale capacità per sviluppare le loro individualità, cioè le loro differenze.

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  8. #8
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    In origine postato da phalanx_14
    le differenze socio economiche sono un elemento essenziale ed imprescindibile di qualsiasi società evoluta ed in evoluzione:
    esse riflettono una società meritocratica che stimola la continua crescita degli individui sia individualmente che collettivamente:
    la presenza -infatti- di una classe media imprenditoriale particolarmente attiva e dinamica è stata infatti per almeno cinque secoli il motore propulsivo dell'incredibile diffusione del benessere cui l'Europa ha assistito.

    l'esistenza di una classe media borghese estremamente dinamica e intraprendente e' stata infatti l' elemento cardine che ha permesso in Europa la creazione della società moderna e la diffusione di standard di vita qualitativamente alti.

    voler annullare le differenze sociali significa voler distruggere quel motore propulsivo che dal Rinascimento in poi ha garantito all'Europa una crescita quasi inarrestabile, assicurando ad una ampia porzione della società un deciso miglioramento delle condizioni di vita


    In un punto hai perfettamente ragione. La contrapposizione fra classi sociali è il vero motore dell'evoluzione. Quello di cui non tieni conto è che tale contrapposizione è praticamente sempre esistita, non è nata mica solo con il capitalismo! Essa non esisteva agli albori dell'umanità, quando vigeva una sorta di comunismo primitivo (che si potrebbe definire "federalista"), a scarsissimo livello di benessere ed è destinata a scomparire come conseguenza logica dell'evoluzione della storia, portando l'avvento di un comunismo (questa volta globalizzazto) ad un livello di benessere decisamente alto.

    convinto sotenitore del darwinismo sociale affermo inoltre in tutta franchezza che le differenze socio economiche non fanno altro che riflettere le differenti capacità individuali:
    la stratificazione sociale è in fondo una stratificazione naturale, che riflette le capacità intrinseche di ogni persona
    Il darwinismo sociale è una grandissima stronzata, ed è smentito da due semplici osservazioni
    1) Il livello intellettivo di Berlusconi.
    2) Le catene di tipo economico che costringono gli operai a mantenere il loro lavoro salariato, che inevitabilmente travalicano le capacità individuali

    Il comunismo di stampo marxista si propone di creare una "società di omologhi" annulllando le differenze di classe,vagheggiando un illusoria società escatologica in cui "il sol dell'avvenire" redimerà il proletariato e gli conferirà quella dignità che la società capitalistica gli avrebbe sottratto incatenandolo ai mezzi di produzione.
    Per giungere a questa agghiacciante quanto utopica ipotesi di società pseudo emancipata, il comunismo ha bisogno di azzerare le differenze, di rendere gli uomini tutti uguali; ovvero richiede una sorta di omologazione alla base che annulli le tutte le differenze, un vero e proprio livellamento economico per attuare una assurda e innaturale massificazione della società.
    E invece il comunismo è proprio destinato ad appiattire (oltre anche alle differenze di classi, anche le differenze di sviluppo.
    Se i paesi del terzo mondo si trovano in una situazione di miseria è in grandissima parte colpa delle potenze capitalistiche. Un'altra smentita alle teorie razziste che fanno di una visione distorta di Darwin la loro base, è il fatto che esistono numerosi casi di persone originarie del terzo mondo che, trovandosi in situazioni favorevoli (es. emigrando) riescono ad ottenere sommi livelli di successo in ambito economico, culturale, scientifico, ecc...
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  9. #9
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    In origine postato da phalanx_14
    accettare un simile discorso da chi vuole interpretare l'Uomo e la Storia alla luce del materialismo storico mi pare quantomeno difficile: il marxismo esamina e spiega lo storicismo proprio alla luce dell'avere, non certo dell'essere.

    i rapporti di forza che muoverebbero il mondo sarebbero da ricercare nella lotta di classe, nelle tensioni tra le masse, nessun riferimento agli individui , nè tantomeno all'individualismo, viene contemplato nella teoria marxista.

    anzi, l'individuo viene negato totalmente. esso risulata completamente schiacciato dall' allucinante ed alienante peso della "classe proletaria".
    l'individuo perde la sua unicità, la sua irripetibilità, la sua identità per conformarsi ad una classe a cui voi volete incatenarlo, rendendolo semplice strumento al pari dei mezzi di produzione.

    come possa il materialismo storico coniugare individuo e società di massa rimane per me un enorme punto interrogativo.

    L'assurdità della fede comunista è manifesta. Appellandosi alla credenza nella libertà umana, essa ha prodotto un sistema di oppressione senza pari nella storia
    Tutti gli uomini devono avere gli stessi diritti, perché devono avere gli stessi bisogni, perché devono tutti fare parte della stessa classe; non vi deve essere nessun tipo di differenziazione perché la differenza porta alla superiorità, all'origine delle paretiane élites. Tutti devono avere un lavoro, una casa, nessuno può essere licenziato, per nessun motivo e tutti devono essere reintegrati al lavoro, perché anche al lavoro, non solo nelle istituzioni pubbliche, di fronte alla legge, gli uomini devono essere uguali… un'accozzaglia di parassiti pseudo-rivoluzionari dediti all’esproprio proletario.

