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  1. #1
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    Predefinito Riflessioni sugli scioperi

    Io non sono uno schierato “a priori” politicamente; sono solo uno portato a ragionare su ogni problema, e particolarmente pronto a sganciarsi da preconcetti e da luoghi comuni.
    Faccio questa premessa perché l’argomento scioperi è, di per sé, indicatore di appartenenza: in genere, chi è favorevole agli scioperi è di sinistra e chi è contrario è di destra. Ecco, io non sarei né di sinistra, né di destra. Voglio solo ragionare sulla convenienza di fare gli scioperi, per chi li fa, per chi li subisce e per tutta la Società.
    Il concetto di base dello sciopero è:
    tu datore di lavoro non vuoi darci i miglioramenti che ti chiediamo ed allora noi ci asteniamo dal lavoro. Dato che tu guadagni denaro col nostro lavoro, ne avrai un danno e così, se non vuoi perdere troppo, ti deciderai ad accontentarci.

    Questo ragionamento, secondo me, contiene un grave errore di calcolo: l’imprenditore che investe un capitale in una impresa, per ogni euro netto che ha ricavato dalla sua impresa, (cioè dopo aver pagato i dipendenti ed aver pagato le tasse), una parte se la porta a casa per mantenere se stesso e la sua famiglia, vuoi per i bisogni immediati, vuoi per assicurarsi una tranquillità per il futuro, ed il rimanente lo reinveste nell’azienda per ingrandirsi, naturalmente per poter poi guadagnare ancora di più.
    Se i suoi lavoratori scioperando gli procurano un minore guadagno, forse ridurrà un po’ anche la parte di ricavi destinata alla famiglia, ma soprattutto ridurrà la parte destinata al reinvestimento nell’azienda.
    La conseguenza di questo, mi pare che sia più che altro un danno per i lavoratori dipendenti di quella azienda, perché il “padrone” dell’azienda solo quando sarà vicino al fallimento comincerà a ridurre quella parte dei ricavi da dedicare alla famiglia. A questo punto però il posto di lavoro sarà diventato precario per tutti i lavoratori di quella azienda.

    Se il fenomeno fosse circoscritto ad una sola azienda, potrebbe anche essere una cosa positiva, perché quando quella azienda andasse in fallimento il padrone cattivo e avaro sarebbe giustamente castigato, mentre i dipendenti andrebbero a lavorare in altre aziende sane; generalmente però si usa indire gli scioperi per intere categorie ed è tutta la categoria che ne viene a risentire negativamente e quindi non sarebbe facile poi trovare un altro posto di lavoro.
    Peggio ancora, a mio avviso, avviene quando viene fatto uno sciopero generale.
    In questo caso è tutta l’economia del Paese che ne viene a risentire e, secondo me, a soffrirne, più che gli imprenditori, sono sempre i cittadini per il calo di benessere che ne deriva (oltre ai disagi che ne vengono a subire direttamente per il fermo dei trasporti ed altro).
    E in questo caso i cittadini ne sono colpiti doppiamente, perché una buona parte dei lavoratori che scioperano sono impiegati dello Stato o degli enti locali e come cittadini, sono anche datori di lavoro perché lo Stato e gli enti locali sono roba dei cittadini.
    Qualcuno dice: lo sciopero è l’unica arma che ha il lavoratore per difendere i propri diritti, e la usa.
    Sarà così, ma a mio parere usa quell’arma contro se stesso, perché creando difficoltà al suo datore di lavoro non fa che autolesionismo.
    Qualcuno mi ha obiettato che in questi 60 anni passati i lavoratori, grazie alle lotte con gli scioperi, hanno ottenuto molti miglioramenti retributivi e normativi.
    Stando alla logica e considerando i risultati benefici del progresso, secondo me oggi i lavoratori avrebbero ottenuto dei risultati migliori senza le lotte con gli scioperi.
    Sulla base di questo ragionamento, come farei ad essere di sinistra e dare il mio voto a qualche partito del csx?
    Mi tocca votare per il cdx, anche se su tanti problemi sociali (bioetica, droga, famiglia, gays, immigrazione, razzismo, ecc.) sono più d’accordo coi partiti del csx.
    Se un bel giorno i partiti dell’Ulivo, tutti d’accordo dicessero: “finora abbiamo sbagliato; gli scioperi sono un errore e non si debbono più fare”, non esiterei un attimo a dare il mio voto all’Ulivo.
    raul belli
    raul belli

  2. #2
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    In Origine Postato da raulbelli
    ...Se un bel giorno i partiti dell’Ulivo, tutti d’accordo dicessero: “finora abbiamo sbagliato; gli scioperi sono un errore e non si debbono più fare”, non esiterei un attimo a dare il mio voto all’Ulivo.
    raul belli
    Continua a votare per Berlusconi, insieme ai "bambini di 11 anni e neppure troppo intelligenti"

  3. #3
    Silvioleo
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    “Lo sciopero – scriveva il filosofo Bruno Leoni – è un’astensione dal lavoro in pendenza di contratto di lavoro: come tale è, o almeno dovrebbe essere, un illecito civile, per l’inadempienza contrattuale in cui si concreta”. Peraltro, se l’obiettivo è ottenere un aumento del salario, lo sciopero, come mezzo, fa acqua: le professioni più sindacalizzate sono quelle che hanno conosciuto minori crescite del reddito nel corso degli anni. Insomma: la gente vuole servizi efficienti, non sindacati padroni e schiamazzi nelle strade.

