Pagina 4 di 6 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 55

Discussione: Di Pietro corrotto ?

  1. #31
    PaleoLibertario Cattolico
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    Portici (Napoli)
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da DrugoLebowsky
    GABRIELE CAGLIARI IN 12 PUNTI:

    1) Il Pm di Milano Fabio De Pasquale nel marzo 1993 apre un'inchiesta sulla Sai, un'agenzia assicurativa diretta da Ligresti. Secondo l'accusa, tale agenzia avrebbe fatto un accordo, segreto ed illegale, per gestire in esclusiva i contratti dell'Eni, sbaragliando la concorrenza, dietro pagamento di un'immensa tangente da 17 miliardi di vecchie lire.

    2) Viene interrogato l'amministratore delegato della Sai, Rapisarda, il quale fa il nome di Cagliari. Quest'ultimo si trova già in carcere per una tangente del gruppo Nuovo Pignone, e per i fondi neri di Pacini Battaglia.

    3) Ligresti, durante un interrogatorio, conferma l'esistenza di un accordo sotterraneo fra Eni e Sai concertato a tre: Craxi, Citaristi e, appunto, Cagliari.

    4) De Pasquale interroga Cagliari, lo blandisce promettendogli la libertà in cambio di una piena confessione della maxitangente. Cagliari ammette l'esistenza di tale accordo segreto, ma nega l'esistenza della maxitangente.

    5) Cagliari si trova ancora in carcere per questa vicenda, ma gli altri due ordini di custodia cautelare vengono revocati in qunto il reo non ha la possibilità di inquinare o far scomparire le prove (Nuovo Pignone e Pacini Battaglia).

    6) De Pasquale dubita della veridicità delle affermazioni di Cagliari. In effetti, come si fa a fare un accordo segreto di "collaborazione" fra due agenzie senza passaggio di "carburante"? In ogni caso, il Pm dubita che Cagliari non sapesse nulla della tangente, e stila un rapporto di non-scarceraziona da presentare al Gip Grigo.

    7) Poco dopo il Pm capisce che Cagliari si è dato da fare per depistare ed inquinare le prove: scopre che l'imputato precedentemente ha contattato il suo commercialista, Locatelli, e gli ha detto di rispondere solo sui fatti contestati, senza far uscire altri scheletri dall'armadio: in pratica, senza parlare di altri fondi neri.

    8) In seguito alle ricostruzioni di Locatelli fatte a De Pasquale, ed attraverso delle rogatorie dalla Svizzera, il Pm ricostruisce il passaggio di denaro attraverso banche e fiduciarie elvetiche. La stessa moglie di Cagliari, Bruna Di Lucca, restituisce 12 miliardi allo Stato, frutto della maxitangente ma anche di altri fondi neri.

    9) Il 17 luglio, il Gip Grigo, cui è arrivato il rapporto di De Pasquale sulle affermazioni di Cagliari, ha a disposizione 5 giorni per pronunciare un verdetto di libertà o di permanenza in un istituto correzionale. Come da Codice di procedura penale, la facoltà di arresto spetta infatti al Gip, e non al Pm. Che quindi quest'ultimo sia partito per le vacanze con Cagliari a San Vittore, non costituisce alcuna violazione procedurale.

    10) il 20 luglio 1993 Garbriele Cagliari si uccide impiccandosi. Da alcune lettere scritte alla moglie, il manager socialista aveva già deciso di togliersi la vita da alcuni giorni.

    11) L'allora ministro di Giustizia Conso invia a Milano due ispettori per analizzare l'operato procedurale di Grigo e De Pasquale: i due, pur notando alcuni atteggiamenti procedurali piuttosto "irrituali" da parte del Pm De Pasquale, giungono alla conclusione che né l'operato del Gip né quello del Pm abbiano pregiudicato l'iter delle indagini. Comunicano inoltre al ministro che il caso-Cagliari meritava la massima ponderazione, anche perché il reato di passaggio di denaro nero era accertato dalle rogatorie svizzere.

    12) Nel 1995 un altro ministro di Giustizia, il "tecnico" Mancuso, promuove un'altra indagine a carico dei due magistrati, che sfocia addirittura in un processo per abuso in atti d'ufficio ed omicidio colposo, poi finito con la definitiva archiviazione nel marzo 1996.

    CLAUDIO MARTELLI
    Indagato e condannato con sentenza definitiva per aver percepito una tranche da 800 milioni della maxitangente Enimont. Altro che innocente. Memorabile il cazziatone ricevuto da Craxi per aver scritto il passaggio di denaro, e relative coordinate bancarie, su un foglio con la carta intestata della Camera dei Deputati.

    CARMINE MENSORIO:
    Senatore del Ccd e già deputato della Dc; accusato dalla Procura di Napoli per sciocchezze come Associazione camorristica, abuso in atti d'ufficio e concussione, si rende latitante per 4 mesi in Grecia. Durante il ritorno in Italia si suicida buttandosi a mare dal traghetto.
    Alle polemiche scaturite (era in atto l'ennesimo inciucio, siamo nel 1996, fra Polo e Ulivo per "riformare" la carcerazione preventiva), il Procuratore di Napoli, Cordova, fa notare che in caso di reato di associazione mafiosa (camorristica, in questo caso), l'arresto dell'imputato è obbligatorio.

    anche se non l'hai citato, ci metto anche

    SERGIO MORONI
    Deputato del Psi, si uccide nella sua casa di Brescia. A lui sono arrivati tre avvisi di garanzia per aver ricoperto il ruolo di "esattore" di tangenti, per conto Psi, per appalti alla gestione dei rifiuti solidi a Milano. Sa che, come deputato, difficilmente verrà arrestato. In una lettera al presidente della Camera Napolitano, Moroni denuncia il clima da pogrom, ma ammette i finanziamenti illeciti.
    La sentenza del tribunale di Milano del 1994 a carico dei suoi complici, accerta la materialità del fatto.
    Grazie per questo tuo post, perchè mi da l'opportunità di precisare alcune cose su questi casi giudiziari e di fare un pò di chiarezza molto brevemente:

    Caso Cagliari:
    E' indubbio il fatto dell'accordo a tre, ma rimane non provata affatto l'esistenza della maxitangente...e dimentichi che 1) Rapisarda aveva tutta l'utilità nel fare il nome di Cagliari per tirare se stesso e l'azienda fuori da ulteriori guai giudiziari. Inoltre quello che tu scrivi non è del tutto corretto quando parli della storia circa il suicidio di Cagliari e le confessioni riguardo la mancata promessa da parte di De Pasquale (il quale quando Cagliari si suicidò era in vacanza in Calabria, e pochi giorni prima di partire per le vacanze aveva promesso a Cagliari di farlo trasferire agli arresti domiciliari, cosa che cambiò, si rimangiò senza alcun giustificato motivo all'ultimo momento, proprio l'ultimo giorno prima di partire e prima del suicidio di Cagliari!!!)
    Questa è una cosa fondamentale!!!
    Ma ti riporto qui in versione integrale l'ultima lettera scritta ai parenti da Cagliari prima di suicidarsi, che serve a fare definitiva chiarezza sul caso:
    "Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco, Ghiti:

    sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore. Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna.
    La criminilizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi Magistrati, anche a Milano, ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell'opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei Giudici ha fatto il resto.
    Ci trattano veramente come non-persone, come cani ricacciati ogni volta al canile. Sono qui da oltre quattro mesi, illegittimamente trattenuto.
    Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possono essere inquinate in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato. Neppure potrei fuggire senza passaporto, senza carta d'identità e comunque assiduamente controllato come costoro usano fare.
    Per di più ho 67 anni e la legge richiede che sussistano oggettive circostanze di eccezionale gravità e pericolosità per trattenermi in condizioni tanto degradanti. Ma, come sapete, i motivi di questo infierire sono ben altri e ci vengono anche ripetutamente detti dagli stessi Magistrati, se pure con il divieto assoluto di essere messi a verbale, come invece si dovrebbe regolarmente fare.
    L'obbiettivo di questi Magistrati, quelli della Procura di Milano in modo particolare, è quello di costringere ciascuno di noi a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con quello che loro chiamano il nostro "ambiente".
    Ciascuno di noi, già compromesso nella propria dignità agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere inquisito o, peggio, essere stato arrestato, deve adottare un atteggiamento di "collaborazione" che consiste in tradimenti e delazioni che lo rendano infido, inattendibile, inaffidabile: che diventi cioè quello che loro stessi chiamano un "infame".
    Secondo questi magistrati, a ognuno di noi deve dunque essere precluso ogni futuro, quindi la vita, anche in quello che loro chiamano il nostro "ambiente". La vita, dicevo, perché il suo ambiente, per ognuno, è la vita: la famiglia, gli amici, i colleghi, le conoscenze locali e internazionali, gli interessi sui quali loro e i loro complici intendono mettere le mani.
    Già molti sostengono, infatti, che agli inquisiti come me dovrà essere interdetta ogni possibilità di lavoro non solo nell'Amministrazione Pubblica o parapubblica, ma anche nelle Amministrazioni delle aziende private, come si fa a volte per i falliti. Si vuole insomma creare una massa di morti civili, disperati e perseguitati, proprio come sta facendo l'altro complice infame della Magistratura che è il sistema carcerario.
    La convinzione che mi sono fatto è che i Magistrati considerano il carcere nient'altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente.
    Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima.
    Qui dentro ciascuno è abbandonato a se stesso, nell'ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell'inattività e nell'ignavia; la gente impigrisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita.
    Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni Procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un'analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima.
    Anche tra loro c'è la stessa competizione o sopraffazione che vige nel mercato, con la differenza che, in questo caso, il gioco è fatto sulla pelle della gente. Non è dunque possibile accettare il loro giudizio, qualunque esso sia.
    Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere.
    Hanno distrutto la dignità dell'intera categoria degli avvocati penalisti ormai incapaci di dibattere o di reagire alle continue violazioni del nostro fondamentale diritto di essere inquisiti, e giudicati poi, in accordo con le leggi della Repubblica.
    Non sono soltanto gli avvocati, i sacerdoti laici della società, a perdere la guerra; ma è l'intera nazione che ne soffrirà le conseguenze per molto tempo a venire. Già oggi i processi, e non solo a Milano, sono farse tragiche, allucinanti, con pene smisurate comminate da Giudici che a malapena conoscono il caso, sonnecchiano o addirittura dormono durante le udienze per poi decidere in cinque minuti di Camera di Consiglio.
    Non parliamo poi dei tribunali della libertà, asserviti anche loro ai Pubblici Ministeri, né dei tribunali di sorveglianza che infieriscono sui detenuti condannati con il cinismo dei peggiori burocrati e ne calpestano continuamente i diritti.
    L'accelerazione dei processi, invocata e favorita dal Ministro Conso, non è altro che la sostanziale istituzionalizzazione dei tribunali speciali del regime di polizia prossimo venturo. Quei pochi di noi caduti nelle mani di questa "giustizia" rischiano di essere i capri espiatori della tragedia nazionale generata da questa rivoluzione.
    Io sono convinto di dover rifiutare questo ruolo. È una decisione che prendo in tutta lucidità e coscienza, con la certezza di fare una cosa giusta.
    La responsabilità per colpe che posso avere commesso sono esclusivamente mie e mie sono le conseguenze.
    Esiste certamente il pericolo che altri possano attribuirmi colpe non mie quando non potrò più difendermi.
    Affidatevi alla mia coscienza di questo momento di verità totale per difendere e conservare al mio nome la dignità che gli spetta.
    Sento di essere stato prima di tutto un marito e un padre di famiglia, poi un lavoratore impegnato e onesto che ha cercato di portare un po' più avanti il nostro nome e che, per la sua piccolissima parte, ha contribuito a portare più in alto questo paese nella considerazione del mondo.
    Non lasciamo sporcare questa immagine da nessuna "mano pulita".
    Questo vi chiedo, nel chiedere il vostro perdono per questo addio con il quale vi lascio per sempre.
    Non ho molto altro da dirvi poiché in questi lunghissimi mesi di lontananza ci siamo parlati con tante lettere, ci siamo tenuti vicini.
    Salvo che a Bruna, alla quale devo tutto. Vorrei parlarti Bruna, all'infinito, per tutte le ore e i giorni che ho taciuto, preso da questi problemi inesistenti che alla fine mi hanno fatto arrivare qui. Ma in questo tragico momento cosa ti posso dire, Bruna, anima dell'anima mia, unico grandissimo amore, che lascio con un impagabile debito di assiduità, di incontri sempre rimandati, fino a questi ultimi giorni che avevamo pattuito essere migliaia e migliaia da passare sempre insieme, io e te, in ogni posto, e che invece qui sto riducendo a un solo sospiro?
    Concludo una vita vissuta di corsa, in affanno, rimandando continuamente le cose veramente importanti, la vita vera, per farne altre, lontane come miraggi e, alla fine, inutili.
    Anche su questo, soprattutto su questo, ho riflettuto a lungo, concludendo che solo così avremo finalmente pace. Ho la certezza che la tua grande forza d'animo, i nostri figli, il nostro nipotino, ti aiuteranno a vivere con serenità e a ricordarmi, perdonato da voi per questo brusco addio.
    Non riesco a dirti altro: il pensiero di non vederti più, il rimorso di avere distrutto i nostri anni più sereni, come dovevano essere i nostri futuri, mi chiude la gola.
    Penso ai nostri ragazzi, la nostra parte più bella, e penso con serenità al loro futuro. Mi sembra che abbiano una strada tracciata davanti a sé. Sarà una strada difficile, in salita, come sono tutte le cose di questo mondo: dure e piene di ostacoli. Sono certo che ciascuno l'affronterà con impegno e con grande serenità come ha già fatto Stefano e come sta facendo Silvano.
    Si dovranno aiutare l'un l'altro come spero che già stiano facendo, secondo quanto abbiamo discusso più volte in questi ultimi mesi, scrivendoci lettere affettuose.
    Stefano resta con un peso più grave sul cuore per essere improvvisamente rimasto privato della nostra carissima Mariarosa. Al dolcissimo Francesco, piccolino senza mamma, daremo tutto il calore del nostro affetto e voi gli darete anche il mio, quella parte serena che vi lascio per lui.
    Le mie sorelle, una più brava dell'altra, in una sequenza senza fine, con le loro bravissime figliole, con Giulio e Claudio, sono le altre persone care che lascio con tanta tristezza.
    Carissime Giuliana e Lella, a questo punto cruciale della mia vita non ho saputo fare altro, non ho trovato altra soluzione.
    Ricordo Sergio e la sua famiglia con tanto affetto, ricordo i miei cugini di Guastalla, i Cavazzani e i loro figli. Da tutti ho avuto qualcosa di valore, qualcosa di importante, come l'affetto, la simpatia, l'amicizia.
    A tutti lascio il ricordo di me che vorrei non fosse quello di una scheggia che improvvisamente sparisce senza una ragione, come se fosse impazzita. Non è così, questo è un addio al quale ho pensato e ripensato con lucidità, chiarezza e determinazione.
    Non ho alternative. Desidero essere cremato e che Bruna, la mia compagna di ogni momento triste o felice, conservi le ceneri fino alla morte.
    Dopo di che siano sparse in qualunque mare. Addio mia dolcissima sposa e compagna, Bruna, addio per sempre.
    Addio Stefano, Silvano, Francesco; addio Ghiti, Lella, Giuliana, addio.
    Addio a tutti. Miei carissimi, vi abbraccio tutti insieme per l'ultima volta.
    Il vostro sposo, papà, nonno, fratello.
    Gabriele"

