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Discussione: Da CasaPound...

  1. #11
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    Vabbè, mi sembrava di essere stato chiaro.

    La proprietà secondo il Fascismo ha dei limiti. Chi vive sulle spalle altrui è un usuraio.

    Chiaro che il discorso di chi ha solo una casa affittata oggi è diverso: E' costretto a fare lo strozzino per arrivare a fine mese. Io non lo farei.

    "La dottrina del Fascismo" va integrata con il congresso di Verona.
    I dogmi non possono appartenere al Fascismo e le idee vanno elaborate per essere alternative e rivoluzionarie. Comunque non abbiamo detto niente di nuovo.

    Il Fascista deve essere pronto a dare tutto. I capitani d'industria come li chiamate voi, sono quelli che finanziavano i partigiani e aspettavano i liberatori che li avrebbero salvati dalla Socializzazione.

    Non confondere lo spirito d'iniziativa dell'imprenditore col capitalista che ci mette i soldi per avere la sua quota senza muovere un dito.

    Saluti
    Simone

  2. #12
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    Predefinito Certo che siete curiosi!...

    ...di fronte - finalmente - ad un atto concreto come l'occupazione di una casa demaniale sfitta, per darla agli sfrattati, un'esperienza già comune in altri ambiti politici e altre realtà nazionali, vi siete impantanati nella discussione ideologica se l'affitto sia o no usura, se il capitano d'industria sia uno strozzino, etc. etc.

    Ormai tra chi FA e chi CHIACCHIERA soltanto, c'è un solco.

    Per cui, mi limito a dire, come altri, BRAVO a chi HA FATTO, e non aggiungo altre sentenze.

  3. #13
    Orazio Coclite
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    Apprendo da indymedia che l'apertura di Casa Pound altro non sarebbe che una provocazione fascista:



    L’occupazione di “Casapound” è una provocazione fascista

    La notte tra il 26 e il 27 dicembre, approfittando delle feste natalizie, un gruppo di fascisti ha occupato uno stabile appartenuto al Ministero della Pubblica Istruzione nel quartiere Esquilino addobbandolo con striscioni e bandiere tricolori. L’occupazione fa parte della strategia di rilancio dei fascisti. Ora imitano l’esperienza dei Centri Sociali di sinistra che hanno sempre istericamente gridato per far chiudere. Stavolta fanno di più: millantano un’occupazione a scopo abitativo contro l’alto costo degli affitti. Con questa occupazione dichiarano di dare alloggio alle famiglie di italiani. La loro solidarietà sociale si ferma meschinamente ad una discriminante razzista: “case agli italiani”. Subito è arrivata la benedizione natalizia delle autorità politiche di destra: il capogruppo consiliare di AN al Comune di Roma, Marsilio ha effettuato una visita ufficiale a copertura dell’occupazione illegale. Chissà se è stato proprio lui a dare ai nazifascisti la “dritta” dello stabile da occupare visto che è stato in carica nella I circoscrizione per anni! Così mentre nella capitale si succedono gli sgomberi e le realtà che lavorano nelle occupazioni di case vengono colpite dalla repressione (si veda Action), mentre nell’Esquilino le forze di polizia fanno irruzione nella sede dell’associazione bengalese e con la ridicola accusa del terrorismo internazionale (sic!) spaccano i computer e rubano gli hard disk ad una delle poche associazioni per i diritti dei lavoratori immigrati, dall’altra parte si lascia che un intero stabile del centro di Roma venga occupato abusivamente dai nazifascisti. Ma quale pretestuosa occupazione di famiglie! Gli occupanti sono quattro pelati, studenti nazisti cui basta avere la relativa ragazzetta per legittimarsi come giovane coppia! Nessuna famiglia infatti occuperebbe degli appartamenti del Ministero della Pubblica Istruzione che non sono adibiti a scopo abitativo civile!
    La realtà è ben altra: da anni oramai i fascisti all’Esquilino sono ridimensionati a esigua minoranza etnica e politica.
    L’Esquilino è il cuore pulsante dell’attività produttiva dei lavoratori stranieri. È un quartiere colorato dove si sperimenta con successo la convivenza pacifica delle diverse comunità straniere con gli italiani, simile in questo cosmopolitismo ai tanti quartieri delle grandi città europee. Con questa occupazione, che viene da fuori, i fascisti tentano di riprendersi il territorio aprendo un covo e inneggiando alla difesa della razza. Il tentativo è quello di creare tensione nel quartiere più multietnico di Roma giocando vigliaccamente sulla ricattabilità degli immigrati ben sapendo che qualsiasi intervento delle forze di polizia, che presidiano già assiduamente ogni angolo del quartiere, penalizzerebbe gli stranieri.
    Non dobbiamo aspettare le provocazioni sugli immigrati per dire che se ne devono andare!
    L’OCCUPAZIONE DI “CASAPOUND” E’ UNA PROVOCAZIONE FASCISTA!
    FUORI I RAZZISTI DALL’ESQUILINO!