  4. #4
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    E' arrivato un altro frate.

    Brodo lungo e seguitate....

  5. #5
    Silvioleo
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    In Origine Postato da multietnico
    beh,non è vero che chi è favorevole agli scioperi sia solo di sx.
    anche l'ugl,sindacato di dx ha scioperato,ultimamente.
    e non credo proprio che i lavoratori che scioperano siano solo di sx.
    concordo,generalmente son quelli che,in quel giorno specifico,non han voglia di lavorare...a destra e a sinistra

  6. #6
    Silvioleo
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    In Origine Postato da multietnico
    secondo te,scioperare per i propri diritti significa non avere voglia di lavorare?cos'è,terminologia innovativa del dizionario banana?
    cosa voglia dire scioperare l'ho scritto poco sopra...che la stragrande maggioranza di chi sciopera lo faccia x poca voglia di lavorare è una realta'.

  7. #7
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    Predefinito Re: Riflessioni sugli scioperi

    In Origine Postato da raulbelli
    Io non sono uno schierato “a priori” politicamente;
    raul belli
    per fortuna che non sei schierato a prioni.

  8. #8
    Nosce te ipsum
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    Definire lo sciopero in sè sbagliato è senza dubbio un errore enorme. Il problema è che è abusato molto spesso. Lo sciopero dovrebbe essere una misura estrema, non routinaria. Trovo assurdo che a ogni rinnovo di contratti quasi tutte le categorie scioperino. E trovo altresì assurdo che quando un contratto scade, si aspettino mesi DOPO la scadenza per rinnovarlo (e mai senza scioperi).
    Una mia interpretazione è la seguente: se i contratti venissero aggiornati a momento debito, con le contrattazioni fatte PRIMA che scada lo stesso, e dando miglioramenti (e perchè no, anche peggioramenti) realmente adeguati al contingente, i sindacati SAREBBERO MENO IN AUGE, e perderebbero gran parte del loro consenso, e quindi del loro denaro (che è una cifra enorme) e del loro POTERE POLITICO. Quindi non è interesse del sindacato far sì che le cose filino liscie, ma è suo interesse portare sempre la situazione alla lotta.
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

  9. #9
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    In Origine Postato da multietnico
    secondo te,scioperare per i propri diritti significa non avere voglia di lavorare?cos'è,terminologia innovativa del dizionario banana?
    Fino che scioperi ,per mantenere certi diritti sul tuo posto di lavoro, (io artigiano) sono con te, me quando lo sciopero diventa una faLANGE POLITIGIANTE E PRONA A QUALCUNO CHE VUOLE "SCARAVOLTARE ISTITUZIONI O GOVERNI DI OPPOSTA IDEOLOGIA" SE PERMETTI NON CAPISCE UN CAZZO CHI CADE IN UNA SIMILE SCARPATA.

  10. #10
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    In Origine Postato da Fenicio
    Trovo assurdo che a ogni rinnovo di contratti quasi tutte le categorie scioperino. E trovo altresì assurdo che quando un contratto scade, si aspettino mesi DOPO la scadenza per rinnovarlo (e mai senza scioperi).
    Una mia interpretazione è la seguente: se i contratti venissero aggiornati a momento debito, con le contrattazioni fatte PRIMA che scada lo stesso, e dando miglioramenti (e perchè no, anche peggioramenti) realmente adeguati al contingente, i sindacati SAREBBERO MENO IN AUGE, e perderebbero gran parte del loro consenso, e quindi del loro denaro (che è una cifra enorme) e del loro POTERE POLITICO. Quindi non è interesse del sindacato far sì che le cose filino liscie, ma è suo interesse portare sempre la situazione alla lotta.
    Io trovo abbastanza errato anche questo discorso, salvo l'ultima frase che forse è la verità più vera.
    Perché si deve sempre rinnovare i contratti?
    La risposta corale è che aumenta il costo della vita ed allora bisogna adeguare le retribuzioni al costo della vita. Nessuno ha mai pensato che il costo della vita aumenta proprio perché si ottengono retribuzioni più alte in una infinita rincorsa tra i prezzi e le retribuzioni. Come il cane stupido che cerca di acchiapparsi la coda.
    In questo modo si è svalutata la lira di 25 volte tra il 1950 ed il 2001, tale da essere considerata carta straccia sui mercati internazionali e alla fine il lavoratore è sempre un povero disgraziato come nel 1950 e forse anche peggio, nonostante che il progresso avrebbe potuto portare benessere generalizzato anche all'ultimo dei lavoratori.
    Purtroppo il popolo è stupido. E' una massa informe che non capisce niente e si lascia condurre dai pifferai verso la rovina.
    raul belli

 

 
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