    Passiamo al Caso Mensorio:
    Non è mai stata provata la colpevolezza di Mensorio, ma atti successivi, se ben ricordi sollecitati da vari interventi alla Camera dell'On. Vittorio Sgarbi la assoluta innocenza, e Mensorio si gettò in mare gridando proprio la sua estraneità ad ogni accusa e la sua innocenza, poi accertata.Ti riporto di seguito gli atti di alcune sedute parlamentari in merito (e in particolare alle richieste di chiarezza di Sgarbi sul caso Mensorio)


    "nessuno ha mai avuto il
    coraggio di dire che quello era un atto di
    grande sovvertimento politico. Berlusconi
    ha presentato una denuncia per attentato
    alla Costituzione che pende davanti al
    tribunale di Brescia. Mi sembra dunque
    che il dibattito politico sia ampio e che
    quindi le parole dellÕonorevole Sgarbi
    siano ad esso collegate (Applausi dei deputati
    del gruppo di forza Italia).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Giovanardi.
    Ne ha facolta`.
    CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente,
    la discussione odierna e` molto
    importante perche«, ancora una volta, si
    confrontano un parlamentare, che usa
    lÕarma del linguaggio, della parola, della
    denuncia politica forte (ma comunque
    presente nella tradizione parlamentare
    italiana) e, dallÕaltra, i procuratori della
    Repubblica, coloro i quali, attraverso lo
    strumento giudiziario, possono incidere
    sulla vita, sulla liberta` e sul patrimonio
    anche di chi esercita una funzione politica.
    Le parole usate da Sgarbi sono forti
    ma voglio ricordare che nelle piazze del
    modenese, dove ho iniziato la mia carriera
    politica, lÕonorevole Triva, del PCI di
    allora, concludeva ogni comizio dicendo:
    Ç Non votate democristiano; meno democristiani
    eletti, meno ladri in Parlamento
    È. Era lo slogan della sua campagna
    elettorale. Per decenni la democrazia cristiana
    e` stata dipinta da sinistra come il
    partito dei ladri, dei mafiosi. Qui si
    obietta che Sgarbi abbia usato il termine
    Ç assassino È ma io ricordo che gli onorevoli
    Battaglia Pierino e Quattrone, due ex
    deputati di questo Parlamento, hanno
    trascorso cinque mesi in carcere con la
    qualifica di Ç assassini È a causa di un
    errore giudiziario, per una decisione che
    la Cassazione ha bollato come abnorme,
    perche« tutti i giornali italiani pubblicavano
    le loro foto con titoli su otto
    colonne, del tipo Ç la realta` supera lÕimmaginazione
    È o Ç i mandanti dellÕomicidio
    Ligato È. La Cassazione poi ci ha spiegato
    che quei cinque mesi di carcere erano
    costruiti sul nulla, erano una presunzione.
    Erano stati accusati di essere i mandanti,
    ma non lo sapevano, perche« secondo la
    procura potevano trarre qualche vantaggio
    politico dal fatto che la Õndrangheta aveva
    eliminato un avversario politico.
    Allora, vi e` chi, a parole, dice Ç assassini
    È, e chi Ð sbagliando, per lÕamor di
    Dio ! Ð qualifica come assassini e mette in
    carcere in quanto tali degli innocenti !
    DovÕe` la cosa che io considero drammatica
    ? E`
    che qui si teorizza che una
    parte del Parlamento, anche storicamente
    e culturalmente attrezzata a questo, possa
    usare un linguaggio forte e, in termini
    parlamentari, insultare gli avversari e
    addebitare loro ogni nequizia e sia assolutamente
    al riparo Ð poiche« e` coperto
    dallÕarticolo 68 della Costituzione Ð da
    ogni disavventura giudiziaria. Io dico che
    questo e` giusto, perche« qui non stiamo
    parlando dellÕonorevole Sgarbi che litiga
    con un vigile o che, per una faccenda sua
    privata, arriva ad insultare una persona;
    in questa sede stiamo parlando del fatto
    che lÕonorevole Sgarbi abbia espresso un
    proprio pensiero. QuestÕultimo puo` essere
    giudicato fuori posto, ripugnante e sbagliato
    e puo` non essere condiviso (si puo`
    dire che egli abbia utilizzato aggettivi
    pesanti nei confronti dei magistrati), ma
    esprime comunque la sua opinione ! Se
    lÕonorevole Sgarbi ritiene che, per il proprio
    operato, alcuni magistrati possano
    essere qualificati come assassini (nel senso
    che ho detto prima, cioe` che hanno
    portato alla morte alcune persone), questo
    e` un giudizio politico grave e pesante, ma
    e` comunque un giudizio politico, che e`
    esattamente uguale a quello che i colleghi
    della sinistra ripetutamente, in questÕaula
    e al di fuori di essa, hanno espresso nei
    confronti di parlamentari e di partiti
    avversari.
    Tutto cio` si e` verificato peraltro senza
    che questa Assemblea desse mai lÕautorizzazione
    a procedere, perche« quei colleghi
    avevano esercitato un loro diritto di
    critica e di denuncia ! Ora invece, purtroppo,
    la Giunta per le autorizzazioni a
    Atti Parlamentari Ñ 17 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    procedere in giudizio continua con la
    doppia giurisprudenza e continua a stabilire
    che nel merito alcune frasi siano
    espressione di sindacato politico accettabile
    mentre altre no, come nel caso in cui
    si tocchino taluni personaggi Ð lo ha detto
    bene il collega Saponara Ð che in questi
    anni si sono mossi certamente come soggetti
    politici ! Io ricordo bene il Ç decreto
    Biondi È ! Chi non si ricorda il pronunciamento
    alla sudamericana in televisione
    ? Colleghi, mentre qui si pensa di
    mandare sotto processo lÕonorevole
    Sgarbi, sapete che lÕavvocato che concorse
    con Biondi alla stesura di quel decreto Ð
    che poi venne firmato dal Presidente della
    Repubblica Ð venne poi inquisito per
    concorso in associazione mafiosa, perche«
    il fatto di aver contribuito alla redazione
    di quel decreto (e` stato Ç autorizzato È, ma
    ne sanno qualcosa anche Sgarbi e la
    Maiolo) e` stato visto come un qualcosa
    che poteva favorire la criminalita` organizzata
    ? Tutto cio` per il fatto di aver
    collaborato con il ministro alla stesura di
    un atto di Governo, poi firmato dal
    Presidente della Repubblica.
    Siamo in una situazione normale ? Vi
    sembra che sia una situazione fisiologica
    quella nella quale il nostro collega Mensorio
    si e` ucciso perche«, dopo che il
    Senato aveva negato lÕautorizzazione all
    Õarresto, non essendo stato eletto, e` stato
    chiesto il suo arresto per lo stesso futile
    motivo ? In presenza di una persona che
    perde la vita uccidendosi, il giorno dopo il
    sostituto procuratore ha detto che Ç quel
    Mensorio era un poco di buono; era un
    personaggio equivoco È ! Lo ha quindi offeso
    da morto ! Ho presentato una interpellanza
    ed ho chiesto di intervenire sulla
    materia, ma lÕunica risposta e` stata che
    quelle cose non le avrebbe dette ! Il
    giornalista al quale erano state rese quelle
    dichiarazioni ha pero` sostenuto che erano
    state registrate; egli, tuttavia, ha pagato
    per quello che ha detto !
    PRESIDENTE. Onorevole Giovanardi,
    il tempo a sua disposizione e` esaurito.
    CARLO GIOVANARDI. Mi avvio a concludere,
    signor Presidente.
    Quel nostro collega, pero` , la morte
    glielÕha portata ora con i suoi atti !
    Credo che lÕonorevole Sgarbi Ç alla
    morte non porti nessuno È, che non sia
    responsabile di atti giudiziari che tolgano
    la liberta` a nessuno: egli ha
    espresso soltanto in maniera pesante Ð
    come fa lui Ð unÕopinione che e` politica.
    Mi auguro che in questo Parlamento
    sia rispettato chiunque esprima
    opinioni, anche se pesanti (Applausi dei
    deputati del gruppo misto-CCD e del
    gruppo di forza Italia).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Manzoni.
    Ne ha facolta`.
    VALENTINO MANZONI. Signor Presidente,
    onorevoli colleghi, ritengo che
    siamo in presenza della cosiddetta insindacabilita`
    esterna, che viene in rilievo e
    consente quindi di applicare lÕarticolo 68
    della Costituzione in presenza di comportamenti
    politici tenuti dal parlamentare
    fuori dallÕaula.
    E che il fatto sia politico lo si desume,
    qui, dallÕattenta lettura della relazione:
    siamo cioe`, come e` stato richiamato e
    sottolineato, nel clima di forte contrapposizione
    polemica e politica, tra alcuni
    magistrati e la politica, sviluppatosi dopo
    lÕemanazione del decreto Biondi.
    Le espressioni usate dallÕonorevole
    Sgarbi sono senza dubbio dure e pesanti,
    ma esse non vanno staccate dal contesto
    del discorso fatto. Certo, prese isolatamente
    possono apparire offese gratuite,
    ma considerate in connessione con le altre
    parole usate, interpretate e valutate nella
    loro sequenza logica e cronologica, ci si
    accorge che esse hanno un significato
    rafforzativo del giudizio espresso. Si tratta
    di un giudizio espresso con una durezza
    particolare, ma non puo` contestarsi che si
    tratta di un giudizio politico.
    Che cosa, infatti, onorevoli colleghi,
    intendeva dire lÕonorevole Sgarbi con le
    espressioni incriminate ? Colleghi, quando
    si leggono le frasi incriminate, che costituiscono,
    nel caso di specie, il contenuto
    del reato di diffamazione, ci si rende
    Atti Parlamentari Ñ 18 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    conto che lÕespressione Ç assassini È pronunciata
    dallÕonorevole Sgarbi nei confronti
    di alcuni magistrati e` da mettere in
    relazione ai metodi inquisitori, ai metodi
    adottati che, secondo lÕonorevole Sgarbi, a
    torto o a ragione Ð ma questo poco
    importa Ð avrebbero portato alcuni detenuti
    di Tangentopoli ad uccidersi in carcere.
    A me pare che qui anche il piu`
    sprovveduto possa accorgersi che la critica
    e` ai metodi: non e` il magistrato in quanto
    tale che viene chiamato assassino, ma,
    secondo lÕopinione dellÕonorevole Sgarbi, il
    metodo che porta alla morte. Quindi, mi
    pare che siamo in presenza di un giudizio
    politico espresso con parole dure e forti.
    Devo allora ricordare ai colleghi che
    esistono molti precedenti, anche nella
    passata legislatura, in cui e` stata riconosciuta
    rilevanza alla cosiddetta insindacabilita`
    esterna anche nel caso di opinioni
    espresse con un linguaggio assolutamente
    offensivo e irriguardoso. Non penso e non
    vedo perche« qui si debbano usare due pesi
    e due misure.
    Ci siamo occupati, recentemente, di
    altri casi in cui erano imputati alcuni
    deputati della sinistra: espressioni forti
    come quelle usate dallÕonorevole Sgarbi in
    questo fatto, in questo contesto politico
    sono state ritenute non sindacabili, sono
    state ritenute coperte dalle esimenti di cui
    allÕarticolo 68. Non vorrei che questa
    Camera usasse due pesi e due misure. Le
    espressioni pesanti dellÕonorevole Sgarbi,
    badate bene, non sono rivolte ai magistrati
    in quanto tali, ma ai metodi, che
    chiunque puo` legittimamente criticare.
    Nessuno potra` impedirmi di definire certi
    metodi assassini, ma con questo non dico
    che e` assassina la persona che li usa.
    Ritengo, quindi, che qui debba applicarsi
    lÕinsindacabilita` , perche« lÕonorevole
    Sgarbi ha tenuto un comportamento in un
    contesto politico e le espressioni da lui
    usate sono di carattere politico, anche se
    espresse con linguaggio duro e pesante
    (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza
    nazionale).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Mancuso.
    Ne ha facolta`.
    FILIPPO MANCUSO. Signor Presidente,
    signori deputati, la Ç questione
    Sgarbi È e` ormai un appuntamento fisso
    per la Giunta per le autorizzazioni a
    procedere ed e` di conseguenza, un appuntamento
    fisso per lÕaula. Io non lodero`
    le espressioni dellÕonorevole Sgarbi e neppure
    le indichero` come modello di dialettica
    politica; ma devo considerare il
    carattere sistematicamente persecutorio
    con il quale le sue manifestazioni di
    politico vengono apprezzate nella maggior
    parte dei casi. E questo a fronte di una
    realta` fortemente sbilanciata nei confronti
    dei suoi effettivi o potenziali antagonisti.
    Il caso che esaminiamo e` esemplare.
    La reazione contenuta nelle sue forti
    parole riguarda, nasce da un atteggiamento
    e da una valutazione nei confronti
    di agenti dellÕattivita` politica (perche« tali
    sono i magistrati sotto questÕottica), la
    quale realta` politica della magistratura
    gode da parte dei propri organi interni di
    ben altro trattamento. Da qui la totale
    squilibratura dei rapporti fra le istituzioni.
    Quando lei, signor Presidente, avra`
    finito i suoi attuali compiti di lettura, si
    rivolga agli altri, per esempio...
    PRESIDENTE. E`
    un compito di scrittura,
    ma la sto ascoltando ugualmente.
    FILIPPO MANCUSO. Va bene, si vede
    che fara` una cosa e lÕaltra. Dicevo, si
    rivolga alla lettura dei massimali disciplinari
    che riguardano proprio i magistrati.
    Veda lei quale sorta di indulgenza sistematica
    si adotta nei confronti degli atteggiamenti
    politici dei magistrati, fatti anche
    di insulti, di improperi e di vergognose
    insinuazioni anche nei confronti del Parlamento,
    e quale trattamento disciplinare
    essi abbiano avuto. O e` segno che la forte
    corporazione che li unisce e` maggiormente
    valutata rispetto al Parlamento, o e`
    il Parlamento che, abbandonando le pro-
    Atti Parlamentari Ñ 19 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    prie prerogative, offre a costoro uno
    scalino in piu` per la loro ascesa verso
    lÕarbitrio.
    Questo, signor Presidente, va oltre
    Sgarbi, va oltre noi stessi, va oltre le sue
    letture e scritture, perche« quando in un
    sistema equilibrato di poteri lÕuno, in virtu`
    delle proprie prerogative, sopravanza lÕaltro
