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    Araldo
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    Predefinito L'Italia va.......ma dove?

    Bilancio in passivo
    PAOLO DEL PAPA
    L’Italia è “sfatta”. Collassata da manovre dell’ultimo minuto, condoni ed emendamenti dettati dall’urgenza di far cassa prima possibile. I grossi gruppi industriali, i colossi che reggono l’economia, sono indebitati fino al collo. Emettono milioni di obbligazioni per tamponare infiniti buchi preesistenti e non sono in grado di garantire il rimborso concordato alla scadenza, né di reinvestire fondi che non riescono a monetizzare. Un motore economico che ristagna, aspettando invano il risveglio dell’America.

    L’Alitalia, che annuncia ben 1500 esuberi e altri 1200 trasferimenti a non meglio definiti incarichi, fa eco ad una situazione internazionale di una gravità mai vista. Il gigante dell’elettronica giapponese Sony nei prossimi tre anni lascerà a casa 20.000 persone. A New York non si sa più dove tagliare e si sta pensando al corpo dei vigili del fuoco. È la disperazione del nonsenso, una spirale viziosa su un mito tramontato mentre nasceva. La new economy doveva arricchire tutti con pochi sforzi in poco tempo. Ma è rimasta un’utopia perversa, una trasposizione moderna e virtuale del gioco del Monopoli, che gira velocemente, sposta miliardi quotati in borsa in pochi secondi e poi li vede sfumare nella sfiducia “povera” dei risparmiatori, nelle crisi annunciate di governo, nell’allineamento ad un fronte guerrafondaio, nella paura costante del terrorismo dilagante e nello spasmodico controllo dei pozzi petroliferi. Una generale incertezza che è consapevole paralisi e lascia aperti molti dubbi sul mantenimento del famoso “patto di stabilità” vincolante al resto d’Europa.

    Inutile conservare ottimismo senza giusta causa: il governo in carica è carente di personalità competenti, coinvolte e motivate alla gestione pubblica, al rilancio dell’occupazione, della tecnologia e della tanto declamata competitività. Non è in grado, e non ne ha mai avuto l’intenzione. Pensa palesemente solo a se stesso, ai suoi equilibri di forza, ai personali propositi. Incurante ed ignorante del tempo in cui vive e della storia contemporanea che si riscrive di giorno in giorno, se ne infischia altamente dell’opinione del suo elettorato e delle facili promesse fatte.

    Le libere esternazioni improvvisate in politica estera e i commenti ai fatti interni, danno la giusta misura del degrado e dell’impreparazione in cui si barcamenano quotidianamente gli esponenti di un’anomala maggioranza di opportunisti. Berlusconi afferma che in Iraq le cose vanno migliorando, Bossi dichiara che gli immigrati devono essere catalogati e contati come merci, Follini e Casini festeggiano l’assoluzione di Andreotti dal processo Pecorelli come un avvenimento che riabilita completamente la DC, Maroni impone la riforma delle pensioni lasciando comunque intendere che il dialogo rimane aperto.

    La coalizione non si ferma davanti a nulla: litiga, si minaccia, si accusa, ma poi ricorre, se necessario, anche al ricatto del voto di fiducia, pur di allontanare anche il minimo sospetto di possibili dimissioni ed elezioni anticipate. Ogni mezzo, ogni persuasione va bene per mantenere il potere e il controllo: messaggi a reti unificate, “rubate” per garantire il fattore sorpresa; letterine a casa per spiegare la necessità di una riforma che lascia tutto tale e quale; video conferenze da Bruno Vespa o sui tg zerbino per tranquillizzare e responsabilizzare gli scettici che avrebbero qualcosa da obiettare, se solo esistesse la possibilità di un contraddittorio.

    E laddove non si riesce a convincere moltitudini di persone arrabbiate e deluse, interviene l’insulto. Chi manifesta, non si adegua o sostiene il sindacato è un terrorista, secondo Forza Italia.

    Addio democrazia, principi, diritti e speranze. La ripresa è sempre più lontana, precipitata in un pozzo senza fine, scansata da bisogni più urgenti come l’archiviazione del processo Previti, o la legalizzazione del monopolio televisivo.

    In condizioni normali, tutto ciò sarebbe assurdo e inaccettabile. Ma nel paese dei Tafazzi, (per inciso, quel geniale personaggio vestito di nero che mentre si tira delle bottigliate ai genitali, saltella cantando allegramente) tutto è consentito. E peggio si sta, meglio è…

    -------------------------------------------------------------------



    .......e quel rimbambito di tremonti continua a fare paragoni propagandistici con la Germania........un paese che ha il debito pubblico un quarto dell'Italia e dove il reddito procapite di chi lavora e' il doppio che nella penisola dei balocchi.

    Saluti

  2. #2
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