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Discussione: Ancora sui Pitbull

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    Predefinito Ancora sui Pitbull

    PITBULL: UN'ALTRA VERITA' (20/09/2003)
    Sono alcune settimane che i pitbull sono sulla bocca delle persone, dei mezzi di comunicazione, di tutti. Marche Expò cercando nel web ha deciso di cercare “un’altra verità” ed è andata ad intervistare Ivano, il webmaster del sito www.gecoland.it che si presenta così: “Intanto porgo il mio saluto a tutti i lettori e ringrazio la Redazione per la manifesta intenzione di approfondire l'argomento "Cani Pericolosi" in modo sereno e diametralmente opposto ai tanti,troppi servizi sensazionalistici degli ultimi mesi,responsabili in grandissima misura dello stato di allarme che permea il Paese e delle azioni intraprese dal Governo di conseguenza. Io mi chiamo Ivano, convivo insieme alla mia famiglia con una femmina di American Staffordshire Terrier ed un Jack Russell Terrier,e non sono altro che un appassionato di cani in generale ed un entusiasta estimatore di tutto il Gruppo Terrier .......... letteralmente conquistato dai Terrier di tipo Bull". E comincia l’intervista…

    MARCHE EXPO’: Come nasce l'amore per i Pitbull o per meglio dire dei Terriers di tipo Bull?

    IVANO: Otto o nove anni fa cominciai a vedere i primi esemplari di American Staffordshire e American Pit Bull apparire sulle riviste specializzate. Il primo impatto fu di grande curiosità mista ad un senso di rispetto. Un rilevare una certa fierezza e maestosità nel loro sguardo e portamento.... una sensazione positiva di coraggio leale e padronanza di se stessi. Siccome sui cani mi sono sempre documentato con piacere,cominciai a cercare di approfondire la conoscenza di queste razze e di rispondermi alle domande che (anche allora), si poneva chiunque in merito a queste razze tanto discusse . Come oggi le inesattezze e le vere e proprie interpretazioni terrorizzanti del tutto prive di fondamento non mancavano,ed il clima di disinformazione era uguale ad ora,se non peggiore. Man mano che ne approfondivo la conoscenza mi accorgevo di quante calunnie insensate gli erano addossate,di quante realtà storiche ed attuali positive erano ignorate,di quanto questi cani abbiano dovuto soffrire per mano dell'uomo.
    L'uomo,che da una parte ne fece vittime per "giochi" discutibili e dall'altra un immagine di reietto,di cane paria e pericoloso per la comunità "per bene". Va da sè che queste condizioni di plateale ingiustizia me li hanno fatti avvicinare ancor di più,col passare del tempo. La passione sfociò nell'adottare la nostra Bonnie 5 anni fà ed il viverci assieme 24 ore al giorno conseguente. Null'altro che l'elevazione alla potenza dell'entusiasmo preesistente e la conferma di ciò che in cuor nostro già sapevamo. Oggi la nostra Bonnie è la pupilla di casa,insieme al pestifero Jack...protetti intoccabili anche per mio padre ottantaquattrenne e mio fratello colpito da un handicap.

    MARCHE EXPO’:Vogliamo subito sfatare alcune credenze a riguardo di questa razza di cani?

