...di tolla urlare sulla"Costituzione" usando il nome di Scalfaro, quello del governo Dini, e di D'Alema, quello del calcio nel culone di Prodi.
Oggi tutti insieme, appassionatamente, tutti attorno alla Ariosto.
E senza nemmeno "tapparvi il naso".


...di tolla urlare sulla"Costituzione" usando il nome di Scalfaro, quello del governo Dini, e di D'Alema, quello del calcio nel culone di Prodi.
Oggi tutti insieme, appassionatamente, tutti attorno alla Ariosto.
E senza nemmeno "tapparvi il naso".


....anche Scalfari....
Roma. “Attaccando la Corte costituzionale il presidente del Consiglio conferma una seria mancanza di senso dello Stato. Io ho nominato persone capaci e degne. Accusando le nomine fatte da me come capo dello Stato vuol dimostrare che una minoranza di componenti della Corte si impone su una maggioranza”.
Così ieri Oscar Luigi Scalfaro in replica a Silvio Berlusconi. Il quale, però, non lo aveva accusato di aver nominato persone incapaci e indegne. Bensì di aver scelto membri tutti di un analogo orientamento, “e questo ha portato a uno squilibrio dentro la Corte”.
I fatti.
Sono notoriamente orientati verso il centro-sinistra tutti e 5 giudici della Corte di nomina quirinalizia. Gustavo Zagrebelsky, l’attuale presidente, e Guido Neppi Modona hanno trascorse e manifeste simpatie diessine, di impronta violantea.
Piero Alberto Capotosti è un popolare di sinistra. Fernanda Contri una socialista “vicina” a Giuliano Amato. Giovanni Maria Flick fu ministro con Romano Prodi.
Tra i giudici di nomina parlamentare, Valerio Onida e Ugo De Siervo furono indicati dal centro-sinistra.
E siamo a 7 su 15, sicuramente di sinistra.
Gli altri 3 di nomina parlamentare furono scelti dal Polo, Carlo Mezzanotte, Annibale Marini, Romano Vaccarella.
Dei 5 restanti, eletti in rappresentanza delle magistrature, è più azzardato attribuire altrettanto esplicite patenti politiche.
Tuttavia, vista l’innegabile propensione mostrata in precedenza da taluni di loro nell’associazionismo togato, non è un mistero
che per 3 di loro sia fondata la simpatia per il centro-sinistra.
Sono l’ex Corte dei conti Paolo Maddalena, e i due cassazionisti
Franco Bile e Francesco Amirante.
Quest’ultimo, relatore della sentenza sul lodo, decisa proprio 10 a 5.
I conti tornano.
Scandalizzarsi che venga detto ciò che è manifesto è parte del
parafernale paragiudiziario. Ai togati piace un giurista come Jeremy Waldron e la sua summa intitolata alla dignità della legislazione e del sindacato di costituzionalità.
Sono coloro che giungono a parlare delle Corti costituzionali come organi “aristocratici e autocratici”, tranne poi essere i più politicamente orientati nell’esercizio del giudizio.
Vedi Leopoldo Elia, dal quale la citazione (30 maggio 2003), l’unico presidente emerito a opporre preventivamente a Carlo Azeglio Ciampi la “palese incostituzionalità” sulla Maccanico, mentre Francesco Paolo Casavola, Giovanni Conso e Giuliano Vassalli (anch’essi emeriti) erano di opinione opposta.
Ed era contro questi ultimi, e per richiamare la Corte a un giudizio “politico” che minacciava di sfuggir di mano, che proprio Scalfaro tuonò a settembre su Micromega la diffida a “impedire l’ingiuria alla Costituzione”.
Tanto per dire chi ha tirato la giacchetta.
La politica, questa sconosciuta
Ma dove è lo scandalo, nel tirare la giacchetta, vista l’oggettiva pervasività che il sindacato di costituzionalità ha finito per rappresentare nella vita pubblica? Non c’è, a meno di alimentare del potere vestigia ipocrite.
Esempi? Lucio Colletti ricordava che quando si recò da Massimo D’Alema presidente della Bicamerale per avere smentita che Scalfaro aveva invitato a cena i membri della Corte per spingerli a un no al referendum Segni, nel dicembre ’98, D’Alema gli rispose che lui di Scalfaro non garantiva.
E le denunce di pressioni di Scalfaro non venivano solo da An, Forza Italia e radicali, ma da Achille Occhetto.
E nel 1987, quando Francesco Saja e Giuseppe Ferrari erano contrapporti alla presidenza della Corte, lo sconfitto Ferrari non convocò una conferenza stampa denunciando il complotto ai suoi danni del dc Nino Gullotti cui si erano alleati i membri della corte designati dal Pci, accusandoli di “neocompromesso storico”?
E quando Renato Granata presidente della Corte bocciò la bozza di documento della Bicamerale elaborato da D’Alema, era il giure che tuonava o la politica?
“Quand’anche i componenti della Corte fossero nominati tutti dallo Spirito Santo o da qualsiasi entità extramondana, come parrebbe fosse il desiderio dei sostenitori della tesi della ‘neutralità’, manterrebbero pur sempre il diritto di avere le proprie opinioni politiche. Perfino Gesù le aveva, e come se le aveva, non era certo neutrale, Gesù”.
Chi ha vergato queste parole che oggi suonano acconcia replica alla “neutralità” di Scalfaro?
Eugenio Scalfari, sei anni fa, “La Corte dello Spirito Santo” il titolo. No, non è Spirito Santo Lord Falconer, chiamato a riformare le supreme magistrature britanniche, ma incidentalmente amico di Blair.
Non è Spirito Santo l’indirizzo conservatore dato alla Corte suprema americana da William Rehnquist rispetto al liberal Earl Warren.
Nei paesi maturi, il sindacato di costituzionalità non è lo Spirito Santo. Quindi, a nominare giudici di un solo colore, non si fa Vangelo.
E’ lotta politica.
e chi lo nega, mente.
saluti


