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Discussione: Black Out

  1. #31
    Le fondamenta di POL
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    Sul Legno Storto ho aperto un sondaggio:

    Sondaggio della settimana: Italia al buio. La debolezza della nostra rete è sempre più evidente. Di chi le responsabilità maggiori?

    governi degli anni '80

    l'Ulivo, che in sette anni di governo non ha approntato nessun piano di sviluppo energetico

    l'attuale Governo, inerme dinanzi all'emergenza già nota e inefficiente nella sua gestione

    ambientalisti, che frenano ogni possibile intervento nel settore energetico (nucleare, impianti di termodistruzione dei rifiuti, ecc)

    altri

    Le code della Gaussiana di Daniele Pinzani - http://www.legnostorto.com/node.php?id=8387

    Ed il buio fu di Angelo D'Addesio - http://www.legnostorto.com/node.php?id=8384

    SONDAGGIO - Italia al buio. La debolezza della nostra rete è sempre più evidente.
    Di chi le responsabilità maggiori? - http://www.legnostorto.com/node.php?id=8388

  2. #32
    Le fondamenta di POL
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    In origine postato da antonio
    come'e' che il ddl marzano non e' stato approvato mentre lo sono stati i veri lodi schifani, la cirami, rogatorie , falso in bilancio?

    avete o non avete la maggioranza? e allora, che c'entra l'opposizione?
    L'opposizione ha governato il nostro paese per sette anni. Poiché non ci pare che abbia mai affrontato il tema della nostra rete elettrica, né tanto meno ha affrontato il tema delle risorse energetiche, ci stupiamo dinanzi alle dichiarazioni di indignazione di certi loschi esponenti del centro sinistra che attribuiscono colpe e responsabilità.

    Il centro destra, almeno, il ddl Marzano lo ha fatto...

  3. #33
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Ultima cazzata da Bossi e dintorni...

    Ogni regione deve essere INDIPENDENTE dal punto di vista energetico....

    Chissà quante ne avevano scolate?

    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  4. #34
    email non funzionante
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    In origine postato da antonio
    e bravo..e pero' nonostante l'abbia "fatto", nonostante la declarata importanza, non gli ha riservato l'iter che ha pensato per cirami, schifani, falso in bilancio , rogatorie....che riguardavano interessi di alcuni loschi figuri .

    ma che strano....vero?

    per quanto riguarda il blackout appena avutosi non e' da imputare ad un eccesso di richiesta di energia quanto alla mancata assunzione delle dovute misure a seguito di una segnalazione pervenuta alle 3 del mattino....

    quindi tutto il can can su nuove centrali, centrali nucleari etc..e' assolutamente fuori luogo.

    avete una maggioranza di 100 parlamentari..serve solo a parare il culo allo statista di milanello?
    ---------------------------------------
    Bene: saresti d'accordo di "espropriare" i privati proprietari delle centrali elettriche che per risparmiare le loro le spengono di notte?

    Anche se fra loro ci fosse un signore editore famoso?

    Chi ha legiferato in proposito, e perchè?


    le attribuzioni di responsabilita', ridicole epenose, sono venute da parte del ministro marzano all'opposizione..perche' ostacolerebbe l'iter...


    ma avete o non avete la maggioranza in parlamento?

  5. #35
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    dal quotidiano liberaldemocratico il giornale

    " il Giornale del 01/10/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    L'Enel avvisò: prepariamoci all'emergenza
    Dopo il black-out di New York, una lettera venne inviata a «Gestore» e ministero. Ma non ci fu risposta
    Fabrizio De Feo
    --------------------------------------------------------------------------------

