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Discussione: Quali alternative?...

  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Predefinito Quali alternative?...

    cari amici
    tra le tante frasi pronunciate da GianFranco Fini a Gerusalemme due ritengo essere assai significative. La prima recita così…

    … molti italiani nel '38 non reagirono alle infami leggi razziali del fascismo…

    E’ evidente a chiunque la grave portata di questa affermazione che esplicitamente accomuna all’accusa di 'razzismo' non solo il fascismo ma il popolo italiano. La seconda, in risposta alla domanda se anche la Rsi rientra nel ‘male assoluto’, è stata…

    … vi rientrano tutte le pagine relative alla discriminazione e alla persecuzione degli ebrei e delle minoranze, e quindi anche quella…

    Più di un anno fa ho aperto un thread sul forum della CdL dal titolo eloquente Gli italiani hanno pagato già da tempo, signor Fini!... [http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=24441], nel quale ho assunto una precisa presa di posizione contro la già allora evidente ‘svolta’ di Fini , il quale non ha esitato ad umiliare e coprire d’infamia gli italiani allo scopo [illusorio purtroppo per lui…] di guadagnare qualche effimero consenso in più. Chi è interessato può andare a leggersene il contenuto [che a giudicare dall’indice di successo ottenuto presumo non debba essere tutta ‘spazzatura’… ]. Qui invece, in risposta diretta alle frasi di Fini, proverò a porre dei quesiti in sé ovvi e ai quali però pochi, per non dire nessuno, ha finora cercato di dare risposta. Alcuni di tali questi potrebbero essere questi…

    Vi erano alternative alle leggi razziali?…

    Vi erano alternative alla guerra?…

    Vi erano alternative alla Rsi?…

    Per iniziare il discorso credo sia utile la lettura del prossimo postato, tratto dal pregevole trattato di Marco Picone Chiodo In nome della resa- L’Italia nella seconda guerra mondiale 1940-45 [Mursia] che descrive come avvenne la nascita della Rsi e che fornisce, almeno credo, una possibile risposta [negativa purtroppo…] all’ultima delle domande da me poste…


