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  1. #81
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    Nuvolarossa, a volte mi chiedo se ci sei o se ci fai.

    Me l'aveva chiesto Calvin se esisteva un sondaggio comparato tra intenzioni di voti con e senza lista Prodi. Io accontento tutte le vostre curiosità, e voi, come zitelle inacidite, invece di ringraziare il mio grande contributo alle vostre zoppicanti conoscenze POLLISTE cosa fate? Gli ironici, i supponenti. Non sapete mai un cacchio e venite a fare le predicozze col ditino puntato.

    Tsè.

    Pollisti.

    Se comunque vuoi qualcosa di più recente, abbeverati pure qua alla sorgente della mia sconfinata saggezza:



    E poi i sondaggi se svolti scientificamente sono attendibili anche con 2000 intervistati, non so se te lo ha mai detto nessuno. Il margine di errore è dell'1,5-2%. Non è che adesso arriva qua un Nuvolarossa qualsiasi e mi contesta la scienza dal basso della sua ignoranza.

    Eh, no, amici, così non va.

    L'oscurantismo pollista non deve prevalere.

    VIVA LA RAGIONE, VIVA LA SCIENZA, VIVA LA LAICITA', ABBASSO IL POLLISMO, NEGAZIONE DEL RAZIOCINIO.

  2. #82
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    la nota politica

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    Dopo le elezioni in Grecia

    Solo se sono "liberali" destra e sinistra possono avere successo

    I risultati delle elezioni politiche in Grecia - di cui diamo conto in altra parte del giornale - giungono poco dopo quelli amministrativi di Amburgo e confermano una tendenza di fondo. Sotto la spinta di mutamenti epocali - in primo luogo l'emergere di alcuni paesi del terzo mondo come concorrenti nella produzione di beni di largo consumo e i flussi migratori che scuotono società tradizionalmente monoetniche - l'Europa si sposta a destra.

    La crisi delle socialdemocrazie, di cui abbiamo già scritto altre volte, appare evidente. Il modello di sicurezza sociale che ha caratterizzato i paesi del vecchio continente dal dopoguerra in poi scricchiola vistosamente. E i cittadini si ritrovano, all'improvviso, senza protezioni e senza riferimenti. Non a caso è il solo laburismo inglese - ampiamente rivisitato da Tony Blair - ad offrire ancora alla sinistra europea una ipotesi di governo. Mentre si trascina in Germania la lunga agonia di Schroeder e del suo partito.

    Il punto è che anche la destra, in Europa, sembra non rendersi conto della vastità dei problemi con i quali è chiamata a misurarsi. Le sue risposte si ispirano o al tardonazionalismo, come nella Francia di Chirac, o a formule vagamente populiste, come avviene per la maggior parte dei partiti di ispirazione popolare o ex-democristiana. Quando non scantonano addirittura nella xenofobia o nel protezionismo.

    Nella destra finora il solo Aznar è riuscito ad assicurare al suo paese sviluppo economico, crescita dell'occupazione e libertà civili. Lo ha fatto abbandonando il solco tradizionale del popolarismo - anch'esso ancorato, come la socialdemocrazia, al modello renano - e offrendo invece l'immagine di una destra liberale, attenta all'innovazione piuttosto che alla conservazione, capace di imprimere slancio alla società piuttosto che di imbrigliarla nelle infinite pastoie del consociativismo e delle corporazioni.

    Una destra liberale, appunto. E' il miracolo riuscito contemporaneamente, sia pur partendo da posizioni diverse se non addirittura opposte, al laburismo di Blair e al popolarismo di Aznar. L'uno e l'altro si sono abbeverati alla fonte del liberalismo e hanno costretto i loro partiti a farlo. E hanno avuto successo.

    Quanti ancora, in Europa, avranno il coraggio di seguirne il percorso?

    Roma, 8 marzo 2004

  3. #83
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    Predefinito Re: tratto da www.pri.it

    Originally posted by nuvolarossa
    Il punto è che anche la destra, in Europa, sembra non rendersi conto della vastità dei problemi con i quali è chiamata a misurarsi. Le sue risposte si ispirano o al tardonazionalismo, come nella Francia di Chirac, o a formule vagamente populiste, come avviene per la maggior parte dei partiti di ispirazione popolare o ex-democristiana. Quando non scantonano addirittura nella xenofobia o nel protezionismo.
    E questa è una bella tiratina d'orecchi a questa impresentabile destra tardonazionalista, vagamente (??) populista, xenofoba o addirittura protezionista che ben conosciamo tutti.

    E, per completare il discorso, aggiungiamoci anche "euroscettica" alle qualifiche di questa destra igniobile.