    e lÕaltro abbandona le proprie, qui
    nascono lo scontento e la preoccupazione
    per lÕavvenire. Se effettivamente la condotta
    degli organi di autodisciplina della
    magistratura avesse tanta sensibilita`
    quanta ne ha talvolta questo Parlamento
    nei confronti di Sgarbi, questÕultimo certo
    potrebbe meglio accettare queste sanzioni,
    ma le sanzioni dovrebbero essere impartite
    anche ai magistrati che blaterano
    politica da ogni dove e che rimangono
    totalmente impuniti, anche quando sono
    raggiunti gli estremi.
    Non e` un caso di specie questo, Presidente;
    e` qualche cosa che dovrebbe
    preoccupare ed anche rendere coscienziosamente
    silenti le coscienze che a casi
    come questi hanno il dovere di approssimarsi.
    Se ancora una volta la prepotenza
    istituzionale prevarra` sulla sudditanza
    istituzionale, purtroppo, di questÕaula rispetto
    a problemi di tale altezza, non
    auguriamoci altro che il ricorso a che la
    fortuna ci protegga, non le istituzioni
    (Applausi dei deputati del gruppo di forza
    Italia).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto, a titolo personale,
    lÕonorevole Zacchera. Ne ha facolta`.
    MARCO ZACCHERA. Signor Presidente,
    colleghi, intervengo a titolo personale
    perche« a livello, appunto, personale
    non condivido quanto ha detto il collega
    Manzoni poco fa.
    Penso che lÕonorevole Sgarbi, nel dire
    quelle cose, abbia probabilmente del tutto
    ragione: egli ha infatti sostenuto tesi
    anche condivisibili, come spesso sono le
    cose che egli afferma in determinate
    trasmissioni. Pongo pero` un problema a
    me stesso, prima ancora che ai colleghi:
    mi riferisco al modo in cui egli dice quelle
    cose e ne spieghero` il perche«.
    LÕonorevole Sgarbi gode di possibilita`
    di audience che nessuno di noi ha: nessuno
    di noi, oltre tutto, ha la possibilita` di
    interloquire con lui e di replicare a cio`
    che dice. Pongo allora a voi una questione:
    nel momento in cui lÕonorevole
    Sgarbi, magari anche per motivi giustificati,
    avesse usato nei nostri confronti, nei
    confronti di chiunque dei presenti, quei
    modi di esprimersi Ð lui e` anche uomo di
    spettacolo, oltre che collega parlamentare
    Ð, che possibilita` di replica avremmo ?
    Allora, quelle cose le ha dette come
    parlamentare o, diciamo cosõ`, anche come
    uomo di spettacolo (senza voler togliere
    nulla allÕuomo di spettacolo) ? Io ritengo
    che le abbia dette nellÕuna e nellÕaltra
    veste, perche« oltre alla figura del parlamentare
    Sgarbi si e` anche creata quella
    dellÕonorevole Sgarbi uomo di spettacolo,
    che se non tiene tutti i giorni un certo
    tono non raggiunge una determinata audience,
    una determinata risposta dalla
    pubblica opinione, in termini di attenzione.
    Voglio fare un esempio: nel mio collegio
    la mia trasmissione settimanale di
    contatto con gli elettori viene sospesa per
    45 giorni Ð sostiene il garante, per par
    condicio Ð anche se non si vota nella mia
    zona, ma semplicemente perche« nel territorio
    in cui si riceve la trasmissione cÕe`
    forse un piccolissimo paese Ð magari,
    come e` successo, in cui vi sono 500
    votanti, a fronte di 200 mila Ð in cui si
    vota. Ebbene, nello stesso periodo lÕonorevole
    Sgarbi puo` dire Ð come e` avvenuto
    la settimana scorsa Ð tutto cio` che vuole
    negli ultimi giorni di campagna elettorale,
    insultando chiunque: beh, questa di fatto
    diventa unÕalterazione della par condicio.
    Per tornare, pero` , al tema specifico di
    oggi, ritengo che lÕonorevole Sgarbi sia
    ormai costretto ad aumentare sempre il
    tono delle cose che dice, anche quando ha
    ragione, perche« altrimenti non si fa sentire:
    ma allora, amici e colleghi, noi
    dobbiamo tutti aumentare il tono per
    poterci far ascoltare, passando sovente
    allÕinsulto, per ricevere attenzione da
    parte dei mass media ? Io ritengo di no.
    Ecco perche«, allora, volendo rispettare la
    Atti Parlamentari Ñ 20 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    liberta` dellÕuomo Sgarbi di dire cio` che
    vuole, soprattutto quando ha ragione, ritengo
    di non votare ne« a favore delle
    conclusioni della Giunta ne« a favore di
    quelle esposte dal mio collega di gruppo,
    per cui mi asterro` dalla votazione.
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Di
    Capua. Ne ha facolta`.
    FABIO DI CAPUA. Signor Presidente,
    io ho assunto spesso, come lÕonorevole
    Sgarbi ricordera` , una posizione molto
    benevola e tollerante nei confronti di
    questi abituali appuntamenti cui egli ci
    invita in questÕaula. Devo dire che anche
    questa volta avrei assunto una posizione
    abbastanza benevola, perche« ritengo che
    la liberta` di espressione debba far parte
    dellÕarmamentario di chi e` impegnato in
    politica e nelle istituzioni. Tutto sommato,
    forse puo` esserci stato anche un eccesso
    nel ricorso alla querela da parte dei
    destinatari di certi messaggi ed in questo
    senso mi auguro che ci sia nella competizione
    politica una maggiore tolleranza e,
    anche, una maggiore capacita` di ascolto.
    Tuttavia, il problema mi sembra assumere
    oggi caratteristiche diverse: mi sembra che
    ancora una volta le forze politiche non
    vogliano perdere lÕoccasione per ribadire i
    loro punti di vista sullÕazione e sul ruolo
    della magistratura, specie di una sua
    parte. Qui si vuole cogliere la vicenda
    personale dellÕonorevole Sgarbi come elemento
    di riapertura di un confronto
    serrato che sta avvelenando la vita politica
    di questo paese gia` da troppi mesi, in un
    conflitto personale tra alcuni componenti
    del mondo politico ed il pool dei giudici di
    Milano. Questo tipo di competizione non
    consente a molti parlamentari, anche tolleranti
    sulle esternazioni del collega
    Sgarbi sulla specifica materia, di esprimere
    liberamente un voto, perche« sul caso
    in questione si e` scatenata una contrapposizione
    di natura politica. A me dispiace,
    quindi, di non poter confermare
    oggi il mio atteggiamento tollerante e
    benevolo nei confronti del collega, perche«
    molti gruppi parlamentari hanno utilizzato
    questa occasione per un ulteriore
    momento di attacco frontale nei confronti
    della magistratura e delle procure. Votero`
    pertanto a favore della proposta della
    Giunta.
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto, a titolo personale,
    lÕonorevole Neri. Ne ha facolta`.
    SEBASTIANO NERI. Signor Presidente,
    onorevoli colleghi, intervenire in
    questa occasione mi da` la possibilita` di
    affrontare il problema politico che si pone
    in questa vicenda, anche perche«, al di la`
    degli auspici di ciascuno per un voto
    sereno della Camera, sappiamo che il voto
    sara` per schieramento ed essendo la
    maggioranza contraria allÕonorevole
    Sgarbi, al di la` delle questioni di merito,
    ritengo che lÕesito del voto sia sostanzialmente
    scontato; non mi illudo, cioe`, con il
    mio intervento, di poter indurre una
    riflessione piu` serena.
    Nello stesso tempo, le espressioni usate
    dallÕonorevole Sgarbi sono talmente forti
    da sembrare a prima vista scarsamente
    difendibili; invece non e` cosõ`, perche« la
    bonta` di una tesi e di unÕinterpretazione
    va verificata con una prova di resistenza
    rispetto alle ipotesi estreme con cui si
    deve confrontare. Rispetto ad espressioni
    sfumate ed interpretabili in modo diverso,
    e` facile entrare nel campo dellÕopinabilita`
    e quindi dellÕinsindacabilita` ; di fronte ad
    espressioni forti e marcate, bisogna invece
    avere il coraggio di riconoscere se esse
    integrino gli estremi di un ipotetico reato
    di opinione, legato pero` in maniera indissolubile
    allÕesercizio della funzione parlamentare,
    quindi di valutare se quelle
    espressioni, ancorche« integranti una fattispecie
    di reato, finiscano per essere riconducibili
    allÕattivita` politica di chi le ha
    espresse. E mi pare che lÕonorevole
    Sgarbi, in questÕaula, abbia piu` volte avuto
    modo di sostenere, con espressioni altrettanto
    forti e determinate, gli stessi argomenti.
    Il problema politico, pero` , e` il piu`
    importante, perche« mi domando se in
    questo paese davvero le opinioni dei de-
    Atti Parlamentari Ñ 21 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    putati debbano portare ad un proliferare
    di azioni giudiziarie nei loro confronti,
    mentre viceversa unÕinsindacabilita` , peraltro
    non prevista in Costituzione, copre le
    espressioni di altri soggetti appartenenti a
    diversi poteri dello Stato. Vi e` stata, nei
    mesi scorsi, unÕintervista al Corriere della
    Sera del sostituto procuratore Gherardo
    Colombo, il quale non ha trovato niente di
    meglio da fare che definire corrotti e
    asserviti a chissa` quali logiche illecite i
    parlamentari che erano impegnati nel
    processo delle riforme costituzionali: ebbene,
    si ritiene che per affermazioni cosõ`
    gravi ed eclatanti, veicolate attraverso un
    mezzo di comunicazione certamente piu`
    diffuso rispetto alla trasmissione dellÕonorevole
    Sgarbi, non vi siano gli estremi per
    unÕazione disciplinare. Si riconosce quindi
    ad un potere che non ce lÕha lÕinsindacabilita`
    delle opinioni che oggi si vorrebbe
    negare a Vittorio Sgarbi, per una posizione
    politica che ha sempre sostenuto in
    questo Parlamento.
    Allora, qui non e` in gioco il problema
    se lÕonorevole Sgarbi debba rispondere
    davanti ad un tribunale di queste affermazioni,
    e` in gioco un principio diverso:
    la liberta` di esercizio del mandato parlamentare
    e la possibilita` di far valere in
    qualunque sede una prerogativa che e`
    legata alla funzione e non certamente alla
    persona. Per questi motivi, in modo assolutamente
    convinto, votero` contro la
    proposta della Giunta (Applausi dei deputati
    del gruppo di alleanza nazionale).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole
    Sgarbi. Ne ha facolta`.
    VITTORIO SGARBI. Signor Presidente,
    onorevoli colleghi, trattandosi di una questione
    che mi sembra particolarmente
    significativa sul piano non dello scontro
    politico ma dei principi e del diritto, la
    prego di consentirmi una deroga di un
    minuto e mezzo, prima di entrare nel
    merito non della vicenda giudiziaria ma
    della questione costituzionale, per rispondere
    allÕamico e collega benevolo, comprensivo
    e tollerante, Di Capua. Gli rispondo
    non per dirgli che mi dispiace il
    suo diverso avviso e il suo voto contrario,
    ma per osservare che cio` che egli ha
    esposto, sia pure con larga motivazione
    politica, rispetto al fatto che la sua attuale
    individuale posizione sia mutata per lo
    scontro politico in atto di una parte
    contro lÕaltra, mette in evidenza una
    profonda contraddizione del significato di
    questo voto, che non e` voto politico, anche
    se qualcuno lo vorrebbe surrettiziamente
    far diventare tale: e` voto di coscienza.
    Essendo voto di coscienza, il paradosso
    manzoniano, alla Adelchi, Ç far torto o
    patirlo È, pone in una condizione di reato
    lÕamico Di Capua, che privatizza la sua
    coscienza. Egli ha parlato di benevolenza,
    di tolleranza, con un atteggiamento paternalistico
    che io umanamente accolgo e
    accetto, ma egli non deve applicare Ð ne«
    farsi turbare dalla parte politica avversa Ð
    principi che riguardino la sua bonta` , la
    sua tenerezza, il suo individuale affetto,
    ne«, per contrario, mantenendo fermo
    quellÕaffetto, limitarlo perche« Mancuso od
    altri prendono una posizione politica che
    e` quella che puo` irritare lÕamico Bielli.
    Dico che se egli ha un convincimento non
    deve essere per tolleranza nei miei confronti,
    ma per un principio istituzionale,
    che e` quello per cui Ð come egli sempre
    ha detto Ð le opinioni politiche nei comizi
    o sui giornali vanno rispettate al di la` del
    tono, al di la` della espressivita` , al di la` del
    caratteraccio di chi le esprime. E`
    questa
    la sua posizione di sempre, che non puo`
    essere turbata ne« dallÕaffetto, ne« dalla
    benevolenza, ne« dalla contrapposizione
    politica. Non si puo` privatizzare il voto di
    coscienza e dire: Ç siccome dispongo di un
    voto e questo voto andrebbe a Sgarbi, ma
    questi e` sostenuto da una manica di
    fascisti o di antigiudici, io non glielo do
    piu` È. Mi sembra veramente, amico Di
    Capua, qualche cosa di cosõ` aberrante sul
    piano logico che io ti chiedo di ricrederti,
    almeno di astenerti, perche« contravverresti
    ai tuoi principi, che sempre hanno
    garantito a me Ð ma non come amico, per
    benevolenza o tolleranza Ð come a tutti
    Atti Parlamentari Ñ 22 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    che cio` che e` detto con animo e spirito
    politico e` quello che questÕAssemblea deve
    garantire.
    Allora, fatta questa premessa, chiedendo
    non allÕamico, per benevolenza,
    tolleranza, paternalismo, ma per rispetto
    della sua coscienza, di ricredersi su una
    questione come questa, per non far dubitare
    che egli Ð e saro` a questo punto
    maligno Ð voti in modo diverso da se«
    stesso perche« in qualche modo vicino a Di
    Pietro, cosa che evidentemente potrebbe
    alterare ulteriormente la purezza del suo
    voto, io lo invito di astenersi.
    Fatta questa premessa, che mi sembra
    in punto di pura logica, vorrei ricordare
    agli amici della sinistra (perche« non ho
    bisogno di convincere quelli della destra o
    del centro-destra in questo momento in