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
    memoria storica di PoL
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    Il successo dell’operazione Achse, fissabile all’11 settembre, aveva consentito ad Hitler di tenere il più possibile lontano dai confini del Reich la linea di combattimento. Appena occupati i due terzi della penisola egli attuò la seconda parte del suo programma, la liberazione di Mussolini e la costituzione di un governo sotto la guida di questi. Allo scopo aveva il suo uomo in Otto Skozeny, capo del gruppo speciale Sabotage. Il 28 luglio quest’ultimo era sceso alla chetichella a Pratica di Mare, accompagnato da una trentina di uomini delle SS e della SD e, cosa più importante, con 50000 sterline false [anche se perfettamente identiche a quelle vere] a sua disposizione. Quanto fossero utili Skozerny ne ebbe subito la prova corrompendo con cento sterline un sottoufficiale dei carabinieri e con mille sterline un tenente colonnello, sempre della Benemerita. Dai due venne a sapere che Mussolini era tenuto prigioniero a Ponza. Poi improvvisamente l’agente Wilhelm Hoettl [quello che di lì a poco organizzerà la fuga di Ciano dall’Italia] venne a sapere a Napoli che l’ex-dittatore era stato portato alla Maddalena. Per avere certezza della cosa Heinrich Himmler ebbe un’idea geniale. Ai primi di agosto convocò al Wannsee, presso Berlino, due dozzine di astrologi per sapere dove era veramente Mussolini. I poveretti [essendo i beniamini di Rudolf Hess erano stati erano finiti in campo di concentramento dopo la partenza in aereo per la Scozia del loro patrono] fecero del loro meglio e il 18 agosto il loro pendolo magico si soffermò, senza ombra di dubbio, su un punto della carta geografica di evangelica memoria, l’isola della Maddalena. Skozeny mise subito in piedi un commando per raggiungere l’isola, dove arrivò il 26 agosto. Tre giorni dopo, il 29, effettuò con un piccola flottiglia di cinque motosiluranti e un centinaio di uomini un primo tentativo per liberare [o rapire] Mussolini. La cosa andò storta in quanto poche ore prima l’ex-Duce era stato improvvisamente trasferito all’appartamento n° 201 dell’albergo di Campo Imperatore al Gran Sasso d’Italia. Ancora una volta i tedeschi riuscirono a scoprire dove era andato a finire.
    A Mondragone, tra Roma e Napoli, si abboccarono perciò con il generale Student e il maggiore Harald Mors, incaricato di eseguire la difficile operazione cui era stato dato il nome di Eiche [Quercia]. Oltre ai 78 paracadutisti provenienti da Berlpsch [presso Kassel] vennero accettati 16 uomini di Skozeny, tutti della SD. Ogni cosa fu preparata minuziosamente e l’ordine ricevuto dal maggiore Mors non lasciava dubbi o incertezze: Mussolini andava preso vivo o morto.
    Quest’ultimo, del tutto ignaro dei piani hitleriani, due giorni dopo l’annuncio dell’armistizio, temendo di essere consegnato dal re e da Badoglio agli alleati, aveva tentato di uccidersi tagliandosi i polsi. Il tempestivo intervento del tenente Alberto Faioli aveva però mandato a monte il tentativo e, oggi è lecito dire, non nell’interesse del detenuto. Il tenente tuttavia aveva promesso a Mussolini, per tranquillizzarlo, una rivoltella nel caso fosse giunto l’ordine di trasferirlo a sud. L’ordine non venne perché il governo italiano o si era dimenticato di Mussolini o aveva deciso, per motivi di prestigio, di non consegnare il fondatore dell’Impero agli alleati. Mussolini fu perciò abbandonato al suo destino. Questo giunse sotto forma di una ‘cicogna’ il 12 settembre. L’azione fu veramente spettacolare anche se rischiò di finire in un disastro. Skozeny, bramoso di mettersi in vista e di apparire come il vero ‘liberatore’ di Mussolini, atterrò infatti proprio davanti all’albergo e un aliante tedesco, per evitare la ‘cicogna’, andò a fracassarsi più in là. Fu un miracolo se vi furono solo due feriti. La partecipazione all’impresa del generale di Pubblica Sicurezza Ferdinando Soleti fece sì che i 250 carabinieri di guardia non opponessero resistenza e anzi il loro capo, l’ispettore Giuseppe Gueli, brindò con i nuovi padroni. Per desiderio di Mussolini l’ispettore e i suoi uomini vennero tutti lasciati liberi. Quindi Skozeny fece sistemare il suo ‘trofeo’ sulla ‘cicogna’ su cui prese posto anche lui. Fu solo grazie all’abilità del pilota Gerlach se il piccolo apparecchio, evidentemente sovraccarico, riuscì a decollare senza incidenti. Incominciava così per Mussolini l’ultima tragica avventura. Dopo breve tappa a Pratica di Mare per trasbordare su di un aereo più comodo il viaggio proseguì alla volta di Vienna, dove alle dieci di sera del 12 settembre, dal lussuoso Hotel Imperial in cui aveva preso alloggio, telefonò al Fuehrer. Il 13 potè poi abbracciare la moglie Rachele a Monaco di Baviera, dove ella era giunta il giorno prima. Essa era stata liberata da quattro tedeschi a Rocca delle Caminate, a Predappio, e nell’occasione aveva contraccambiato con in gesto gentile e spontaneo preparando a tutti un buon pranzetto.
