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Discussione: Dove va l'Italia ?

  1. #1
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    Predefinito gutte

    Mi scuso con qualche germanofilo lettore del sito se ho scritto "gros coalitionen" l'avevo virgolettata perchè mi riferivo al tedesko di sturm truppen, mai dimenticato.
    Ora nuvola ha rimesso le cose a posto.

    Me la ricordo benissimo l'intervista a La Malfa.
    Era apprezzabile per diverse ragioni, una per la crisi che stava prendendo il mondo, una per i rapporti con il sud est asiatico, una per ragioni di politica con l'Islam, sia nell'affrontare il terrorismo, sia nei rapporti con i paesi islamici moderati.
    Ben ha fatto Il presidente del consiglio a invitare ad un pranzo gli ambasciatori dei paesi arabi ed islamici per la fine del ramadam, il che nel mondo islamico è un onore e un rispetto.

    Enrtrambi gli schieramenti sono deficitari su questo, il cs, mettendo a capo un obsoleto strumento boiardo della vecchia dc di de Mita, che piace tanto a Scalfari, l'altro ha una massa di signorsi che col tempo stanno rovinando il governo più riformista degli ultimi cinquantanni.

    Questo a grandi linee il quadro che ci si presenta davanti alle prossime elezioni, entrambi gli schieramenti hanno forze sufficienti a capire questi semplici concetti.
    I prossimi anni si prevedono talmente bui che in confronto il muro di Berlino sarà sembrata una semplice passeggiata.
    L'occidente aveva di fronte l'Unione Sovietica che era ed è un paese occidentale, ma ora avrà di fronte l'Islam, come dire medio oriente, e l'India e la Cina come dire estremo oriente.

    Se ci si attarda sulla Cirami e su Celentano o sul miliardario Travaglio l'Italia farà poca strada.


    Caro Red Cloud questi temi temi potrebbero essere il titolo per una discussione da qui alle elezioni ed oltre,per favore se vuoi puoi mettere come titolo . Dove va l'Italia?
    Ciao a tutti.

  2. #2
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    Predefinito Re: gutte

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it
    .... Caro Red Cloud questi temi temi potrebbero essere il titolo per una discussione da qui alle elezioni ed oltre, per favore se vuoi puoi mettere come titolo . Dove va l'Italia? ...
    ... pergola2000 ... ecco fatto ...

    http://www.nuvlarossa.org/
    [mid]http://www.vasconvolti.it/Suoni/Vasco_Rewind.mid[/mid]

  3. #3
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    Predefinito Un monte di cocci. di antoniog

    Un monte di cocci

    A Roma c'é il monte dei cocci. Cocci accumulati dagli antichi Romani. Cocci di costruzioni diroccate, di manufatti invecchiati. Cocci. Anche nello Stivale c' é una montagna di cocci. Cocci accumulati dagli Italiani, nei decenni, con leggerezza. Una buona parte é stata buttata alla fine del secolo XX. Cocci di tutti i tipi e colori. Cocci da occasioni perdute, da promesse non mantenute, da fatue illusioni poi smontate, da programmi iniziati ma poi falliti, o dimenticati, da successi mancati. Cocci. Per incapacità, per incoscienza, per insipienza, per incoerenza o leggerezza. Cocci generati da panzane, chiacchiere fatue, vendute al pubblico da pacchiani oratori. E accettate spesso da una cultura mediocre, la quale privilegia il football di serie A e le soubrettes svestite di serie B. E ammanta talvolta la furberia di un aspetto intelligente.



    Molti cocci sono dovuti ai cinque spettri che aleggiano sul Bel Paese: superficialità, rassegnazione, irresponsabilità, comparaggio, allegra gestione. Altri cocci dovuti alle distruzioni di un sistema, che non sa sciegliere le persone giuste al posto giusto, ma sceglie invece le persone più spinte al posto più remunerato. In Europa si chiamerebbe la "selezione negativa", in Italia si chiama "il sistema".

    Cocci incoscienti, gettati da chi ha creduto, ideologie complici, a programmi politici. I quali si sono poi rivelati mezzucci per andare al potere, poi dimenticati nella confusione creata dal sistema Italia di fine secolo XX. Confusione di proposte non studiate, di problemi non chiariti, di trovate non ragionate.