    IVANO: Beh,su questo tema ci sarebbe davvero da scrivere per giorni,tante sono le notizie sensazionalistiche e mistificanti a proposito dell'American Pit Bull Terrier. Credo che la più plateale sia il continuo paragone : Cane da Combattimento = Pericolo per l'uomo. Intanto la definizione di "cane da combattimento" non è esatta e non è attribuibile a tutti i cani che discendono dai Bull and Terrier. Questi cani hanno da sempre servito l'uomo come ausiliari a tutto tondo,eccellendo in mansioni quali lo sterminio dei nocivi (ratti,tassi,volpi ecc.), l'ammansimento del bestiame ribelle,la caccia agli orsi,ai cinghiali e tutta la selvaggina pericolosa,la sorveglianza e la difesa della casa e delle persone. Hanno accompagnato i coloni inglesi in America,hanno abitato nelle case dei minatori e dei vecchi fabbri del tempo. Tutte queste realtà storiche documentabili sono da sempre sistematicamente ignorate in favore degli aspetti più cruenti e shoccanti che attengono alle aggressioni o al mondo illegale dei combattimenti. In secondo luogo,se si và a scavare un pò,si potrà scoprire che proprio i cani da combattimento erano assolutamente selezionati per una mordacità verso l'uomo del tutto nulla. Durante le lotte i conduttori dovevano spesso manipolare il loro cane,ed il fatto che potesse mordere il suo padrone era del tutto inconcepibile. Un vero cane da combattimento che avesse morso l'uomo che lo andava a spostare o curare...beh...aveva davvero vita breve. Pur nella sua genesi orrenda,l'APBT (quello vero...non tutta la serie di Pit-bulloidi che ormai inondano televisioni e giornali) è un cane che ha un assoluta adorazione dell'uomo ed il morderlo viene considerato addirittura un Tabù. Naturalmente qualunque cane può essere indotto a mordere un uomo,tuttavia non è certo il Pit Bull da mettere in cima alla lista. Molte altre razze sono state selezionate per essere attive anche in questo senso ,gli American Pit Bull delle linee che combatterono non contemplavano assolutamente l'opzione di mordere un uomo,purtroppo per loro la selezione avveniva implacabilmente e con metodi spicci.

    MARCHE EXPO’: Ho sentito dire che negli USA i Pitbull sono considerati gli amici prediletti dei bambini. E' vero?

    IVANO: Questi cani,di provata appartenenza alle linee di sangue principali,sono davvero eccezionali per quel che riguarda l'attaccamento all'uomo. Sono dotati di un altissima sensibilità ed un bisogno smisurato di vivere appiccicati al suo "idolo". Esprimono davvero un grande attaccamento a tutti i componenti della famiglia ed anche verso gli estranei non sono diffidenti come altre razze selezionate in quel senso.
    Noi abbiamo due nipoti....e confesso che a volte "tolgo" il più piccolo,perchè rischia davvero di essere sovrastato dall' esuberanza della mia Bonnie e dalla sua smania incontenibile di saltargli sulla faccia e slupparla con passione :O) (devo dire che sono dei super sluppatori....chiedete pure a chiunque ne possegga uno). La situazione Americana ha vissuto fasi alterne. L'APBT ha rappresentato il coraggio della Nazione ai tempi della prima guerra mondiale nei poster di propaganda nazionale ed è l'emblema della The United States Marine Corp [USMC],oltre ad essere il cane più decorato per meriti di guerra negli USA,di tutti i tempi. Nel ventennio in cui spopolarono le avventure di "Pete e le piccole canaglie",l'immagine dell'APBT si trovò al culmine della sua ascesa,incarnando davvero per 2 decadi e più,il cane da bambini(e non solo) per eccellenza negli Stati Uniti.
    Purtroppo l'uso parziale di questi cani per attività illegali e sanguinose ne erose la fama positiva di un tempo,pur sottolineando che gli USA sono fierissimi del loro cane e si dedicano alla sua selezione e promozione con infinita passione,focalizzando le caratteristiche della razza su attività sportive ,di utilità sociale,o di semplice conformazione e carattere,ben al di sopra della situazione europea .

    MARCHE EXPO’: Parliamo un attimo del tuo interessantissimo sito. Cosa troveranno i lettori?

    IVANO: Beh, il sito nasce come espressione emotiva del mio disagio,di fronte alle tante inesattezze e bestialità rivolte a questo cane ed in generale verso tutti i TTB. Mi sono prefissato di raccogliere ciò che spesso viene ignorato,e cioè le migliaia di realtà positive che non fanno notizia,ma che tuttavia esistono in gran misura ed è doveroso evidenziare,se davvero si vuol essere obiettivi. Si possono trovare foto antiche che ne attestano la lunga storia,sezioni ironiche dedicate al mito del cane assassino,fotografie di appassionati che raccontano il loro normale vivere con un TTB in Italia,c'è un quiz per valutare se si è in grado di riconoscerlo,ci sono degli articoli di approfondimento storico e di attualità,qualche scherzetto per restare di buon umore ...insomma è il mio modo di approfondire una faccenda molto seria,con un taglio volutamente scanzonato. Quello che mi prefiggo prima di tutto,è che chiunque visiti il sito se ne esca con un sorriso, e non con raccapriccio o terrore, chissà, magari con un dubbio in più, per me è già qualcosa.