    cui io potrei essere il capro espiatorio di
    quella nuova contrapposizione stabilita
    dalla rottura della Commissione bicamerale,
    per cui si va allo scontro frontale
    sulla NATO, sulla scuola e non si entra
    piu` , per queste specifiche questioni, su un
    problema di metodo e di coscienza, che
    riguarda viceversa lÕautonomia, la liberta` e
    lÕindipendenza dei parlamentari quando
    esprimono opinioni politiche; tanto che io,
    avverso da sempre allÕonorevole Bossi,
    sono diventato un suo difensore, in nome
    del principio che chi si chiama qui, come
    mille volte ho detto, Ç leghista per lÕindipendenza
    della Padanõ`a È non puo` essere
    processato perche« pretende di chiedere
    quellÕindipendenza nelle piazze) che il
    voto per il quale la Giunta dichiaro` la
    sindacabilita` fu dellÕonorevole Berselli. Fu
    Berselli che Ð per amicizia politica o
    tentativo di richiamare, come una sirena,
    verso la destra Di Pietro Ð disse (e lo
    confesso` anche ai giornali): Ç sai, non
    potevo votare contro Di Pietro, perche«
    sarebbe stato un voto pericoloso, perche«
    lui e` molto popolare e noi vorremmo che
    venisse con noi È. Adesso e` andato con voi,
    ma non e` che su Di Pietro dobbiamo
    giocare la partita della politica italiana,
    per cui Berselli vota nella Giunta per Di
    Pietro, perche« si sente ricattato dallÕautorita`
    morale e popolare di questo personaggio,
    e viceversa per una parte o per
    lÕaltra che oggi abbia Di Pietro in debito
    o in sofferenza.
    Fatta questa considerazione di ordine
    contenutistico, vorrei dire che non chiedo
    ne« benevolenza ne« comprensione ne« tolleranza,
    ma lÕapplicazione del diritto. Qui
    non viene chiesto a nessuno di entrare nel
    merito; peraltro non si tratta di merito
    specifico, perche« non credo che nessuno
    sia assassino, non ho mai fatto male a
    nessuno, non ho mai fatto morire nessuno.
    So che Ð ed e` la lettera di Cagliari
    Ð alcuni sono morti per distrazione, per
    prevaricazione di un atto giudiziario talvolta
    riconosciuto piu` tardi come ingiusto.
    Vorrei ricordare agli amici della sinistra
    i nomi degli onorevoli Cervetti, Pollastrini,
    Burlando, Correnti...
    FABIO MUSSI. Tutti assolti !
    VITTORIO SGARBI. Sto dicendo questo...
    FABIO MUSSI. Tutti assolti ! Ci sono
    stati i processi e si sono difesi !
    VITTORIO SGARBI. Infatti non sono
    in contraddizione con te, Mussi.
    GENNARO MALGIERI. Stalinista !
    VITTORIO SGARBI. Si puo` pensare
    che io sia un nemico di classe o di parte
    politica, ma vorrei semplicemente porre
    questioni logiche. Ho ritenuto di citare
    Burlando perche« fu arrestato. Ma io ho
    difeso anche Burlando, ho difeso la Pollastrini,
    ho difeso Correnti, ho difeso
    Cervetti. Con me allÕepoca cÕera solo
    Correnti, della vostra parte politica, a fare
    difese pubbliche di questo rilievo.
    Il problema e` tanto di natura logica
    che non riguarda la parte politica. Io non
    ho niente contro Davigo e contro Colombo:
    non li conosco come persone a cui
    dare degli assassini. Richiamo, ancora una
    volta, per dignita` istituzionale, le parole
    dellÕonorevole Presidente della Repubblica
    Oscar Luigi Sca`lfaro, il quale ha detto che
    talvolta lÕavviso di garanzia e` un avviso di
    Atti Parlamentari Ñ 23 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    morte, e` un omicidio. La parola e` esattamente
    la stessa. Non voleva dire che il
    tintinnare di manette o la morte di
    Cagliari erano direttamente provocate dagli
    assassini, con nomi e cognomi: intendeva
    dire che quel metodo aveva portato
    a quelle morti. Il Presidente della Repubblica.
    Ripeto in aula affinche« rimanga agli
    atti (visto che queste sono dichiarazioni
    dei giornali) che non cÕe` una sola parola
    di quello che qui e` scritto che io non
    confermi come mia posizione politica.
    Non perche« voglia aver ragione, ma
    perche« ogni posizione politica va rispettata,
    al di la` delle ragioni e del merito, in
    quanto e` proprio questa la nostra funzione.
    Per concludere, onorevole Presidente,
    io non invoco la pieta` di una comprensione,
    ma la riflessione sullÕindipendenza
    e lÕautonomia della politica, anche nei
    suoi eccessi verbali, come quelli teatralmente
    espressi da tanti amici della sinistra
    (da Michele Serra a Dario Fo) che
    hanno fatto politica in modo molto
    espressivo, al di la` della bonta` delle
    affermazioni.
    Da ultimo, vorrei ricordare alcune parole
    (precedenti alle mie dichiarazioni,
    quasi difensore morale di quella condizione
    tragica) del dottor Gabriele Cagliari.
    Il 3 luglio 1993 egli scriveva alla moglie ed
    ai figli: Ç Miei carissimi (...) sto per darvi
    un nuovo grandissimo dolore. Ho riflettuto
    intensamente ed ho deciso che non
    posso sopportare piu` a lungo questa vergogna
    È. In questi giorni in America e`
    uscito un libro che di questa vergogna
    parla come di Ç ghigliottina italiana È. In
    unÕopera curata dallÕonorevole Violante
    (Annali Einaudi) Ð Ç Legge, diritto e giustizia
    È Ð il professor David Nilken dichiara
    esplicitamente: Ç La questione piu`
    difficile e` capire quanto Tangentopoli abbia
    rappresentato un deliberato tentativo
    dei giudici di indebolire alcuni partiti
    politici piuttosto che altri È. Viene dichiarato
    in unÕopera curata dallÕonorevole
    Violante.
    Continuava Cagliari nella sua lettera:
    Ç La mano pesante, squilibrata e ingiusta
    dei magistrati ha fatto il resto. Ci trattano
    veramente come non-persone, come cani
    ricacciati ogni volta al canile. Sono qui da
    oltre quattro mesi illegittimamente trattenuto
    È. Ricorda che non vi e` alcun
    pericolo che tutto quanto gli viene contestato
    possa essere ripetuto. Prosegue:
    Ç Gia` molti sostengono che agli inquisiti
    come me dovrebbe essere interdetta ogni
    possibilita` di lavoro È (non solo nellÕamministrazione
    pubblica, ma anche nelle
    aziende private). Ç Si vuole, insomma,
    creare una massa di morti civili, disperati
    e perseguitati, proprio come sta facendo
    lÕaltro complice infame della magistratura,
    che e` il sistema carcerario È.
    Ç Come dicevo, siamo cani in un canile
    dal quale ogni procuratore puo` prelevarci
    per fare la sua propria esercitazione e
    dimostrare che e` piu` bravo e piu` severo di
    quello che aveva fatto una analoga esercitazione
    alcuni giorni prima o alcune ore
    prima È.
    Sono parole che rispecchiano la questione
    che ha toccato proprio quel famoso
    necrologio: un magistrato dice una cosa, il
    GIP contraddice, il magistrato riprende e
    la vittima rimane in carcere fino ad
    essere, come tocco` a Burlando, prosciolta
    attraverso un processo o unÕassoluzione in
    istruttoria.
    Ho fatto queste affermazioni con riferimenti
    a citazioni da Sca`lfaro allÕonorevole
    Violante per dire che il problema non
    riguarda me. Sono pronto ad essere il
    capro espiatorio, ma non ne godo: non
    chiedo benevolenza, ma legittimazione di
    qualunque espressione un parlamentare
    faccia non contro una persona, come
    nemico personale, ma contro una struttura
    di potere che puo` non essere colpevole,
    ma che si attacca politicamente per
    ragioni soltanto politiche. Io nulla ho di
    personale contro chi mi ha querelato, ma
    tutto ho di politico contro un metodo che
    e` chiamato, in maniera particolarmente
    illuminante, Ç ghigliottina È (Applausi dei
    deputati dei gruppi di forza Italia e di
    alleanza nazionale).
    PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole
    Sgarbi, mi lasci dire che lei ha non
    Atti Parlamentari Ñ 24 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    correttamente chiamato in causa il Presidente
    della Camera e per due motivi.
    Innanzitutto perche« gli autori dei saggi
    rispondono personalmente di quanto sostengono:
    e questo deve dirlo perche« nel
    libro e` scritto questo. In secondo luogo
    perche« nella sua conclusione, nella foga
    oratoria, ha detto che aveva citato mie
    dichiarazioni, cosa che invece non ha
    fatto.
    VITTORIO SGARBI. Non sue dichiarazioni:
    il libro che lei ha curato.
    PRESIDENTE. Lo preciso per ragioni
    di correttezza reciproca.
    FILIPPO MANCUSO. Quanta prudenza
    !
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole
    Bielli, al quale ricordo che dispone di due
    minuti. Ne ha facolta`.
    ELIO VITO. Una volta concludeva lÕinteressato
    !
    VALTER BIELLI. Presidente, saro` brevissimo
    e concludero` in due minuti.
    Vorrei fare una considerazione: e` inaccettabile
    che in questÕaula componenti
    della Giunta o alcuni parlamentari possano
    affermare che vi sarebbe un atteggiamento
    persecutorio verso qualcuno. E`
    inaccettabile perche« allÕinterno della
    Giunta abbiamo sempre votato secondo
    coscienza, dividendoci anche allÕinterno di
    ciascuno schieramento. Credo che chi fa
    affermazioni di questo tipo non faccia
    onore neppure a se stesso.
    Concludo con una seconda considerazione:
    in Giunta abbiamo cercato di assumere
    decisioni sui singoli atti e sui
    singoli fatti, sempre e comunque. Non so
    se abbiamo giudicato bene o male: stara`
    agli altri deciderlo.
    Anche in questa occasione lÕatteggiamento
    e` stato quello di riferirsi ad un
    fatto preciso, e per coloro che hanno
    votato per la sindacabilita` una questione
    ha assunto preminenza rispetto alle altre:
    si e` ritenuto che anche il linguaggio abbia
    un significato. Abbiamo pensato che lÕinsulto
    e lÕoffesa personale non siano la
    prerogativa del parlamentare. Qui richiamo
    le dichiarazioni rese dallÕonorevole
    Zacchera, il quale ha affermato che,
    qualora questo linguaggio fosse generalizzato,
    non vi sarebbe piu` la possibilita` di
    un dialogo e di un confronto tra i
    parlamentari: saremmo alla rissa continua
    !
    Credo, allora, che la tutela del parlamentare
    e del Parlamento passi anche
    attraverso il linguaggio del parlamentare.
    Ritengo che non si possa pensare di
    utilizzare frasi come Ç sono degli assassini,
    sono dei criminali È e come parlamentare
    far riferimento alle proprie prerogative
    quando si arriva a dire Ç dico morte a
    chiunque perche« questo nome porta morte
    È. Con questo linguaggio io dico che si
    svilisce il ruolo del Parlamento e chiedo
    pertanto ai deputati di riflettere non con
    benevolenza ma con un atteggiamento di
    responsabilita` che riguarda noi stessi ed il
    ruolo del Parlamento (Applausi).
    ELIO VITO. Chiedo di parlare sullÕordine
    dei lavori.
    PRESIDENTE. Ne ha facolta`.
    ELIO VITO. Presidente, proprio perche«
    sono state rimarcate presunte differenze
    nel trattamento del collega Sgarbi Ð ma
    sullÕargomento non voglio entrare Ð, desidero
    esprimere rammarico perche« in questa
    occasione per la prima volta (per quanto
    ricordo) si e` contravvenuto ad una antica
    tradizione parlamentare che ha sempre
    consentito al deputato interessato di qualsiasi
    parte politica, di destra o di sinistra, di
    godere del piccolo ma importante diritto di
    rivolgere lÕultima parola allÕAssemblea (Applausi
    dei deputati dei gruppi di forza Italia
    di alleanza nazionale).
    Credo che quanto e` avvenuto in questa
    occasione, cioe` lÕintervento del collega
    Bielli successivo a quello dellÕonorevole
    Sgarbi, con le cose che sono state dette,
    nel merito delle quali non entro, non dico
    che testimoni lÕesistenza di un pregiudizio
    Atti Parlamentari Ñ 25 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    nei confronti del collega Sgarbi ma sicuramente
    mi fa ritenere che in questa
    occasione abbiamo tradito non il collega
    Sgarbi ma quellÕimportante principio parlamentare
    che e` il rispetto per tutti noi.
    PRESIDENTE. Onorevole Vito, lei comprende
    che non posso togliere la parola
    ad un collega che lÕha chiesta e ne aveva
    diritto.
    Passiamo ai voti.
    Indõ`co la votazione nominale, mediante
    procedimento elettronico, sulla proposta
    della Giunta di dichiarare che i fatti per
    i quali e` in corso il procedimento, di cui
    al Doc. IV-quater, n. 4, non concernono
    opinioni espresse dal deputato Sgarbi nell
    Õesercizio delle sue funzioni, ai sensi del
    primo comma dellÕarticolo 68 della Costituzione.
    (Segue la votazione).
    Dichiaro chiusa la votazione.
    Comunico il risultato della votazione:
    Presenti .......................... 415
    Votanti ........................... 393
    Astenuti .......................... 22
    Maggioranza .................. 197
    Hanno votato sõ` .... 157
    Hanno votato no ... 236
    (La Camera respinge Ð Vedi votazioni).
    La Camera ha pertanto deliberato nel
    senso che i fatti per i quali e` in corso il
    procedimento di cui al Doc. IV-quater,
    n. 4 concernono opinioni espresse da un
    membro del Parlamento nellÕesercizio
    delle sue funzioni.
    Inversione dellÕordine del giorno
    (ore 11,05).
    GIANCARLO GIORGETTI. Chiedo di
    parlare per unÕinversione dellÕordine del
    giorno.
    PRESIDENTE. Ne ha facolta`.
    GIANCARLO GIORGETTI. Presidente,
    lÕordine del giorno di oggi prevede al
    punto 8 il seguito della discussione delle
    mozioni Comino ed altri, Conte ed altri e
    Volonte` ed altri sulla tutela della riservatezza
    nei modelli delle dichiarazioni dei
    redditi. Chiedo formalmente che si passi
    subito alla trattazione di questo punto e
    non al seguito della discussione delle
    proposte di legge in materia di tutela delle
    minoranze linguistiche di cui al punto 5
    dellÕordine del giorno.