    A Monaco di Baviera, poiché il cattivo tempo impediva il decollo, i coniugi Mussolini trovarono posto al palazzo Prinz Karl, in pieno centro, e solo il 14 il viaggio potè essere ripreso. Stavolta la meta era Rastemburg, la ‘tana del lupo’ di Hitler.
    Qui il Fuehrer era alla ricerca dell’uomo adatto per ricostruire l’Asse. Oltre a Vittorio Mussolini si erano radunati diversi esponenti fascisti a cui Hitler tuttavia non dava quel peso che essi avrebbero voluto avere. Fra di loro Roberto Farinacci che per rendersi interessante [e anche per esprimere sinceramente la propria opinione] aveva fortemente criticato Mussolini, specialmente dal lato ideologico. Il ‘ras di Cremona’ aveva però ottenuto il contrario dell’effetto sperato e Hitler, anziché sceglierlo come guida del neofascismo italiano, lo aveva redarguito: ‘Le proibisco di parlare così del Duce!’, dimostrando così che per il suo vecchio maestro aveva ancora un certa venerazione. Accanto a Farinacci vi era anche Alessandro Pavolini, il creatore del controgoverno sorto il 9 settembre, il quale non attendeva altro che colpire senza pietà i cosiddetti ‘venticinqueluglisti’. Vi era poi Giovanni Preziosi, il ‘nazista italiano’. Nessuno di costoro risvegliava in Hitler fiducia, o fiducia sufficiente, per poter ottenere la direzione del controgoverno fascista. Un tentativo di scegliere al posto di Mussolini un personaggio meno compromesso e perciò più idoneo ad unire gli italiani contrari all’armistizio sotto un governo meno neofascista e più nazionale fu effettuato per tramite del generale delle Waffen-SS Karl Wolff poche ore prima dell’arrivo di Mussolini a Rastemburg. Egli presentò infatti al Fuehrer il dottor Renato Tassinari, ex-ministro dell’agricoltura, ma il tentativo naufragò. Hitler lo scartò subito giudicandolo un buon patriota ma inadatto al compito essendo un ‘tipico professore’. La sua scelta si fissò perciò definitivamente su Mussolini, al quale presto avrebbe abbinato Graziani. Non è escluso che, se l’ex-Duce non fosse stato liberato, la scelta sarebbe potuta cadere sul figlio Vittorio [con il quale Alessandro Pavolini si era legato a doppio filo] ma tutto ciò rientra nel campo delle congetture. Forse, sotto la spinta di Goebbels, la scelta sarebbe caduta su di un vero e proprio ‘fantoccio’ [meno ingombrante e più docile] o l’occupazione tedesca, già di fatto esistente con le truppe e la circolazione del marco, sarebbe stata legalizzata con un Reichkommissar.
    Hitler comunque vide nel vecchio amico Mussolini l’unico uomo adatto a far risorgere l’Asse e in tutto questo il fattore psicologico giocò un ruolo fondamentale. Hitler vedeva in ciò un portare indietro le lancette dell’orologio, la prova che i miracoli erano realizzabili e, data la situazione militare, il miracolo ormai era divenuto la premessa della vittoria.
    Mussolini giunse a Rastemburg con un cappellaccio in testa e un capottane che lo facevano apparire come un terremotato giunto in un campo profughi. Hitler lo accolse cordialmente e, dopo i convenevoli, i due si ritirarono per discutere la dura realtà della politica. Del colloquio non esiste un verbale, ma è certo che fu lì che Mussolini accettò di assumere la carica di capo del governo nazionale fascista, la cui nascita era stata annunciata il 9 settembre. Mussolini, è appurato, voleva ritirarsi a vita privata. Eppure accettò. Perché?… La solita soggezione ad Hitler che gli faceva sempre dire di sì?… Se essa era presente già nel 1940 figuriamoci ora e in simili condizioni. L’amore, assopito ma mai scomparso, verso il potere, o quantomeno verso la politica?… Il desiderio di vendicarsi del re, di Badoglio, di Grandi?… La volontà di dimostrare di essere capace, per esprimersi come si fa oggi, di un come back?… Senza dubbio. Ma di certo i suo pensiero andò anche all’Italia, forse soprattutto. Hitler avrebbe potuto mutare le sorti della guerra con sbalorditive armi segrete. Che ne sarebbe stato del popolo italiano in questo caso?… Le armi segrete furono probabilmente l’argomento principale anche del ricatto di Hitler che, giocherellando con il modellino del prototipo di una bomba volante, disse rivolgendosi a Mussolini: ‘Lei deciderà se quest’arma verrà provata su Londra oppure su Genova e Milano!’. La minaccia ebbe il suo effetto. Mussolini disse sì e il 15 settembre, dopo 52 giorni di scomparsa dalla scena politica, egli assunse la carica di capo del governo.
    Alla fine di febbraio del '45 Mussolini dirà: 'La mia vita politica è finita il 25 luglio 1943. Questa non è che un'appendice non volontaria alla quale mi sono lasciato andare nella speranza di fare qualche cosa che possa essere utile al mio paese!...'