    MARCHE EXPO’: Che ne pensi dell'ordinanza Sirchia?

    IVANO: Io penso che la legge precedente sarebbe già stata buona, se fosse poi stata fatta rispettare. Sulla conduzione esemplare dei propri cani sono assolutamente d'accordo e così per pene severe a chi si dimostra irresponsabile ,incosciente, o peggio ancora delinque. L'uso contestuale di guinzaglio e museruola in ogni luogo mi pare sproporzionato,e le liste che sono state suggerite includono cani come il Pinscher o lo Schnauzer Nano(per fare due esempi),che francamente lasciano alquanto allibiti. Lo stesso dicasi per la dimenticanza degli altri TTB,che già solleva polemiche tra gli altri appassionati cinofili che si chiedono il perchè!

    MARCHE EXPO’: Quali sarebbero invece secondo te le misure da adottare comunque per un problema reale?

    IVANO: Potrà sembrare una risposta sbrigativa,ma io sono convinto che se le leggi preesistenti venissero davvero applicate alla lettera e le sanzioni comminate fossero rigide ed inappellabili,una buona parte di possessori incoscienti comincerebbe a preoccuparsi di più della gestione del loro cane e del rispetto dovuto al prossimo. In realtà non ho mai sentito di pene severe applicate per un cane senza guinzaglio. Non vedo tra l'altro perchè mai una nuova legge più restrittiva dovrebbe essere osservata,quando quella vecchia più elastica non lo è mai stata.

    MARCHE EXPO’: Fra 5 anni, secondo te, il problema sarà stato risolto?

    IVANO: Fra cinque anni avremmo dei cambiamenti nella nostra Società se finalmente si cominciasse davvero a fare un pò di educazione Cinofila. In televisione,nelle scuole,nei programmi per i ragazzi,nei fumetti stessi ...insomma,non si può sperare in nessun miglioramento se alle nuove leve noi offriamo un quadro così desolante del Pianeta Cane. Consegniamo loro un immagine brutalmente distorta del cane,una "creatura" da temere,un potenziale nemico da prevenire ed imbrigliare....non uno splendido amico insostituibile da capire e vivere in piena rilassatezza. Tutto ciò non può che portarci indietro,non certo avanzare.

    MARCHE EXPO’: Con poche parole, vuoi tentare di spiegare a tutti la vera natura di questi 4 zampe?

    IVANO: La natura di questi cani,in due parole, è : "Io ti adoro,tienimi sempre con te qualsiasi cosa tu faccia,fammi sentire parte viva ed integrante del nostro nucleo famigliare." Ribadisco il commovente attaccamento all'uomo di questi cani. Ovviamente è doveroso sottolineare che la loro gestione in presenza di altri cani deve essere accorta e finalizzata alla prevenzione di eventuali contese o giochi violenti. Nel caso in cui un APBT si metta a litigare si può stare certi che lo farà con determinazione ed efficacia,ma nonostante ciò,la ricetta è semplice semplice,basta garantire che il vostro cane non si trovi in situazioni di tensione con cani conosciuti e non. Tramite il sito mi arrivano diverse mail che testimoniano di molti Pit Bull che giocano con altri amichetti....tuttavia raccomando sempre un estrema attenzione nei rapporti con altri cani...a meno che non si sia già piuttosto "esperti" o che si sappia esattamente che rapporto intercorre tra loro.

    MARCHE EXPO’: Un grandissimo saluto a te e a tutti i tuoi cani!