Voi non potete parlare, dopo esservi messi nel naso tonnellate di cemento per resistere al tanfo che promanano i vostri beniamini...In origine postato da mustang
...E senza nemmeno "tapparvi il naso".![]()
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------------In origine postato da Dario
Voi non potete parlare, dopo esservi messi nel naso tonnellate di cemento per resistere al tanfo che promanano i vostri beniamini...![]()
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Anche questa, pur non avendo nessuna rilevanza data la provenienza, è una volgare bugia.
Solo molto stuida, decisamente da bamboccetto.


Perchè, tu frequenti, fra un taglia-incolla e l'altro, i tuoi beniamini molto da vicino? Al vederli in TV, giurerei che molti di loro puzzano come capre, e molti sono iper-forforosi.In origine postato da mustang
...Anche questa, pur non avendo nessuna rilevanza data la provenienza, è una volgare bugia.
Solo molto stuida, decisamente da bamboccetto.
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NON SAI NEANCHE DI COSA STAI PARLANDO.In origine postato da mustang
....dette dagli ulivisti
E ci mettono pure i bambini, con i cartelli i mano, a marciare contro il governo e il ministro della Scuola.
Cartelli e grida per protestare contro l'abolizione del "tempo pieno".
Cosa dice chiaramente la legge contestata dai bambini, oltre che dai bamboccetti? Che viene semplicemente introdotto un sistema
di maggior flessibilità nell'orario scolastico, di poter scegliere, oltre aklle 27 ore standard per tutti, un numero di ore in più a discrezione della volontà e delle esigenze dei bambini e delle loro famiglie, fino ad arrivare alle 40 ore.
Nessuna abolizione, dunque, bugiardoni sfruttatori di bambini, ma semplicemente più flessibilità.
Troppo per i vostri cervellini all'ammasso.
La tragedia è che tra voi ci sono pure quelli che i bambini dovrebbero educare.
CHIEDI ALLE FAMIGLIE CHE HANNO RICEVUTO IL CALENDARIO PER LE LEZIONI DELL'ANNO PROSSIMO E TI DIRANNO COSA NE PENSANO![]()


