Ma va là.
Il socialismo è internazionalista per vocazione, e non ha mai riconosciuto frontiere, se non nella sua fase "dittatoriale": per vedere poi quale sia il contenuto comunistico di Sparta o dell'Egitto basta leggersi dei libri di chi socialista nemmeno è, come Vilfredo Pareto, in cui si chiarisce meglio che nei fumosi testi marxisti come il socialismo moderno sia altra cosa, radicale, rispetto a quegli stati autoritari e gerarchici.
L'URSS monoetnica granderussa de che ? la tendenza granderussa era usata a solo scopo propagandistico durante i momenti di crisi, fino al grande terrore e alla grande guerra patriottica le comunità locali godevano di privilegi linguistico-culturali netti e pronunciati, con il caso particolare ucraino, in cui una forte componente del partito era più "russa dei russi".
Non c'è poi niente da dire sul luogocomunismo rispetto alla Cina sciovinista han, che però misteriosamente garantisce alle minoranze etniche più diritti di quanti ne abbiano gli Han stessi in diverse questioni.
La distinzione socialismo-società aperta / liberalismo-società chiusa è un'invenzione dei nemici del socialismo, che peraltro nemmeno nasce declinata in termini di omogeneità etnica, non mi pare proprio il caso di adottarla a termine di paragone.
Anche perchè una delle concause del crollo di ogni società "socialista chiusa" è stata proprio l'incapacità di incardinarsi nel sistema economico mondiale in maniera efficiente, oscillando tra una autarchia impossibile e dannosa e la dipendenza dai crediti esteri, anzichè accettare le regole di funzionamento del mercato.
La stessa Iugoslavia, che pure era un paese economicamente molto più efficiente di quelli COMECON, crollò perchè dopo lo shock petrolifero degli anni '70 non era stata in grado di rilanciare la sua economia su basi solide, ricorrendo invece alla creazione di trusts autarchici e ai sussidi all'esportazione.
Ovverosia, i classici strumenti dei sostenitori delle piccole patrie blut und boden.





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