    IVANO: Un saluto a tutti voi ed un ringraziamento ancora per l'interessamento sincero, augurandomi che anche questa chiacchierata lasci una sensazione di leggerezza e sia da stimolo a qualche riflessione rilassata e sgombra da pregiudizi.





    PITBULL SIRCHIATI
    di FULVIO GRIMALDI
    da MONDOCANE FUORILINEA
    16/9/03

    Il ministro della Sanità, Sirchia, è lì’ che si sta rosicchiando le zampe anteriori. L’hanno fregato. Aveva, in combutta con Forte Braschi, organizzato tutto quell’ambaradan contro pitbull e cani vari, nelle liste di proscrizione aveva incluso praticamente tutti i quattrozampe del mondo, dal gigantesco alano, un molossoide rintronato di tenerezza, al pinscher, un cagnetto-ragno che viaggia nel taschino della giacca, e aveva fatto precedere la retata da una specie di 11 settembre di terroristi pitbull. Il cane che, negli USA del tenerone likudnik Rumsfeld, viene in molte cliniche impiegato tra disabili e bambini autisticizzati dalla democrazia americana, per confortarli e aiutarli a ritrovare un rapporto migliore di quello con Terminator, qui, per un po’ di giorni, spuntava da ogni dove a sbranare bimbetti e vecchietti, peggio dei comunisti. Da socievole compagno di branco ridotto, da addestratori alla Condoleezza Rice, a serial-killer tipo Marine.

    Naturalmente l’idea non era stata del medicuzzo fatto ministro. In questo paese non si muove foglia che l’omino fardato di Palazzo Chigi non voglia. Un po’ perché, per mantenere l’omogeneità della cosca, anche al ministro della Sanità toccava far fare qualche puttanata di portata europea, un po’ perché quel nome stridente, Sirchia, evocava strette di ceppi, catene e manette, la scelta era caduta, contro le rimostranze di un Pisanu, ministro di polizie bolzanetane, inviperito dall’invidia, e di un altrettanto rancoroso Castelli, del dicastero della caccia al giudice, proprio sul titolare del ministero più popolare tra gli italiani. Che, dopotutto, si era già messo in vista quando, spaventato dai glutei del corifeo Giuliano Ferrara, aveva raccomandato ai ristoratori di dimezzare le porzioni per ridurre il sovrappeso degli avventori. “Se quel cerusico di Sirchia è stato capace, con un colpo solo, di prospettare un felice futuro di anoressici ai mangioni”, s’era detto lo stratega di Palazzo Chigi, “ e di conquistare al mio progettino P2 la cospicua categoria degli osti, figurarsi se non riesce a catturare altre, massicce armate di elettori.

    < Fu così che che Sirchia appiccò la stella gialla dell’anatema etnico su una novantina di razze canine, con il risultato di commuovere e gratificare un altro, vasto spicchio dell’italiota comunità. Quello, di famiglia, delle assicurazioni da firmare per le catastrofi provocate dalle zanne del Pastore Tedesco quando, estraendo l’innevato dalla slavina, gli lacera la tuta Champion. Quello, già assai contiguo, dei malviventi, camorristi o liberi professionisti, che gestiscono i paradisi canini, dove affettuosi e responsabili padroni infilano i loro cani per sottrarli al dramma del pubblico vituperio e destinarli a frantumatori di animali a fini scientifici; o a organizzatori di eventi di sportivo sbranamento, sostegno formidabile all’economia tremontina, grazie a robuste iniezioni di denaro nella bisca del biscazziere di Stato. A queste schiere, garanti di successo alle prossime elezioni (se allo sdoganatore del duce gli girerà di farle), ne andava aggiunta poi un’altra: quella dei bonificatori di una natura arrogantemente dilagante e invadente, attraverso lo sfoltimento di un’ insopportabile esplosione demografica animale, che aveva portato le volpi a grufolare nei nostri cassonetti, i caprioli a transumare dai fiumi rinsecchiti ai nostri limpidi scarichi agricoli e i falchi pellegrini a migrare attraverso lo Stretto di Messina nascosti tra i somali e gli eritrei delle carrette. Imperitura fu infatti la gratitudine dei cacciatori per essere stati i loro segugi esentati dal rastrellamento, a conferma di una benevolenza già espressa con l’allargamento di spazi e tempi della sparatoria da capodanno a capodanno e dallo Stelvio a Villa Borghese.

