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    Predefinito Maroni: cambiare la legge sugli scioperi

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    Scioperi: Maroni vuol cambiare la legge


    Il ministro ha chiesto di vedere se e come possano essere cambiate le norme che regolano lo sciopero. Sono gli strascichi della protesta selvaggia di lunedì. Indaga la Commissione di garanzia. Rapporto della Digos.


    ROMA- Aver messo in ginocchio una città, aver creato disagi a milioni di cittadini in tutto il Paese, ma soprattutto aver sovvertito le regole democratiche che stanno dietro il diritto di sciopero, ha rimesso in moto chi vuol mettere mano alle norme ora in vigore. E' così: il ministro Maroni che già altre volte si era espresso contro il blocco dei servizi di trasporto, dopo quanto è accaduto lunedì a Milano con l'anticipo orario dell'agitazione degli autoferrotranvieri, dà mandato per capire se e come si possa modificare la legge sugli scioperi. "Ho chiesto al sottosegretario Sacconi e alla Commissione di garanzia se sia necessario fare modifiche alla legge", ha affermato il responsabile del Welfare.

    Immediate le polemiche dopo le dichiarazioni del Ministro: "Mettere in discussione il diritto di sciopero è una provocazione", ha commentato Marco Rizzo, capogruppo del Pdci alla Camera. Più prudente - seppure critico - il segretario generale della Cgil, Gugliemo Epifani: "Non so cosa ha detto Maroni sulla legge degli scioperi, ma sarebbe preferibile che il ministro si impegnasse per il contratto dei lavoratori dei trasporti pubblici locali". Duro anche il giuslavorista Pietro Ichino che senza mezzi termini definisce le dichiarazioni di Maroni "ridicole": "Prima di parlare di modifica di una norma, iniziamo ad applicare quella esistente in modo sistematico". Poi Ichino ha ribadito: "La legge esistente è applicabilissima, è solo questione di volerlo fare". Perplesso anche Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, che non si sofferma sulle frasi di Maroni, ma avverte che la questione salario può diventare esplosiva. "I lavoratori milanesi hanno scelto forme di protesta opinabili che hanno colpito altri lavoratori. Ma se ci limitiamo a questo aspetto - conclude Diliberto - non comprendiamo nulla di quanto sta avvenendo in Italia. Con salari di 850 euro al mese, la disperazione rischia di diventare l'unica cifra per capire le cose".

    La polemica nasce dopo le risposte di Maroni al question time: "In questo modo - ha detto, ricordando Milano - é stata fortemente incrinata una legislazione di regolazione dello sciopero nei servizi pubblici che è giustamente garantista poiché deve contemperare e garantire il diritto alla mobilità dei cittadini da un lato e il diritto di sciopero dall'altro". Secondo il ministro "simili comportamenti non possono essere incoraggiati né questi strumenti di lotta possono essere minimamente condivisi o giustificati come invece qualcuno si è inopinatamente spinto a fare. Tocca alla magistratura e alla Commissione di garanzia - individuare le responsabilità penali se ce ne sono e comminare le sanzioni".

    Secondo Maroni ci sono però anche compiti per il Governo e il Parlamento ai quali spetta riflettere sull'adeguatezza della legislazione e degli strumenti esistenti. "Non escludo l'ipotesi di un intervento legislativo per modificare la normativa attuale al fine di dare maggiori certezze e di prevede più adeguate sanzioni"

    Tutto ciò in Parlamento, ma gli strascichi dello sciopero selvaggio si ripercuotono anche nella Commissione di garanzia che ha ascoltato ieri le parti (aziende di trasporto, sindacati, enti locali) e che deciderà sulle eventuali sanzioni per chi si è astenuto dal lavoro violando le regole. La Procura di Milano ha anche ricevuto il rapporto della Digos sullo sciopero degli autoferrotranvieri. Sulla base di questo si deciderà sull'eventuale apertura dell'inchiesta sull'interruzione di pubblico servizio.

    Passato uno sciopero, ne potrebbe venire un altro: è previsto per domani un altro incontro tra le parti e gli autoferrotranvieri già minacciano nuovi blocchi se non avranno un ok alle loro richieste: 106 euro di aumento nella prospettiva di adeguare i salari all'inflazione. Per le aziende, che chiedono comunque che anche il governo faccia la sua parte e rispetti gli accordi del lugli 1993 sulla politica dei redditi, adeguarsi alle richieste dei lavoratori corrisponderebbe a un esborso di circa 508 milioni di euro. Sono 120mila gli autoferrotranvieri in Italia divisi in 200 aziende.

    (3 DICEMBRE 2003; ORE 156 - ultimo aggiornamento ore 19:40)

  2. #2
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Re: Maroni: cambiare la legge sugli scioperi

    In Origine Postato da Claude
    Più prudente - seppure critico - il segretario generale della Cgil, Gugliemo Epifani: "Non so cosa ha detto Maroni sulla legge degli scioperi, ma sarebbe preferibile che il ministro si impegnasse per il contratto dei lavoratori dei trasporti pubblici locali
    Non ha limiti la faccia tosta di questo signore che, a caldo, verso mezzogiorno di lunedì intervistato da TG1 parlava di "atti irresponsabili, contrari alle regole, che hanno reso i cittadini ostaggi degli scioperanti".

    Un voltafaccia "diplomatico" che la dice lunga su quello che sarà il futuro politico anche di questo sindacalista.

 

 

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