  3. #3
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    Probabilmente la breve parentesi della RSI è stata segretamente sostenuta anche dagli angloamericani e questo per impedire un furiosa ritorsione tedesca nei confronti dei civili italiani

  4. #4
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    In origine postato da Manuel
    Probabilmente la breve parentesi della RSI è stata segretamente sostenuta anche dagli angloamericani e questo per impedire un furiosa ritorsione tedesca nei confronti dei civili italiani

  5. #5
    FIAT VOLUNTAS TUA
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    In origine postato da Manuel
    Probabilmente la breve parentesi della RSI è stata segretamente sostenuta anche dagli angloamericani e questo per impedire un furiosa ritorsione tedesca nei confronti dei civili italiani
    Parliamo degli stessi che bombardarono il cimitero di Roma, e contro i quali Ungaretti scrisse una poesia?
    "

  6. #6
    memoria storica di PoL
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    Predefinito ... tutte cose divertenti, ma...

    cari amici
    per fortuna che c'è qualcuno che ci mantiene alto il morale con le sue amenità. La domanda da me posta era però un'altra, e cioè se Mussolini avesse o no una ragionevole alternativa alla strada da lui intrapresa nel settembre '43. Qualcuno sà rispondere?...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  7. #7
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    Predefinito Re: ... tutte cose divertenti, ma...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    cari amici
    per fortuna che c'è qualcuno che ci mantiene alto il morale con le sue amenità. La domanda da me posta era però un'altra, e cioè se Mussolini avesse o no una ragionevole alternativa alla strada da lui intrapresa nel settembre '43. Qualcuno sà rispondere?...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    Ho forzato nell'interpretazione convolgendo gli angloamericani ma la risposta mi sembra chiara, con i tedeschi che avevano occupato mezza Italia, un esercito italiano sfaldato l'unica alternativa era la costituzione di un governo fantoccio della RSI per impedire una reazione furiosa e distruttrice contro la popolazione civile molto superiore di quella che è stata, i tedeschi erano sul nostro territorio ben armati, equipaggiati e motivati gli italiani invece dopo l'otto settembre avevano perso tutto in particolare l'onore e la faccia.

  8. #8
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    Predefinito Re: ... tutte cose divertenti, ma...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    cari amici
    per fortuna che c'è qualcuno che ci mantiene alto il morale con le sue amenità. La domanda da me posta era però un'altra, e cioè se Mussolini avesse o no una ragionevole alternativa alla strada da lui intrapresa nel settembre '43. Qualcuno sà rispondere?...


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    No, Hitler gli disse che se l'avesse deluso pure lui gli Italiani avrebbero dovuto inviadiare i polacchi.
    Mussolini accettò quindi di fondare l'RSI firmando in quel momento la sua condanna a morte ma per far rivivere o perlomeno sopravivere la Patria.

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: ... tutte cose divertenti, ma...

    In origine postato da Gianmario
    Hitler gli disse che se l'avesse deluso pure lui gli Italiani avrebbero dovuto inviadiare i polacchi.
    Un brav'uomo questo Hitler, non c'è che dire.

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Re: ... tutte cose divertenti, ma...

    In origine postato da krentak
    Un brav'uomo questo Hitler, non c'è che dire.
    L'8 di Settembre i tedeschi avevano tutto il diritto di sentirsi traditi.
    Ah, se non fosse stato per quei criminali dell'RSI............

 

 
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