    Infine, c’è il valore aggiunto “paura”, di questa sarchiata. Lo stesso che si vuole ottenere da tutte le campagne governativo-mediatiche di terrorismo psicologico attuate in questi anni di progressiva democratizzazione della nostra società e delle sue gerarchie politico-istituzionali: terroristi Al Qaida in ogni moschea, dietro a ogni banchetto di occhiali, sotto ogni pelle appena meno larvesca di quella di noialtri, bianchi cristiani ariani; pedofili davanti a ogni asilo-nido, matricidi e infanticidi in ogni condominio, spacciatori davanti a ogni scuola; Aids in ogni scopata.

    Correttamente, dai compilatori della Bibbia in giù, si sa che le turbolenze eversive dei popoli e degli individui si riescono a tenere a bada solo con una sana paura del prossimo e con un disciplinato senso di colpa in ognuno.

    ---------------------------------------------

    Il cane: un pessimo individuo, da odiare.


    Si pubblica, pur essendo anonima, la lettera ricevuta, perché controcorrente e ironica, e perché ha aperto discussioni “simpatiche” in redazione, possibilità che noi rilanciamo ai lettori.

    A me i cani non restano simpatici. Non l'ho mai negato. Da piccolo un cane mi ha morso (morso? Sinceramente non lo ricordo perfettamente. Di sicuro ci stavo giocando su di un prato con quel cane lupo; poi un morso, - o uno sgraffio? - nel cercare di prendermi l’oggetto che non volevo più tirargli; il pianto, la polizia, la multa perché il cane era senza museruola – prima di Sirchia, nel 1960 – e 40 - o 20? - iniezioni anti-rabbia per me), qualche altro mi ha ringhiato o rincorso abbaiandomi con ferocia. Qualche volta ho visto cani, anche piccoli, rincorrere, cercare di azzannare le gambe e far cadere di bicicletta qualche anziano o qualche ragazzetto.

    Ma non è per questi motivi che non mi stanno simpatici i cani.

    E’ un senso poco spiegabile a dire il vero di repulsa per tutti coloro che dipendono da qualcun altro, per quello stato di soggezione “amorevole” per un padrone, perché di questo si tratta, di un padrone ( e questa parola mi ha sempre provocato disgusto). Ora se c’è un padrone c’è sempre un cane che ne permette l’esistenza. (Questa era una battuta senza offesa per nessuno). Ma in realtà se chi ha un cane è definito padrone vuol dire che egli ha nei confronti dell’animale il dominio, la proprietà, il possesso.
    Ecco perché amo i gatti: loro non ci stanno assolutamente ad essere posseduti, essi ricevono cibo in cambio, se vogliono, di nulla, oppure del loro possesso dell’abitazione e ci danno la possibilità di poterli carezzare, guardare e farli moine, finchè ne hanno voglia. Il cane è sempre lì, agli ordini. E’ questo che francamente me lo rende antipatico. Scegliere l’uomo come proprio padrone: esiste cosa peggiore?

    Ma non solo questo: ho profondo disprezzo per tutto quel commercio di cani-schiavi per problemi razziali; per tutti quei CGM o cani geneticamente modificati, frutto di incroci assurdi, di selezioni paranoiche, di manipolazioni a fini commerciali; per tutti quei cani-merce prodotti e venduti in un mercato di persone che sembrano amare gli animali ma che in realtà amano solo se stessi e che cercano di ovviare alla loro solitudine, al loro vuoto umanitario, con un tocco di chic, con un tocco di snob. Non solo odiano i cani, scansando i canili come fossero luoghi di profughi o rifugiati appestati, e accuratamente da evitare per la bruttezza delle specie esposte o per la loro mancanza di qualità razziali.

