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  1. #11
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    In origine postato da MarcoL.
    Da ciò che hai scritto se ne deduce che...?

    Non li vogliamo ma ce li teniamo?


    Se mi spieghi, grazie
    Certo
    penso che il problema dell'immigrazione sia un problema contingente, ed è in primo luogo un problema per gli immigrati, che mai (o quasi mai) vorrebbero lasciare la loro terra per andare a vivere senza certezze lontano dalla casa e dalla famiglia.
    Tralasciando le prese di posizione di chi sostiene teorie della razza da Ku Klux Klan,
    il problema si può porre da 2 punti di vista,
    quello tipico della xenofobia più riprovevole e dell'egoismo borghese (che spero sia limitato a Lega e Forza Nuova), del tipo "non me ne frega niente dei problemi degli altri, se hai la pelle scura devi stare fuori dall'Italia, se muori di fame sono cazzi tuoi". Posizione che ritengo la più becera e schifosa, forse anche peggio delle teorie razziali che almeno una scorreggia di cultura ce l'hanno,
    e poi quello di chi capisce che il problema immigrazione è legato all'attuale economia mondiale, di cui gli immigrati sono vittime, e capisce che un giorno non lontano potrebbe esserne vittima anche lui (per non andare troppo lontano vedi i milioni di italiani che sono emigrati in Germania per sopravvivere e come sono trattati dai razzisti locali- uguali agli altri scuretti extracomunitari)
    Io personalmente sto con le vittime e contro gli sfruttatori, e penso che siano da combattere gli sfruttatori.
    Dalla Lega mi aspetto un certo tipo di atteggiamento.
    Mentre mi aspetto da chi blatera di onore, lealtà, etc. e critica l'egoismo borghese che non si metta contro le vittime.

    Spero di essermi espresso chiaramente, mi piacerebbe conoscere la posizione tua e di altri in merito.

  2. #12
    email non funzionante
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    Il mio punto di vista è che gli immigrati non sono vittime.
    Suvvia... non sarai come il Ku Klux Klan, ma li consideri proprio un pò tontoloni questi immigrati per negare che abbiano una qualche consapevolezza della loro missione. Gli immigrati sono animati da un sentimento di rivalsa e di emulazione, due atteggiamenti che hanno la stessa matrice anche se possono portare a risultati confliggenti.
    Forse hanno delle ragioni per volersi prendere una rivincita, ma sta di fatto che proprio la loro aggressività (si badi bene, non parlo di aggressività fisica o criminale, ma del desiderio di imporsi e di prendersi da noi quello di cui si sentono privati) li rende ostili.
    Non odiosi o disprezzabili, semplicemente ostili, nemici in un certo senso. Anche io per il poco tempo in cui ho lavorato in un magazzino ho conosciuto degli immigrati simpatici e in gamba, in particolare un pakistano con cui ebbi cordiali rapporti. Eppure proprio in quel caso mi resi conto del particolare concetto che essi hanno del nostro mondo: da un lato è un eldorado, una miniera d'oro; dall'altro è un terreno di caccia.
    Dovremmo stare a guardare? E magari stare a guardare solo perchè ce ne sono di intelligenti come noi? Cioè solo se fossero tutti stupidi e gretti li potremmo considerare avversari?
    Questo vuol dire accettare il dogma della bontà universale, la cui formulazione è questa:
    nelle vene dei poveri e dei diseredati non scorre sangue ma miele, essi, specie se di altre razze, sono il distillato della umanità, della giustizia;
    gli occidentali hanno il sangue marcio e hanno il dovere morale di sostituire questo liquido putrido con il miele che solo il povero, lo sfruttato può offrire.
    Ecco il dogma della bontà universale delle moltitudini.
    Il primo corollario è che non può esistere un immigrato veramente cattivo o colpevole.
    Io invece credo che se gli europei hanno il sangue nero e la coscienza sporca( vorrei dire: anche ad ammettere questo presupposto così pessimistico e senz'altro esagerato) è comunque più dignitoso che accettino fino in fondo questa identità piuttosto che la rinneghino.
    Quanto meno chi scende dalla barca che sta affondando può essere sospettato di vigliaccheria e di fellonia. Se l'onore ce lo siamo giocati come europei non c'è modo di recuperarlo reincarnandosi in un arabo o in un filippino.
    Saluti