    Ma sempre cocci. Cocci che si son trovati sul percorso del treno Italia. Treno programmato negli anni '60 come treno ad alta velocità. Con gli anni divenuto un accelerato, che si ferma a tutte le stazioni, anche quelle impreviste. I ferrovieri non sono stati formati infatti all' organizzazione, alle segnalazioni ed alla manutenzione. Per cui sono essi stessi sorpresi di tante fermate. E chiedono lumi al capotreno.

    Ma che puo' fare un capotreno, che non ha gli strumenti per l' alta velocità ? Che non sa neanche quali leghe, olii e motori sono necessari per permettere al treno gli attesi 300 km/h ?

    La quantità di cocci sembra aumentare. Rischia di espandersi in ogni regione, in ogni fabbrica, in ogni impresa. Mentre che associazioni di imprenditori, di lavoratori, di professionisti, di categorie, discutono e si beccano. Senza capirsi talvolta, senza grandi risultati talaltra. Non pensano che forse non li vedranno mai, i risultati. Per mancanza di realismo, di capacità, di metodo, di formazione seria, di apertura, di VALORI. E per la diffusione di due elementi negativi: le CHIACCHIERE VAGHE, le OPINIONI EQUIVOCHE.

    Ma restano i cocci. Oltre i cocci, si notano anche i buchi nell' acqua. Soprattutto quelli fatti in Italia da tante persone, dotate di ingegno e capacità. Fra i quali molti sono poi andati in Europa, in USA, in Australia, ove si rivelano spesso più brillanti e capaci dei colleghi locali.

    Cocci e cervelli. I primi restano, i secondi se ne vanno. Speranze perdute, futuri negati, in Italia.

    E' lo Stivale oggi.

    Apriamo gli occhi.....guardiamo la situazione reale: non c' é ne la cultura, ne la stoffa, ne la chiarezza mentale per fare la competizione nel villaggio globale. L' abbiamo persa, con leggerezza, e con un po' di incoscienza.

    L' Emigrato
    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

    P.S. Il testo é un tentativo, semplicistico, di risposta alle domande: Quale la Deriva italiana ? Perché il sistema Italia, che raggiunse quaranta anni fa le vette della competitività, vede la sua competitività calare decisamente ? La mia conclusione: finché gli Italiani non fanno una riflessione seria sulle CAUSE DEL CALO DI COMPETITIVITA' , la società italiana continuerà, con ignavia e leggera incoscienza, la sua marcia forzata verso il Terzo Mondo. La riflessione urgente dovrebbe avvenire fuori di ogni contesto politico (il quale imbroglierebbe solo le acque).

    .................................................. .
    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=1705

  4. #4
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    Predefinito L'ITALIA E I COLLI DI BOTTIGLIA, di antoniog

    L'Italia e i colli di bottiglia
    LA DIVARICAZIONE CON LA U.E.


    Il presidente Ciampi alla fine del ‘99 ha autorevolmente indicato agli Italiani la necessità di liberare il Paese dai “colli di bottiglia” esistenti, al fine di permettere all’economia di riprendersi (“colli di bottiglia”, dall’inglese, sta per strozzature)



    Poiché concordo col presidente Ciampi, ritengo utile riassumere in maniera concisa come, dall’estero, si intravede l’effetto dei “colli di bottiglia” sulla vita civile del Paese. Il fenomeno, indicato nell’allegato in maniera molto concisa, non riguarda tutti gli Italiani, ma una percentuale comunque troppo larga di cittadini. Esso, visibile in maniera macroscopica agli Italiani che vivono in Paesi avanzati, é un segno evidente della divaricazione Italia-Unione Europea.

    ALLEGATO I PRINCIPALI COLLI DI BOTTIGLIA

    Inadeguata chiarezza
    “ riflessione
    “ progettualità seria
    “ trasparenza
    “ rigore e precisione
    “ organizzazione
    “ promozione del merito e esperienza nelle attività pubbliche
    (talvolta nel privato)

    CONSEGUENZE

    a) sia le attività economiche che i servizi resi al cittadino (includendo in essi anche la definizione di leggi e regolamenti) sono spesso accompagnante da:
    confusione improvvisazione classe dirigente selezionata non per esperienza, ma per allacci personali (l’eccezione della U.E.)b) a differenza degli altri Paesi della U.E., le seguenti difficoltà sono ormai estese nella vita sociale del nostro Paese, con riferimento al settore pubblico, ma anche al privato:

