I carbonari erano patrioti che si ribellavano all'invasore, o terroristi infìdi e vigliacchi che violavano le regole della "deontologia" guerresca?


I carbonari erano patrioti che si ribellavano all'invasore, o terroristi infìdi e vigliacchi che violavano le regole della "deontologia" guerresca?


ma guarda te......altro che grotteschi.......come quel tale che ha paragonato su altro forum i kamimaze a Pietro Micca..... e a Sansone
(in un tema liceale del 1974 scrissi che le origini del terrorismo in Italia......risalivano a certe frange di ......mazziniani.....furono poi altre frange, questa volta di anarchici....ad ereditare il metodo)


==In Origine Postato da Pieffebi
Quando cesserà di evitare il problema centrale della questione: ossia il metodo terroristico alla kamikaze o similare (illegittimo SEMPRE) per tentare di assorbirlo in un generico diritto di resistenza violenta (che implica ogni mezzo necessario, ammesso che sia riconoscibile nel contesto, ma non la violazione di quelle che secondo la TRADIZIONE militare plurisecolare, oltre che al diritto, sono le regole di lealtà.....e di separazione fra combattente e civile)....ne riparleremo.
Saluti
chi è immune oggi in medio oriente da queste colpe??
non dimentichiamoci che a suo tempo sono stati scoperti ebrei, travestiti da arabi, che cercavano di compiere attentati obiettivi inglesi, per far ricadere le colpe sugli arabi stessi..
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)
Forse non ci siamo capiti. Il punto centrale è che la figura del ''partigiano'' o ''resistente'' si basa proprio sulla negazione della chiara separazione tra civile e militare [che poi è saltata comunque, con la guerra aerea, ad es.]. E le convenzioni di Ginevra sono importanti proprio perché hanno in buona parte riconosciuto a questa nuova figura della guerra uno status giuridico, legittimandola.In Origine Postato da Pieffebi
Quando cesserà di evitare il problema centrale della questione: ossia il metodo terroristico alla kamikaze o similare (illegittimo SEMPRE) per tentare di assorbirlo in un generico diritto di resistenza violenta (che implica ogni mezzo necessario, ammesso che sia riconoscibile nel contesto, ma non la violazione di quelle che secondo la TRADIZIONE militare plurisecolare, oltre che al diritto, sono le regole di lealtà.....e di separazione fra combattente e civile)....ne riparleremo.
Saluti
Tra l'altro, chi è il terrorista? Terrorista lo si è per gli obiettivi che si colpisce [civili] o per gli scopi che la propria azione si propone [sovvertire un ordinamento legittimo]. In questo caso, la resistenza irakena colpisce obiettivi civili? Oppure vuole sovvertire un ordinamento legittimo? Oppure, volendo introdurre un nuovo elemento di discussione, usa armi non convenzionali? Non si può chiamare terrorista uno solo perché si fa saltare in aria contro obiettivi militari di una forza occupante il suo paese [a parte il fatto che il grosso delle vittime anglo-americane non è dovuto comunque ad azioni kamikaze]
A conferma, di ciò, l'esempio del jihad afghano contro i sovietici è ancora assolutamente pertinente


Il terrorismo è un metodo "tecnico" di lotta. In sè illegittimo perchè non consente la distinzione fra militare e civile, che è richiamata dal diritto internazionale attual, perchè è "sleale". Certo il diritto internazionale riconosce la figura del "resistente" in quanto non inquadrato, per forza di cose, in un esercito regolare secondo i canoni classici. Ma a questo punto costui è considerato come fosse un militare e deve comportarsi come tale. Il suo essere un civile armato non lo sottrae alle regole che sono cogenti per i militari occupanti o resistenti.
Il metodo del kamikaze è un metodo che non consente alla forza occupante di distinguere fra civili e militari, è contrario alle regole di guerra. Da nessuna parte si dice che vengon meno per i partigiani i doveri di lealtà nel combattimento che da sempre fanno parte delle leggi scritte e non di guerra. Che poi queste siano largamente disapplicate è altro paio di maniche. E attiene alle critiche realistiche al diritto internazionale e di guerra. La guerra direbbe qualcuno è per sua natura al di là e al di fuori di qualsiasi legge. ...... Il terrorista resta però tale.
Non a caso ho fatto l'esempio di via Rasella. Resistenza legittima, atto illegittimo. I giudici lo hanno stigmatizzato ma hanno dovuto assolverne gli autori ....in applicazione di leggi "ad hoc".
Saluti liberali


E non rispondi NEANCHE qua; i soliti sproloqui.In Origine Postato da Pieffebi
ma guarda te......altro che grotteschi.......come quel tale che ha paragonato su altro forum i kamimaze a Pietro Micca..... e a Sansone
(in un tema liceale del 1974 scrissi che le origini del terrorismo in Italia......risalivano a certe frange di ......mazziniani.....furono poi altre frange, questa volta di anarchici....ad ereditare il metodo)
Com'è che ti riaffacci sul principale?
Poca "audience" sul "tuo" forum? Neanche i piscialetto che hai allevato ti danno più soddisfazione?
Allora; sei tu "quello bravo" in storia.
E in capriole di "coerenza".
SalutaMELI


La guerra direbbe qualcuno è per sua natura al di là e al di fuori di qualsiasi legge. ...... Il terrorista resta però tale.
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se esite un partigiano, che voi chiamate trerrorista, si deve al fatto che esiste un occuppante....
chi ha infranto le legge per primo è l'occuppante, che in quanto occuppante sapeva a cosa andava incontro.
e sicuramente oggi non ha fatto l'occuppante adottando i codici cavallereschi dei tornei medievali,...
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)
Non scherziamo proprio. Il ''partigiano'' è già una figura che fa saltare la distinzione. E lei lo ammette chiaramente. Il kamikaze è solo un ''partigiano'' suicida.In Origine Postato da Pieffebi
Il terrorismo è un metodo "tecnico" di lotta. In sè illegittimo perchè non consente la distinzione fra militare e civile, che è richiamata dal diritto internazionale attual, perchè è "sleale". Certo il diritto internazionale riconosce la figura del "resistente" in quanto non inquadrato, per forza di cose, in un esercito regolare secondo i canoni classici. Ma a questo punto costui è considerato come fosse un militare e deve comportarsi come tale. Il suo essere un civile armato non lo sottrae alle regole che sono cogenti per i militari occupanti o resistenti.
Il metodo del kamikaze è un metodo che non consente alla forza occupante di distinguere fra civili e militari, è contrario alle regole di guerra. Da nessuna parte si dice che vengon meno per i partigiani i doveri di lealtà nel combattimento che da sempre fanno parte delle leggi scritte e non di guerra. Che poi queste siano largamente disapplicate è altro paio di maniche. E attiene alle critiche realistiche al diritto internazionale e di guerra. La guerra direbbe qualcuno è per sua natura al di là e al di fuori di qualsiasi legge. ...... Il terrorista resta però tale.
Saluti liberali
Il terrorismo è tutt'altra cosa e lei lo sa benissimo. Il terrorismo è tale quando colpisce civili o mira al sovvertimento violento di un regime [e anche qui, con ovvie distinzioni ulteriori, sennò pure l'attacco alla Bastiglia finirebbe nel mazzo].
Tra l'altro, nel protocollo che ho postato vengono espressamente citati i casi vietati di ''attacco indiscriminato'' ed emerge chiaramente come, prescindendo dalle modalità dell'attacco, il punto essenziale stia nel non colpire i civili.
Saluti


Toh il sostenitore della legalità.....terroristica, quello "bravo in menzogna e calunnia".In Origine Postato da MrBojangles
E non rispondi NEANCHE qua; i soliti sproloqui.
Com'è che ti riaffacci sul principale?
Poca "audience" sul "tuo" forum? Neanche i piscialetto che hai allevato ti danno più soddisfazione?
Allora; sei tu "quello bravo" in storia.
E in capriole di "coerenza".
SalutaMELI
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