    Credo che il motivo di questa richiesta
    sia evidente a tutti. E`
    iniziata la presentazione
    delle dichiarazioni dei redditi ed e`
    necessario che si faccia chiarezza e si dia
    certezza circa questo problema della riservatezza
    dei dati, di tutela della privacy
    dei contribuenti. A tale riguardo, ricordo
    che vi sono delle richieste provenienti
    dagli ordini professionali in merito ad
    eventuali proroghe della presentazione
    delle dichiarazioni dei redditi, per cui
    ritengo opportuno procedere con urgenza
    allÕesame e alla votazione di queste mozioni
    al fine di portare elementi di certezza
    sia con riferimento allÕoperato del
    Governo sia con riferimento ai cittadini
    contribuenti.
    PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
    PIERLUIGI PETRINI (ore 11,08)
    PRESIDENTE. Sulla proposta dellÕonorevole
    Giancarlo Giorgetti, ai sensi dell
    Õarticolo 41, comma 1, daro` la parola, ove
    ne facciano richiesta, ad un deputato
    contro ed uno a favore.
    RICCARDO MIGLIORI. Chiedo di parlare
    a favore.
    PRESIDENTE. Ne ha facolta`.
    RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente,
    intervengo per esprimere il consenso
    del nostro gruppo su questa richiesta
    avanzata dal collega Giancarlo Giorgetti.
    Ritengo infatti utile, per cio` che
    riguarda i lavori dellÕaula, un breve slittamento
    delle votazioni inerenti alle que-
    Atti Parlamentari Ñ 26 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    stioni pregiudiziali sullÕargomento in materia
    di tutela delle minoranze linguistiche,
    visto e considerato che le due pregiudiziali
    presentate dal mio gruppo si
    riferiscono anche ad un testo normativo
    che e` in itinere e che si sta modificando
    notevolmente, sulla base dei lavori del
    Comitato ristretto. Per questi motivi in
    aula si potrebbe determinare una situazione
    abbastanza kafkiana per la quale si
    voterebbero le questioni pregiudiziali su
    un testo che e` ancora in divenire; anzi,
    probabilmente, alla fine dei lavori del
    Comitato ristretto il testo sara` diverso
    rispetto a quello attuale e pertanto Ð
    parlo almeno per quanto riguarda il mio
    gruppo Ð non sara` neppure opportuno o
    necessario presentare questioni pregiudiziali.
    Conseguentemente, per i motivi che ho
    appena esposto e per le argomentazioni
    sostenute dal collega relativamente a
    quanto previsto al punto 8 dellÕordine del
    giorno, il nostro gruppo condivide la
    richiesta del collega Giancarlo Giorgetti.
    LUCIANO CAVERI. Chiedo di parlare
    contro.
    PRESIDENTE. Ne ha facolta`.
    LUCIANO CAVERI. Signor Presidente,
    sono contrario allÕinversione dellÕordine
    del giorno perche«, se e` vero che la legge
    in materia di tutela delle minoranze linguistiche
    e` attesa ormai da cinquantÕanni,
    per cui non sara` certo qualche giorno in
    piu` o in meno a cambiare la situazione, e`
    altrettanto vero che ci troviamo dinanzi
    ad un fatto di principio. Sono infatti
    ormai parecchie settimane che lÕesame di
    questo provvedimento iscritto allÕordine
    del giorno slitta; ci troviamo ancora una
    volta dinanzi ad una richiesta di rinvio
    che rischia di costare caro. A mio avviso
    si dovrebbe almeno procedere alla votazione
    delle questioni pregiudiziali al fine
    di consentire un reale Ç incardinamento È
    nei lavori dellÕaula del provvedimento in
    oggetto.
    PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Per
    agevolare il computo dei voti, dispongo
    che la votazione sia effettuata mediante
    procedimento elettronico senza registrazione
    dei nomi.
    Pongo pertanto in votazione, mediante
    procedimento elettronico senza registrazione
    di nomi; la richiesta di inversione
    dellÕordine del giorno avanzata dallÕonorevole
    Giancarlo Giorgetti.
    (E` approvata).
    Seguito della discussione delle mozioni
    Comino ed altri n. 1-00268, Conte ed
    altri n. 1-00270 e Volonte` ed altri
    n. 1-00271 sulla tutela della riservatezza
    nei modelli delle dichiarazioni
    dei redditi (ore 11,09).
    PRESIDENTE. LÕordine del giorno reca
    il seguito della discussione delle mozioni
    Comino ed altri n. 1-00268, Conte ed altri
    n. 1-00270 e Volonte` ed altri n. 1-00271
    sulla tutela della riservatezza nei modelli
    delle dichiarazioni dei redditi (per le
    mozioni vedi lÕallegato A al resoconto della
    seduta dellÕ8 giugno 1998).
    Ricordo che nella seduta dellÕ8 giugno
    scorso si e` svolta la discussione sulle linee
    generali e che il Governo ha espresso
    parere contrario sulle mozioni allÕordine
    del giorno.
    (Dichiarazioni di voto)
    PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni
    di voto.
    Ha chiesto di parlare per dichiarazione
    di voto lÕonorevole Leone. Ne ha facolta`.
    ANTONIO LEONE. Signor Presidente,
    vorrei ripercorrere rapidamente lÕintera
    vicenda che ci vede impegnati su una
    mozione che riveste una grandissima importanza
    per tutti i cittadini.
    Il ministro delle finanze ha previsto
    lÕobbligo di utilizzare una particolare busta
    per la presentazione del nuovo modello
    Ç Unico È della dichiarazione dei
    redditi. Ebbene, mai nome fu piu` appro-
    Atti Parlamentari Ñ 27 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    priato, perche« si tratta di un caso unico.
    Infatti, nella nostra storia fiscale non vi
    sono precedenti del genere.
    Con questa previsione il Governo e`
    apparso ai cittadini per quello che esso
    realmente e`: un Governo che viola la
    legge. In un momento in cui si sbandiera
    ai quattro venti la necessita` di rifarsi al
    principio di legalita` , il primo a violare la
    legge e` proprio il Governo. Dico cio`
    perche«, nonostante il garante della privacy
    si sia accorto che il metodo usato dal
    Governo per la dichiarazione dei redditi
    dei nostri concittadini viola le norme
    previste per la tutela della privacy, il
    Governo non ha ottemperato a quanto
    previsto da una legge dello Stato, con la
    giustificazione che non sarebbe possibile
    attenersi a quella normativa in quanto ci
    troveremmo in ritardo rispetto ai tempi
    previsti. E`
    questa la giustificazione che il
    Governo adduce per il suo comportamento,
    come se violare la legge fosse in
    qualche modo giustificabile.
    Tuttavia, queste considerazioni si riagganciano
    ad un discorso di carattere piu`
    generale. Ci sono alcuni ministri, in particolare
    quelli del lavoro, dei lavori pubblici
    e delle finanze, che hanno dato prova
    di grande confusione di idee in merito alle
    questioni legate alle infrastrutture, al lavoro,
    alla semplificazione fiscale e a
    quella previdenziale. Queste non sono
    parole mie, bensõ` del responsabile economico
    dei democratici di sinistra, Lanfranco
    Turci, che in una intervista a Il
    Giornale, ha espresso tali giudizi su questo
    Governo e su alcuni ministri, fra i quali
    quello delle finanze che si rifiuta di
    ottemperare alle indicazioni date dal garante.
    La mozione di forza Italia, sulla quale
    chiediamo il voto dellÕAssemblea, non e` di
    carattere populistico perche« il gruppo di
    forza Italia non vuole che venga differito
    il termine di pagamento delle tasse, ma
    vuole invitare il Governo a far slittare le
    modalita` di presentazione del modello
    unico, facendo pero` pagare per tempo
    lÕimporto da versare, secondo quanto previsto
    dalle norme vigenti. Cio` consentirebbe
    di evitare un utilizzo dei dati dei
    cittadini, ricavabili dal modello Ç Unico È,
    difforme da quanto previsto dalla normativa
    sulla privacy.
    A parte il merito, cioe` quello che si
    puo` dire sulla necessita` di mutamento in
    linea generale, il garante per la privacy
    afferma: Ç La soluzione prescelta per la
    busta contenente il modello Unico 98 per
    la dichiarazione dei redditi e` inadeguata
    perche« permette la lettura del frontespizio
    della dichiarazione e permette anche di
    estrarre la stessa con relativa facilita` È;
    sono parole del garante, il quale segnala
    lÕopportunita` di sostituire la busta attuale
    Ð sono sempre parole del garante Ð con
    unÕaltra che sia idonea a salvaguardare i
    canoni di sicurezza previsti dallÕarticolo
    15 della legge n. 775 del 1996, la cosiddetta
    legge sulla privacy.
    Se queste sono le indicazioni del garante
    e le motivazioni addotte dal ministro
    Visco, che a detta dello stesso responsabile
    economico dei democratici di
    sinistra Lanfranco Turci sta creando confusione
    in barba a qualsiasi idea di
    semplificazione della normativa fiscale,
    non si vede perche« non debba essere
    accolta una mozione proposta da forza
    Italia che intende tutelare i cittadini sulla
    base di una legge che lo stesso Parlamento
    ha approvato e che e` tuttora vigente.
    Queste sono le motivazioni che forza
    Italia intende portare allÕattenzione del
    Parlamento per tutelare il diritto alla
    riservatezza di un cittadino che potrebbe
    vedere utilizzati i suoi dati; tra lÕaltro non
    si da` la possibilita` a questÕultimo di
    consentire lÕutilizzo dei dati perchŽ la
    sottoscrizione sulla dichiarazione dei redditi
    da` automaticamente allo Stato la
    possibilita` di utilizzarli senza riservatezza,
    visto che e` unica la firma che si appone
    sui modelli. Per quale motivo, quindi, non
    protrarre il termine della presentazione
    del modello, fermo restando il termine
    per il versamento di quanto dovuto allo
    Stato ?
    Questo e` quanto chiede forza Italia per
    la tutela di tutti i cittadini, non solo di
    quelli di centro-destra o di centro-sinistra:
    vi e` una legge dello Stato che questo
    Governo per primo deve rispettare. Biso-
    Atti Parlamentari Ñ 28 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    gna ripristinare il principio di legalita` ed
    occorre che questo Governo sappia una
    volta per tutte che soggetto alla legge non
    e` solo il cittadino ma anche, per primo, lo
    stesso Governo (Applausi dei deputati dei
    gruppi di forza Italia e di alleanza nazionale).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Pagliarini.
    Ne ha facolta`.
    GIANCARLO PAGLIARINI. Presidente,
    meno male che e` stata approvata lÕinversione
    dellÕordine del giorno: circa un mese
    fa lÕonorevole Tremonti ed io abbiamo
    fatto una conferenza stampa a Milano per
    evidenziare il problema.
    Credo che lÕAssemblea dovra` semplicemente
    votare applicando un minimo di
    buon senso. Basta leggere la risposta del
    sottosegretario per le finanze nel dibattito
    di lunedõ` per capire come bisogna votare.
    Il sottosegretario per le finanze Pierluigi
    Castellani ha detto che lÕautorita`
    garante della privacy ha manifestato delle
    perplessita` circa lÕidoneita` della busta, ma
    dice che non e` necessario cambiarla in
    considerazione delle convenzioni che sono
    state fatte con poste, banche, eccetera.
    Il problema e` che nella lettera che il
    garante per la privacy ha inviato ad uno
    dei ricorrenti, il dottor Virgilio Carnevali,
    lettera che ho in mano e che abbiamo
    distribuito a tutti coloro che ne hanno
    fatto richiesta, cÕe` scritto esattamente il
    contrario. LÕautorita` garante per la riservatezza
    afferma che Ç a prescindere dal
    tenore delle convenzioni, va comunque
    segnalata al Ministero delle finanze la
    necessita` di regolamentare diversamente
    È... eccetera.
    Quindi il Governo dice che il garante
    non chiede di cambiare la busta perche« ci
    sono le convenzioni, mentre una lettera
    del garante afferma che, a prescindere
    dalle convenzioni, e` necessario cambiare
    la busta.
    Si tratta solo di dare il giusto peso ai
    dati di fatto. Il garante della privacy ha
    definito inadatta la busta contenente il
    modello della dichiarazione dei redditi,
    quello che noi chiamiamo il Ç bustone con
    il finestrone È perche« nella busta, che
    viene chiusa con la colla, chiunque puo`
    infilare la mano e tirar fuori la dichiarazione
    dei redditi altrui.
    Come dicevo, il garante ha dichiarato
    questa busta non idonea alla tutela della
    riservatezza e ne ha chiesto lÕimmediata
    sostituzione con un modello piu` idoneo. Il
    garante scrive anche: Ç Tutto cio` renderebbe
    inevitabile un differimento legislativo
    È. LÕAssemblea di Montecitorio chiede,
    appunto, al Governo di intervenire con un
    differimento legislativo, applicando cioe`
    quanto il garante ha scritto nella lettera.
    Non riesco ad immaginare un voto contrario
    alle mozioni perche« non vi sono
    danni verso lÕerario, in quanto viene
    posticipata la data di consegna della
    dichiarazione dei redditi, e non quella in
    cui si Ç scuciono È i quattrini. Se il Parlamento
    ha approvato una legge di tutela
    della privacy e se il garante scrive che con
    la busta attualmente in uso non viene
    tutelata la privacy e che sarebbe necessario
    un differimento legislativo, ebbene,
    concediamolo ! E`
    chiaro che il differimento
    non rientra tra i poteri del garante,
    il quale si e` limitato solo a sottolineare
    lÕesistenza del problema. Cambiate il modello
    almeno per lÕanno prossimo ! Questo
    pero` significa che questÕanno continuiamo
    ad utilizzare uno strumento che va contro
    la legge approvato dal Parlamento.
    Ecco perche« raccomando a tutti di
    votare a favore delle mozioni presentate,
    tanto piu` che la questione, a mio parere,
    non riguarda la destra o la sinistra ma
    solo lÕapplicazione corretta delle leggi. Se
    non si posticipa il termine ultimo per la