    A leggere cose del genere mi viene da domandarmi se sono io quello che vede la realtà attraverso una lente deformante. Perché parlare del quartiere Esquilino, un tempo romano e italiano ma attualmente colonizzato dagli allogeni, con frasi tipo "un quartiere colorato dove si sperimenta con successo la convivenza pacifica delle diverse comunità straniere con gli italiani" e "le forze di polizia che presidiano già assiduamente ogni angolo del quartiere", è pura e mera demagogia. Chi vive a Roma saprà che l'Esquilino è tutto men che un quartiere dove italiani e allogeni vivono assieme in pace ed armonia, infatti gli italiani se la sono svignata da tempo, sovente con le cattive, per facilitare la crescita di un ghetto etnico dove ogni componente se ne sta per i fatti propri. Ma di quale integrazione andiamo cianciando mai? Risibile anche il riferimento alla polizia che presidierebbe ogni angolo del quartiere. Una frase messa ad arte come ad intendere che ci sia opera di oppressione nei confronti dei poveri allogeni ivi residenti.
    Insomma, l'ennesimo parto di fantasia di quanti assoggettati all'ideologia multiculturale.

  4. #14
    Paul Atreides
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    I deliri di certi cazzoni patetici che girano su Indy vanno presi per quello che sono: deliri, appunto.

  5. #15
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    L'affitto non è usura.
    L'affitto in serie è speculazione e va calmierato
    L'affitto di immobili pubblici dovrebbe rispondere (come da fascista memoria) a due requisiti: canone popolare e possibilità di riscatto.
    L'esproprio di famiglie povere da beni immobili pubblici rivenduti alle banche diventa usura.
    L'inutilizzazione di immobili pubblici (che vanno in rovina in attesa che qualche Rockfeller li comperi a due euro) mentre le famiglie espropriate si trovano senza tetto è un crimine.
    L'esproprio proletario non c'entra un fico secco.
    semmai è la logica pavoliniana del diritto alla proprietà che rende tutti ben altro che proletari.

    P.S. Le forze politiche non appoggiano Casa Pound in quanto quelle di sinistra sono rose e corrose dal loro anifascismo di sottotipo clericale (fascismo=satana=male) e quelle di destra sono notoriamente incapaci di agire per "culopesante" ideologico ed esistenziale. Tutt'al più - per non farsi scavalcare completamente sul territorio - si limitano a qualche attestato di stima. D'altronde ricordiamoci qule che avviene per il forum 753 occupato dalla destra sociale: non muovono un dito in appoggio, alcuni remano palesemenet contro con la logica delle mafiette e i loro "illustri" e "ministeriali" padrini affermano di non poterci fare assolutamente niente...
    Non c'è partito che sostenga Casa Pound perché non esiste alcun partito di popolo in italia da 59 anni.
    E chissenefrega, il popolo non vota, lotta.