Roma. Kofi Annan chiede esplicitamente e formalmente alle nazioni e ai parlamenti democratici del mondo l’invio immediato di contingenti militari in Iraq.
Le parole pronunciate dal segretario generale dell’Onu davanti al Senato del Giappone sono inequivocabili:
“Voi avete risposto agli appelli del Consiglio di sicurezza dell’Onu e offerto una prova esemplare a livello internazionale di vera solidarietà al popolo iracheno, e dopo un sofferto dibattito in Parlamento avete deciso di inviare un contingente militare in Iraq per partecipare all’assistenza umanitaria e alla ricostruzione dell’Iraq, oltre che offrire un generoso contributo finanziario all’opera di ricostruzione”.
Le stesse parole, non vi è dubbio, sarebbero pronunciate da Kofi Annan davanti al Parlamento italiano, che ha compiuto la stessa, identica scelta del Giappone, che partecipa alla stessa “coalition of willing”, che svolge la stessa missione, precedendolo di alcuni mesi e impegnando non mille ma 2.600 militari.
Annan ha dunque dichiarato, nella sede solenne di un Parlamento, che si è già pienamente realizzata la condizione che il segretario dei Ds, Piero Fassino, pretendeva il 19 febbraio quando dichiarava:
“Se l’Onu prende in mano la situazione, se c’è un trasferimento agli iracheni con la gradualità necessaria, in una transizione che si sa dove porta, sarei disposto a mandare anche molti più soldati in Iraq”.
Ma anche se il segretario dei Ds e l’Ulivo intero ancora non se ne sono accorti l’Onu ha già preso in mano la situazione in Iraq, e l’ha fatto per iniziativa americana (anche il passaggio graduale dei poteri richiesto da Fassino è già cosa fatta: avverrà il 1° luglio 2004, di comune accordo tra Stati Uniti e tutti i partiti iracheni).
Il 19 gennaio scorso infatti, il governatore americano dell’Iraq, Paul Bremer, assieme a una delegazione del Consiglio nazionale
iracheno, si è recato all’Onu, a New York.
Qui, in modo formale, Bremer e ilConsiglio nazionale iracheno hanno chiesto ad Annan che l’Onu gestisca la cruciale fase
dell’organizzazione delle prime elezioni democratiche in Iraq.
Sul tema, infatti, si è registrata la fortissima pressione degli sciiti
(con guida religiosa l’ayatollah Ali Al Sistani, e guida politica Abdulaziz al Hakim, leader dello Sciri) per avere elezioni immediate.
Paul Bremer e tutte le altre forze politiche irachene erano e sono contrarie a una data così ravvicinata. Il dissidio scabroso è stato però subito ricomposto, demandandolo all’autorità dell’Onu.
Kofi Annan ha accettato, ha inviato in Iraq una delegazione
presieduta da Lakhdar Brahimi e il 23 febbraio, il giorno prima del suo discorso al Senato di Tokyo, ha steso un rapporto da cui risalta in pieno il ruolo di direzione del processo di “nation building” che l’Onu già svolge in Iraq.
Innanzitutto Annan scrive che gli sciiti hanno torto e che gli Stati Uniti e gli altri partiti iracheni hanno ragione nel non ritenere possibili elezioni prima del passaggio della sovranità agli iracheni il 30 giugno.
In secondo luogo, viene impostata una mediazione da parte delle Nazioni Unite per la definizione della fonte di legittimità del governo provvisorio che eserciterà la piena sovranità in Iraq (compresa la definizione dei rapporti con le forze militari straniere).
La nuova mediazione con Al Sistani
Stabilito che vi è consenso per la formula del governo provvisorio, Annan constata che non trova un sufficiente appoggio il sistema dei caucus elettorali, proposto da Paul Bremer, sul modello della Loya Jirga afghana, ma che l’Onu può mediare tra le varie ipotesi possibili, raccolte da Brahimi nel corso della sua missione irachena.
Infine, Annan indica come data possibile di mediazione per l’indizione delle elezioni, la fine del 2004 o l’inizio del 2005 e già sta organizzando per marzo una nuova missione di Brahimi a Baghdad.
A fronte di questo recupero di centralità dell’Onu, Kofi Annan ha anche ipotizzato la necessità di una nuova mozione del Consiglio di sicurezza che attualizzi e specifichi quanto già contenuto nella risoluzione 1511, in relazione proprio alla delicata fase del passaggio dei poteri del 30 giugno.
E’ da notare, infine, che la risposta degli sciiti iracheni è stata assolutamente positiva, nonostante la sconfessione delle proprie tesi decretata dall’Onu.
Così ha dichiarato infatti l’ayatollah Al Sistani:
“E’ necessario che l’Onu supervisioni il processo politico sino a quando l’Iraq non raggiungerà una situazione stabile. L’Onu ha una grande responsabilità verso il popolo iracheno, perché ha legittimato l’occupazione e ha dato una copertura internazionale”.
Anche questa è una notizia che i leader dell’Ulivo dovrebbero considerare, perché smentisce il caposaldo di tutta la loro analisi: la più alta autorità religioso-politica degli sciiti iracheni considera che l’Onu abbia “legittimato e dato copertura internazionale” all’occupazione militare dell’Iraq.
Un giudizio definitivo.
Ma queste ed altre informazioni sono "sconosciute" alle grandi "testate" legate alla sinistra italiana?
saluti