    Brava, Voce Repubblicana, stavolta mi sei abbastanza piaciuta.

    Ma non facciamo sempre i timidi: e tiriamoli fuori questi benedetti nomi da bandire: Berlusconi, Bossi e Tremonti. Altro che Chirac: sono loro i veri xenofobi tardonazionalisti "vagamente" populistici che inquinano l'Europa.

  4. #84
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    Iraq/Pri: gravissime dichiarazioni antiamericane di Fassino

    Ormai chiaro che Bush si prepara a sostituire Rumsfeld

    Piero Fassino, nel commentare il moltiplicarsi delle notizie sulle torture in Iraq, assume una posizione di tardo antiamericanismo. Lo sostiene il Pri che con una nota della ''Voce Repubblicana'' si dice sicuro che ''le torture e le violenze perpetrate nelle carceri americane in Iraq saranno fermate immediatamente, perche' un grande paese democratico non le tollera e non le giustifica. Siamo convinti che Bush abbia compreso perfettamente questo punto e gli onori tributati al suo sottosegretario alla difesa sono il primo passo per una destinazione ad altro incarico''. ''E' una scelta obbligata -si legge ancora nella nota- se non si vuole compromettere l'intero intervento in Iraq, esponendo l'amministrazione agli effetti di uno scandalo atroce. Gli Stati Uniti d'America condannano quelle violenze e agiranno di conseguenza. Per questo sono gravissime le dichiarazioni di Fassino affette da un tardo residuo culturale antistatunitense. La sinistra italiana ancora una volta dimostra di non saper distinguere chi perpetua la violenza come sistema da chi sa condannarla ed isolarla''.

    Roma, 11 maggio 2004 (Adnkronos)
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/LAISLABONITA.mid[/mid]

  5. #85
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    La Nota Politica

    .................................................. ..............
    L'Ulivo si confonde

    La guerra dell'Italia, senza il mandato Onu, fu fatta in Kosovo

    Mentre scriviamo le opposizioni, salvo una piccola pattuglia di indecisi, e i dissenzienti Mastella e forse Giuliano Amato, hanno deciso, senza il bisogno di aspettare neanche l'intervento del presidente del Consiglio, di accettare l'impostazione del leader di rifondazione comunista Fausto Bertinotti e di firmare una mozione per il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, senza se e senza ma.

    Come ha dichiarato il senatore Angius, perfetto in questa veste, la svolta non c'è stata, Berlusconi è appiattito sulle posizioni di Bush, il governo ha voluto questa guerra e ora sostiene un'occupazione di un Paese straniero. Con il che, sempre a detta del senatore Angius, il terrorismo è aumentato.

    Questa impostazione che, come ha avuto modo di sostenere più volte il presidente del Pri Giorgio La Malfa, consegna la leadership del centrosinistra all'onorevole Bertinotti, che dal primo momento ha chiesto il ritiro dei soldati e non ha definito o fatto definire, "non utile" il rientro dei militari spagnoli, trascura però almeno un elemento che a noi pure pareva di una significativa rilevanza: il riconoscimento del segretario dell'Onu, Kofi Annan, dell'importanza del ruolo svolto dalle truppe italiane a Nassirya. Sarebbe stata interessante - e chissà che non vi sia - una riflessione delle opposizioni su questo passaggio. E' forse impazzito il segretario dell'Onu? Non sarebbe stato il caso di dare un segnale forte in occasione della visita al Palazzo di vetro del presidente del Consiglio italiano, ricordandogli le palese violazioni commesse dal suo governo?

    Invece Kofi Annan lo ha ringraziato per il ruolo svolto dai nostri soldati e ricordato che non c'è democrazia possibile senza sicurezza.

    Allora, per essere benevoli, potremmo dire che nel centrosinistra e nella testa del senatore Angius c'è un po' di confusione. La guerra senza mandato Onu a cui un governo italiano prestò i suoi bombardieri, che per definizione e compito Nato scagliavano bombe su una popolazione di un altro Paese c'è stata, ma è stata quella in Kosovo, sostenuta dal presidente del Consiglio onorevole D'Alema. Il governo Berlusconi non ha fatto nessun atto di guerra, ha inviato le sue truppe dopo la caduta di un regime per fornire l'assistenza minima ad una cittadinanza che doveva trovare una qualche tutela, e ripristinare i servizi vitali indispensabili. Mentre le bombe le ha subite, in modo infame, da terroristi e attentatori vari.

    Ci stupisce che questa differenza non sia colta dagli illustri membri del centrosinistra, magari dagli stessi che pure qualche settimana fa ritenevano che era sbagliato inviare i soldati, ma che, una volta inviati, cosa diversa era ritirarli.