  6. #16
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    In origine postato da Orazio Coclite
    Apprendo da indymedia che l'apertura di Casa Pound altro non sarebbe che una provocazione fascista:



    L’occupazione di “Casapound” è una provocazione fascista

    La notte tra il 26 e il 27 dicembre, approfittando delle feste natalizie, un gruppo di fascisti ha occupato uno stabile appartenuto al Ministero della Pubblica Istruzione nel quartiere Esquilino addobbandolo con striscioni e bandiere tricolori. L’occupazione fa parte della strategia di rilancio dei fascisti. Ora imitano l’esperienza dei Centri Sociali di sinistra che hanno sempre istericamente gridato per far chiudere. Stavolta fanno di più: millantano un’occupazione a scopo abitativo contro l’alto costo degli affitti. Con questa occupazione dichiarano di dare alloggio alle famiglie di italiani. La loro solidarietà sociale si ferma meschinamente ad una discriminante razzista: “case agli italiani”. Subito è arrivata la benedizione natalizia delle autorità politiche di destra: il capogruppo consiliare di AN al Comune di Roma, Marsilio ha effettuato una visita ufficiale a copertura dell’occupazione illegale. Chissà se è stato proprio lui a dare ai nazifascisti la “dritta” dello stabile da occupare visto che è stato in carica nella I circoscrizione per anni! Così mentre nella capitale si succedono gli sgomberi e le realtà che lavorano nelle occupazioni di case vengono colpite dalla repressione (si veda Action), mentre nell’Esquilino le forze di polizia fanno irruzione nella sede dell’associazione bengalese e con la ridicola accusa del terrorismo internazionale (sic!) spaccano i computer e rubano gli hard disk ad una delle poche associazioni per i diritti dei lavoratori immigrati, dall’altra parte si lascia che un intero stabile del centro di Roma venga occupato abusivamente dai nazifascisti. Ma quale pretestuosa occupazione di famiglie! Gli occupanti sono quattro pelati, studenti nazisti cui basta avere la relativa ragazzetta per legittimarsi come giovane coppia! Nessuna famiglia infatti occuperebbe degli appartamenti del Ministero della Pubblica Istruzione che non sono adibiti a scopo abitativo civile!
    La realtà è ben altra: da anni oramai i fascisti all’Esquilino sono ridimensionati a esigua minoranza etnica e politica.
    L’Esquilino è il cuore pulsante dell’attività produttiva dei lavoratori stranieri. È un quartiere colorato dove si sperimenta con successo la convivenza pacifica delle diverse comunità straniere con gli italiani, simile in questo cosmopolitismo ai tanti quartieri delle grandi città europee. Con questa occupazione, che viene da fuori, i fascisti tentano di riprendersi il territorio aprendo un covo e inneggiando alla difesa della razza. Il tentativo è quello di creare tensione nel quartiere più multietnico di Roma giocando vigliaccamente sulla ricattabilità degli immigrati ben sapendo che qualsiasi intervento delle forze di polizia, che presidiano già assiduamente ogni angolo del quartiere, penalizzerebbe gli stranieri.
    Non dobbiamo aspettare le provocazioni sugli immigrati per dire che se ne devono andare!
    L’OCCUPAZIONE DI “CASAPOUND” E’ UNA PROVOCAZIONE FASCISTA!
    FUORI I RAZZISTI DALL’ESQUILINO!



    A.



    raglio d'asino non sale al cielo..

  7. #17
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    C'è un ottimo servizio su Casa Pound su Avvenimenti di questa settimana (e c'è anche un servizio sull'avvelenamento da uranio dei palestinesi da parte degli israeliani).
    Consiglio lettura.