-----------------In origine postato da vanaimonen
NON SAI NEANCHE DI COSA STAI PARLANDO.
CHIEDI ALLE FAMIGLIE CHE HANNO RICEVUTO IL CALENDARIO PER LE LEZIONI DELL'ANNO PROSSIMO E TI DIRANNO COSA NE PENSANO![]()
Dai, fa il bravino e diccelo tu cosa pensano le famiglie italiane.


In origine postato da mustang
Roma. Kofi Annan chiede esplicitamente e formalmente alle nazioni e ai parlamenti democratici del mondo l’invio immediato di contingenti militari in Iraq.
Peccato che i nostri soldati erano già in Iraq qualche mese prima che l'ONU rilasciasse la sua risoluzione 1511. A fare che cosa? Il governicchio non ha mai risposto. Coscienza sporca? Sensi di colpa?
Ma anche se il segretario dei Ds e l’Ulivo intero ancora non se ne sono accorti l’Onu ha già preso in mano la situazione in Iraq...
Secondo me non se ne è accorto neppure l'ONU, infatti il comando delle operazioni e i militari impegnato sono ancora, nella quasi totalità, quelli delle forze di occupazione anglo-americane. Che strano...
Quando la smetterete di dire menzogne e di ingannare la gente che non ha abbastanza informazioni, al di fuori di quelle propalate dal nano (con la complicità di 5 canali TV e dei giornali di famiglia) e dai suoi servi?


Pensano che gli state dicendo un sacco di cazzate, come quelle che ha detto oggi il compagno Bondi sulla scuola, come quelle che dice il nano ghiacciato sulle colpe dell'euro, come quelle che dice Marzano sull'inflazione (avete notato? A Gennaio c'è stato l'effetto "revisione del paniere", ma già a febbraio abbiamo recuperato l'inflazione di fine anno. Che cosa racconterete adesso ai gonzi?), come quelle che dite sull'improvviso arricchimento degli italiani, sul milione di posti di lavoro creati, sul lavoro di Trantino e compagni di merenda il cui risultato, pur basandosi su testimonianze di mentitori prezzolati, è veritiero e sacrosanto.In origine postato da mustang
Dai, fa il bravino e diccelo tu cosa pensano le famiglie italiane.
Come le altre mille bugie che quotidianamente "il mafioso di Arcore" (parole di Bossi, che lo conosce bene, credo) e i suoi complici vanno propalando ai quattro venti.
Basta, ci avete rotto i coglioni. Tutti a casa.