    Se è vero che tutti gli uomini sono uguali, come ammettere la libertà di religione, la libertà di pensiero, la libertà di espressione e di azione? Di fatto, non vi è stato uno stato comunista che non sia riuscito a fare a meno di imporre il proprio pensiero con la forza, sopprimendo le minoranze, le differenze, di qualsiasi tipo e con mezzi diversificati a seconda dei paesi.

    L'ideologia comunista aggrega attorno al rassicurante sentimento comune di uguaglianza, quei cittadini che sarebbero altrimenti isolati. Gli stessi riconoscono come capo chi meglio riesce a tradurre gli imperativi ideologici in emozioni collettive togliendo qualsiasi scrupolo sui mezzi utilizzati. Sul punto si pronuncia penetrante Erich Fromm nella sua Fuga dalla libertà. Facendo decidere a pochi, la società comunista priva l'individuo delle sue responsabilità…poiché, in fondo, la responsabilità è un fardello spesso pesante da portare…e non la si può distribuire in parti uguali su tutta la popolazione. E' pressoché inconscia, quindi, un'irresistibile attrazione del popolo verso il sistema massificante, derivante da una certa paura verso la responsabilità e la libertà sottostante, al punto da creare una sorta di condizione psicologica di servitù volontaria.

    Il comunismo, dunque, si fonda sull'uguaglianza prima di tutto, a scapito della libertà del singolo.

    Noi invece crediamo ed esaltiamo le differenze -non semplicemente quelle di classe, che altro non sono che uno specchio della più ampia differenziazione umana- in nome di un Individualismo che giustifica e anzi incoraggia l'uomo a differenziarsi, a urlare la propria unicità nei confronti delle masse.

    Differenziarsi ed elevarsi dalla mediocrità di queste masse amorfe, difendere e marcare ogni diversità rientra nella mia personale concezione di Individuo teso alla ricerca di una identità e di una collocazione fisica e filosofica all'interno del sistema .

    Della vostra uguaglianaza non sappiamo che farcene, dal momento che non crediamo nell'uguaglianza degli individui davanti alla Natura: gli individui differiscono per capacità mentali, per cultura e per censo, e questo non per costrizione socioeconomica, ma per bagaglio biologico razziale.

    le masse acefale di mediocri su cui voi poggiate la vostra demagogia non sono altro che uno strumento di disgregazione del concetto umanistico di Individuo, posto al centro del sistema sociale non per egualitarismo ma per superiori capacità spirituali e cerebrali.

    non masse, quindi, ma unioni di individualità che salvaguardino strenuamente le proprie particolari identità storiche, culturali , razziali.
    Il ragionamento di Paddy nel post precedente, riguardo la differenza fra individualità e individualismo, risponde alle accuse che avanzi qui sopra.
    Non tutti siamo uguali, è vero, c'è chi è più inteligente, chi è più muscoloso, chi è un po' ritardato e magro, ma ognuno ha diritto a vivere una vita dignitosà, perchè tutti hanno bisogni che travalicano le capacità. La retribuzione in base alla capacità è un concetto selettivista, meschino, spietato. Perchè i forti devono averla vinta? Il comunismo, invece, esalta l'individualità di ognuno, le proprie capacità e soddisfa i bisogni di ciascuno, condizione essenziale per permettere la masima esaltazione delle proprie capacità. Finchè ci sarà chi non può soddisfare pienamente i propri bisogni, non si arriverà ad avere tutti pari capacità.
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

  10. #10
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    In origine postato da phalanx_14

    quello che tu intendi come scontro di classe non è altro che il tentativo quotidiano di ogni individuo di elevare la propria condizione socio econonica, e tale processo non si attua instaurando una dittatura del proletariato....anzi esso si attua attraverso lo stimolo allo sviluppo economico proprio della classe media imprenditoriale
    E la propria condizione economicosociale da cosa dipende se non dall'appartenenza di classe? A livello microscopico si può osservare anche una lotta intestina alle classi, infraclassista, che punta sulla mobilità (più teorica che pratica) garantita dal capitalismo. A livello macroscopico il tentativo di miglioramente delle condizioni di vita degli operai proviene dalla lotta di classe, dalla difesa dei propri diritti di classe, dallle lotte sindacali, ecc...

    in una cosa hai ragione: il comunismo è destinato ad appiattire sia le differenze di classe che le differenze di sviluppo:
    appiattimento verso il basso di pseudo identità neo proletarie e sottosviluppo diffuso
    ecco cos'ha prodotto il modello comunista
    Del resto la Russia, da paese moderno, ricco e progredito, fu trasformato in un paese sottosviluppato!
    Lo stesso è accaduto con Cuba, con la Cina, con la Jugoslavia... terre ricche, floride e promettenti rovinate dal morbo comunista... ma vattene a casa va!
    TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

 

 
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