  8. #18
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    Quali insegnamenti trarre da Casa Pound
    .
    La creazione, a Roma, di Casa Pound ha un valore emblematico.
    .
    Sia chiaro: non è il primo centro sociale che nasce al di fuori dal monopolio della sinistra, non è la prima delle ONC (Occupazioni Non Conformi) benché il suo nucleo animatore già fosse all’origine di più di un’esperienza di questo genere.
    Quel che ha di innovativo Casa Pound è l’assoluta rispondenza della pratica con la teoria: è un’aderenza al sociale che non è più supposta, teorizzata, proclamata e declamata, ma reale.
    .
    I centri sociali di vario colore sono stati fino ad oggi degli spazi autogestiti dove delle tribù urbane si ritrovavano ascoltando la propria musica, realizzando i propri eventi e reclutando nuove leve. In molti dei centri sociali doc va poi documentata un’altra attività indefessa: lo spaccio di stupefacenti.
    Macchie di colore, isole nel tessuto urbano. Un pugno alla noia, un grido di rivolta al chiuso di quattro mura. Talvolta un luogo di degenerazione o un limbo d’oblio.
    .
    Casa Pound – a metà strada tra un centro sociale ed un’occupazione stile anni ’70 – rappresenta invece una sfida.
    .
    Si tratta di dare il tetto a diverse famiglie che sono state sfrattate dalle case popolari “privatizzate” e che vivevano in un quartiere dove gli immobili pubblici sono lasciati sfitti al fine di deprezzarli prima della loro “privatizzazione” (cessioni pilotate alle banche) e poi sfitti ancora, in attesa che le speculazioni immobiliari permettano di alzarne i profitti di rivendita.
    .
    Le famiglie sfrattate sono decine e decine, gli immobili vuoti innumerevoli. A questo si aggiunge la beffa dell’accoglienza gratuita degli extracomunitari operata dal comune. Che di per sé potrebbe rappresentare un atto caritatevole se un razzismo ideologico e politico non escludesse categoricamente da questa misura gli italiani che si vedono costretti al vagabondaggio e al rovesciamento dei ruoli: quasi che fossero venuti loro in cerca di fortuna al seguito dei negrieri.
    .
    L’operazione ha dunque un valore in sé che va ben al di là del compiacimento
    .
    A questo si aggiunga l’istituzione programmata di un centro giuridico che vuol aiutare i poveri contro l’usura, la speculazione, l’esproprio delle case da parte dei pescicani (dal che la scelta di Pound per il nome della Casa occupata).
    La sfida assume allora un valore importante.
    .
    Da un punto di vista ideologico perché si fonda sulla rivendicazione pavoliniana del diritto alla proprietà della casa e sul rilancio della legislazione mussoliniana che obbligava lo stato a investire i fondi di pensione nell’immobiliare affinché rimanessero stabili e non si vaporizzassero (come si è puntualmente verificato nell’italietta neoliberista) e si desse contemporaneamente un tetto a buon mercato ai meno abbienti.
    Da un punto di vista politico e propagandistico perché mette f a t t i v a m e n t e un’area che si vorrebbe sociale e rivoluzionaria in pieno nel confronto popolo/capitale anonimo e certamente dalla parte del popolo.
    Da un punto di vista futuribile perché, magari inconsciamente, questo fenomeno già s’iscrive nel probabile conflitto post/capitalista che dovrebbe aver luogo tra proprietà sociale e proprietà oligarchica.
    Da un punto di vista comportamentale perché indica come la politica sia altra cosa dagli slogan e dagli accordi/liti fra capi ghetto e perché contribuisce a segnalare a tutti coloro che sono armati di buona volontà cosa significhi incidere, strutturarsi, essere esempio, fare base, agire, costruire.
    Superando di slancio tutte le diatribe astratte e dando il giusto valore al quotidiano, ridimensionando perciò il fenomeno elettorale che non dovrebbe rappresentare altro che un momento di verifica e di bilancio.

    .
    Insomma, non è così difficile mettere in pratica idee e principi, azioni e progetti. È impegnativo sicuramente e necessita una maturazione profonda ed un superamento dell’individualismo ancora assai diffuso.
    .
    Casa Pound in ogni caso dimostra che si può. www.casapound.org
    .



    Gabriele Adinolfi

  9. #19
    Paul Atreides
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    Lasciando stare Pavolini e Mussolini, mi pare che quelli di CasaPound abbiano idee chiare e capacità di decisione. A loro va un sincero augurio.

    Adinolfi si conferma una delle poche intelligenze lucide dell'ambiente.

  10. #20
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    Il mio primo 3d!

    Noto con piacere che non sono cambiato per niente!

    Gia nel primo invitavo tutti a CASAPOUND per chiarimenti!!!

 

 
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