In origine postato da yurj
Parla il leader di Rifondazione comunista: "Semmai è
più seria l´ipotesi di una forza di
alternativa
riformista con un vero respiro europeo"
"No alla lista unitaria per le europee è
un´idea da centrosinistra d´antan"
Bertinotti boccia la proposta Prodi: al Paese non
interessa
Ma quale che sia la formula il nostro rapporto con
l´Ulivo va avanti
(.....)
È vero che prima o poi Rifondazione cambierà il nome
rinunciando alla definizione di comunista?
«C´è un clima di attesa, molti, anche nei movimenti, considerano il riferimento comunista un fardello
troppo pesante. Secondo me si sbagliano, essere
comunisti oggi è una sfida per il futuro. Però
possiamo costruire insieme la risposta. Io Tarzan, tu Jane. Io
sono comunista, tu no. Ma possiamo camminare
vicini».
"Un noto adagio dice che se gli assiomi della geometria urtassero gli interessi degli uomini, si sarebbe cercato di confutarli. Quelle dottrine delle scienze storiche e naturali che colpiscono i vecchi pregiudizi della teologia hanno provocato e provocano tuttora una delle lotte più accanite.
Nulla di strano quindi che la dottrina di Marx, la quale serve in modo diretto a educare e organizzare la classe d'avanguardia della società moderna, indica i compiti di questa classe e dimostra che, grazie allo sviluppo economico, la sostituzione dell'attuale ordinamento sociale con un ordine nuovo è cosa ineluttabile - nulla di strano che questa dottrina abbia dovuto farsi strada lottando ad ogni passo(....)
Lenin, "marxismo e revisionismo", 1908.
Il marxismo è una scienza filosofica(modello: Aristotele, Hegel): NON è una scienza naturale!
Il marxismo è una scienza "ipotetica", che tiene conto sia della teoria della deduzione di Aristotele che della teoria dell'induzione di Stuart Mill: il marxismo è quindi un modello ipotetico-deduttivo nutrito di induzioni.
Marx perviene mediante metodo ipotetico a due ipotesi:
Una -esplicita- di tipo "socioeconomico";
L'altra -implicita- di tipo "antropologico"
In base alla prima si evince che il modo di produzione capitalistico -visto sotto il punto di vista dinamico e dialettico delle sue leggi produttive- debba necessariamente produrre progressivamente un soggetto rivoluzionario inter-modale: un soggetto capace cioè non solo di ribellione ma atto a superare un modo di produzione;Ricordiamo: il lavoratore collettivo cooperativo asociato alleato con le potenze mentali della produzione capitalistica, definite da Marx come "General Intellect".
Quattro sono i concetti scientifici usati da Marx:
. Modo di produzione;
. Forze produttive sociali;
. Rapporti sociali di produzione;
. Ideologia;
Il Preve a tali categorie in una opera di ridefinizione dei confini analitici marxisti ne aggiunge un 'altra:
"Natura umana e sociale".
La prima ipotesi di Marx è un'ipotesi di tipo socio-economico: NON è dunque di tipo puramente economico e NEPPURE di tipo puramente sociologico: Marx NON fa parte della storia dell'economia politica e della storia della sociologia in quanto tali;
L'economia politica moderna nasce con Adam Smith e con Ricardo come "disciplina della produzione della ricchezza nella forma delle merci e della sua distribuzione fra i vari settori produttivi;
La sociologia moderna nasce con Auguste Comte come "disciplina della regolazione sociale mediante la conoscenza degli interessi delle varie classi".
Marx è innanzitutto adempimento di analisi e prassi al fine di "agire" un cambiamento della società mediante presupposti razionali: presupposti che provengono da uno studio degli elementi del reale agenti o agiti nella società come conseguenza di un conflitto tra classi sociali.
Se in questi pochi passi abbiamo visto come non sia possibile esautorare Marx dal marxismo, settorializzandolo ora nell'abito dell'economicismo( con tutte le sue degenerescenze: dall'operaismo alle "moltitudini"), ora nell'ambito della sociologia, possiamo ricavarne che:
1) Sono in errore coloro che intendono il marxismo come una visione sicentifica indifettibile e statica(oggettivizzata) poichè costoro (che potremmo chiamare, prendendo spunto dalla scuola pitagorica, gli "acusmatici" o esoterici) tramutano una scienza (sia pur sociale) nel suo esatto opposto, il dogma.
2)Sono in errore coloro che "giocando" sulla duttilità della "settorializzazione sociologica" sacrificano al movimentismo la radice più profonda di Marx. Radice che non è obsolescenza ma che si traduce in ultima istanza in un imperativo, un imperativo proprio a tutte le scienze: prosecuzione della ricerca e ricerca ulteriore.
La crescita del marxismo è necessaria e paragonabile a quella di un'altra qualsiasi scienza (seppure, non dimentichiamolo, sempre di scienza sociale parliamo). Prendiamo ad esempio Newton: se ci si fosse fermati alla gravità "dedotta" dalla caduta di una mela, non saremmo giunti mai alla fisica quantistica.
Coloro che negano l'esigenza di una crescita, o ritengono deformabile il suo corso in base a soggettive e superficiali interpretazioni dell'analisi, producono come conseguenza l'annicchilimento del marxismo, la sua riduzione a summa di principi più o meno moraleggianti, proiettabili in più contesti a seconda della convenienza.
Se organismi come i Carc oggi rappresentano un esempio plastico di ciò che intendiamo per "acusmatici" ed "esoterici"(distaccati dal mondo reale e del materialismo dialettico, pur essendo molte delle loro analisi valide), il vertice di Rifondazione oggi rappresenta la variante "sociologica", quella priva di una visione nitida di classe derivante da una seria analisi della attuale condizione sociale, locale ed internazionale.
Non è che le "classi" non esistono più: solo nel divenire storico queste mutano poichè non rappresentano una realtà assoluta: da "ab-solutus", "svincolate dalla realtà terrena";
Altrimenti saremmo restati fermi ai "patrizi" ed ai "plebei" di romana memoria; se la classe operaia in senso novecentesco nei paesi occidentali non esiste più, ciò non vuol dire che un nuovo e poliedrico soggetto politico di classe non vada definendosi all'orizzonte!
Quali le alternative? Assemblarlo maldestramente in un'ottica movimentistica e ricondurlo verso il contrattualismo socialdemocratico che ha fatto arenare la classe operaia?
Coltivare illusioni borghesi e puerili sulla pedissequa ripetizione dei modelli rivoluzionari novecenteschi, pur nel cuore dell'occidente imperialistico e post-industriale?
Il compagno Bertinotti pare voler lenire i drammi di un riflusso innegabile(ed inevitabile vista la "gestione" mediatica dell'evento Iraq), "aprendo" ad un centro-sinistra più alieno che mai a recepire influssi e influenze potenti da una formazione politica dalla prospettiva incerta.
In una gara automobilistica è come voler contendere il primo posto ad una vettura avendo finito la benzina, e pretendere di vincere facendosi trainare da essa!
Rinunciare al comunismo è come rinunciare a correre: inutile allora discutere sul tipo di cavo da rimorchio da utilizzare.
Attendiamo un Partito Comunista Nuovo(Rifondazione?) animato da uomini e donne, mi si passi la citazione, "di buona volontà": come fù in un giorno del 1921.
Saluti a pugno chiuso
-N-




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