    Questa confusione che ottenebra le menti degli esponenti del centrosinistra deriva fondamentalmente dal fatto di non aver compreso che non c'è un'intenzione di occupare l'Iraq, ma il progetto del trasferimento dei poteri alle legittime autorità di quella regione. E per compiere questo processo, vista la presenza di forti interessi contrastanti che non hanno scrupolo nell'usare la violenza e le armi per frenarlo, servono delle forze di interposizione. E le Nazioni Unite, tante volte invocate dall'opposizione, stanno lavorando ad un piano per coinvolgerle, un piano al quale guardano con interesse, con l'Italia, gli stessi Stati Uniti d'America. Questa a nostro giudizio è una svolta tanto eclatante e positiva che Paolo Franchi sul "Corriere della Sera" si stupisce che l'opposizione non si sia precipitata a vantarla come "un proprio straordinario successo". Da parte nostra la cosa non può che farci piacere: vorrà dire che questo successo lo vedremo reclamare dal presidente del Consiglio italiano, che per lo meno ha qualche ragione di vantarlo in più, non avendo esitato ad impiegare i nostri soldati per realizzarlo.

    A questo punto diventa quasi persino pleonastico annotare che, se l'opposizione ha deciso di non ascoltare il discorso del premier, ha deciso anche di precedere il discorso di Brahimi al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Per asserire decisamente che l'Onu ha già fallito, forse sarebbe stato più prudente ascoltare il giudizio del suo inviato. Ma, al contrario di Franchi, noi, quando si tratta dell'Ulivo, non ci stupiamo più di niente.

    Roma, 20 maggio 2004

  6. #86
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    Predefinito Re: tratto da www.pri.it

    Originally posted by nuvolarossa
    Iraq/Pri: gravissime dichiarazioni antiamericane di Fassino

    Ormai chiaro che Bush si prepara a sostituire Rumsfeld

    Piero Fassino, nel commentare il moltiplicarsi delle notizie sulle torture in Iraq, assume una posizione di tardo antiamericanismo. Lo sostiene il Pri che con una nota della ''Voce Repubblicana'' si dice sicuro che ''le torture e le violenze perpetrate nelle carceri americane in Iraq saranno fermate immediatamente, perche' un grande paese democratico non le tollera e non le giustifica. Siamo convinti che Bush abbia compreso perfettamente questo punto e gli onori tributati al suo sottosegretario alla difesa sono il primo passo per una destinazione ad altro incarico''. ''E' una scelta obbligata -si legge ancora nella nota- se non si vuole compromettere l'intero intervento in Iraq, esponendo l'amministrazione agli effetti di uno scandalo atroce. Gli Stati Uniti d'America condannano quelle violenze e agiranno di conseguenza. Per questo sono gravissime le dichiarazioni di Fassino affette da un tardo residuo culturale antistatunitense. La sinistra italiana ancora una volta dimostra di non saper distinguere chi perpetua la violenza come sistema da chi sa condannarla ed isolarla''.

    Roma, 11 maggio 2004 (Adnkronos)
    Non ne sbagliano mai una, quelli del PRI. Questa qua sopra è un'altra profezia azzeccata, bisognerebbe mandarvi a Domenica In a fare gli oroscopi.

    Ma quanti etti di cervello in media avete voi più di noi porci Ulivisti per essere sempre così bravi?

  7. #87
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    Predefinito Re: tratto da www.pri.it

    Originally posted by nuvolarossa

    La Nota Politica

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    L'Ulivo si confonde

    La guerra dell'Italia, senza il mandato Onu, fu fatta in Kosovo
    Roma, 20 maggio 2004
    Questo argomento tipicamente pollista che siccome si è fatta la guerra in Kossovo la conseguenza naturale è che la si faccia anche in Iraq mi sembra di averla già sentita da Schifani, non vedo perchè uno dovrebbe spendersi un euro per comprare la Voce Repubblicana quando la faziosa ideologia pollista già tracima da ogni media.

    Un domani potremo sempre dire che siccome si è fatta la guerra in Iraq senza il mandato ONU allora potremmo farla anche alla Svizzera senza mandato ONU, perchè in Canton Ticino potrebbero beniussimo ospitare nei tunnel sotto le Alpi armi di di distruzione di massa da lanciare sulla Valtellina.

    A questo punto spero che Giacalone mi scriva uno de suoi consequenziali editoriali, dal titolo: DIMINUIRE LA PRESSIONE FISCALE ABOLENDO SUBITO L'ONU PERCHE' TANTO SI FA SEMPRE QUEL CAZZO CHE SI VUOLE.