    presentazione delle dichiarazioni dei redditi,
    questÕAssemblea decide di non applicare
    le leggi. Ricordo ai colleghi che il
    sottosegretario di Stato per le finanze
    Castellani ha dichiarato che il garante non
    ha opposto obiezioni alla busta attualmente
    in uso perche« risponde a quanto
    previsto da alcune convenzioni, ma nel
    testo della lettera firmata dallo stesso
    garante si dice: Ç A prescindere dal tenore
    delle convenzioni, va comunque segnalata
    al ministro delle finanze la necessita` di
    Atti Parlamentari Ñ 29 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    regolamentare diversamente la procedura
    È. E`
    chiaro che non potendo decidere di
    cambiare la busta il garante si sia limitato
    a indicare la necessita` di farlo lÕanno
    prossimo, ferma la possibilita` dellÕAssemblea
    di raccomandare al Governo di procedere
    alla modifica fin da questÕanno.
    Non diamo dunque cattivi esempi, non
    induciamo il Governo a compiere atti
    illegali (Applausi dei deputati del gruppo
    della lega nord per lÕindipendenza della
    Padania) !
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Peretti.
    Ne ha facolta`.
    ETTORE PERETTI. Rinunzio, signor
    Presidente.
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Repetto.
    Ne ha facolta`.
    ALESSANDRO REPETTO. Signor Presidente,
    mi pare che sul modello Ç Unico È
    lÕobiettivo dellÕopposizione non sia la riservatezza
    dei dati. E`
    sufficiente leggere i
    nomi dei firmatari (compreso lÕonorevole
    Leoni che e` teste« intervenuto in modo
    amabile) per intravedere un contenuto
    diverso rispetto alla generalita` delle mozioni.
    In sostanza, si vuole manifestare
    una profonda contrapposizione alla politica
    fiscale che il Governo sta attuando,
    attraverso un elemento marginale. Ai colleghi
    firmatari delle mozioni ricordo che
    negli anni precedenti la consegna dei
    modelli 740 avveniva in modo certamente
    non riservato e avvalendosi di personale
    assunto solo per lÕoccasione (quindi personale
    precario). Oggi questo non accade
    piu` e la consegna avviene attraverso i
    commercialisti e attraverso il sistema bancario
    che, per la loro stessa funzione, sono
    soggetti alla riservatezza. Quindi, da questo
    punto di vista molte cose sono state
    migliorate.
    Noi, deputati del gruppo dei popolari e
    democratici-lÕUlivo, voteremo contro le
    mozioni presentate. Siamo consapevoli e
    condividiamo, sia pure non totalmente, le
    osservazioni fatte dal garante e riteniamo
    che comunque la legge sulla privacy sia
    una legge anche in divenire. Riteniamo,
    inoltre, che sia una legge che debba essere
    certamente portata a compimento ed applicata,
    ma anche tenendo conto di quelle
    che sono le espressioni di razionalita` e di
    funzionalita` del sistema. Se vogliamo che
    il cittadino e lÕutente in generale venga
    effettivamente messo nella condizione di
    poter migliorare il proprio rapporto con
    lÕamministrazione pubblica in generale,
    dobbiamo anche riformare profondamente
    il rapporto di distribuzione e i
    canali di informazione che abbiamo nei
    confronti di questa utenza.
    In tal senso, quindi, credo che la
    riforma fiscale vada proprio verso il raggiungimento
    dellÕobiettivo.
    Quella contenuta nelle varie mozioni
    presentate e` certamente una posizione
    strumentale. Non solo, perche« lÕobiettivo
    che si prefiggono di raggiungere non e`
    quello della riservatezza dei dati, ma,
    ancora una volta, quello di portare una
    profonda opposizione ad una riforma
    fiscale che molti personaggi non hanno
    voluto anche per una contrapposizione di
    carattere non certamente politico, ma alle
    volte pure di pensiero, nei confronti dell
    Õattuale ministro Visco.
    Noi riteniamo che molte situazioni
    possano essere migliorate, ma vogliamo
    certamente conseguire sul piano politico
    lÕobiettivo non della riservatezza dei dati,
    ma di fare in modo che la riforma fiscale
    Ð ricordo agli amici e ai colleghi parlamentari
    che non si e` piu` fatta dal 1973 Ð
    possa finalmente andare in porto; anche
    se sul piano sperimentale si potra` certamente
    in questa situazione operare un
    miglioramento negli anni futuri. Non ritengo
    pero` che questo dato della riservatezza
    oggi possa essere sostenuto in contrapposizione
    ad elementi molto piu` importanti
    quali quelli di un miglioramento
    complessivo del sistema, che portera` , oltre
    tutto, ad una lettura dei dati in termini
    temporali molto brevi e con un forte
    impatto sul piano della lotta alla evasione
    fiscale.
    Atti Parlamentari Ñ 30 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    Per queste ragioni, ribadisco il voto
    contrario dei deputati del gruppo dei
    popolari e democratici-lÕUlivo sulle mozioni
    presentate (Applausi dei deputati del
    gruppo dei popolari e democratici-lÕUlivo).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Targetti.
    Ne ha facolta`.
    FERDINANDO TARGETTI. Vorrei fare
    una premessa: il 1998 e` lÕanno di una
    straordinaria riforma fiscale, che ha uno
    dei suoi punti cruciali nelle semplificazioni.
    Voglio richiamare quattro punti: la
    dichiarazione unica di tutte le imposte
    dirette; il passaggio da 60 a 15 versamenti;
    la compensazione fra crediti e debiti; la
    trasmissione elettronica dei dati per disporre
    in tempo reale degli stessi, consentire
    la correzione delle dichiarazioni in
    breve tempo e ridurre il contenzioso. Cio`
    comporta la dichiarazione cosiddetta
    Ç Unico 1998 È, che oggi le opposizioni
    chiedono di rallentare.
    Voglio entrare nel merito delle richieste
    di cui sopra.
    La comune premessa delle mozioni
    presentate, con la quale si chiede di
    prorogare il termine per lÕattuale presentazione
    della dichiarazione dei redditi
    1997, risiede nella critica da essi mossa
    alla busta utilizzata come contenitore di
    detta dichiarazione, detta appunto Ç Unico
    1998 È. E`
    una richiesta non fondata e
    cerchero` di spiegarne le ragioni.
    Qual e` la ragione di aver previsto da
    parte dellÕamministrazione finanziaria
    una busta dotata di finestra non protetta ?
    Sembrerebbe che si sia trattato di un
    errore; un errore che deve essere corretto.
    Non e` cosõ`; non e` stato un errore ! La
    busta con la finestra aperta, infatti, ha
    una propria ragion dÕessere: consentire di
    accertare che la dichiarazione sia presente
    nella busta e di rilasciare rapidamente la
    ricevuta al contribuente del ricevimento
    della dichiarazione. Se fosse stata chiusa,
    lÕimpiegato della banca o della posta che
    riceve la dichiarazione avrebbe in primo
    luogo potuto, aprendo la busta, prendere
    visione di tutto il contenuto della dichiarazione
    stessa; in secondo luogo, avrebbe
    potuto essere contestato dal dichiarante
    qualora avesse dichiarato che la busta era
    vuota !
    Vanno inoltre fatte tre considerazioni.
    La prima: innanzitutto, le sezioni delicate
    dal punto di vista della privacy, vale
    a dire quelle relative al 4 per mille e allÕ8
    per mille, sono state collocate in basso
    allÕÇ Unico 1998 È laddove non si arriva a
    vedere.
    La seconda: la visione dellÕintero frontespizio
    comporta delle manovre intenzionali;
    ma allora anche usare il vapore per
    aprire la busta potrebbe comportare il
    rischio di andare contro la privacy! La
    terza: lÕestrazione della dichiarazione
    comporta la lacerazione della busta stessa.
    Tuttavia, lÕargomento piu` importante e`
    il seguente e costituisce lÕobiezione agli
    argomenti dellÕonorevole Leone: il garante,
    pur rilevando, in un primo momento, dei
    difetti della busta circa lÕadeguatezza della
    tutela della riservatezza dei contribuenti,
    non considerava necessaria la sostituzione
    della stessa a condizione che venissero
    impartite, alla posta e alle banche convenzionate,
    delle indicazioni idonee a tutelare
    questo diritto. Il punto e` proprio
    questo, cioe` che tali indicazioni sono
    presenti nelle convenzioni stipulate dall
    Õamministrazione finanziaria con lÕABI e
    con le Poste Spa. Per questo motivo
    lÕautorita` ha riconosciuto, probabilmente
    in un articolo successivo rispetto al testo
    a cui fa riferimento lÕonorevole Pagliarini
    Ð quindi la settimana scorsa, il 2 giugno
    1998 Ð che con queste convenzioni e` stato
    impostato in modo nuovo e rigoroso il
    sistema delle garanzie poste a tutela della
    riservatezza dei cittadini. Cio` al punto tale
    che lÕautorita` rileva che queste tutele oggi
    assicurano un livello di riservatezza assai
    maggiore rispetto al passato.
    Vorrei indicare alcuni punti importanti,
    affinche« non siano soltanto parole e
    generici riferimenti, di queste convenzioni
    volte alla tutela della privacy.
    Primo: le dichiarazioni possono essere
    ricevute ed elaborate solo da persone
    formalmente designate, che sono incari-
    Atti Parlamentari Ñ 31 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369
    cate di trattare i dati e che devono
    garantire riservatezza e sicurezza delle
    informazioni trattate. Secondo: le banche
    e la posta devono disporre di spazi specifici,
    topologicamente definiti e separati
    per immagazzinare i dati e per consentire
    il controllo, da parte dellÕamministrazione
    finanziaria, circa il rispetto della riservatezza
    dei dati e delle informazioni riguardanti
    i contribuenti. Terzo: i dati vengono
    trattati dalle banche e dalla posta solo per
    la finalita` del servizio, per il tempo
    indispensabile a tale scopo, provvedendo
    alla cancellazione delle informazioni
    stesse dopo tale periodo. Quarto: la conservazione
    dei dati non e` concessa a
    soggetti estranei a dette banche e posta.
    Per tutte queste ragioni, la tutela del
    diritto alla riservatezza dei contribuenti e`
    garantita Ð cio` non esclude che lÕanno
    prossimo, per cio` che riguarda la busta, si
    possano fare ulteriori passi in avanti Ð,
    per cui va respinta la richiesta di prorogare
    il termine previsto per la presentazione
    della dichiarazione dei redditi per
    modificare la busta che contiene la dichiarazione
    stessa.
    Questa e` lÕopinione dei democratici di
    sinistra (Applausi dei deputati del gruppo
    dei democratici di sinistra-lÕUlivo).
    PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
    per dichiarazione di voto lÕonorevole Tassone.
    Ne ha facolta`.
    MARIO TASSONE. Quando abbiamo
    presentato la nostra mozione ritenevamo
    che non ci sarebbe stato nessun tipo di
    valutazione negativa da parte dei colleghi.
    Pensavamo, invece, che le argomentazioni
    e le valutazioni contenute nella mozione
    potessero essere raccolte in termini positivi
    da parte dei colleghi di tutti i gruppi.
    Sulle mozioni, invece, si e` prefigurato
    un dibattito che io non capisco. Qualcuno
    ha parlato di pregiudizio dellÕopposizione.
    Ma io ritengo che vi sia, da parte di alcuni
    gruppi della maggioranza, una fede incrollabile
    negli atti del Governo, nonostante
    lÕevidenza e le confusioni che vi
    sono. Queste fedi incrollabili non le capisco,
    anche perche« questa mozione e`
    stata posta in termini molto tranquilli,
    nonostante vi sia qualche valutazione negativa
    sulla gestione del Ministero delle
    finanze. Ma non credo che questa sia una
    lesa maesta` . Non e` la prima volta che
    parliamo della gestione del Ministero delle
    finanze e della politica delle imposte, e
    farlo non e` lesa maesta`: e` una legittima
    posizione, un legittimo argomentare delle
    opposizioni. Ritengo che ci troviamo di
    fronte ad una disfunzione da tutti rilevata;
    ma soprattutto vi e` da parte del Governo
    una violazione della legge n. 675 del 1996.
    Ci dobbiamo quindi mettere dÕaccordo,
    onorevoli colleghi della maggioranza: ad
    un ministro, ad un ministero e` consentito
    violare questa norma sulla privacy? Se e`
    consentito, allora adottiamo tutti gli accorgimenti
    ai quali faceva riferimento il
    caro onorevole Targetti, tutti gli accorgimenti
    possibili e immaginabili, pero` dobbiamo
    stabilire un principio: se al Governo
    sia consentito violare una legge.
    Dico di piu` : se al Parlamento sia consentito
    far violare la legge da parte del
    Governo, una legge che il Parlamento
    stesso ha approvato nel 1996. Credo che
    questo sia il ragionamento da fare, non ve
    ne sono altri. Infatti il problema della
    busta, il problema della trasparenza, il
    problema della violazione sono fatti accertati,
    a meno che la fede incrollabile
    nella maggioranza e nel ministro delle
    finanze non faccia dire cose diverse ai
    colleghi della cosiddetta maggioranza, a
    tutti i colleghi della maggioranza.
    Ritengo, signor Presidente, che ci troviamo
    di fronte ad una vicenda molto
    strana. Una mozione che non soltanto
    chiede alcuni accorgimenti, ma chiede al
    Governo di intervenire immediatamente
    per posticipare la data di presentazione
    della dichiarazione dei redditi credo che
    sia un fatto scontato. Chiediamo cioe` che
    il Governo metta ordine rispetto alla
    confusione creatasi. Vi e` tuttavia un altro
    dato: chiediamo ai cittadini di rispettare
    la legge n. 675 del 1996 e abbiamo una
    vastissima casistica di circostanze in cui i
    cittadini hanno dovuto adeguarsi anche
    rispetto a cose minimali, infinitesimali. E`
    giusto pero` che sia stato cosõ`, e` giusto che
    Atti Parlamentari Ñ 32 Ñ Camera dei Deputati
    XIII LEGISLATURA Ñ DISCUSSIONI Ñ SEDUTA DEL 10 GIUGNO 1998 Ñ N. 369"


