Occupato dagli immigrati l’ex ufficio Iva
Blitz ieri mattina ad opera di una quindicina di persone che hanno abbandonato la Cadoro a rischio sgombero
Nuova occupazione nella periferia della città. Quindici immigrati senza casa, quasi tutti dalla Guinea Bissau, hanno preso dimora, ieri, nell’ex ufficio Iva sulla Strada Castellana a ridosso della ferrovia per Montebelluna. L’azione, ieri mattina verso le 11. L’appuntamento era nel parcheggio dell’ex supermercato Silos, da lì il gruppo, guidato dai «Disobbedienti» di M21, si è spostato nello stabile già abitato da alcuni senza tetto. Quasi tutti gli immmigrati provenivano dalla precedente occupazione Cadoro, minacciata da sgombero. La polizia arrivata sul posto ad impresa avvenuta si è limitata a prendere atto.
La «mina Cadoro» si sposta, dunque. L’occupazione, capitanata dallo stesso leader dei centri sociali del Nordest Luca Casarini nel novembre 2001, in polemica con i precedenti sgomberi forzati dell’ex Telecom (dietro la stazione) e di Casier non sparisce, ma si perpetua. Dai locali dell’Usl a Santa Maria del Rovere (periferia nord), richiesti per ristrutturazione, si sposta alle Stiore (entrata ovest della città). Per ora sono una quindicina gli immigrati che hanno traslocato masserizie e materassi. Ma il loro numero è destinato ad aumentare soprattutto dopo la chiusura del dormitorio comunale all’ex caserma Piave deciso senza preavviso dalla giunta del sindaco Gobbo. La maggior parte viene dalla Guinea, c’è però anche qualche marocchino proveniente dall’altra occupazione (non «ufficiale») all’ex latteria Trevenlat a S.Artemio. Per quelli arrivati da meno di un anno a Treviso è quasi impossibile trovare casa. Sono entrati all’ex ufficio Iva dalla porta sul retro. I più hanno il permesso di soggiorno, qualcuno è clandestino. Ad accoglierli all’interno Cristian e Federica, due tossicodipendenti, che abitano lì da alcuni mesi. A disposizione ci sono almeno una ventina di uffici oltre all’ampio salone sportelli e all’archivo. Sono di proprietà del Consorzio di Bonifica Destra Piave, che dopo lo spostamento, l’anno scorso, del Ministero delle Finanze, sta progettando una ristrutturazione e un’eventuale utilizzo come sede. «Occupazione? - dice il direttore- non è una novità. Abbiamo già presentato denuncia nei mesi scorsi». E’ paradossale ricordare che i primi occupanti dell’ufficio Iva furono a metà degli anni 90 gli industriali trevigiani per protestare contro la tassa. Ieri, Sergio Zulian e i ragazzi dell’M21 hanno ribadito la dignità degli immigrati: «Abbiamo preferito evitare lo sgombero - commenta Sergio Zulian - Manteniamo il presidio all’ex psichiatrico S. Artemio, dove è in atto una battaglia».
(Michela Santi)
(da LA TRIBUNA DI TREVISO 24/08/2003)




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