    Un po' di coerenza, cribbio.

  8. #88
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    Predefinito a me queste immagini non piacciono

    e forse bisogna avere il buon gusto di toglierle. Quel soldato viene perseguito dagli stati uniti d'america e credo sia difficile sostenere che l'intelligence del pentagono abbia chiesto di irridere i cadaveri per ottenere informazioni! Soyinka che è il premio nobel letteratura nigeriano nel 1986 scrive che tutti i soldati quando hanno un'arma in mano e con persone più deboli agiscono in quel modo. Io non credo, ma sono certo che solo in america vengono perseguiti per questo.
    Quanto alla nostra coerenza di repubblicani è a prova di bomba: abbiamo sostenuto il kosovo e avremmo voluto intervenire in Iraq dal primo momento. E' vero invece che Rumsfeld non si è dimesso, formalmente, ma è anche vero che ha perso il comando delle operazioni che ormai gestiscono Powell e la Rice. Se ne è accorto tutto il mondo fuorchè Brunik.

  9. #89
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    Predefinito

    Neanche a me piacciono queste immagini, ma non è che le cose che non mi piacciono devo far finta che non ci siano. Le guardo per bene e me le imprimo nella mente perchè di foto di quel genere non se ne possano più scattare.

    Comunque tra poco ne verremo invasi, ce n'è un altro di CD con 3.500 foto di soldati che profanano cadaveri di prigionieri irakeni e ne combinano di tutti i colori.

    Rende di più l'idea di quello che sta succedendo una foto che non un editoriale di Giacalone, quello sì da eliminare dal forum per una questione di buon gusto.


    Un po' di coerenza, cribbio.

  10. #90
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 6 settembre 2004

    La sinistra in declino

    di Arturo Diaconale

    All’indomani delle elezioni europee e dello scampolo di amministrative di giugno, sembrava che la sinistra fosse sulla cresta dell’onda, che il governo di centro destra si trovasse sull’orlo del fallimento, che la fine della legislatura fosse ormai alle porte e che Silvio Berlusconi, esaurita la propria parabola avesse come unica preoccupazione la preparazione della propria fuga all’estero. Ovviamente per scongiurare l’ipotesi prospettatagli a suo tempo da Massimo D’Alema di finire a chiedere l’elemosina agli angoli delle strade. Passata la pausa estiva, però, la ripresa autunnale si apre in uno scenario completamente diverso.

    Il Cavaliere appare in decisa risalita e pronto ad affrontare senza eccessivi patemi d’animo la lunga campagna elettorale che si apre nelle prossime settimane per concludersi solo con le politiche del 2006. Al tempo stesso il centro sinistra figura in caduta libera. Non solo a causa delle desolanti polemiche interne che sono seguite al fallimento del “triciclo” e sono culminate nei giorni scorsi con la giubilazione della leadership di Romano Prodi da parte di Francesco Rutelli e di Clemente Mastella. Ma, soprattutto, con la dimostrazione di inquietante pochezza messa clamorosamente in mostra dai personaggi di maggiore spicco dello schieramento dell’opposizione.

    Gli esempi di tale pochezza si sprecano. Ma i principali sono quelli offerti dalle recentissime interviste di Massimo D’Alema e di Romano Prodi. Il Presidente del Ds, evidentemente preoccupato delle possibilità di ripresa del centro destra, ha pateticamente chiesto l’abbinamento delle politiche con le regionali sostenendo che la richiesta è motivata dal fatto che nell’ultimo anno di legislatura il governo non potrà fare granché.

    L’ex presidente della Commissione Ue ha proposto a sua volta un programma comune dell’Ulivo fondato su grandi idee innovative ma si è guardato bene dall’indicare una sola di tali idee. Ed ha lasciato al noto innovatore Sergio Cofferati il compito di annunciare che questo fantomatico programma sarà pronto nei prossimi mesi. D’Alema scambia la legislatura con una fisarmonica da aprire e chiudere a seconda della propria musica. Prodi tenta di colmare il vuoto di idee innovatrici della sinistra con l’aria fritta. Entrambi rappresentano la dimostrazione vivente che questo centro sinistra non è in grado di governare ed è destinato a perdere anche a dispetto delle carenze e degli errori del centro destra. Il ché è un bene per Berlusconi ma è un guaio per il paese. Una opposizione che non sa fare il proprio mestiere rischia di deresponsabilizzare la maggioranza. Figuriamoci poi se la maggioranza in questione è quella attuale!

    Arturo Diaconale
    diaconale@opinione.it

 

 
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