    Che senso ha il pitbul? Cane brutto, decisamente brutto, con mascelle deformi, tarchiato, compresso. Ma è stato un cane snob, un cane da paura, creato appositamente per far paura, per difendere, come un bravo schiavo, il proprio padrone.

    Ho ripulsa per tutti gli allevamenti, per coloro che li consentono, per chi li visita, per chi ci smercia, per chi ci compra. Ho pietà per chi sente necessario il pedigree, per chi spende per un cane, per il cane che si fa acquistare.

    Non sopporto neanche i cani da caccia tenuti nelle gabbie intere giornate: nessuno dei quali ha mai avuto il coraggio di ribellarsi e sbranare il padrone.

    Non sopporto i loro occhi quando assaltano le prede per consegnarle al fucile del padrone.

    No, è un pessimo animale, un animale da odiare, da non rispettare.

    Bene ha fatto allora Sirchia ad emettere nuovamente leggi razziali: ci sono individui pericolosi, subdoli, infidi, spesso dediti a lotte clandestine, ma ci sono anche individui che pur considerati da tutti buoni vanno puniti e schedati proprio per la loro razza. Punto e basta. Niente importa dove sono nati, in quale ambiente sono vissuti, quali sono state le loro esperienze passate, se hanno avuto padroni che li hanno educati alla criminalità. No, basta una cosa solo: la loro razza.

    Per quei padroni che ritengono di rischiare a tenere individui di tale “razzaccia” non resta altro che pagare una congrua assicurazione per i crimini che potranno essere commessi dai loro schiavi, oppure abbandonare, ops liberare, gli schiavi.

    ------------------------------------------------

    Uomo morde pitbull: ma non è una notizia
    di Lanfranco Caminiti (lanfranco@apolis.com)
    17/09/2003
    Lanfranco Caminiti, giornalista del mensile romano "Accattone", riflette sul giornalismo: "Compito del giornalista è preservare la società dal pericolo. Dal Male."

    Perché questa è un po' la leggenda del santo giornalismo: che se un cane morde un uomo non fa notizia, ma l'inverso sì, che poi, forse, vorrebbe dire che il giornalismo per quello è santo, perché non si fa infinocchiare dall'apparenza delle cose e va a capirle e a rovesciarle, perché un punto di vista che sia un punto di vista va detto non banalmente, deve colpire e deve scuotere.

    E ditemi voi perché invece fanno notizia tutti i pitbull di questo paese messi insieme, che ci sono giorni che nei quotidiani e nei telegiornali si scatenano da Pachino a Vipiteno, da Santa Maria di Leuca a Porto Torres, che tu diresti si sono passati la voce, che cazzo gli ha preso quest'anno, questo mese, questo giorno?

    Ma dove stavano l'altr'anno, l'altro mese, l'altro giorno? E' allora che interviene il ministro Sirchia, che ha a cuore la nostra tutela, la nostra salute, la nostra vita stessa, e non ci vuole obesi e propone la mezza porzione e non ci vuole morsicati e stila l'elenco delle razze che non si possono tenere. E già te lo immagini che te ne può venire, da un ministro che consiglierebbe l'aspirinetta invece dell'aspirina, il collutorio invece del dentifricio, la mezza sega invece della ciulata. E tu lo leggi l'elenco, e ti accorgi che ne rimane fuori solo il chihuahua o giù di lì, che non è un cane, ma un mezzo-cane, una mezza porzione di cane, e che non ci sarà mai un chihuahua che morde un uomo, non perché non ringhino e non abbaino e non ci provino, ma perché puoi dargli una pedata tranquillamente.

    E allora capisci che il criterio è un altro, che è un criterio morale, filosofico addirittura: preservare la società dal pericolo. Dal Male. Dai cattivi, che vanno - direbbero i sociologi - stigmatizzati: e se non ci si riesce del tutto con gli uomini, proviamoci almeno coi cani.

    E' qui che interviene il giornalista, quello che "fa" le notizie, e che si incaponisce allora nel dire ogni momento che c'è un pitbull che ha morso ancora un altro uomo e ancora un altro. In questa esecrazione collettiva dal male. E' in questo rovesciamento del rovesciamento praticato dal giornalista, in questo 'revisionismo canino', che sta, più che altrove direi, il carattere di questo paese, in questo hegelismo di ritorno, quello che non è più praticato dall'opposizione di sinistra che ormai crede che Hegel fosse il nome di un qualche lager sovietico, comunque un nemico delle libertà.

    In questo hegelismo di ritorno, dove il due dovrebbe farsi uno e l'uno dovrebbe spaccarsi in due, mentre qui tutto finisce sempre in 'mezzo'. Finisce nel 'canismo di regime'.

    Perché l'elenco dei cani uomo-compatibili è geniale, e fa torto a tutti, ai darwinisti che pensano che 'quella è la natura e bisogna attenderne la selezione', ai behavioristi 'che la colpa è dei padroni e non dei cani', ai socialisti 'che il problema è la stortura sociale e l'economizzazione dei cani'. E in questa 'selezione politica' della natura dei cani sta l'impronta forte di un ministro e d'un governo che rispecchiano un paese. In emergenza, in stato d'allerta, in stato d'eccezione. Per i cani. Sui quali chissà se è previsto un condono. Che insegneranno adesso nelle scuole di giornalismo?

    Da vita.it


    www.comedonchisciotte.com


    Da alcuni mesi un nuovo mostro riempie quotidiani e notiziari gettando nel panico l'intera popolazione europea. E' il pitbull. Ecco la descrizione vibrante ed eccitata che ne fa Paola Di Pace su "Il Mattino" del 13 agosto: "Una macchina da guerra, un massa di muscoli instancabile, resistente fino alla morte, quasi insensibile al dolore. Una dentatura da squalo che lacera e strappa al primo colpo, che non molla mai. L'attacco del pitbull è ferocissimo, devastante. Se prende alla gola uccide all'istante". Come non essere attratti morbosamente da un mostro del genere? Pericoloso come una macchina a 200 chilometri orari sulle autostrade estive, seriale come un killer, efficace come una Beretta, implacabile come un poliziotto del Gom. Mi capita sempre più spesso quando vado a spasso con il mio cane - una terribile meticcia di taglia media molto simile ad un pastore tedesco - di sentire persone che dicono "Ehi, un pitbull!" o che argomentano sulla pericolosità di questa o quella razza di canide descrivendone particolari di dentatura e ferocia, o l'artificiosità di queste nuove razze di cani (lo standard del Pit bull è stato definito nel 1921 in America).
    La frequenza degli attacchi di questi cani non è aumentata, ma, esattamente come la criminalità che diminuisce, fa notizia, così si dà il massimo del rilievo ad ogni nuovo attacco. La procedura è la stessa delle "stragi del sabato sera" che in media uccidono sulle strade la stessa quantità di persone degli altri giorni. Nell'elenco fornito minuziosamente dal cronista del radiogiornale del mattino ho scoperto tra l'altro che più di un terzo degli attacchi è avvenuto perché la vittima si era introdotta nel luogo dove normalmente viveva il cane. Credo che un cane ben educato sappia anche fermarsi quando difende istintivamente il suo territorio, ma è comunque questo che sta facendo.

    Naturalmente questo clima facilita l'abbandono dei cani che normalmente non sono tatuati o identificabili. Ed è ottimo per tirare su i prezzi di chi organizza incontri di lotta fra cani, il cui giro d'affari è intorno agli 800 milioni di euro l'anno. Il ministro Sirchia (quello che voleva il termometro obbligatorio negli aeroporti durante l'emergenza della polmonite atipica e che minacciò di chiudere i voli da e per la Cina, salvo poi ammettere che nel mondo muoiono più persone di banale influenza e che l'emergenza della Sars era stata pompata dai media), oggi propone un tabellario della pericolosità dei cani e test psicologici per gli animali. Se è vero, come dicono alcuni, che i pitbull hanno molti pregi, ma un unico difetto - il padrone - vorremmo che i test fossero estesi anche a questi!

    Non si capisce neanche perché solo per questi cani deve essere obbligatoria l'assicurazione e per le altre razze non segnalate no. Allora perché non assicurare le auto soltanto da una certa potenza del motore in su e detassare le utilitarie? E quest'anno qualcuno controllerà i prezzi delle assicurazioni, per vedere se si innalzeranno in modo sospetto?

    Ma è nel divieto all'addestramento che si esplicita il pensiero sirchiano che in questo caso è davvero in sintonia con molti possessori di Pitbull. L'addestramento non è per forza all'attacco e alla difesa. Per addestramento si può intendere anche lo sviluppo della naturale socievolezza del cane. Ma allora che me la faccio a fare una pistola se poi ci metto i proiettili di cioccolata? Il problema è che ancora oggi il rapporto fondante dell'umano con l'animale è reificato: il cane in questo caso è una cosa che si possiede e si utilizza strumentalmente non un'alterità con cui entrare in relazione, da conoscere e rispettare. La mia purissima bastardina ha di temibile la lingua di dimensioni spropositate. La usa ogni volta che fa le feste. Questo è l'unico attacco che le chiedo.

    Allora tanto per dire una cosa banale, è un problema di educazione delle persone e chi vuole un cane qualsiasi deve essere prima valutato da uno psicologo per sapere se può veramente convivere con un animale, il quale deve essere obbligatoriamente registrato, prevedendo sgravi fiscali per le sue cure, esattamente come per ogni membro di una famiglia, perché quella con un animale, permettetemi, è una vera e propria "famiglia di fatto".

    Danilo Giorgi
    Liberazione 20/09/03

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    Predefinito "LA STRANA TENDENZA A ESSERE CANI"

    L'ordinanza Pitbull mi ha confuso mi ha confuso e Chi sa, è pregato di aiutarmi. Ho due cani bastardini, di cui il primo ottenuto dall'incrocio di due razze "pericolose" e l'altro da una razza pericolosa e da un altro bastardino, che a sua volta è stato ottenuto incrociando presumibilmente una razza pericolosa e una no. Quante polizze di assicurazione debbo contrarre? Due? Tre? Quattro? Posso calcolare uno sconto per il fatto che uno di loro è "mezzo pericoloso" o, considerando i nonni, pericoloso "per tre quarti"? Mi sorge però il dubbio che per quello che discende da ben due razze pericolose io debba pagare un prezzo maggiorato. Il doppio? Oppure, considerando che una certa influenza possono aver avuto il riassortimento genico e il crossing over meiotico, deve il doppio con però uno sconto del, diciamo, 33 cento? C'è una spaventosa e incolmabile asimmetria informativa tra il Dipartimento della Sanità pubblica veterinaria del ministero della Salute, che indubbiamente sa di geni, e quelli come me che sono ignoranti, e questo è inaccettabile. Se ho ben interpretato, per il Principio di Precauzione tutti i cani non di razza andrebbero ritenuti per una certa percentuale pericolosi, e vanno pertanto sottoposti a perizia in un canile convenzionato. Ogni cane ha 20 punti. Quando abbaia ne perde 5, quando morde 10, e quando scappa 15. Se poi si viene pizzicati senza guinzaglio e museruola, i punti ci vengono tolti dalla patente. Possiamo recuperarli smettendo di fumare o mettendoci a dieta? All'articolo 1 dell'ordinanza creativa leggiamo che è vietato tentare l'incrocio tra razze "con lo scopo di svilupparne l'aggressività". Dunque è sanzionabile l'intenzione. Ma se poi, come insegnala storia del Raphanobrassica di Karpechenko (che ottiene un ibrido con la radice del cavolo e le foglie di un ravanello e non viceversa), si ricava una sorta di peluche scodinzolante, la multa la si paga lo stesso? Dall'articolo 2 invece apprendiamo che non possono detenere cani pericolosi i "delinquenti abituali, o per tendenza". Per tendenza?!? Mi sento un pò inquieto.

    "LA STRANA TENDENZA A ESSERE CANI" di Trofim Denisovich Lysenko da IL SOLE 24 ORE del 21 settembre 2003

 

 

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