  3. #13
    suum cuique
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    In origine postato da Senatore
    Io invece credo che se gli europei hanno il sangue nero e la coscienza sporca( vorrei dire: anche ad ammettere questo presupposto così pessimistico e senz'altro esagerato) è comunque più dignitoso che accettino fino in fondo questa identità piuttosto che la rinneghino.
    Quanto meno chi scende dalla barca che sta affondando può essere sospettato di vigliaccheria e di fellonia. Se l'onore ce lo siamo giocati come europei non c'è modo di recuperarlo reincarnandosi in un arabo o in un filippino.
    Saluti
    Onore a Senatore!
    Così parlerebbe una vera guida del popolo!

  4. #14
    Affus
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    In origine postato da wilhem
    Certo
    penso che il problema dell'immigrazione sia un problema contingente, ed è in primo luogo un problema per gli immigrati, che mai (o quasi mai) vorrebbero lasciare la loro terra per andare a vivere senza certezze lontano dalla casa e dalla famiglia.
    Tralasciando le prese di posizione di chi sostiene teorie della razza da Ku Klux Klan,
    il problema si può porre da 2 punti di vista,
    quello tipico della xenofobia più riprovevole e dell'egoismo borghese (che spero sia limitato a Lega e Forza Nuova), del tipo "non me ne frega niente dei problemi degli altri, se hai la pelle scura devi stare fuori dall'Italia, se muori di fame sono cazzi tuoi". Posizione che ritengo la più becera e schifosa, forse anche peggio delle teorie razziali che almeno una scorreggia di cultura ce l'hanno,
    e poi quello di chi capisce che il problema immigrazione è legato all'attuale economia mondiale, di cui gli immigrati sono vittime, e capisce che un giorno non lontano potrebbe esserne vittima anche lui (per non andare troppo lontano vedi i milioni di italiani che sono emigrati in Germania per sopravvivere e come sono trattati dai razzisti locali- uguali agli altri scuretti extracomunitari)
    Io personalmente sto con le vittime e contro gli sfruttatori, e penso che siano da combattere gli sfruttatori.
    Dalla Lega mi aspetto un certo tipo di atteggiamento.
    Mentre mi aspetto da chi blatera di onore, lealtà, etc. e critica l'egoismo borghese che non si metta contro le vittime.

    Spero di essermi espresso chiaramente, mi piacerebbe conoscere la posizione tua e di altri in merito.

    "Mentre mi aspetto da chi blatera di onore, lealtà, etc. e critica l'egoismo borghese che non si metta contro le vittime.

    Spero di essermi espresso chiaramente, mi piacerebbe conoscere la posizione tua e di altri in merito."


    Per me sei solo un egoista che tenta di mettersi a posto la coscienza .
    Tu stai dalla parte dei poveri e dei lavoratori tanto per il problema che questi costituiscono ci pensa la Lega e quelli della Destra Radicale .
    Quando ti fa comodo te ne stai zitto , quando poi questi dovessero esagerare te ne esci con il tuo moralismo pauperistico .
    Niente da eccepire con quei lavoratori che fanno 55 ore alla settimana per mandare quattro soldi alle famiglie . Sono da lodare ,ma Il problema non è questo .
    IL problema è solo e soltanto uno : sono disposti poi a rispettare la nostra cultura e i nostri valori ?
    Allora , tra questi distinguiamo subito gli islamici che non sono disposti a ripsettare un cavolo di niente e non sono dpsosti ad integrarsi .
    Ma la vuoi davvero la loro integrazione ,mi chiedo ,o sono solo chiachiere moraleggianti le tue ?
    Allora , ti prego , vai a fare il mortalista da qualche altra parte , che qui ne abbiamo le tasche piene .

  5. #15
    Affus
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    Predefinito Re: Re: Re: Ecco a voi chi ha diritto al voto...

    In origine postato da multietnico
    ma si wilhelm,questa gente guarda la pagliuzza nell'occhio dei poveracci costretti a vemire in italia per campare e non vedono la trave dell'egoismo nel loro occhio
    Allora scopriamo quali sono i motivi per cui molti di questi sono costetti a delinquere , non come gli italiani all'estero ,e vediamo da che dipende la loro incapacita ad integrarsi .
    Ripeto non sono solo motivi economici .
    Ci sono profondi motivi culturali e solo per questo che non li possiamo accettare molti .

  6. #16
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    tipo al capone, affus?

  7. #17
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    In origine postato da shambler
    tipo al capone, affus?
    Gli italiani come gli ebrei e tanti altri alla fine si sono integrati
    pur se, essendo emarginati , avevano alti indici di criminalita .
    Alla fine la loro cultura non cozzava con quella nord americana e quella loro cultura superiore alla fine ha prevalso sui loro aspetti piu beceri .
    Facciamo invece prevalere la cultura islamica in europa e poi ti vedi cosa averemo .....

  8. #18
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    Laddove si parla di integrazione non di può dimenticare come questo sia un processo lungo, che non può avvenire certo in cinque anni.
    Italiani brava gente?...Mah...a considerare i giornali americani e francesi ai tempi dei nostri flussi immigratori ed alle violenze che dovettero subire i nostri emigrati con le stesse accuse che qualche aizzatore di pittbull umani (per acchiappare voti e potere...) oggi fa nei confronti degli immigrati, non di direbbe.
    Italiani emigrati in Francia nel periodo 1870-1890? Lavoratori disonesti, scorretti, concorrenti sleali sul mercato del lavoro, importunatori e violentatori di donne, ladri, puzzolenti, diffusori di malattie, traditori e spie per conto di Francesc Crispi e di Bismarck...questo il florilegio degli epiteti meritati dai nostri laboriosi emigrati.
    Conoscete l'episodio delle "Alghe morte"? E dei moti antitaliani a New Orleans? Dei linciaggi subiti in America?
    Ed ancora Sacco e Vanzetti?
    E gli Italiani chiusi in campo di concentramento nel 1940 in Inghilterra?
    Studiate camerati, studiate.
    Il no all'immigrazione è un'impossibilità naturale.
    Sì invece ad un'integrazione severa e selettiva.
    Un po' di sangue diverso può rinforzare l'esangue spirito europeo.

  9. #19
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    In origine postato da Furio Camillo
    Laddove si parla di integrazione non di può dimenticare come questo sia un processo lungo, che non può avvenire certo in cinque anni.
    Italiani brava gente?...Mah...a considerare i giornali americani e francesi ai tempi dei nostri flussi immigratori ed alle violenze che dovettero subire i nostri emigrati con le stesse accuse che qualche aizzatore di pittbull umani (per acchiappare voti e potere...) oggi fa nei confronti degli immigrati, non di direbbe.
    Italiani emigrati in Francia nel periodo 1870-1890? Lavoratori disonesti, scorretti, concorrenti sleali sul mercato del lavoro, importunatori e violentatori di donne, ladri, puzzolenti, diffusori di malattie, traditori e spie per conto di Francesc Crispi e di Bismarck...questo il florilegio degli epiteti meritati dai nostri laboriosi emigrati.
    Conoscete l'episodio delle "Alghe morte"? E dei moti antitaliani a New Orleans? Dei linciaggi subiti in America?
    Ed ancora Sacco e Vanzetti?
    E gli Italiani chiusi in campo di concentramento nel 1940 in Inghilterra?
    Studiate camerati, studiate.
    Il no all'immigrazione è un'impossibilità naturale.
    Sì invece ad un'integrazione severa e selettiva.
    Un po' di sangue diverso può rinforzare l'esangue spirito europeo.


    "Sì invece ad un'integrazione severa e selettiva."

    sono d'accordo ,ma deve essere selettiva solo come dico io .

  10. #20
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    In origine postato da Senatore
    Il mio punto di vista è che gli immigrati non sono vittime.
    Suvvia... non sarai come il Ku Klux Klan, ma li consideri proprio un pò tontoloni questi immigrati per negare che abbiano una qualche consapevolezza della loro missione. Gli immigrati sono animati da un sentimento di rivalsa e di emulazione, due atteggiamenti che hanno la stessa matrice anche se possono portare a risultati confliggenti.
    Forse hanno delle ragioni per volersi prendere una rivincita, ma sta di fatto che proprio la loro aggressività (si badi bene, non parlo di aggressività fisica o criminale, ma del desiderio di imporsi e di prendersi da noi quello di cui si sentono privati) li rende ostili.
    Non odiosi o disprezzabili, semplicemente ostili, nemici in un certo senso. Anche io per il poco tempo in cui ho lavorato in un magazzino ho conosciuto degli immigrati simpatici e in gamba, in particolare un pakistano con cui ebbi cordiali rapporti. Eppure proprio in quel caso mi resi conto del particolare concetto che essi hanno del nostro mondo: da un lato è un eldorado, una miniera d'oro; dall'altro è un terreno di caccia.
    Dovremmo stare a guardare? E magari stare a guardare solo perchè ce ne sono di intelligenti come noi? Cioè solo se fossero tutti stupidi e gretti li potremmo considerare avversari?
    Questo vuol dire accettare il dogma della bontà universale, la cui formulazione è questa:
    nelle vene dei poveri e dei diseredati non scorre sangue ma miele, essi, specie se di altre razze, sono il distillato della umanità, della giustizia;
    gli occidentali hanno il sangue marcio e hanno il dovere morale di sostituire questo liquido putrido con il miele che solo il povero, lo sfruttato può offrire.
    Ecco il dogma della bontà universale delle moltitudini.
    Il primo corollario è che non può esistere un immigrato veramente cattivo o colpevole.
    Io invece credo che se gli europei hanno il sangue nero e la coscienza sporca( vorrei dire: anche ad ammettere questo presupposto così pessimistico e senz'altro esagerato) è comunque più dignitoso che accettino fino in fondo questa identità piuttosto che la rinneghino.
    Quanto meno chi scende dalla barca che sta affondando può essere sospettato di vigliaccheria e di fellonia. Se l'onore ce lo siamo giocati come europei non c'è modo di recuperarlo reincarnandosi in un arabo o in un filippino.
    Saluti
    Vedo con piacere che c’è qualcuno che non dice che gli immigrati siano di per sé odiosi e disprezzabili, e che ammette che il sangue marcio l’occidente (l’uomo bianco) ce l’ha. Apprezzo la tua argomentazione e la tue belle metafora, che dovrebbero escluderti dall’appartenenza alla quella categoria di individui alla Borghezio e Gentilini che spero anche tu detesti. Detto questo, sulla consapevolezza o meno degli immigrati di essere strumenti del sistema, questa rimane una tua opinione (diversa dalla mia per le esperienze che ho io), influenzata spero da conoscenze dirette (di immigrati) e non da una semplice elaborazione mentale, questa seconda ipotesi per quanto mi riguarda ti metterebbe sulla stessa linea della tiritera “il negro è il braccio, l’ebreo la mente, ecc.” tanto cara ai sostenitori di strampalate teorie razziste originate da protestantesimo WASP, darwinismo sociale, e via dicendo, di cui milioni di italiani sono state vittime. Non credere che io sia indifferente al problema dell’identità europea, penso solamente che questa identità vada ricostruita sulle attuali macerie, cercando di combattere e distruggere l’attuale sistema economico fondato sul capitalismo di interesse, la mentalità consumista e l’individualismo borghese, che sono stati importati da uomini bianchi, anzi molto più bianchi di noi, dopo essere andati a rompere i coglioni ad africani e sudamericani che vivevano tranquillamente a casa loro nelle loro società, con le loro tradizioni, ecc.
    Ecco credo che se si cacciano gli immigrati a calci in culo non si risolve nulla, perché l’identità europea è in crisi da tempo non certo per colpa degli immigrati, ma per colpa di uomini bianchi Europei.
    E inviterei a pensare sempre, e ti assicuro che non sono né moralista né un fanatico dei diritti umani, che prima di ogni elaborazione teorica ci sono i bisogni primari dell’animale uomo, mangiare, dormire in condizioni decenti, ecc, chi non ha provato a trovarsi senza un tetto e senza aver niente da mangiare chiaramente continuerà a sparlare e ad accusarmi di buonismo, e sarei curioso di vedere cosa farebbero se un domani in Italia ci sarà una bella crisi economica e si ritroveranno a dover pensare ai bisogni primari e non alla tradizione europea, e magari ad emigrare a casa di qualche popolo di biondi aryani dove i razzisti locali vi considereranno meridionali d’Europa scuretti che contaminano la loro razza.

 

 
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