    Una sequenza eccezionale e drammatica di distacchi e l'Italia precipita nel buio. Un "salto nero" dovuto a ragioni complesse e delicate su cui, nel Paese, si accende subito la più classica caccia alle responsabilità, con analisi oscillanti tra la risposta ragionata e l'inevitabile sciacallaggio. Il mosaico delle colpe vere o presunte è, però, ancora tutto da completare. Molti interrogativi restano insoluti. E la grammatica e il buon senso impongono il modo condizionale per inoltrarsi nella giungla delle risposte possibili. Una certezza, però, sembra farsi strada in questo contesto ancora nebuloso: se nessuno può definire quello di domenica scorsa un "black-out annunciato", è altrettanto vero che l'oscuramento dell'Italia non è stato esattamente un fulmine a ciel sereno. E qualche campanello d'allarme era risuonato nelle stanze dei controllori. Come una lettera messa nero su bianco dall'Enel e indirizzata durante l'estate al ministero delle Attività Produttive, all'Authority per, l'energia e al Gestore della Rete, di cui il Giornale ha appreso l'esistenza, starebbe a dimostrare. È la vigilia di Ferragosto quando in tutta la zona dei Grandi laghi, nel Nord-Est degli Usa e nella provincia dell'Ontario in Canada improvvisamente manca la luce. E un black-out gigantesco ed esteso come mai prima d'ora che colpisce diverse grandi città americane e canadesi: tutti al buio da New York a Detroit, da Pittsburgh a Toronto e Ottawa. L'effetto mediatico e psicologico è fortissimo e incide sulle granitiche convinzioni di tutto il mondo occidentale. È a questo punto che i dirigenti dell'Enel avrebbero deciso di mettere nero su bianco alcune loro proposte e ipotesi di intervento nel caso anche in Italia si verificasse una situazione di emergenza energetica. Una sorta di "memorandum" che viene inviato a tre soggetti che in Italia hanno competenze in campo energetico: il Gestore della rete di trasmissione nazionale, il ministero delle Attività produttive e l'Authority per l'energia elettrica e il gas. Sulle scrivanie dei funzionari di Marzano, Ranci e Bollino arriva dunque, tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, una lettera firmata dagli uomini dell'Enel in cui si indica come "necessaria una verifica congiunta delle procedure da attivare per il mantenimento della stabilità della rete in condizioni di emergenza" simili a quelle che si sono verificate in altri Paesi.
    Il riferimento al black-out newyorkese - e alla possibilità che una circostanza simile possa ripetersi - è evidente. La lettera sollecita interventi e azioni comuni. Definisce opportuno individuare insieme le azioni di verifica da realizzare sulla rete. Chiede di definire con una certa chiarezza i ruoli di coloro che dovranno gestire l'eventuale emergenza, in pratica la squadra di pronto intervento che dovrà farsi carico di neutralizzare gli effetti e la possibile reazione a catena, e invita a prevedere le procedure da adottare in caso di distacco non programmato. L'obiettivo della missiva è piuttosto chiaro: adottare tutte le contromisure e le azioni preventive possibili, mettendo nero su bianco le disposizioni che dovranno servire se non a spazzare via l'ipotesi black-out, perlomeno a contenere al massimo i rischi, identificando i punti di vulnerabilità, le sezioni critiche da sorvegliare con maggiore attenzione per evitare un eventuale effetto domino e lo stop delle centrali.
    Tuttavia la missiva resta lettera morta. Né il ministero dell'Industria, né l'Authority né tantomeno il Gestore della rete avrebbero dato risposta alle richieste e alle sollecitazioni dell'Enel. Un caso di black-out informativo su cui forse potrà far luce la commissione insediata dal ministro Marzano.

    "


    Cordiali saluti

  6. #36
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  7. #37
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    dal quotidiano liberaldemocratico Il Giornale......

    " il Giornale del 03/10/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Blackout, ora indaga anche l'Europa
    Inchiesta dei gestori, primo rapporto il 20 ottobre. I francesi: dalla Svizzera dati contraddittori

