Queste le parole dell'ex assessore leghista Philippe Daverio in un'intervista rilasciata sul Corriere della Sera (Milano) di oggi:
Scusi, lei era assessore alla cultura della Giunta leghista di Formentini. Che fine sta facendo la Lega a Milano?
"E' un partito che non esiste all'interno di una giunta che non esiste. La Lega non ha nulla a che vedere con Milano. Ormai è un partito subalpino. La base della Lega in città non c'è più. E' un'esperienza che resta valida solo anagraficamente: chi ha cinquant'anni e vota Lega la voterà sino alla morte".
Ma a livello locale è in giunta, vuol correre da sola alle Provinciali...
"Fa trambusto. Il suo problema è quello di non scomparire".
La polemica sull' 8 per mille alla chiesa?
"Una burla. Sono dichiarazioni rodomontesche".
L'ostilità alla vendita AEM? (municipalizzata di Milano. ndr)
"E' giusta, e segna l'unico dato di vitalità: il riemergere delle origini anarco-sindacaliste della Lega. Sostenere l'utilità oggi della vendita della AEM è dura. Perchè vendere l'AEM per tappare buche nelle strade che si sono già riaperte?".
E il progetto politico della Lega?
"non c'è più da tanto tempo. La Lega è come un marchio aziendale, che segue logiche di comunicazione per esistere".
Perchè è scomparso il progetto?
"Perchè era adatto concettualmente ma non aveva organizzazione politica. Era un progetto teso tra opposti che pensavano di avere una linea comune; c'era un animo di destra e uno di sinistra... ma è mancata l'alfabetizzazione politica".
Ma tra Forza Italia e Lega non sono possibili punti di intesa?
"Sono esperienze legate dalla intima somiglianza dei due leader, diversi ma con la stessa genesi politica da bar sport".
Cosa dovrebbe fare la Lega per rialzarsi?
"Niente. E' finita. Il dibattito politico l'ha cambiato Berlusconi; è lui che ha tagliato l'erba sotto i piedi della Lega. Come negli affari: nessun socio di Berlusconi è mai sopravvissuto".




