No, mai. Ma di votare od il listone da una parte o quello dell'altra: e poi a me Battaglia, Bogi, et company mi stanno proprio sulle palle, se devo proprio dirla come devo dirla.
saluti
echiesa![]()


No, mai. Ma di votare od il listone da una parte o quello dell'altra: e poi a me Battaglia, Bogi, et company mi stanno proprio sulle palle, se devo proprio dirla come devo dirla.
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ma io non credo che alla fine si farà la lista unica del centrodestra... in primis perchè udc e lega non ne farebbero parte e soprattutto perchè da parte nostra vorrebbe dire la fine.


Me lo auguro sentitamente, ma ora come ora sono molto ma molto confuso.
saluti
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Il Consiglio Nazionale del MRE ha intrapreso oggi due strade importanti:
1) l’adesione alla lista unitaria con Ds, Margherita e Sdi;
2) la costituzione di un comitato di coordinamento dei repubblicani dell’Ulivo, composto provvisoriamente da Luciana Sbarbati, Giorgio Bogi e Adriano Musi.
Se il primo appariva scontato, la novità più interessante riguarda quest’ultimo punto. Il coordinamento è l’inizio di un percorso di dialogo tra i repubblicani schierati nel centrosinistra, che ha come obiettivo la costruzione di una casa comune che raggruppi il MRE, la Sinistra Repubblicana dei Ds, i repubblicani della Margherita e le associazioni come la Giovine Europa.
In più, oggi si assiste ad una conquista di grande rilevanza: l’adesione al Mre di Adriano Musi, segretario aggiunto della UIL. Adesione di peso, anche perché Musi ha partecipato informando la propria corrente sindacale, quindi con una sorta di “investitura”.
Al dibattito sono intervenuti per un saluto Enrico Boselli e Arturo Parisi che, pur con diversi argomenti, hanno ribadito la necessità di costruire un grande polo riformista e riformatore.
Ma veniamo al percorso unitario dei repubblicani.
L’incontro si è svolto in un clima amichevole, cordiale, costruttivo, in cui non sono mancati gli abbracci e le affettuosità. La platea era affollata, e contava un centinaio di presenze.
Se Dodo Battaglia ha assunto il ruolo del moderatore, più conciliante ma anche più sfumato nelle scelte, Luciana Sbarbati e Giorgio Bogi parlano ancora lingue diverse. Andando anche oltre le dichiarazioni ufficiali, vediamo in cosa consistono i due progetti in campo.
La Sbarbati sogna una grande casa repubblicana. E’ lei che ha messo in moto la macchina, e che cerca di fare da polo catalizzatore. Quest’ambizione, ancora distante, deve convivere con l’esigenza di garantire al Mre una chiara considerazione all’interno della lista unitaria, pur cosciente dell’insidia del partito unico. La casa repubblicana della Sbarbati non è necessariamente il Mre, potrebbe essere un nuovo soggetto con un nuovo simbolo, ma la sua chiara prospettiva è quella di un’autonomia culturale, se non politica, ben visibile e distinta, dei repubblicani.
Il progetto di Bogi è un altro. Nel suo discorso la parola “repubblicano” è stata citata (per sbaglio credo) una volta sola. Tutto il discorso verteva sul partito unico dell'Ulivo. Bogi parla di un grande polo politico che faccia da contrappeso e da baricentro al progetto di Mastella e Martinazzoli da un lato, e alla sinistra radicale e massimalista dall’altro. Un polo in cui convergano i quattro partiti della lista unitaria, e in cui i repubblicani del Mre, dei Ds e della Margherita marchino la laicità e il modus operandi che li caratterizzano. Bogi è contro le strutture burocratiche, che definisce conservatrici, è piuttosto per il superamento della forma partito attuale, e sogna un nuovo soggetto riformatore, con cattolici e socialdemocratici. In sostanza auspica che i repubblicani svolgano in un’aggregazione più grande, il ruolo che Sinistra repubblicana incarna nei Ds.
Il problema, avvertito diffusamente dai partecipanti, è che tutto questo ha il sapore di un’operazione verticistica. Nella base non si è ancora aperta una vera discussione.
La Sbarbati è stata criticata per questo da un amico di Pisa, e ha saputo ben replicare: «Come segretaria ho ricevuto un mandato dal partito – ha detto – e in virtù di questo ho dato la mia disponibilità a partecipare alla lista unitaria. E’ nelle mie prerogative, e se non le posso esercitare me ne vado! Ho dato la mia disponibilità e ho aggiunto che dovrà essere formalizzata dal Consiglio Nazionale. Siamo qui per questo, e deciderete democraticamente».
Ma al di là delle parole, la sostanza del problema resta. L’assemblea sembra aver colto solo in parte l’importanza della posta in gioco, sembra più in balìa degli eventi, come se ancora non sapesse discernere. Lo si è capito dai battimani e dai successivi interventi dei consiglieri: poche critiche nel merito, poche prese di posizione e stessi applausi corali sia alla Sbarbati che a Bogi.
Adesso però deve cominciare il dibattito.
A questo scopo il 13 dicembre è fissato un nuovo incontro: sarà la seconda tappa del cammino comune dei repubblicani.


ne più ne meno quello che mi aspettavo...
bogi è rimasto il solito viscido e sta solo rappresentando al meglio il suo ruolo preferito... il cavallo di troia...


grazie Paolo!


Prego Tino!


Ha ragione Mcandry. Le stesse cose dette da P.Aresena me le hanno confermate amici campani presenti ieri a Roma. Inoltre, sempre i miei amici hanno invitato la Sbarbati a diffidare di Bogi, che attualmente non conta più niente nei Ds, e cerca tramite l'Mre di riaccreditarsi presso i Ds. Dunque, amici Arsena e Alberich, attenzione a Bogi e company che non aspirano alla autonomia dei repubblicani nel centro-sinistra.


Una domanda: di Enzino Bianco si sa nulla???
saluti
echiesa![]()


C.v.d.Come volevasi dimostrare."Tanto rumore per nulla".
a)La "casa comune dei repubblicani"collocati nell'Ulivo c'è già da un pezzo nella forma però di un movimento e non di un partito.I principali dirigenti di questo movimento tranne la Sbarbati(ancora per poco)sono tutti iscritti a diversi partiti(DS e Margherita).Nè consegue che questo movimento chiamato MRE, non può avere nè autonomia politica nè peso specifico.
b)mai visto in vita mia "correnti" sindacali aderire in quanto tali ad un partito.Musi,era già vicino all'MRE(non so se da aderente o simpatizzante ma poco importa).Non si capisce quindi dove stia la novità legata alla sua presenza.
c)La Sbarbati non è stupida.Sa quindi benissimo-lei per prima-che non è assolutamente ipotizzabile la costruzione di una forza politica autonoma dei repubblicani nel c.s.Da politica consumata può benissimo cercare di far credere il contrario.Non c'è da sorprendersi per questo.C'è da sorprendersi che ci sia ancora qualche gonzo che gli crede.L'Mre è, per lei ,una carta da giocare al tavolo delle trattative quando si tratterà di decidere la sua collocazione(leggi candidatura a Strasburgo).Nessuno scandalo beninteso.La Sbarbati fa il suo mestiere che è quello della politica.Immagino però,che se sarà candidata in quota DS,sarà difficile per lei non seguire Bogi e company in quel partito.Con tanti saluti all'autonomia dei repubblicani.Tanto,per quelli che ci credono ancora si fa sempre in tempo a sventolare la bandierina dell'MRE.
omar proietti