    E ora il Caso Moroni, sul quale non ho conoscenza dettagliata, se non per il fatto che anche egli denuciava già allora il sistema di giustizia arbitrario seguito da Mani Pulite...nella sua ultima lettera ai Parlamentari e al Presidente, e anche questa serve per capire i metodi di Mani Pulite e fare chiarezza:
    Egregio Signor Presidente,

    ho deciso di indirizzare a Lei alcune brevi considerazioni prima di lasciare il mio seggio in Parlamento compiendo l'atto conclusivo di porre fine alla mia vita.

    E' indubbio che stiamo vivendo mesi che segneranno un cambiamento radicale sul modo di essere nel nostro paese, della sua democrazia, delle istituzioni che ne sono l'espressione. Al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle "decimazioni" in uso presso alcuni eserciti, e per alcuni versi mi pare di ritrovarvi dei collegamenti. Né mi è estranea la convinzione che forze oscure coltivano disegni che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e la "pulizia". Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C'è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole.

    Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale. Né mi pare giusto che una vicenda tanto importante e delicata si consumi quotidianamente sulla base di cronache giornalistiche e televisive, a cui è consentito di distruggere immagine e dignità personale di uomini solo riportando dichiarazioni e affermazioni di altri. Mi rendo conto che esiste un diritto d'informazione, ma esistono anche i diritti delle persone e delle loro famiglie. A ciò si aggiunge la propensione allo sciaccallaggio di soggetti politici che, ricercando un utile meschino, dimenticano di essere stati per molti versi protagonisti di un sistema rispetto al quale oggi si ergono a censori. Non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima da "pogrom" nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti, ma che pure ha fatto dell'Italia uno dei Paesi più liberi dove i cittadini hanno potuto non solo esprimere le proprie idee, ma operare per realizzare positivamente le proprie capacità e competenze. Io ho iniziato giovanissimo, a solo 17 anni, la mia militanza politica nel Psi. Ricordo ancora con passione tante battaglie politiche e ideali, ma ho commesso un errore accettando il "sistema", ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune, ne mi è mai accaduto di chiedere e tanto meno pretendere. Mai e poi mai ho pattuito tangenti, né ho operato direttamente o indirettamente perché procedure amministrative seguissero percorsi impropri e scorretti, che risultassero in contraddizione di "ladro" oggi così diffusa. Non lo accetto, nella serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira. Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto. Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un'informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna. Con stima."

