Toh, ti acconto subito va....che non ti rimanga la voglia:
Il gazzettino del nordest
COME FANNO ALL'ESTERO
Solo i cittadini americani hanno diritto di voto, e per diventarlo, dopo minimo 5 anni di residenza, c'è una procedura severissima
Gli Usa pretendono il «giuramento di fedeltà»
Per ottenere la cittadinanza si deve passare un esame di inglese, di storia americana, di «senso morale» ed «etica statunitense»
New York
Nell'America terra d'immigrazione per antonomasia - il cui motto nazionale dice 'E pluribus unum' ('Da molti, uno') - c'e un diritto che spetta solo ai suoi cittadini, a coloro i quali si possono chiamare, a tutti gli effetti legali, americani: è il diritto al voto, sia esso per le elezioni presidenziali, nazionali, statali o locali.
«Ci sono alcuni diritti - spiega il Servizio di naturalizzazione ed immigrazione (Ins) del dipartimento alla Giustizia Usa - che la Costituizione americana dà solo ai suoi cittadini. Primi fra tutti: il diritto al voto, al possesso del passaporto staunitense, ed alla protezione del governo Usa».
Ecco allora che per eleggere i propri rappresentanti al Congresso americano, o al parlamento del proprio Stato, della contea o del comune, l'unica strada per gli immigrati negli Stati Uniti e' quella di fare richiesta per ottenere la cittadinanza. Un libretto fornito dall'Ins - lo stesso temuto servizio di immigrazione che può mettere alla porta i visitatori sgraditi o considerati a rischio - spiega con chiarezza i passi necessari per la cosiddetta 'naturalizzazione'.
Che culmina - al termine di un lungo processo - nella solenne cerimonia in cui si pronuncia il «Giuramento di fedeltà agli Stati Uniti», alla sua bandiera, alla sua Costituzione.Ecco cosa succede se io, Nicoletta Nencioli, decido di voler avere il diritto al voto negli Usa e quindi di presentare la mia domanda di cittadinanza. Anzitutto mi trovo immediatamente nella situazione del 90\% degli immigrati in America che fanno la stessa richiesta (solo una piccola percentuale appartiene a categorie speciali, come personale estero che serve nell'esercito Usa o i figli adottivi di cittadini statunitensi che allora seguono percorsi differenti).
Come la maggior parte degli immigrati devo avere compiuto la maggiore eta' ed aver vissuto - senza interruzioni superiori ai 6 mesi - almeno 5 anni consecutivamente negli Stati Uniti. Nel caso in cui la mia richiesta sia invece basata su di un matrimonio con un cittadino americano dovrò avere vissuto continuativamente negli Usa solo per 3 anni.
A questo punto, chiamo l'ufficio locale dell'Ins e chiedo un appuntamento: al primo appuntamento mi vengono prese le impronte digitali e chiesto di compilare un modulo con tutti i miei dati personali. Nel giro di breve tempo un funzionario del Servizio di Naturalizzazione ed immigrazione mi convoca per la cosiddetta 'intervista', durante la quale dovrà stabilire il mio «buon carattere morale», la mia conoscenza dell'inglese parlato e scritto, la mia buona cultura sulla storia degli Stati Uniti.
Durante l'intervista verrà controllato che non abbia avuto alcuna condanna per reati criminali e mi verranno poste domande sul mio senso morale. Dopo ci saranno i test. «I richiedenti la cittadinanza - spiega il regolamento - devono dimostrare una buona consocenza dell'inglese e e dei principi fondamentali della storia e dell'etica Statunitense». Se supererò gli esami verrò convocata per l'atto finale che il ministero della Giustizia americano definisce «uno dei passi più importanti nella vita di una persona»: il giuramento di fedeltà agli Stati Uniti.
Durante la cerimonia ci si impegna a rinunciare alla fedeltà ad altri Stati nazionali, a «sostenere e difendere la Costituzione americana», ed a «servire le forze armate degli Stati Uniti» se e quando richiesto.
Infine, stanchi ma soddisfatti e soprattutto cittadini americani, alla successiva tornata elettorale si andrà alle urne.
Nicoletta Nencioli




Rispondi Citando