    --------------------------------------------------------------------------------

    E sei. Con la decisione di aprire un'indagine congiunta dei gestori europei, presa ieri dal1'Ucte (Unione per il coordinamento del trasporto di energia) a Bruxelles, salgono a sei le inchieste sul blackout che ha lasciato l'Italia al buio domenica scorsa. Su quanto è accaduto dalle 3.01 alle 3.25 del 28 settembre, quando è piombata l'oscurità sulla penisola, stanno indagando: gli ispettori del ministero delle Attività Produttive, 1'Authority per l'energia, il Gestore di rete di trasmissione nazionale (Grtn), la procura di Roma, quella di Torino e adesso anche l'Europa.
    Chissà se almeno da uno di questi fronti arriverà una risposta chiara e definitiva sulle cause di un evento senza precedenti nel nostro Paese. Evidentemente il rimpallo di responsabilità tra la Svizzera e l'Italia a colpi di dichiarazioni, fax e comunicati ha finito per confondere definitivamente le acque. Ha fornito però almeno una certezza: la versione elvetica contrasta con quella italiana. Le due ricostruzioni sono profondamente diverse: non coincidono gli orari e neppure il tipo di informazioni scambiate quella notte. In sostanza la Svizzera sostiene di aver allertato in tempo il Gestore di rete di trasmissione nazionale che invece ribatte con un secco "nessun avviso di criticità di rete in tempo utile". Di fronte a una situazione tanto ingarbugliata ieri i gestori di Italia, Francia, Slovenia e Svizzera e il presidente dell'Ucte, Martin Fuchs, hanno deciso di procedere a un'inchiesta congiunta: il primo rapporto sull'accaduto è previsto entro il 20 ottobre. André Merlin, presidente della Rte (Rete trasporto elettricità francese) spiega che "la commissione d'inchiesta sarà presieduta da un Paese terzo, che non sarà né l'Italia, né la Francia, né la Svizzera". Merlin è intenzionato ad andare a fondo della faccenda. Nel mirino di questa indagine ci sarebbe proprio la ricostruzione fornita dagli elvetici visto che Merlin parla chiaramente di "informazioni contraddittorie" giunte "in particolare dalla società svizzera Etrans", ovvero la società che dalla Svizzera gestisce i flussi di traffico elettrico europeo. Insomma un punto a favore del Grtn. "Sul blackout in Italia bisogna capire sin nei dettagli cosa è veramente successo - dice Merlin -. Una volta fatta la diagnosi dell'accaduto tireremo le conclusioni del caso, dopodiché potremo adottare gli eventuali provvedimenti e decisioni. Senza dubbio ne uscirà rafforzata la necessità di una maggiore cooperazione e circolazione di informazioni trai gestori". Merlin è certo del fatto che "tutte le regole non sono state rispettate fino in fondo" e per questo "sono stati presi dei rischi da una parte o dall'altra, e l'inchiesta servirà a chiarire tutta la catena egli eventi che hanno causato il blackout". Per evitare in futuro simili disagi secondo Merlin l'Italia dovrebbe "fondere in un unico ente le responsabilità di gestione e di diffusione dell'elettricità", sin qui operate da due distinte società. Comunque anche la Svizzera vuole vederci chiaro nelle cause del blackout e sta studiando la possibilità di procedere a un'inchiesta ufficiale sull'accaduto promossa dal governo. Quanto ci vorrà per avere una risposta? L'Authority per l'energia ritiene che le prime conclusioni non arriveranno prima di qualche mese. Entro il 15 ottobre invece potrebbe essere resa nota qualche novità sull'emergenza della fine di giugno, ovvero i distacchi improvvisi che lasciarono circa il 5 per cento degli italiani alle prese con semafori in tilt e ascensori bloccati. E mentre gli utenti hanno preso d'assalto le pagine web dell'Intesa dei consumatori per scaricare i moduli necessari a ottenere il rimborso relativo al blackout di domenica (un milione di richieste in 24 ore), Sergio Garribba - commissario dell'Authority- ha precisato che non è previsto nessun indennizzo. "Non c'è tale possibilità", spiega. Potrebbe invece profilarsi l'ipotesi di multe e sanzioni se l'inchiesta dimostrasse l'esistenza di precise responsabilità. Si potrebbe avviare un'istruttoria, conclude Garribba, "un vero e proprio processo che potrebbe chiudersi anche con una multa pecuniaria, compresa tra i 25 e i 150 milioni di euro". L'Authority infine ritiene molto basso il rischio che si verifichino nuovi blackout.
    "

    Saluti liberali

  8. #38
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    da www.giornale.it

    " Marzano: il black out si può ripetere

    Senza nuove centrali il black out puo' tornare a verificarsi. Lo ha detto il ministro delle Attivita' Produttive, Antonio Marzano, intervendendo al secondo World Forum on Energy Regulation che ha preso il via stamane a Roma.
    Alla domanda dei giornalisti se fosse possibile il ripetersi di un black out, Marzano ha risposto che ''non si puo' escludere se non si fanno nuove centrali, seppure la possibilita' sia bassa''. ''Gia' nel 2004 realizzeremo alcune importanti centrali'' ha aggiunto riferendosi, tra l'altro, agli impianti Eni in costruzione.
    Nel processo di liberalizzazione si e' spesso posta l'attenzione piu' sui profitti immediati degli operatori piuttosto che sulle esigenze di sicurezza del sistema. E' quanto ha denunciato il presidente dell'Autorita' per l'Energia Elettrica e il Gas nel suo intervento introduttivo al World Forum on Energy Regulation che ha preso il via oggi a Roma. ''L'esigenza di sicurezza del servizio e' spesso sottovalutata quando tutto va bene'' ha detto Ranci ricordando, pero', che ''la liberalizzazione di per se' non la mette in pericolo''. Il problema e' che ''in una prima fase la liberalizzazione e' stata spesso intesa come 'deregulation': le esperienze hanno mostrato che la deregolazione da sola non basta e puo' essere pericolosa''. In una parola, ha aggiunto, ''e' necessario garantire la trasparenza'' perche' ''solo se c'e' fiducia nel mercato la liberalizzazione riesce, ma la fiducia va meritata''.
    ''Mercati organizzati in modo da indurre le imprese ad operare con esasperata attenzione ai profitti immediati e a trascurare gli investimenti a redditivita' differita non garantiscono la tutela degli interessi generali''. Secondo il presidente dell'Authority ''con la liberalizzazione le norme per la sicurezza del servizio devono essere ridisegnate, compresa la definizione degli obblighi di servizio pubblico; le responsabilita' devono essere ben definite, e in particolare il ruolo dell'operatore di sistema, indipendente dagli operatori commerciali; le norme tecniche oer i margini di affidabilita' del sistema devono essere fissate con precisione; ci deve essere pubblicita' delle informazioni''.

    6 Ott 2003
    "


    Saluti liberali

  9. #39
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    up per atterraggio morbido

 

 
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