    Sergio Moroni

    Su Martelli basta il fatto che il processo è ad un grado successivo tuttora, ma che tu lo consideri già condannato e tutto dire!!!

    E questo basta a smontare tutto ciò che dici e a confermare i metodi distruttori del diritto perseguiti dalla giustizia sommaria e forcaiola...(alcuni tuoi dati che hai scritto erano del tutto sbagliati)

    ___________________________________________
    Saluti



    "
    Anarcho-capitalist

  2. #32
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Libertarian
    del tuo voler difendere a tutti i costi Di Pietro, come fanno gli ultras nelle curve...ma quando non si hanno argomentazioni ci si comporta da ultras...
    siamo alle solite: difendere la Legge e l'obbligatorietà dell'azione penale (non Di Pietro) equivale a comportarsi da talebani, da ultras, da teppisti, da fascisti.
    Viceversa difendere politici inquisiti e condannati con tanto di reato accertato, oppure attaccare Di Pietro anche quando le 54 accuse contro di lui sono state tutte archiviate fra il 1996 ed il 1999 (mica l'altro ieri), sarebbe un atteggiamento libertario, democratico e ponderato.

  3. #33
    PaleoLibertario Cattolico
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    Portici (Napoli)
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da DrugoLebowsky

    leggi il mio ultimopost dove sono costretto a correggerti parecchie grandi imprecisioni
    Anarcho-capitalist

  4. #34
    PaleoLibertario Cattolico
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    Portici (Napoli)
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da DrugoLebowsky
    siamo alle solite: difendere la Legge e l'obbligatorietà dell'azione penale (non Di Pietro) equivale a comportarsi da talebani, da ultras, da teppisti, da fascisti.
    Viceversa difendere politici inquisiti e condannati con tanto di reato accertato, oppure attaccare Di Pietro anche quando le 54 accuse contro di lui sono state tutte archiviate fra il 1996 ed il 1999 (mica l'altro ieri), sarebbe un atteggiamento libertario, democratico e ponderato.
    1)Tu non difendi la legge, ma solo la sua concezione giustizialista e forcaiola...e i forcaioli per me sono teppisti...
    2)Quelli che io difendo sono innocenti, e poi mi sono scagliato contro ilclima culturale di giustizialismo e di delazione creato daMani Pulite, roba da Grande Fratello di Orwell...
    3) guarda caso che Di Pietro è un ex magistrato e ha molti amici in magistratura, inoltre è divenuto Parlamentare nel Mugello proprio perscampare alla giustizia...
    4) l'obbligatorietà dell'azione penale èunagrande cazzata perchè ha portato solo allalentezza dei processi, a dimenticare lalegge civile, e all'archiviazione di molti processi...
    (ma questo è argomento per un altro 3d)
    Saluti
    Anarcho-capitalist

  5. #35
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Libertarian
    Caso Cagliari:
    E' indubbio il fatto dell'accordo a tre, ma rimane non provata affatto l'esistenza della maxitangente...
    ah no? e i 12 miliardi restituiti dalla moglie? dove li ha trovati? in un campo di cavoli? e le rogatorie svizzere che certificano i passaggi di denaro? non certificano un cazzo, immagino. La solita giustizia giacobina e forcaiola

    poi il tuo lunghissimo (e inutile) post denota una cosa: lo scarto che intercorre fra come dovrebbe essere un vero giornalista investigativo (interviste, prove, faldoni giudiziari) e come sei tu (lettere lacrimose, retroscena, pettegolezzi, oltre a numerose imprecisioni, e una notevole logorrea).

    p.s. la prossima volta più corto. ti prego.

  6. #36
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Libertarian
    leggi il mio ultimopost dove sono costretto a correggerti parecchie grandi imprecisioni
    sì signor maestro. che voto mi mette?

  7. #37
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Libertarian
    1)Tu non difendi la legge, ma solo la sua concezione giustizialista e forcaiola...e i forcaioli per me sono teppisti...
    2)Quelli che io difendo sono innocenti, e poi mi sono scagliato contro ilclima culturale di giustizialismo e di delazione creato daMani Pulite, roba da Grande Fratello di Orwell...
    3) guarda caso che Di Pietro è un ex magistrato e ha molti amici in magistratura, inoltre è divenuto Parlamentare nel Mugello proprio perscampare alla giustizia...
    4) l'obbligatorietà dell'azione penale èunagrande cazzata perchè ha portato solo allalentezza dei processi, a dimenticare lalegge civile, e all'archiviazione di molti processi...
    (ma questo è argomento per un altro 3d)
    Saluti
    1) io difendo la legge, tu mi dai del teppista perché lo faccio. Binario morto.

    2) clima di delazione? non credo. Io conosco una storia un po' diversa su Mani Pulite: che a quell'epoca il politico e l'imprenditore, messi l'uno davanti all'altro (confronto all'americana: altra grande cosa della riforma del codice penale del 1989), si accusavano l'un l'altro con accertamento della materialità del reato al di là di ogni ragionevole dubbio. Altro che "clima da delazione". "Venivano da me di corsa. Volavano". (Di Pietro).

    3) senti senti. sembra il perfetto ritratto di ben altro personaggio, inquisito nel 1987 per le tangenti alla Guardia di Finanza, nel 1989 per appartenenza alla P2, per corruzione in merito a Telecinco, Medusa, All-Iberian, nonché un enorme buco di debiti che aveva accumulato con la sua azienda... e che nel gennaio 1994 aveva fondato un partito. Di plastica.

    4) l'obbligatorietà dell'azione penale serve per mettere il Pm al riparo da minacce o regalie, per evitare che emetta sentenze compiacenti verso imputati molto potenti, oppure che non indaghi affatto, dietro regalie in denaro. La lentezza dei processi è dovuta, nel 99% dei casi, a cavilli ed eccezioni presentate dalla Difesa, che ha tutto l'interesse ad allungare il brodo per arrivare all'agognata prescrizione... il caso poi che tu definisca l'obbligatorietà dell'azione penale "una cazzata", si commenta da sé.

  8. #38
    PaleoLibertario Cattolico
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    Portici (Napoli)
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da DrugoLebowsky
    ah no? e i 12 miliardi restituiti dalla moglie? dove li ha trovati? in un campo di cavoli? e le rogatorie svizzere che certificano i passaggi di denaro? non certificano un cazzo, immagino. La solita giustizia giacobina e forcaiola

    poi il tuo lunghissimo (e inutile) post denota una cosa: lo scarto che intercorre fra come dovrebbe essere un vero giornalista investigativo (interviste, prove, faldoni giudiziari) e come sei tu (lettere lacrimose, retroscena, pettegolezzi, oltre a numerose imprecisioni, e una notevole logorrea).

    p.s. la prossima volta più corto. ti prego.
    Guarda che su Cagliari ho messo in evidenza le vere motivazioni del suo suicidio....cioè il comportamento del giudice....e poi il mio post molto lungo (ma così deve essere se si vuole trattare 3-4casi insieme, altrimenti facciamo un 3d per caso)è solo per fare chiarezza sul singolo caso...la lettera di un suicida è molto più veritiera di tante chiacchiere....una lettera è meglio di una intervista, poi non mi sembra siano pettegolezzi perchè si parla di una questione giudiziaria pubblica e importante, senza contare che ho postato anche atti pubblici della Camera, insomma tutti documenti che con quello che tu dici non hanno niente a chevedere...ma tu lo dici perchè le tue argomentazioni sono così povere,misere che non ti resta questo...le numerose imprecisioni sono le tue e ti pregherei di documentarti meglio un'altra volta...o tu conosci solo la "lettera" Di Pietrista?

    Credo sia diventato ormai insostenibile parlare con te che alle mie repliche e ai mieipost documentati scrivi scemenze del tipo pettegolezzi, retroscena, ecc...ma me lo chiami pettegolezzo un caso giudiziario con una lettera di un suicida (che è una cosa seria)? Il pettegolezzo qui sei proprio tu...
    Senza Saluti
    Anarcho-capitalist

  9. #39
    moderatore di bachelite
    Data Registrazione
    12 Aug 2002
    Località
    Germania
    Messaggi
    44,146
     Likes dati
    1,029
     Like avuti
    737
    Mentioned
    84 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Libertarian
    Senza Saluti
    i tuoi post sono tutto un non-sense

    cmq volevo solo farti notare che ai suicidi Cagliari, Moroni eccetera, al di là del caso umano (comprensibile), è sempre stata accertata la materialità del reato.

    per adesso buona notte. dormi bene e che il tuo sonno partorisca altri mostri, così come quando sei sveglio

  10. #40
    PaleoLibertario Cattolico
    Data Registrazione
    13 Aug 2002
    Località
    Portici (Napoli)
    Messaggi
    726
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [QripetoUOTE]In origine postato da DrugoLebowsky
    1) io difendo la legge, tu mi dai del teppista perché lo faccio. Binario morto.

    2) clima di delazione? non credo. Io conosco una storia un po' diversa su Mani Pulite: che a quell'epoca il politico e l'imprenditore, messi l'uno davanti all'altro (confronto all'americana: altra grande cosa della riforma del codice penale del 1989), si accusavano l'un l'altro con accertamento della materialità del reato al di là di ogni ragionevole dubbio. Altro che "clima da delazione". "Venivano da me di corsa. Volavano". (Di Pietro).

    3) senti senti. sembra il perfetto ritratto di ben altro personaggio, inquisito nel 1987 per le tangenti alla Guardia di Finanza, nel 1989 per appartenenza alla P2, per corruzione in merito a Telecinco, Medusa, All-Iberian, nonché un enorme buco di debiti che aveva accumulato con la sua azienda... e che nel gennaio 1994 aveva fondato un partito. Di plastica.

    4) l'obbligatorietà dell'azione penale serve per mettere il Pm al riparo da minacce o regalie, per evitare che emetta sentenze compiacenti verso imputati molto potenti, oppure che non indaghi affatto, dietro regalie in denaro. La lentezza dei processi è dovuta, nel 99% dei casi, a cavilli ed eccezioni presentate dalla Difesa, che ha tutto l'interesse ad allungare il brodo per arrivare all'agognata prescrizione... il caso poi che tu definisca l'obbligatorietà dell'azione penale "una cazzata", si commenta da sé.
    [/QUOTE]

    E ti rispondo anche su questo, ma per l'ultima volta in assoluto, dopo di che non parlo più:
    1)tu difendi la legge giacobina e dei massacri giudiziari accertati, per questo confermo che sei un teppista...
    2)Clima di delazione significa semplicemente che con Mani Pulite nell'immaginario collettivo è passato il messaggio inquisito=colpevole, distruggendo del tutto il diritto e ogni principio garantista.
    3)ripeto che non ho niente da spartire con Berlusconi, nè tanto meno sono Berlusconiano, anzi...
    4)quello che dici tu è proprio ciò che avviene oggi con il sistema di obbligatorietà...mentre molti processi penali oggi sono insabbiati dai tempi lunghissimi e dall'enorme mole di carte a causa dell'obbligatorietà dell'azione penale, cosa che se ti informi in nessun paese europeo e nemmeno negli Usa esiste, guarda un pò!!! Tutti i paesi europei e gli Usa sono corrotti? Ma va...per cortesia. Credo che sia la tua risposta che si commenti da se con una parola: ignoranza smisurata!!!
    Anarcho-capitalist

 

 
Pagina 4 di 6 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. dvd corrotto
    Di Cuordy nel forum Fondoscala
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 28-12-13, 20:45
  2. Mills, corrotto e prescritto
    Di Noir nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 388
    Ultimo Messaggio: 27-02-10, 09:52
  3. Mills: corrotto o evasore?
    Di Immanuel nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 41
    Ultimo Messaggio: 22-05-09, 13:42
  4. tutto e corrotto
    Di landen nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 30-06-06, 20:21
  5. Il boia corrotto
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 06-01-06, 02:45

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito