
Originariamente Scritto da
joseph
09-10-09
CINEMA: OSS.ROMANO STRONCA 'BARBAROSSA' LEGHISTA, 'POLPETTONE INDIGESTO'
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 9 ott - Una stroncatura in piena regola quella che l'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, riserva oggi a Barbarossa, il kolossal medievale firmato da Renzo Martinelli per raccontare le gesta dell'eroe 'leghista' Alberto da Giussano, in uscita in questi giorni in ben 250 sale. ''Se l'aspirazione era quella di avere finalmente un eroe di riferimento, in Italia molti simpatizzanti della Lega Nord resteranno delusi dal tanto atteso Barbarossa, del regista Renzo Martinelli, che nelle aspettative avrebbe dovuto fornire, sia pure solo cinematograficamente, un appiglio storico sul quale fondare le loro rivendicazioni'', scrive Gaetano Vallini in un articolo intitolato ''Che Barba(rossa)''.
Un film, scrive il giornale vaticano, che ''ha la pretesa di essere epico e invece naufraga, affondato proprio dal suo volere palesemente ammiccare a quanti cercano una storia e un personaggio credibili in cui riconoscersi. Come l'indulgere finale nell'immagine - consegnataci dall'iconografia classica - del carroccio sul quale spicca il vessillo bianco rossocrociato della Lega lombarda''.
L'Osservatore Romano non manca di sottolineare con ironia come nel film - ''un polpettone indigesto ed enfatico, appena riscattato dagli effetti speciali'' - i ''padani'' siano ''impersonati da figuranti romeni, visto che le riprese sono state effettuate in Romania per contenere i costi''. Accanto alla ricostruzione ''non proprio ineccepibile'' della realta' storica, con ''licenze'' comunque comprensibili ''in un'opera di fantasia'', di Barbarossa si segnala la sceneggiatura che, ''tra salti e vuoti nella narrazione, eccede in dialoghi stereotipati, non privi di retorica e, non di meno, di sicura presa quando ci si infervora contro le tasse e si incita alla lotta armata per la liberta'''.
Quanto alle ambientazioni, scrive il quotidiano pontificio, ''appaiono in alcune scene decisamente posticce, cosi' come inverosimili sembrano gli effetti dei micidiali proietti infuocati scagliati dalle catapulte, che esplodono con fragore assordante e provocano devastazioni terrificanti''. ''In tutto questo - conclude Vallini - finisce per perdersi anche la recitazione di alcuni protagonisti che pure s'impegnano per dare credibilita'ai loro personaggi. Fra tutti Rutger Hauer, un misurato, talora persino compassato Barbarossa; anche se si rimpiange il magistrale replicante di Blade Runner: a lui che aveva visto 'navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione' e 'i raggi B balenare nel buio vicino le porte di Tannhauser' e' toccato osservare pure le mura di cartapesta di Milano, improbabili e che nemmeno noi umani avremmo voluto vedere''.
Insomma, ''non bastano una colonna sonora martellante, un po' di immagini enfaticamente rallentate, scontri cruentissimi e una buona dose di effetti mirabolanti per creare pathos e rendere epica una pellicola, per quanto costosa. Martinelli ha insomma sprecato un'occasione''.
asp/sam/lv
-Occorre dire che Barbarossa era nemico del Papato ,a fasi alterne , che ovviamente non può oggi che condannare non l'uomo ma l'idea di monarca che egli impersonò.
Di passaggio rammento che Il Federico I morì in Siria cadendo in un torrente mentre andava ad una delle tante inutili Crociate in medio oriente per conto del Papato.
Su questo aspetto il giornale del Vatiocano avrebbe dovuto scrivere qualcosa.
Evidentemente il Clero non pensa che la Lega possa essere un alleato politico utile.