La mia impressione è che Santa Margherita, a differenza di altri comuni limitrofi, sia politicamente morta, abbia l'elettroencefalogramma piatto in merito alla capacità d'aggregazione, di critica e di proposta. E questo apparenta sia la destra quanto la sinistra, con la differenza che quest'ultima si avvantaggia della forza d'inerzia derivante dall'essere maggioranza. Il problema di un elezione non è quello di scegliere il candidato sindaco e girare la città per trovare "consiglieri" popolari, ma quello di ricostruire una proposta politica dal basso e in tempi non elettorali, ossia creare centri d'aggregazione politica, sociale e culturale che crescano quotidianamente e sappiano offrire soluzioni per Santa Margherita tanto quanto sappiano guardare oltre e fare uscire la città da quella sorta di "isolamento" più o meno dorato in cui vive. Perchè il problema della "decadenza" è questo: abitare in un piccolo mondo di plastica chiuso sulla propria bellezza, un mondo sul quale aleggia una polverosa sensazione di ovatta, un gusto spropositato per uno snobistico disimpegno. E allora la metamorfosi esteriore di Santa Margherita, sempre più città vetrina, sempre più ricerca esasperata di un'immagine che sia all'altezza dei tempi che furono, sempre più marmorea assenza di vita, sembra riflettere la metamorfosi della coscienza collettiva. Una coscienza che è diventata ormai incoscienza. E allora è inutile 6 mesi prima delle elezioni fare politica, se da anni non si crea nulla che possa davvero giustificare l'impegno relativo e sigillare la verità e la forza delle proprie idee.




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