    - per raggiungere i proprii obiettivi si aggirano le leggi, spesso arretrate o confuse, e i regolamenti, con metodi improprii
    - bassa qualità dei servizi resi
    - basso rendimento delle attività economiche
    - incertezza sul possibile raggiungimento di obiettivi economici
    - incertezza sulle possibilità di supporto adeguato per le imprese
    - diffusione di omertà e connivenze, con l’aggiramento della legge
    - incertezza frequente sulla capacità e volontà dello stato di far rispettare i diritti del cittadino
    - intrusione della criminalità e della corruzione negli organi dello stato
    - molte autorità nazionali o locali e alcuni imprenditori ricercano nicchie sicure per una vita di rendita, cioé senza sfide né rischi
    - il livello di guardia per i comportamenti accettabili é paurosamente basso e sembra calare sempre di più.

    RISULTATI FINALI

    Degradazione in gran parte del Paese di:
    - certezza del diritto
    - qualità della vita
    - competitività in ambito U.E.
    - potenzialità degli attori dell’economia
    - potenzialità dell’occupazione
    - emigrazione dei migliori cervelli iniziata da un pezzo (credo che cominciano a emigrare anche i Q.I. non elevati, cioe l’uomo comune). Sarebbe interessante chiedere al ministro competente l’andamento dell’emigrazione negli ultimi anni, forse accelera ? Essa non riguarda, come agli inizi del secolo scorso i manovali, ma la manodopera qualificata.

    CONCLUSIONE

    In poche parole: un cittadino che vive all’estero ha l’impressione che la vita sociale é bloccata. Quella economica sta cominciando a bloccarsi. Sarà il momento di aprire gli occhi ?

    Antonio Greco

    ANGREMA@wanadoo.fr

    .................................................. .
    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=1705

  5. #5
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    Predefinito CAUSE DEL DEGRADO, di antoniog

    Cause del Degrado

    Parecchie lettere nei forums lamentano che cose o servizi, facili nel resto della U.E., divengano molto difficili, talora impossibili, nello Stivale. Molti dettagli o esperienze raccontate, talvolta spiacevoli, sembrano spesso sorprendenti.

    I N.C.I (Nuovi Comportamenti Italiani) non prevedono approfondimenti, per cercarne le CAUSE. L' Italiano si abitua a tutto, anche al peggio.

    L' inchiesta che ho portato avanti, per interesse personale, per circa un decennio, identifica molte CAUSE del degrado, dell' allegra gestione pubblica, di alcune incapacità italiane.

    Romiti, da me informato di spiacevoli paragoni coll' Europa, che costituiscono un rischio per l' economia, mi rispose (anno ' 90) che era d' accordo colle mie conclusioni. Ma non c' era niente da fare. E non mi ricevette, per una presentazione. La deriva, dopo il ' 90, é divenuta deragliamento. Continuo, anzi sostenuto.



    Che i nodi siano ora al pettine, lo vedono in molti. Le CAUSE, da me indagate, non sono piacevoli. Scoprire le prime rughe é spiacevole. Ma é necessario, se con una cura di bellezza, si vuole evitare che ne appaiano altre. Le CAUSE indicano che gli Italiani sono poco europei. Forse un tantino balordi.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

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    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
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  6. #6
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    Predefinito CONTRASTI ITALIANI, di antoniog

    Contrasti italiani
    (L ‘ EUROPA CHE SI ALLONTANA, L’ ECONOMIA CHE DERIVA)

    Se il Paese é sceso in basso, se la società non si rialza, l’ economia non potrà risalire.

    Il mercato globale fa spazio a chi propone qualità alta e prezzo basso. Le quali si ottengono solo se si é efficienti. In sintesi, l’ obiettivo é: la competitività. Lo strumento é: l’efficienza.

    Principi semplici per tanti europei. I quali hanno, spesso, un po’ di (o tanto) realismo. Che é poi necessario per applicare principi semplici.

    E l’ Italia ? I principi semplici, nel Bel Paese, non si capiscono (o non si conoscono ?). Ci sono invece altri valori. Quelli negativi. Come le chiacchiere fatue. Le promesse dimenticate. Le accuse infondate. Le trovate sparate. Senza alcuna attenzione alla verità dei fatti.

    La verità ? ? Ma quella non conta, nel Paese del doppio linguaggio, della demagogia diffusa dai microfoni e dagli schermi. Della irresponsabilità promossa dai VIPs delle istituzioni (si dovrebbero scrivere colla I maiuscola, ma ... tanto non funzionano granché....).



    E come potrebbero i VIPs delle istituzioni promuovere alti valori, più positivi ? Se essi hanno fatto la scuola delle chiacchiere, della Commedia dell’ Arte Politica ?

    Speranze di progredire ? Non credo, perché per progredre sarebbe necessari rinnovarsi. E per RINNOVARSI, bisognerebbe sfrattare tanti padrini, capi cordate, ras, capibastone....Nelle istituzioni prima, nel sociale poi. Padrini che hanno, innato, il senso del potere. Ma anche della incapacità sociale...

    Povero Paese che, fuorviato, imbrogliato, confuso da tanti padrini, ha preso la strada dell’ America ... Latina. Colpa molto della Pubblica Distruzione ...

    Povero Stivale, scassato, fregato, suicidato, ha difficoltà a gestirsi......
    Sarebbe da chiedersi: “Si sveglieranno gli Italiani ? E se si svegliassero, sapranno organizzarsi, per far fuori politici balordi, magliari organizzati e padrini incoscienti ?”

    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

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  7. #7
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    Predefinito



    E' TUTTA COLPA DEL CAV. PATACCA, NON GIRIAMOCI INTORNO

  8. #8
    Golia
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    Predefinito Re: gutte

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it

    Se ci si attarda sulla Cirami e su Celentano o sul miliardario Travaglio l'Italia farà poca strada.

    Quella di Cesare Previti è una grande prova d'orgoglio civile e morale che non può cadere nel vuoto ma va al contrario immediatamente raccolta da chi come noi crede nel valore della giustizia equanime.

    Il rapporto di stima e di amicizia personale che ci lega all'onorevole Previti non deve far velo alla nostra determinazione di difenderne l'immagine di parlamentare di Forza Italia eletto con largo consenso a Roma grazie al voto di elettrici ed elettori che hanno trovato in lui un punto di riferimento saldo e assiduo sul territorio.

  9. #9
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    Predefinito per favore

    lascia stare Previti che non centra niente con questo discorso.
    Dalle tabelle esposte reiteratamente da Brunik che si crede un economista, in quanto ha una laurea in economia o equipollente, si vede che il trend non viene dai quattro anni della presidenza berlusconi , ma viene da molto lontano, non dipende neanche dai governi Prodi, D'Alema uno e due, Amato, c'è nella società italiana una voglia di annientamento inconsapevole che la sta trascinando verso una china senza più ritorno.

    Prendiamo ad esempio la riforma universitaria, per la prima volta si parla di concorsi nazionali per vincere cattedre, per gli assistentati, per i collaboratori, cioè si tenta di sottrarre il peso delle baronie nelle varie sedi universitarie, ma i baroni, rettori in testa non sono contenti e scioperano, c'è forse una ragione per scioperare? Se non quella di perdere un potere che li aveva tenuti fin qui legati alle loro poltrone e alle loro consulenze, ed è forse il pericolo che viene dai concorsi dove di solito vincono i più bravi e non i protetti?
    Cosa hanno dimostrato questi scioperi se non una battaglia di una retroguardia perfetta, ed allora se vince la coalizione di cs cosa farà leverà i concorsi nazionali?
    Ci lamentiamo continuamente che la ricerca langue, ma se rimarranno le attuali baronie ,come possiamo invertire la tendenza?
    Che Italia avremo in futuro : laureati senza specializzazioni, masterizzati in maniera fasulla dove i baroni che detengono le cattedre insegnano le stesse cose nei master o perlomeno pezzi di programma che non insegnano più nel nuovo ordinamento universitario del tre+due.
    Ai posteri.

  10. #10
    Golia
    Ospite

    Predefinito

    Quando il leader dell'Unione Romano Prodi dice che quello che sta accadendo in Francia accadrà anche in Italia è intellettualmente disonesto e politicamente irresponsabile. Le parole del Professore sono un'incitazione a provocare disordini nelle periferie delle nostre città.

    Dobbiamo invece prendere atto che nelle periferie delle città italiane non vi sono condizioni di tensione paragonabili a quelle di Parigi. Quello che sta accadendo in Francia "mette in discussione il loro modello di integrazione, lo stesso cui si ispira la sinistra postcomunista, basato sulla realizzazione di "ghetti. Noi invece abbiamo seguito un altro modello, quello della Bossi-Fini che coniuga la sicurezza del Paese ospitante ai valori di solidarietà. Insomma in Italia abbiamo seguito la strada giusta e ragionata: quella della Bossi-Fini.

 

 
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